LOUISE ERDRICH.
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LAROSE.
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Parte 2.
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Titolo originale: Larose.
Traduzione di: Vincenzo Mantovani.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Wolfred e LaRose.
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La Vecchia.
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Era vecchia ed era sorta dalla terra gorgogliante. Aveva dormito, cadendo nella polvere, in
letargo, alzandosi come una nebbia. Nella sua corsa vertiginosa la tubercolosi era andata a unirsi alla
vita pi gagliarda. Era in ogni nuovo mondo, e ogni mondo antico. Prima am gli animali, poi anche le
persone. A volte si calava in un carcere di tessuti umani, che le mura isolavano dalle fronde nutrienti
del corpo. A volte prendeva la fuga, correva liberamente, scavava gallerie nelle ossa o traforava i
polmoni di merletti capricciosi. A volte poteva andare dappertutto. A volte finiva in nulla. A volte
trovava ricetto in una famiglia, o iniziava il suo irrequieto vagabondaggio in una scuola dove, fianco a
fianco, dormivano i bambini.
Una notte, dopo la preghiera, nella scuola della missione dove la prima LaRose, il Fiore,
dormiva con altre bambine in tante file, dentro una stanza atrocemente fredda tranne che nelle nuvolette
dei fiati, la tubercolosi improvvisamente spicc il volo dalle labbra socchiuse di una bimba pelle e ossa.
Dal vento gelido che passava sibilando attraverso il telaio contorto di una finestra si lasci trasportare
sopra Alice Anakwad. Rest sospesa sopra sua sorella Mary. Si abbass e riprese il suo giro verso la
forma obliqua del corpo di LaRose sotto una coperta di lana, ma la corrente d'aria sub un'interruzione
e la lasci cadere. La Vecchia per sulla sponda di ferro del letto. Poi una sorella, espulsa violentemente
in una goccia della tosse di Alice, scavalc le sbarre del letto di LaRose e fu inalata dal suo respiro.
Quando scese dal carro che l'aveva portata a St. Anthony, Wolfred era l che l'aspettava. Lei
aveva lasciato la missione per la scuola sei anni prima, sotto una camicia e una coperta.
Guardatela ora!
Una giacca da viaggio di lana marrone, guanti in pelle di capretto, una gonna frusciante, e sotto
calze, mutandoni guarniti di pizzi lavorati da lei stessa, corsetto, sottoveste. Era stata pagata con abiti
vecchi per anni di duro lavoro. Portava un cappello di feltro sagomato, anch'esso marrone, con un
nastro lilla e l'ala iridescente di un beccogrosso azzurro. Le scarpe avevano un tacco elegantemente
curvo che aveva quasi azzoppato la padrona di casa.
Proprio come sperava, Wolfred non la riconobbe. Le rivolse un'occhiata di apprezzamento e
abbass lo sguardo, deluso. Poi, piano piano, i suoi occhi tornarono a posarsi su di lei. Dopo un po' la
sua espressione divent un miscuglio di sbalordimento e curiosit, e fece un passo avanti.
Sono io, disse lei.
Si scambiarono un sorriso, abbagliati e timorosi. Il viso di Wolfred rispecchiava il suo
splendore con una soddisfacente umilt. Lei si sfil un guanto e gli porse la mano; lui la tenne come un
uccellino vivo. Si caric in spalla il suo baule. Camminavano sul ciglio polveroso della strada. Wolfred
le mostr il carro, il suo barroccio a due ruote attaccato a un bue pezzato. Il barroccio era fatto
interamente di legno, ingegnosamente incavicchiato. Wolfred mise il baule dietro e l'aiut a sedersi a
cassetta accanto a lui. Fece schioccare la frusta sopra l'orecchio destro del giovenco e l'animale tir il
barroccio sulla strada, che poi divenne una pista accidentata. Le ruote stridevano come tutti i dannati
dell'inferno.
La pista tornava indietro fino alla stazione commerciale di Pembina, nelle Grandi Pianure,
quindi proseguiva fino al posto dove Wolfred aveva deciso di cimentarsi nell'agricoltura. Mentre
viaggiava in quel baccano frastornante che rendeva impossibile ogni conversazione, lei si sent
conquistare a poco a poco da un piacere struggente. Prima si tolse il cappello, sciolse il nastro lilla e lo
tenne cautamente in equilibrio sulle cosce. La sua carnagione si era ingiallita per la mancanza di sole.
Ora la luce le colpiva le spalle e le bruciava la pelle della gola. Chiuse gli occhi. Sotto le palpebre un
caldo pulsare di sangue, un'ombra di oro rosso. Si teneva in equilibrio con una mano sul braccio di
Wolfred. Le insegnanti della missione credevano che educare le donne nell'arte di governare la casa
con rigore e avvezzare i figli alla disciplina fosse essenziale per eliminare quanto c'era di selvaggio
nella loro personalit. Si doveva piantare un cuneo tra la madre indiana e la figlia. Nuove usanze
avrebbero eliminato ogni insegnamento primitivo. Ma non avevano fatto i conti con la forza della luce
solare sulla gola di una donna.
Il calore fece rivivere in LaRose l'et d'oro di prima che sua madre andasse incontro alla sua
fine. Guard Wolfred con occhio critico. S, pareva diventato un indiano. Le insegnanti della missione
gli avrebbero tagliato i capelli e tolto tutto ci che indossava: la camicia di cotonina rossa a fiorami, i
pantaloni di pelle scamosciata con le frange, il cappello a larghe tese, i mocassini decorati con fiori di
perline e rifiniti con nastri colorati. La sua pelle si era abbronzata fino a prendere un color noce scuro, e
Wolfred aveva acceso una pipa. Il fumo era fragrante, il tabacco mescolato con salvia e corteccia di
salice rosso. Quando sent il suo sguardo furtivo, le strizz l'occhio. Lei cerc di ridere, ma le stecche
del corsetto erano troppo strette. Perch essere obbligate a trattenere le risa? Ficc le mani sotto la
camicia e si allent il corsetto, l per l. Scalci per togliersi le scarpe, sfil gli spilloni dal cappello. Il
corsetto e le scarpe erano state la cosa peggiore: mai tirare un profondo respiro, e a ogni passo una fitta
di dolore. Chi c'era a sorvegliarla? A chi poteva interessare, ora, se portava mocassini, se bruciava il
corsetto, se giocherellava con i cinquanta bottoni che le chiudevano il vestito sulla schiena? Avrebbe
mangiato carne fresca, e dato un addio alle rape. I denti di Wolfred lampeggiavano. Quanto tempo
l'aveva aspettata! (Tanto per dire.) In ogni modo, non aveva sposato nessuna di quelle donne. Era
troppo rozzo per lei, ora? Eccitato, era curioso di sapere. Ordin al bue di rallentare. Ferm il
barroccio. Il vento emetteva un suono cupo e il silenzio regnava sulla terra.
Wolfred si volt verso di lei, prendendo dolcemente il suo viso tra le mani.
Gimiikawaadiz, disse.
Improvvisamente, con chiarezza, lei vide il proprio futuro: erano nudi su un masso del fiume, in
pieno sole, mangiavano bacche fino a macchiarsi la lingua e le labbra col succo, che le scorreva sul
mento e le si raccoglieva lungo la clavicola. Vide la loro vita insieme. La vide svolgersi davanti a s. Se
lo tir vicino con uno strattone. Wolfred la prese in braccio e la port attraverso l'erba alta, e si
coricarono l in mezzo dove essa nascondeva la loro nudit. Si rotolarono sulle bacche, schiacciandole
come sangue, come un parto. Gli sarebbe accaduta ogni cosa. Sarebbero stati una cosa sola. Sarebbero
stati tutte le cose.
Voglio un abito da sposa come questo, disse a Wolfred, e gli mostr una fotografia che veniva
utilizzata per raccogliere fondi per la scuola. Nella foto c'era la sua amica. Tutti i vestiti erano stati
presi in prestito, ma i capelli erano veri. LaRose li aveva pettinati e acconciati in una cascata sulle
spalle. Pi tardi li aveva tirati su in un nodo nuziale.
Credo sia morta di tubercolosi, disse. Come tutte le altre che ho conosciuto. Da quando 
tornata a casa non ho mai pi avuto sue notizie.
La tosse prese a bollirle nel petto, ma respirando con calma e battendosi la mano sullo sterno la
stretta si allent. Stava meglio. Sent la propria forza scacciare la debolezza.
Wolfred costru la capanna che alla fine, fasciata da tavole di legno, sarebbe diventata il centro
della casa contenente le vite dei suoi discendenti. La capanna era di tronchi di quercia appena sgrossati
e cementati tra loro con creta rossiccia. C'erano una cucina a legna, una padella di ghisa, finestre di
carta oleata e un buon assito per pavimento. Wolfred fece un letto di corda e LaRose riemp un
materasso di foglie di quercia e i cuscini di lanugine di stiancia. D'inverno la cucina diventava
incandescente. Facevano l'amore sotto una pelliccia di bisonte.
Dopo, LaRose si lavava nell'acqua gelida sotto i raggi della luna. Stendeva le braccia alla sua
luce d'argento. Il suo corpo era pronto ad assorbire una vita sfrenata, pulsante, sempre avida di nuove
esperienze. Tornava a letto, silenziosamente. Mentre cominciava ad assopirsi al calduccio del corpo di
Wolfred, si sentiva sollevare e portar via. Quando apriva gli occhi per guardare gi, aveva gi
attraversato il soffitto ed era in alto. Volava lentamente, guardando a destra e a sinistra, cercando le luci
degli spiriti in tutta l'area che circondava la loro capannuccia. Lontanissimo, sibilavano le stelle. Da
una stella part un puntino di fuoco che esit, oscill e colp in pieno LaRose. Ballonzolando, lei scese
dal cielo e torn a distendersi al fianco di Wolfred.
E cos misero al mondo una creatura.
Lei tagliuzz i suoi abiti eleganti per farne imbottite per neonati. Smont il corsetto e ne studi
la strana ossatura flessibile. Wolfred utilizz le stecche per costruire la testiera della culla. Le scarpe
andarono alla moglie di un colono in cambio di sementi. Le calze e il cappello furono il compenso per
lo sciamano che sogn il nome del bambino.
I tre figli seguenti arrivarono durante un temporale. LaRose urlava quando il tuono faceva
sentire il suo rombo. Spumeggiava di energia, e i parti erano pi facili. Ogni bambino nacque forte e di
forme straordinariamente belle. Furono chiamati Patrice, Cuthbert, Cleophile e LaRose. Era evidente
che tutti avrebbero avuto la forza e la lucida determinazione della madre, le sicure capacit e la
curiosit del padre, e diverse combinazioni della considerevole intelligenza di ambedue.
Lei sfregava il pavimento di legno della casa, cuciva tende di mussolina. I suoi figli imparavano
a leggere e scrivere in inglese e parlavano inglese e ojibwe. Lei ne correggeva la grammatica in
entrambe le lingue. In inglese c'era una parola per ogni cosa. In ojibwe c'era una parola per ogni
azione. L'inglese aveva pi sfumature per i sentimenti personali, ma l'ojibwe aveva pi sfumature per i
rapporti familiari. Lei disegn, a memoria, un mappamondo su una tavola imbiancata. Tutti sapevano
far di conto, copiando i numeri del padre. Tutti cucivano e infilavano perline, specie quando la neve,
cadendo, li isolava. I figli spaccavano legna e tenevano accesa la cucina. Wolfred gli insegn il mistero
dell'impasto, la meraviglia rappresentata dalla cattura di invisibili fermenti per far lievitare il pane, la
grande gioia di cuocere le pagnotte nella cenere di legna e sopra il fuoco. La carta oleata delle finestre
fu rimpiazzata dal vetro. La terra sarebbe diventata di propriet della riserva, ma Wolfred era riuscito a
farsela assegnare e gli agenti e il prete li lasciarono in pace.
Quando il figlio pi piccolo ebbe un anno, la tosse sempre pi insistente di LaRose eruppe in
accessi superiori alle sue forze, e fitte di dolore le saettarono attraverso le ossa. Wolfred le dava da bere
la panna del latte. La faceva riposare. L'avvolgeva con cura nelle coperte e le metteva pietre bollenti
nel letto. Lei miglior e recuper le forze. Torn quella di una volta, per anni. Poi, un giorno di
primavera, croll di nuovo, rovesciando un secchio d'acqua, e giacque, bagnata, nell'erba fredda,
distrutta, furente, con una bava di vivido sangue arterioso alla bocca. Ancora una volta, per, si riprese,
e le tornarono le forze. Ingann la Vecchia e le strapp altri dieci anni.
Alla fine, nella sua estasi di vivere, la Vecchia si impossess di lei. Le affond nelle ossa
coltelli di ferro rovente. Le tagliuzz i polmoni per farne arabescati biglietti di San Valentino. Wolfred
le metteva in bocca col cucchiaio il grasso riscaldato di tutta la selvaggina che catturava. La faceva
ancora riposare, l'imbacuccava con cura ogni sera e le disponeva intorno ai piedi sassi di lago
riscaldati. Ogni sera lei diceva addio, cercava di morire prima dell'alba e si svegliava delusa. Lui
prepar un impiastro bollente di ortiche schiacciate tra due pezzi di tela e glielo mise sul petto. Lei
miglior, recuper le forze, ma torn quella di prima solo per un mese. Un giorno fresco sul finire
dell'estate, con gli insetti che frinivano nel campo di fieno e i canti degli uccelli intrappolati tra le
betulle, torn a ripiegarsi sull'erba. Guardando in su, verso una voluta di cielo splendente, vide un
uccello dall'aria sinistra. Wolfred l'avvolse nelle imbottite e la depose su un letto di canne tagliate sul
fondo del carro. I figli l'avevano fatto alto e spesso. Avevano steso sulle assi due pesanti coperte da
cavallo, poi le loro imbottite. LaRose vide il letto che le avevano preparato e fece loro una carezza sul
viso.
Riprendetevi le coperte, disse, inorridita al pensiero di trasmettergli ci che la consumava.
Fategli prendere aria, grid. Fate prendere aria alla casa. Dormite nella stalla, per un po'.
La toccarono, cercando di calmarla.
Ho caldo, sorrise lei, anche se non era vero.
Wolfred era venuto a sapere che nell'appena costruita St. Paul c'era un dottore che aveva una
cura per la malattia. Vi port LaRose col carro. L, dopo un viaggio di due settimane che l'aveva
ridotta al lumicino, lei incontr il dottor Haniford Ames.
In un ambulatorio immacolato, quel dottore pallido e mite le sent il polso con dita tranquille,
l'auscult e spieg cos'aveva imparato da un uomo del Sud, il dottor John Croghan. In una grande
caverna del Kentucky, aveva inventato l'haloterapia per la consunzione, o tisi. La purezza e la salubrit
minerale dell'aria nelle caverne era curativa. Il dottor Haniford Ames aveva scavato e costruito quattro
celle di pietra nelle grotte Wabasha di St. Paul, e l dentro teneva i suoi pazienti, nutrendoli bene e
assicurandosi che l'ambiente fosse pulito e propizio. Quando incontr LaRose, dapprima fu contrario a
sottoporla al suo regime. Essendo lei un'indiana, era certo che fosse incurabile, ma Wolfred fu
irremovibile. Aspettarono otto giorni. Un paziente mor e Wolfred sbors tutto il denaro che
possedevano. LaRose fu ammessa. La sua stanza di pietra imbiancata era minuscola, lo spazio appena
sufficiente per un pagliericcio e un portacatino. La cella dava su un'ampia cornice di roccia dove lei
giaceva tutto il giorno guardando l'indomito, torrenziale Mississippi. LaRose sorrise quando Wolfred la
depose sul materasso soffice e fresco. Dal letto poteva spingere lo sguardo oltre il fiume fino
all'orizzonte, a est, dove baldanzose nuvole rosate andavano ammassandosi rapidamente.
La febbre le faceva bollire il cervello; era eccitata, vigile. Chiese carta, penne e inchiostro. Per
due notti Wolfred dorm ai piedi del suo letto, avvolto in una coperta. Tutti i pazienti dormivano su
questa lunga sporgenza rocciosa perch Ames era convinto che anche l'aria della notte rinforzasse i
polmoni. LaRose scriveva senza posa. Quando and a casa, Wolfred prese i fogli, che erano storie,
moniti, lettere ai figli.
Ricevevano suoi messaggi ogni volta che arrivava un postino a cavallo. Mangiava. Riposava. Il
dottor Haniford Ames stava ricorrendo alle pi recenti scoperte della scienza per regolare il
trattamento. Non voleva esagerare col laudano e pensava a un possibile intervento chirurgico. La peste
bianca gli aveva portato via una sorella e un fratello. Lui si era ammalato insieme a loro, ma adesso era
guarito. Se avesse potuto dissezionarsi per scoprire cos'era stato a salvarlo, l'avrebbe fatto. Quando i
medici della costa orientale gli erano sembrati troppo conservatori nel loro modo di pensare, aveva
caricato su un carro l'intero laboratorio ed era partito per l'Ovest. L sarebbe stato libero di scoprire
una cura. Avrebbe scoperto cosa lo aveva salvato mentre morivano tragicamente i suoi cari. Per quel
che ne sapeva, lui non aveva alcunch di eccezionale. Non era un uomo robusto. L'unico moto che
faceva era passeggiare, con ogni tempo, per riordinare le idee. La sua dieta era sciatta: mangiava quello
che poteva, si ingozzava di dolci. Fumava, persino. No, esternamente non c'era nulla di speciale. Tutto
in lui era comune, insignificante. Doveva esserci qualcosa dentro che non riusciva a quantificare. Suo
fratello era stato un alpinista, muscoloso e allampanato. Sua sorella era stata una donna bellissima, che
nuotava nelle acque dell'Atlantico al largo di Cape Cod e montava cavalli intrattabili. Aveva una
mistica fiducia in se stessa e morire era stato per lei una grossa sorpresa. Era stata una sorpresa anche
per Haniford, che proprio per questo si era rassegnato a seguire la sua sorte. Essere ancora vivo
continuava a sconcertarlo.
Quando incontr LaRose, si trov di fronte a un altro enigma che avrebbe inciso profondamente
sulla sua vita. Tra gli indiani dilagavano le malattie, e quasi ognuna di esse era letale. Lui credeva nella
scienza, non in questa idea di un destino manifesto che continuava ad apparire sui giornali. E rimase
sconvolto quando i pii ladri di terreni dichiararono che in un cos efficace annientamento degli indiani
che ostacolavano la via del progresso c'entrava in qualche modo la Volont di Dio.
Curioso quanto spesso la Volont di Dio ti mette un dollaro in saccoccia, diceva il dottor Ames.
Qualcuno lo trov offensivo. Lui se ne infischi. Era un uomo capace, era vivo, e avrebbe fatto
buon uso di queste due cose.
Dubitava che LaRose potesse sopravvivere, perch nessun indiano era mai stato curato per
questa malattia. Ma LaRose, quando lui la conobbe, gli ricord sua sorella, e allora decise di curarla
comunque e si butt anima e corpo nell'impresa.
Dal suo letto sul promontorio roccioso, LaRose vedeva cambiare il tempo. Il dottor Ames,
quando era stato ammalato, aveva mangiato pesce con la besciamella. LaRose mangi pesce con la
besciamella. Lui aveva passeggiato, e cos passeggi lei, anche se tutto lo spazio di cui disponeva era il
breve corridoio roccioso della grotta, dove andava avanti e indietro. Quando Wolfred la lasci, aveva
gi mostrato un certo miglioramento. Il dottor Ames gli scrisse per dire che LaRose stava reagendo
bene a un collasso polmonare: aveva delle speranze. Le lettere che Wolfred riceveva da lei gli dicevano
che era pi forte, che ora aveva il permesso di passeggiare due volte al giorno, che mangiava sempre
pesce con la besciamella. Poi arriv una lettera in cui LaRose diceva di aver visto Mackinnon.
Wolfred prepar in fretta e furia da mangiare per i figli e sell il cavallo.
La testa di Mackinnon fece la sua comparsa alle prime luci dell'alba oltre il grande fiume, un
puntino che rest l a dondolarsi per tutto il giorno come se si stesse preparando. Ogni mattina, di
giorno in giorno, lei si svegliava presto e la vedeva in attesa, ingorda, dentro la nuvola di vapore che le
ribolliva intorno. Un pomeriggio entr in acqua all'improvviso. A volte spariva per giorni interi. Ma
tornava sempre a galla. Le orecchie sbrindellate la spingevano laboriosamente in avanti, come remi,
contro le correnti traditrici che formavano rapide e gorghi. Quando il fiume la capovolgeva o la
risucchiava in una pozza, LaRose si rincuorava. Ma la testa schizzava sempre fuori, girando su se
stessa. Lei aguzzava lo sguardo e la vedeva chiaramente da lontano.
Ballonzolava in cerchi, col naso che fiutava e si arricciava, fino a quando si ferm, avvertendo
la sua presenza. Se lei si assopiva, la testa si avvicinava. LaRose, allora, cerc di stare sveglia, ma
inevitabilmente il sonno la vinceva. Ogni volta che si destava, la testa era ancora pi vicina. Presto pot
vedere come si era deteriorata con gli anni; un occhio era bianco e accecato, il fuoco aveva sfregiato e
deturpato la pelle, annerito il naso butterato. Le orecchie a sventola e le cavit delle narici erano irte di
peli. Quando calava la notte i peli ardevano come pagliuzze. Tra le onde brillava una luce di genziana.
Lei ne sentiva l'odore: non di putredine ma di salamoia, forte. Tra alcol e sali, Mackinnon si era messo
la testa sott'aceto tanto tempo prima, e non poteva essere ucciso.
Arriv l'infermiera, che avvolse LaRose nelle lenzuola, la copr di panni pesanti scaldati con
mattoni, l'assicur con le cinghie fino a farle prender sonno. Debole come l'acqua, forte come la terra.
Ci stava mettendo tanto cos tempo a morire che lo sforzo l'aveva resa pi forte. Era pronta. La testa
saliva, scalando la falesia tra grugniti e brontolii. Lei non poteva fuggire, ma ricorse agli insegnamenti
di sua madre. A furia di dibattersi sgusci fuori dal proprio corpo, staccandone lo spirito. La testa di
Mackinnon azzannava le pietre con i denti, gettandosi avanti alla cieca. Tra gorgoglii di bramosia, si
trascin oltre l'orlo del cornicione per buttarsi su di lei. Troppo tardi. LaRose era fuggita dal proprio
corpo, e saliva roteando nel vento impetuoso, nel preciso momento in cui Mackinnon affondava le
zanne di verro nel suo cuore.
Quel giorno Wolfred arriv in ritardo. Per tutta la strada aveva sentito le sue braccia intorno ai
fianchi e il suo peso dietro di lui, sulla sella. Aveva parlato con lei, le aveva detto di restare nel proprio
corpo. Ma il profumo di bergamotto e il suo fiato caldo tra le spalle perduravano: queste cose lo fecero
disperare. C'era una piccola sala d'attesa. Lo condussero l per dargli la notizia, che gli fu comunicata
da un'infermiera florida e paffuta. In effetti, esprimendo il suo rammarico, doveva dirgli che sua
moglie se n'era andata. L'infermiera non aveva tempo per i dettagli. Gli diede un affettuoso buffetto
sulla mano e lo lasci da solo a incassare il colpo.
Wolfred si era preparato a questo pensando alle cose che avrebbe fatto. Avrebbe avvolto
strettamente il corpo di LaRose in una coperta, l'avrebbe portata fino al suo cavallo. Sarebbe tornato a
casa con le redini in una mano e lei in sella davanti a lui. LaRose avrebbe appoggiato la testa al suo
petto e i suoi capelli avrebbero assorbito le lacrime che gli si scioglievano in gola. Non riusciva a
cancellare la testa di Mackinnon dai suoi pensieri. Ma ora, finalmente, LaRose sarebbe stata al sicuro,
dove nessuno poteva raggiungerla. I suoi figli non avrebbero mai dovuto sopportare quello che aveva
sofferto lei. Wolfred avrebbe avuto ogni cura di loro. Questo le disse, nei suoi pensieri, parole calde
che attraverso l'aria cercavano di rintracciare il suo spirito.
Si vide svoltare nella via di casa. Avrebbe rallentato il passo, disperato. Tremava al pensiero di
dirlo ai loro figli, anche se era possibile che lo sapessero gi, perch doveva essere andata a trovarli,
pens, nei loro sogni. Sarebbe smontato, decise, avrebbe steso il corpo di sua moglie sulla sella,
l'avrebbe adagiata per terra per farla riposare.
Quindi avrebbe condotto l i ragazzi perch le rivolgessero la parola. Quando era partito, la sera
prima, pioveva, e il terreno era ancora bagnato qua e l. Chiuse gli occhi, si vide prendere e mescolare
un po' di fango con le dita. Avrebbe toccato il suo viso, le avrebbe spalmato il fango sulle guance, sul
naso, sulla fronte, sulla punta smussata del mento. Se avesse avuto uno scudo di bronzo, lo avrebbe
conficcato nel terreno sopra la sua tomba. Dopo la sepoltura, avrebbe errato nei boschi bevendo dai nidi
di api selvatiche il miele amaro che aveva fatto impazzire i soldati di Senofonte.
LaRose, disse ad alta voce nella soffocante sala d'attesa.
Dov'era quell'infermiera?
Non voleva che nella prossima vita i suoi cari patissero, da parte degli uomini, tutto il male che
lei aveva subito in questa. In seguito avrebbe bruciato tutte le sue cose per fargliele avere.
Cammina fino all'orlo e aspettami, disse all'aria. Mettiti il cappello con la piuma.
Dov'era quell'infermiera?
Wolfred arriv in fondo alla strada con passo pesante, stordito. I suoi figli gli corsero incontro.
Erano stati attenti. Vedere cos disorientato quel padre sempre razionale li confuse. Diventarono subito
queruli, chiassosi, insistenti. Wolfred mand via il cavallo e si pass una mano sul viso. Non gli
chiesero se la mamma era viva, gli chiesero dov'era. Ci volle fino a quando fu dentro la capanna,
seduto su una sedia accanto alla cucina, fino a quando il fuoco fu acceso, il cavallo strigliato. Ci volle
molto tempo per fargli dire una parola. Il suo silenzio aliment la loro ansia a tal punto che restarono
zitti. In quel silenzio, finalmente, rintoccarono le sue parole.
Vostra madre  morta.  stata seppellita. Seppellita molto lontano da qui.
Li strinse al petto, li coccol, li lasci piangere contro il suo panciotto, le sue braccia, fino a
quando, spossati, si trascinarono tristemente a letto. Solo la pi piccola, LaRose, che portava lo stesso
nome della madre, rest acciambellata accanto a lui. A un certo punto, fissando le braci, suo padre si
scosse. LaRose ud le sue parole, a met tra un bisbiglio e uno stridore.
Rubata. Vostra madre ci  stata rubata.
Prima di diventare grande, la seconda LaRose a volte immaginava che sua madre, sebbene
rubata, forse da Dio, potesse in realt essere ancora viva in qualche posto. Sapeva che non era vero,
naturalmente, ma questo pensiero la tormentava. Quando finalmente interrog suo padre in merito, lui
si innervos e tir gi la bottiglia di whisky dalla mensola pi alta. Wolfred beveva solo un cicchetto di
tanto in tanto. Non si ubriacava mai, ragion per cui il fatto che bevesse un goccio di whisky significava
semplicemente che si stava preparando a parlare di una cosa difficile.
Tu sei l'unica che me l'abbia mai chiesto, disse.
Mi avevi detto che ce l'hanno rubata, disse LaRose.
Davvero?
Wolfred non si era risposato, anche se le donne gli si buttavano ai piedi. Per molti anni aveva
parlato senza posa ai suoi figli della madre, cosa che gliel'aveva tenuta in vita. Ora, non parlava di lei
forse da un anno. Questa figlia, questa LaRose, era stata reclutata da un uomo di nome Richard H.
Pratt, che aveva visitato la riserva delle trib dei Mandan, Hidatsa e Arikara e viaggiato attraverso il
North Dakota come pure attraverso il South Dakota. Pratt aveva fondato una scuola convitto a Carlisle,
in Pennsylvania. Lei ci voleva andare perch sapeva che anche sua madre era andata a una scuola cos.
Era un modo di essere come sua madre, che aveva vividamente e con disperata insistenza insegnato alla
figlia tutto quello che sapeva.
Cosa impar
Prima di morire, la prima LaRose aveva insegnato alla figlia come trovare spiriti guida ovunque
andassero, come guarire la gente con i canti, con le piante, quali licheni mangiare per non morire di
fame, come piazzare le trappole, pescare col cucchiaino, tendere reti, pescare con la rete, accendere il
fuoco con due legni e un ricciolo di corteccia di betulla. Come cucire, come bollire la roba da mangiare
con pietre arroventate, come intrecciare stuoie di canna e fare vasi di scorza di betulla. Le aveva
insegnato come avvelenare i pesci con le piante, come fabbricare frecce, un arco, sparare col fucile,
come servirsi del vento quando si va a caccia, fare un bastone per scavare, dissotterrare certe radici,
intagliare un flauto, suonarlo, rivestire di perline una borsa a bandoliera. Le aveva insegnato come
capire dai versi degli uccelli quale animale era entrato nel bosco, come capire dai versi degli uccelli la
direzione e la qualit del tempo che si stava avvicinando, come capire dai versi degli uccelli se stavi per
morire o se un nemico era sulle tue tracce. Impar come non far piangere un neonato, come divertire un
bimbo pi grande, cosa dare da mangiare a bambini di ogni et, come catturare un'aquila per strapparle
una penna, come buttare una pernice gi dall'albero. Come scolpire il fornello di una pipa, bruciare il
centro di un ramo di sommacco per il cannello, come stagionare il tabacco, fare il pemmican, come
raccogliere il riso selvatico, danzare, spularlo, essiccarlo e metterlo da parte, e come conciare il tabacco
per la pipa. Come intagliare zipoli per gli alberi, piantarli negli aceri, spillarne la linfa, come fare lo
sciroppo, lo zucchero, come ammollare una pelle, raschiarla, come ungerla e conciarla col cervello
dell'animale, come ammorbidirla e renderla liscia come la seta, come affumicarla, che uso farne. Le
insegn a confezionare muffole, gambali, makazinan, una veste, un tamburo, una giubba, come
ricavare una sacca da viaggio dallo stomaco di un alce, un bisonte, un carib. Le insegn il modo di
uscire dal suo corpo quando era mezza sveglia o addormentata e a volare qua e l per vedere cosa stava
succedendo sulla terra. Le insegn a sognare, a tornare da un sogno, a cambiare il sogno o a restare nel
sogno per salvarsi la vita.
La scuola industriale indiana di Carlisle, in Pennsylvania, era diretta da un ex capitano del
Decimo Cavalleria alto e col viso affilato come un'accetta. Essendo riuscito a rieducare i detenuti di
Marion, Illinois, e avendo lavorato con i giovani e le giovani sioux dello Hampton Institute, avendo in
pratica sconfitto i sostenitori delle idee di Frank Baum, Richard Pratt incoraggiava i suoi studenti a
diventare comprensivi riformatori, scrivendo che la speranza e la salvezza della razza consisteva
nell'immergere gli indiani nella nostra civilt e, una volta sotto, nel tenerveli finch ne saranno
completamente imbevuti.
La seconda LaRose ne fu letteralmente saturata. Era intelligente. Dopo essersi faticosamente
abituata a indossare i suoi corsetti, li stringeva a dovere e si infilava i guanti: perch li aveva portati sua
madre nelle occasioni speciali. Impar a pulire le case dei bianchi come prescritto dal programma
extrascolastico della Carlisle, e a togliere dagli angoli con un coltello la polvere che vi si era
solidificata. Impar a lucidare le vene grigie dei pavimenti di marmo. Faceva brillare le boiserie. Le
caldaie di rame lustrate da lei mandavano lampi. In pi, scriveva con una bella calligrafia e faceva di
conto fino alle migliaia. Conosceva i fiumi del mondo e le guerre combattute dai greci, combattute dai
romani, combattute dagli americani, sbaragliando prima gli inglesi e poi i selvaggi. La lista delle razze
che dovette imparare a memoria metteva al primo posto i bianchi, poi i gialli, i neri e alla fine i
selvaggi. La sua gente era all'ultimo posto, secondo il programma scolastico.
E con questo? Lei portava una variet di cappelli e si allacciava i bottoncini delle scarpe.
Sapeva a memoria la Dichiarazione d'Indipendenza, e il capitano Pratt in persona le aveva parlato della
Guerra Civile e delle ragioni per cui era scoppiata. Recitava lezioni imparate a memoria, compresa una
poesia sull'angelo del focolare. Impar la matematica e si impresse nella mente la forma dei diversi
paesi del globo. Impar la storia americana e i livelli delle civilt da antiche a moderne, che erano
culminate in uomini come il capitano Richard Pratt. Impar a sopravvivere a pane e acqua, poi caff,
sugo di carne e pane. Impar soprattutto i lavori manuali: come usare il mangano, l'amido, il ferro da
stiro. Lavorava dieci ore al giorno con una temperatura di quasi cinquanta gradi. Impar a cucire a
macchina. A tenere la bocca chiusa come se fosse cucita. Per essersi espressa in anishinaabe. Impar a
sopportare di essere sculacciata con un'assicella. Impar a mangiare con la forchetta e il cucchiaio, a
spalmare correttamente lo strutto sul pane con un coltello, a coltivare ortaggi, a rubarli, a fare il sapone,
a strofinare pavimenti, strofinare muri, strofinare pentole, strofinare il proprio corpo, la propria testa,
pulire un pavimento, un gabinetto, una dispensa scaffale per scaffale, impar cos'erano i topi e il modo
di ucciderli, come arricchire la propria dieta rubacchiando nelle fattorie del circondario o raccogliendo
noci e ghiande, celandosele in seno. Nel corso di quei primi anni Carlisle vendeva i suoi prodotti
agricoli e dava da mangiare ai suoi studenti farina d'avena, farina d'avena, farina d'avena.
Impar a stare in piedi nel modo pi corretto, a stringere fermamente la mano, a infilarsi i
guanti e a toglierseli dito per dito. A passeggiare come una donna bianca calzando scarpe dure. A usare
e lavare pezzuole mestruali puzzolenti, mentre le donne ojibwe non puzzavano mai di sangue vecchio
perch usavano il muschio e la peluria delle stiance e poi li buttavano via, perch facevano il bagno due
volte al giorno. Impar a puzzare, impar a sentirsi prudere la pelle, impar a bollire la biancheria per
toglierne i pidocchi e a lavarsi solo una volta la settimana, una volta ogni due settimane, ogni tre.
Impar a dormire su pavimenti freddi, a sopportare l'odore dei bianchi e ad apparecchiare una tavola
come si deve. Impar a veder morire in fretta le sue amiche di morbillo, o soffocate dalla polmonite, o
urlando per lo strazio di una meningoencefalite. Impar a cantare gli inni funebri, e li cant per un
ragazzo sioux di nome Amos LaFromboise, per un ragazzo cheyenne di nome Abe Lincoln, per Herbert
Littlehawk, Ernest White Thunder, Kate Smiley, e per un suicida di cui si cancell con grande cura il
nome dalla mente. Impar ad avere fame e a sentirsi sazia anche se doveva mangiare corteccia di
betulla: gli strati pi interni. Impar, come sua madre, a nascondere che aveva la tubercolosi.
Pratt diceva, inoltre: Un grande generale ha dichiarato che l'unico indiano buono  quello
morto, e il crisma dei superiori alla sua azione devastante  stato un fattore importantissimo nel
favorire i massacri degli indiani. In un certo senso, io condivido questo sentimento, ma solo in questo:
che a morire dovrebbe essere tutto l'indiano che c' nella razza. Uccidete l'indiano che  in lui, e
salvate l'uomo.
Ma con questa LaRose avevano cominciato a uccidere l'indiano troppo tardi. Lei conosceva The
Battle Hymn of the Republic, e tuttavia sua madre le aveva insegnato a usare gli spietati e insidiosi
veleni degli ojibwe. Sapeva catturare e scuoiare qualunque animale vedesse. Sua madre aveva teso un
agguato alla testa di un demone bianco, le aveva cavato gli occhi e li aveva bruciati. Sua madre aveva
invocato il tamburo della propria madre e guarito un uomo che si aggirava in preda alle vertigini pi
profonde. Sua madre aveva costruito un tamburo nuovo apposta per lei. Nessuno l'aveva preso perch
l'aveva lasciato da suo padre. Ora questa LaRose aveva visto l'oceano. Ora il suo lavoro in quella
regione orientale era finito. Sua madre le aveva insegnato a mettere via il suo spirito per custodirlo
quando era necessario. Dalle cime degli alberi riport e assorb le sue tante personificazioni. Era
completa. Poteva andare. Sotto la piuma ballonzolante del cappello smesso che le era stato regalato per
aver pulito pentole per un mese, avanz con gli occhi bassi sul marciapiede della stazione, con un
biglietto nella borsetta per tornare a casa.
Voleva cambiare tutto, una volta l. Riusc a fare qualche miglioramento, nel suo piccolo. And
a vivere con suo padre, Wolfred. Spos un cugino. Divent una maestra e la madre di una maestra. La
figlia, che portava il suo stesso nome, divent la madre della signora Peace. Impararono tutte due
lingue, quattro livelli di matematica, l'uso delle piante, e a volare sopra la terra.
Suo padre bevve un sorso di whisky. Non aveva ancora parlato, ma sotto la mano che non
reggeva il bicchiere ora c'era una pila di carte.
Vuoi dirmi, almeno, dov' sepolta? chiese LaRose.
Questo non posso dirtelo, disse Wolfred.
Perch? Lei si avvicin, lo tocc sulla spalla.
Perch non lo so.
Nonostante i suoi pensieri contrastanti, LaRose cercava sempre di essere realista, di immaginare
una tomba, una pietra col nome di sua madre inciso sopra, un luogo che alla fine si potesse visitare.
Quel che diceva suo padre era insensato.
Non pu essere, disse.
 la verit, disse lui. Poi ripet le parole che lei aveva dimenticato e ricordato molte volte da
quando era giovane.
Ce l'hanno rubata.
Batt la mano sulla pila di carte, la guard in faccia.
Figlia,  tutto qui.
Mille schiacciate vincenti
2002-2003
Le lettere
La signora Peace seduta al tavolo della sua cucina, scintillante come acciaio cromato. La sua
superficie laccata coperta di vaschette di perline, scatole da sigari piene di perline, giornali
ammonticchiati. Snow e Josette stavano facendo scivolare con cura vecchissime lettere dentro buste di
plastica. La maggior parte dei fogli che Wolfred Roberts aveva riempito negli anni sessanta
dell'Ottocento, poi negli anni settanta, erano ancora spessi ed elastici. Qualcuno era pi fragile, rigato,
strappato da qualche libro mastro.
Questa vecchia carta era fatta molto bene, disse la signora Peace. Oggi si sbriciola in due o tre
anni.
 l'acido, disse Snow. Oggi c' dell'acido in quasi tutta la carta.
Wolfred Roberts aveva scritto belle copie delle lettere che spediva per ritrovare la moglie che
gli avevano rubato, costruendo accanitamente nel corso della sua ricerca un vero e proprio archivio. Le
date erano sulle lettere, e c'era un registro delle date in cui venivano spedite e delle date in cui riceveva
le risposte, se c'erano risposte.
L'originaria forma di backup, disse Josette.
Utilizzava la sua preparazione di contabile nel commercio di pellicce, disse la signora Peace.
Prendere nota di ogni transazione. Mia zia mi ha detto che teneva queste lettere in una cassetta
metallica chiusa a chiave. Lei era giovane quando  morto, ma si ricordava di quella chiavetta. La
tenevano in una vecchia zuccheriera con i manici rotti. Non voleva che i figli pasticciassero con queste
carte. Era tutto ci che aveva di lei, la prova che la stava cercando.
La signora Peace mise le pagine di plastica dentro un raccoglitore ad anelli. Le prime lettere
erano indirizzate al dottor Haniford Ames. Tutte le lettere di Wolfred, pi tardi anche di un avvocato,
chiedevano i resti di LaRose Roberts. L'incisivo scheggiato, il cranio fratturato e ricucito, le lesioni
prodotte dal calcione di un dissoluto mercante di pellicce, come pure le sue povere ossa tubercolotiche,
l'avrebbero distinta facilmente dagli altri. Le lettere di Wolfred la cercavano, ma la cosa non era finita
l. La figlia di Wolfred, la seconda LaRose, riprese la caccia. C'erano anche lettere di quando sua
madre era a Carlisle. E poi scrivere lettere tocc alla figlia, e finalmente alla signora Peace. Per ben pi
di un secolo queste lettere avevano cercato le ossa di Mirage, del Fiore, di LaRose.
LaRose mostr di servire a qualcosa, anzitutto, per le ricerche del dottor Haniford Ames. Le
lettere in cui il dottor Ames eludeva cortesemente le richieste di Wolfred attestavano il valore del suo
corpo in nome della scienza. Le sue ossa dimostravano la straordinaria suscettibilit degli indiani a
questa malattia, e anche quanto tempo l'aveva combattuta. Il suo corpo aveva, reiteratamente,
contenuto e respinto il morbo. LaRose, diceva il dottore, era stata un esemplare del genere umano
degno di nota. Per qualche tempo era stata anche un'ambasciatrice per i curiosi. Ames, secondo
l'avvocato, non aveva alcun diritto di portarsela dietro nei suoi viaggi e di usarla per illustrare le
conferenze scientifiche che teneva sui progressi della tubercolosi. Ames aveva lasciato tutti i resti
umani in suo possesso alla Societ Storica della contea di Ames, nel Maryland, dove trascorse gli anni
della vecchiaia. Le ossa erano state messe in mostra.
Dopo le lettere di Wolfred, le ossa furono tenute in un cassetto accanto alle ossa di altri indiani:
alcune tolte dalle piattaforme funerarie, altre disseppellite dai tumuli funerari, altre ancora trovate nel
terreno durante l'aratura dei campi e gli scavi e la costruzione di strade e fondamenta di edifici, banche,
ospedali, alberghi e piscine. Per molti anni la Societ Storica rifiut di restituire le ossa, perch erano
una parte importante della storia della contea di Ames.
Le ossa furono esibite ancora una volta e bruscamente rimosse dopo una misteriosa effrazione.
Ancora pi tardi, i resti umani della prima LaRose, che aveva conosciuto i segreti delle piante, che era
capace di trovare qualcosa da mangiare dappertutto, che aveva lottato contro una testa rotolante e
imparato a memoria versetti della Bibbia, la LaRose che era stata scelta per la sua intelligenza e
premiata con nastri ogni anno, ma anche segnalata come incorreggibile da due delle maestre della
missione, la LaRose che si era liberata dei corsetti e aveva riso quando era tornata a camminare nei
mocassini, e non nelle scarpe coi tacchi, la LaRose assistita da spiriti azzurri e creature del tuono
durante i parti dei suoi figli, la LaRose che amava la sottile cicatrice all'angolo della bocca sorridente
di Wolfred, quella LaRose, ci che restava di lei sulla terra, in un modo o nell'altro, con grande
rammarico del presidente della Societ Storica, and perduto.
La luce di agosto si riversava tra gli alberi in lunghi veli. Le zecche erano morte. L'erba
rigogliosa aveva invaso i fossi e LaRose non riusciva a smettere di pensare. Era costretto a dormire nel
posto dov'era morto il ragazzo che aveva sostituito. Questa intima direttiva era cos forte che LaRose,
per obbedirvi, ment per la prima volta in vita sua. Disse a Emmaline che doveva andare da Peter e
Nola per il weekend. Si invent un compagno di scuola perch i suoi genitori non conoscevano i
ragazzi di Pluto, parl di una festa di compleanno e la fece sembrare plausibile. Ebbe un fremito di
stupore nel constatare com'era stato facile dire una bugia e con quale prontezza ci avevano creduto.
Peter sarebbe venuto a prenderlo mentre lei era al lavoro, disse. Emmaline non nascose il proprio
disappunto. Portava spesso LaRose con lei al lavoro nei weekend e lui l'aiutava in ufficio e nelle aule.
A mezzogiorno andavano da Whitey a comprare bastoncini di mozzarella, o un sandwich di pesce dal
sapore pietrificato da Josette.
No, disse dapprima Emmaline. No, non puoi andare.
LaRose la guard negli occhi e disse: Per piacere! Era lo sguardo che gli faceva ottenere le
cose. Stava imparando a usarlo. Glielo aveva insegnato Maggie.
Emmaline trasse un profondo respiro, lo esal. Alz le spalle e si arrese. LaRose la salut con
un abbraccio e un bacio sulla guancia. Quanto sarebbe durato? pens Emmaline, spingendogli indietro
il ciuffo che ora ostentava. L'ala nera dei capelli gli ricadde sull'occhio.
Ci vediamo la settimana prossima, mamma. L'abbracci di nuovo, con qualcosa di pi della
semplice tenerezza. In quell'abbraccio c'era qualcosa che la fece indietreggiare. Tenendolo per le
spalle a debita distanza, lo scrut.
Stai bene?
Lui annu. Gi scoperto.
Non so, mi sento male ma anche bene, disse. Che non voleva dire niente ma era anche vero, per
cui poteva dirlo con assoluta convinzione. Lei era ancora incerta, ma anche in ritardo per la solita
riunione d'emergenza. Uscita sua madre, LaRose torn in camera da letto, prese una coperta
dall'armadio. Arrotol la coperta e se la mise sottobraccio. Apr la cerniera dello zaino pieno di
pupazzetti, aggiunse uno spray contro le zanzare. In cucina, apr il rubinetto e riemp d'acqua un
barattolo da conserva vuoto.
In tutte queste cose LaRose era preciso e deliberato. Stava diventando un vero essere umano.
Dalla sua famiglia originaria aveva imparato a catturare conigli con le trappole, fare lo spezzatino,
dipingere le unghie, attaccare la carta da parati, officiare cerimonie, accendere il fuoco sotto un
acquazzone, usare la macchina da cucire, tagliare riquadri di stoffa per un'imbottita, giocare a Halo,
raccogliere, seccare e bollire diversi t medicinali. Dai vecchi aveva appreso come muoversi tra il
mondo visibile e quello invisibile. Peter gli aveva insegnato a usare l'accetta, la motosega, a
maneggiare senza pericolo un calibro 22, passare il tosaerba sul prato, guidare il trattore e persino la
macchina. Nola gli aveva insegnato a imbiancare muri, tenere animali, piantare e coltivare cose,
friggere la carne, cuocere al forno. Maggie gli aveva insegnato come nascondere la paura, fingere il
dolore, dare pugni con una nocca sporgente. Come mirare agli occhi. Come ficcare le dita nel naso di
una persona da tergo e minacciare di strappartelo dalla faccia. Non avevano ancora fatto queste cose, n
lui n lei, ma Maggie era sempre in cerca di una buona occasione.
Quando fu sul posto, stese la coperta accanto ai fagottini di tabacco, ai legni di cedro, agli
oggetti che si stavano disintegrando, alle foglie e agli sterpi. Era una giornata calda e immota, l'unica
brezza frusciava tra i rami pi alti. Le zanzare non erano la nuvola rabbiosa della covata dei primi caldi
estivi, e appena si fu dato lo spray si limitarono a ronzargli intorno senza atterrare. All'inizio erano
l'unico suono. Il silenzio troppo profondo lo metteva a disagio. Ma poi gli uccelli ripresero a cantare,
accettandolo nel loro territorio, e lui si sedette sulla coperta. Si rese conto di aver dimenticato di portare
delle offerte: era considerato un obbligo. A maggior ragione se entravi in una foresta. Dovevi offrire
qualcosa agli spiriti. Lui aveva soltanto se stesso, lo zaino con i pupazzetti, lo spray contro le zanzare,
la coperta, una canzone e il barattolo dell'acqua. La canzone era il canto delle quattro direzioni che
aveva imparato da suo padre. Alz il barattolo nel modo in cui l'aveva visto fare da sua madre,
offrendolo in tutte le direzioni. Inton il suo canto mentre versava l'acqua per terra. Tapp con cura il
barattolo vuoto. Poi si distese sulla schiena e guard in alto, verso le cime degli alberi ondeggianti e i
piccoli squarci di cielo. Gli alberi lo coprivano quasi del tutto, ma quello che poteva vedere era il blu,
un blu rovente, anche se l sotto l'aria era calda ma non soffocante. Non fosse stato per le zanzare che
gli entravano in un orecchio o nel naso, e ogni tanto lo pungevano attraverso lo spray, sarebbe stato a
suo agio.
Il chiacchiericcio degli uccelli, il lieve ronzio degli insetti. Disteso sulla coperta, sentiva lo
stomaco brontolare e aspettava che succedesse qualcosa. Verso sera lo stomaco tacque e il vento prese
a spazzare il terreno. Divent pi difficile che gli insetti lo attaccassero. Si addorment. Quando si
svegli era buio pesto. Aveva sete, si rammaric di non aver portato una lampadina tascabile o dei
fiammiferi. Ma i suoi genitori avrebbero potuto scorgere una luce, si disse. Aveva fatto bene. Si sentiva
un po' a disagio, pens di tornare indietro. Ma avrebbero scoperto che aveva mentito e non si sarebbero
pi fidati di lui. Non avrebbe pi avuto un'occasione come questa. Cos torn a stendersi sulla coperta
ascoltando il fruscio che facevano i piccoli animali tra le foglie, col cuore in gola. L'estate era agli
sgoccioli e i grilli frinivano. Qualche rana cantava. C'erano delle civette. I suoi genitori parlavano dei
manidoog, gli spiriti che vivevano in ogni cosa, specialmente nei boschi.
Sono solo io. Lo sussurr ai rumori e la loro natura cambi. Diventarono un coro sommesso,
pronto ad accettarlo. Alla fine si addorment. Dorm cos pesantemente che quando, la mattina, lo
svegli la caciara degli uccelli, non riusc a ricordare di avere sognato. Ora aveva pi sete, e pi fame,
ma sentiva anche una deliziosa debolezza. Non aveva proprio nessuna voglia di muoversi. Il suo corpo
aveva bisogno di cibo; si stava allungando. Tutti dicevano che era cresciuto. Sarebbe stato molto facile
presentarsi a Nola la mattina presto e dire che lo avevano portato da lei in macchina. Aveva fatto quello
che doveva fare, quella notte. Ma decise di restare perch si sentiva stranamente a suo agio. Aveva la
gola cos secca e incartapecorita che quando deglutiva gli doleva, ma non se ne cur. La calura della
giornata lo schiacciava, gli passava attraverso il corpo e lo inchiodava al terreno.
Dopo qualche tempo LaRose ud, o sent, qualcuno avvicinarsi, ma era troppo immerso nel suo
caldissimo letargo per fare un movimento. Non aveva paura. La cosa pi probabile era che fosse suo
padre. Anche a Landreaux piaceva girovagare nei boschi. Ma non era lui; anzi, non era una sola
persona. Era un gruppo di persone. Per met erano indiani e per met erano forse indiani, alcuni cos
pallidi che LaRose poteva vedere la luce splendente che li attraversava. Si avvicinarono e si misero
comodi, sedendosi intorno a lui: persone di ogni et. Almeno venti. Nessuno di essi mostr di
riconoscerlo, n addirittura lo guard, e quando cominciarono a parlare cap che non erano consapevoli
della sua presenza. Lo cap perch parlavano di lui come fanno i genitori quando non sanno che li puoi
sentire. Cap subito che parlavano di lui perch qualcuno disse: Quello che hanno preso al posto di
Dusty, e un altro chiese: Gioca ancora con Seker e gli altri pupazzetti? Cosa che LaRose faceva,
naturalmente, ma che cercava di nascondere. Tutt'a un tratto uno lo indic.
Eccolo l!
Lo videro e si comportarono come parenti che all'improvviso si accorgono di te.
Mamma mia, com' diventato grande.
La donna che disse cos portava una giacca marrone attillata, una sottana rigonfia e un cappello
sulle ventitr adorno di un'ala di uccello. Con lei, a tenerle la mano, c'era un'altra donna che le
somigliava moltissimo. Questa indic LaRose, poi le due donne confabularono tra loro. La pi anziana
parlava in ojibwe. Nella sua voce si sentiva l'approvazione, ma in lei c'era anche qualcosa di acuto,
formidabile e selvaggio. Si avvicin, si chin, lo guard con grande attenzione, lo squadr ben bene.
Tu volerai come me, disse.
C'erano alcuni indiani che somigliavano a quelli della storia, con i semplici vestiti di una volta.
Parlavano l'ojibwe, che LaRose riconosceva ma non capiva molto bene. Pareva che ci fosse una
discussione su di lui perch accennavano con la testa a LaRose e ogni tanto, parlando, gli lanciavano
un'occhiata. Arrivarono a una conclusione, e la donna che sapeva l'inglese gli rivolse la parola. Era
cordiale, e i suoi occhi si posavano affettuosamente sulla sua persona. Contemplando i suoi lineamenti,
fini e spavaldi, LaRose riconobbe sua madre. Si sent animare da un grande conforto.
Ti insegneremo quando verr il momento, disse lei.
In una delle presenze LaRose vide tracce del ritratto del bambino di quattro anni che aveva visto
qualche volta in mano a Nola. Era Dusty, che ora aveva la sua et.
Stai bene? chiese LaRose al ragazzo.
Dusty fece spallucce. Macch, disse. No davvero.
Puoi tornare indietro? Ti ricordi che giocavamo insieme?
Dusty annu.
Ho portato degli eroi e degli altri pupazzetti.
S?
LaRose apr lo zaino. Tir fuori i pupazzetti e Dusty li esamin. Cominciarono a giocare, in
silenzio perch c'erano degli adulti.
Se torni, puoi essere Seker.
Dusty si illumin in viso e chin la testa.
Poco dopo, tutti si alzarono e se ne andarono. Si allontanarono in tutte le direzioni, cos, tra
risate e mormorii. LaRose si mise a sedere, seguendo con lo sguardo la donna col cappello. Pieg in
due la coperta e torn ad arrotolarla. Zaino in spalla e coperta sottobraccio, si mise in cammino. Si
sentiva bene. Prese il sentiero che portava a casa di Maggie ed entr dalla porta di servizio prima che
Nola si accorgesse di lui. And in bagno e mise la bocca sotto il rubinetto. Lasci scorrere liberamente
quell'acqua strabiliante.
LaRose?
Sono entrato dalla porta di servizio, grid.
Non ho sentito nessuna macchina.
Mi hanno lasciato sulla strada.
Si sdrai sul letto. L'improvvisa sensazione di benessere lo fece cadere immediatamente in un
sonno profondo e senza sogni.
Dopo che la sua maestra preferita e le altre signore lo ebbero sabotato, Romeo non riusc pi a
farsi con la stessa convinzione. Il loro tradimento lo costrinse a cambiare direzione. I fluidi
accomodamenti ai quali era arrivato per tutta la vita, gli imbrogli e i furtarelli, non gli venivano
naturalmente. A peggiorare le cose, o a migliorarle, non sapeva, ottenne il lavoro per il quale aveva
presentato la domanda. Un lavoro vero, qualcosa di concreto. Lo avevano scelto tra gli altri, per questo
lavoro. Dapprima, la sorpresa lo rese industrioso. Poi cominci a interessarsi alle storie che si
svolgevano tutt'intorno a lui. Faceva gli straordinari perch era come esistere in una vera serie tv. Per
entrare nei vari reparti, e trovare nuove informazioni, fece qualcosa di pi che imparare a spingere lo
spazzolone. Vuotava continuamente i bidoni della spazzatura, specie durante le assemblee del
personale. Passava sui pavimenti una grossa lucidatrice elettrica perch alla gente piacevano i
pavimenti lustri. Si fidavano di pi di lui, dopo che aveva lucidato i pavimenti. Spazzava, puliva,
nettava sangue e vomito secondo il protocollo. Seguire le regole cominciava a piacergli! Amava portare
i guanti di gomma! La gente cominci a pensare che avesse messo giudizio, e lui lasci che la
pensassero cos. Andava pi regolarmente alle riunioni degli AA sulla collina, con padre Travis. L,
tutti erano un completo fallimento. Adesso era lui il protagonista di una storia di successo.
Poi un giorno qualcuno disse che all'ospedale ci sarebbe stato un controllo antidroga. Anche per
gli operatori sanitari. Un giorno, non oggi. Ma era imminente. Romeo ebbe uno scatto d'ira, butt via
lo spazzolone e and in citt facendo tutta la strada a piedi. Il lavoro era sopportabile anche perch si
sentiva pi forte. E tuttavia, era passato molto tempo da quando erano state curate ufficialmente le sue
vecchie ferite. Forse poteva trovare un sistema per ottenere legalmente prescrizioni pi nuove e potenti.
Il suo umore cambi in meglio. I suoi passi lo portarono al Dead Custer, anche se, nonostante non fosse
pi disoccupato, non amava spendere in liquori al bar. Forse vi avrebbe trovato un conoscente con
qualche soldo in tasca, magari ubriaco e ansioso di fare bisboccia con qualcuno.
Com'ebbe adattato la propria vista al buio interno del bar, Romeo si guard subito intorno
cercando il prete. Voleva parlare con padre Travis, non del controllo antidroga ma delle ultime novit.
Il prete, per, non c'era. Romeo rimase stupito vedendo suo figlio a un'estremit del banco.
Si sedette accanto a Hollis.
Cos' questo? chiese.
 il mio compleanno, disse Hollis. Sono nato in agosto, ti ricordi?
Certo, certo, esclam Romeo, sorpreso.
Hollis era andato a scuola tardi perch, quando era piccolo, erano sempre impegnati in qualche
missione che comportava il ricorso a letti di fortuna sui sedili posteriori della macchina, feste a casa di
qualcuno, Happy Meals in qualche McDonald's. Romeo si era semplicemente dimenticato di mandarlo
a scuola, ma solo per i primi due anni. Ora Hollis compiva diciott'anni prima di essere andato in terza
liceo. Tir fuori dal portafoglio la patente per mostrarla al barista, Puffy.
Sto ordinando la mia prima birra!
Offrine una anche a me, figliolo.
Perch non me ne paghi una tu, tanto per cambiare? disse Hollis. Dato che  il mio
compleanno?
Sarei felice di fartene omaggio, ma sono in bolletta. Romeo si accasci sullo sgabello.
Hollis ordin due birre.
A cosa servono i figli? disse Hollis stancamente. Ma non provarti a fregarmi, pap.
No, no, non lo farei mai.
Bene.
Solo che ho questo braccio qui. Romeo fece una smorfia di dolore, ruotando la spalla.
Il braccio e la gamba. Hollis abbass gli occhi alla gamba. L'ultima volta che aveva visto suo
padre, quella gamba era stretta in una guaina nera in similpelle di vinile. Adesso era coperta dal robusto
poliestere marrone di un lavoro onorato.
Sai com' successo? Che  stato Landreaux?
S. Me l'hai detto un mucchio di volte.
Da quel giorno sono sempre stato il pi sfigato di tutti. Romeo non riusc a trattenersi e scoppi
in una risata. La prospettiva di bere una birra con suo figlio lo aveva commosso. Suo figlio non lo
aveva piantato in asso. Abbass la testa e sorrise, annuendo e pensando alla birra.
 bello stare qui con te, figliolo.
Quest'anno finisco le superiori, sai.
Fantastico, disse Romeo.
Voglio arruolarmi nella Guardia Nazionale. Ho preso un appuntamento.
Senza parole, Romeo fece segno a Puffy di portare le birre, presto.
Da quando hanno colpito le torri, disse Hollis, non ho fatto che pensarci. Il mio paese  stato
buono con me.
Cosa? Romeo era scandalizzato. Tu sei un indiano!
Lo so, certo, ci hanno quasi spazzati via. Per, i diritti, dico bene? E abbiamo avuto scuole,
ospedali e il casin. Oggi, quando ci roviniamo la vita, ce la roviniamo da soli.
Sei matto?  quello che si chiama trauma intergenerazionale, ragazzo mio. Non  colpa nostra
se ci tengono sotto; hanno distrutto la nostra cultura, la struttura della famiglia, e quello che vogliamo,
soprattutto,  che ci restituiscano la terra.
Hollis bevve il suo primo sorso legale di birra.
Oh s,  vero. Ma io continuo a pensare a come potrei salvare della gente durante un'alluvione.
Rimorchiarli su un pontone, tutti i bambini piccoli col giubbotto di salvataggio. I cani che saltano nella
barca all'ultimo momento. Non faccio che vedere queste cose. Insomma,  la Guardia Nazionale.
Probabilmente non lascer lo Stato.
Spero di no, disse Romeo, debolmente. Questa storia dell'accettazione era uno dei doveri di un
padre, pens, ma era pi difficile di quanto avesse immaginato. Sent una fitta di gelosia.
 stato Landreaux? Te l'ha detto lui di arruolarti? Per la Desert Storm e tutto?
No davvero, disse Hollis. Lui era nei rifornimenti. Sanit. Non ha mai fatto la Strada della
Morte, badava solo alla manutenzione del materiale per i suoi commilitoni, le apparecchiature per
salvargli la vita e roba del genere. Ma comunque c' qualcosa di pi, nella decisione che sto prendendo.
Imparer a fare il saldatore, a costruire ponti, forse a guidare dei camion. Attrezzatura pesante. Voglio
mettere insieme un po' di soldi, e quei sussidi. Per andare all'universit, dopo. Magari per fare un
viaggio fino al Grand Canyon o addirittura in Florida. Fuori dello Stato, comunque.
Romeo annu. Sudava.
Non sono stato il padre migliore, borbott. Chi sono io per fare commenti?
Va tutto bene, pap. Lo so che hai fatto una di quelle scuole. La gente dice che ti hanno cos
incasinato la vita che...
Romeo rovesci la testa all'indietro.
Dice? La gente? Che ne sanno!  stato lasciare la scuola che mi ha incasinato la vita. Io amavo i
miei insegnanti e tutti dicevano che avevo la stoffa per andare all'universit.
Vero, pensava Hollis. Non odiava suo padre; conosceva padri peggiori. Per lo pi, Romeo lo
esasperava, e doveva cercare di stargli lontano. Non ce l'aveva nemmeno con sua madre, voleva
soltanto sapere chi era e dove poteva essere. Si trovava bene con gli Iron, forse troppo bene, perch
pensava continuamente a come sarebbe stato bello se Josette lo avesse trovato di suo gradimento e un
giorno, magari, lo avesse sposato.
Hai un'innamorata?
Romeo glielo chiese con una timida voce canina, temendo che suo figlio reagisse con qualcosa
di sarcastico. Quando Hollis non rispose, pens di averlo offeso.
So di non essere stato un gran padre per te, continu Romeo, ma ora puoi contare su di me.
Hollis guard suo padre, cos magro, cos desideroso di essere amato, e abbass gli occhi,
imbarazzato.
Anche tu puoi contare su di me, pap, disse.
Romeo ficc lo sguardo corrucciato nel fondo della birra e batt le palpebre per ricacciare le
lacrime in gola.
Questo  un giorno da segnare sul calendario, disse. Gli porse la mano per stringerla
appassionatamente e Hollis riusc a sfuggire alla sua presa solo ordinando altre due birre. Poi chiese a
Puffy di cambiare canale al televisore sopra il banco per vedere la CNN, perch sapeva che piaceva a
suo padre. Qualcuno si lament, ma Puffy lo zitt. Romeo, infatti, drizz la schiena e fiss intensamente
lo schermo.
Dopo qualche minuto torn ad accasciarsi e si sporse verso Hollis con un atteggiamento
confidenziale.
E cos quell'Atta, il dirottatore, forse si era incontrato con un iracheno a Praga, eh? Un anno fa,
in aprile.
Cosa? chiese Hollis senza interesse.
A me pare che Rummy28 stia spargendo delle briciole, disse Romeo. Rummy spera che i
giornalisti becchino le briciole. Ma andiamo, i servizi segreti cecoslovacchi?
Romeo si premette sul mento i mustacchi da kung fu con l'aria di un saggio che sta meditando.
Hollis fece spallucce.
Vogliono dare una lezione a Saddam, disse Romeo. Saddam  un pazzo e un ingordo, ma non
come Occhi di Cerbiatto. Questo  sicuro!
Occhi di Cerbiatto era il nomignolo che Romeo aveva appioppato a Bin Laden.
Hollis lasci che la sua mente vagasse libera mentre suo padre ampliava le sue congetture sulle
motivazioni di questo o quell'uomo politico. Non sent nella voce di suo padre la paura per se stesso
che lo innervosiva. Hollis beveva la sua birra a piccoli sorsi, e non aveva voglia di andarsene perch,
arrivato a casa, avrebbe dovuto cercare il libro da leggere quell'estate, Il mondo nuovo. Non riusciva
nemmeno a ricordare se ne aveva una copia. Josette e Snow avevano pile di tascabili, compreso quello,
probabilmente. Lo avrebbe trovato nei loro scaffali. Lo avrebbe letto velocemente. Forse Josette lo
avrebbe aiutato a scrivere il tema. Hollis si vedeva seduto al computer, a fissare lo schermo con Josette
china sopra la sua spalla. Uno sguardo accigliato e critico. Il suo fiato nell'orecchio. Buon compleanno.
Quella voce bassa, dolce e affettuosa che usava con LaRose.
Zitto, cervello! Hollis si tir i capelli per tornare alla realt. Era l con suo padre, il suo vero
padre, nel giorno del suo vero compleanno. Pens che poteva chiedergli di sua madre, di nuovo, anche
se era sempre lo stesso: il canto di una smemoratezza, una danza di veli inebriati. Ultimamente poneva
la domanda quasi solo per seguire i fantasiosi tuffi e scarti di suo padre.
Ehi,  il mio diciottesimo compleanno. Allora, pap? Mia madre. Com'era? Come si chiamava?
Come si chiamava? Lady Babbo Natale. Ti ha portato lei, no? Sul serio, figliolo, non me lo
ricordo. Erano tempi dissennati, ragazzo mio. Ma seriamente, ancora una volta, cazzo, era bellissima.
Entrava in una sala. Tutte le teste si giravano sul collo. Gli occhi diventavano imploranti come una
muta di bastardi affamati. Quegli stronzi bastardi del cazzo. Sono rimasto a bocca aperta quando si 
lasciata abbordare da me. Da me.
Romeo scosse la testa, agitando un dito in aria. Ah, ma vedi...  stata la droga. Le ha
annebbiato il discernimento. Spero che sia ancora viva, figliolo, ma il segno evidente delle sue
dipendenze ne fa dubitare. Non diventare schiavo della droga, n di niente, perch...
Un momento, pap. Hollis ordin un'altra birra per s, poi un'altra per suo padre. Un momento,
ma a giudicare da quello che mi stai dicendo io non esisterei se il discernimento di mia madre non fosse
stato annebbiato dalla droga.
Ergo, rise Romeo; il suo secco eh eh eh continu fino a quando riprese ad agitare il dito. Ergo
sum.
Che vuol dire?
Dunque esisto.
Lei si drogava, dunque io esisto.
Non  strana la vita? Ma anche cos, sei pregato di non farti coinvolgere nell'uso di queste
sostanze.
Okay, pap, disse Hollis, senza fare neanche appello al suo sarcasmo. Allora, non vuoi dirmi il
suo nome nemmeno per il mio compleanno?
Hollis sentiva sfumare l'allegria e decise di sacrificare la sua birra, di sgattaiolare fuori dalla
porta prima di arrabbiarsi. Non arrabbiarsi era per Hollis una regola di vita.
Pag Puffy, spinse la propria birra verso Romeo.
Divertiti.
Hollis usc dalla porta e Romeo lo guard andare via, offeso. Ecco che un padre amorevole
veniva respinto di nuovo. La birra era buona, comunque, una consolazione, e gratis. Ma mentre la porta
si chiudeva Romeo pens improvvisamente a quel ragazzo, sangue del suo sangue, che stava andando
dagli Iron per offrire a Landreaux la sua filiale devozione. Landreaux che era responsabile del suo
braccio cionco e della gamba che gli doleva e a volte tremava, persino. Per considerare queste cose
Romeo ebbe bisogno di tracannare entrambe le birre. Una miniricaduta! Avrebbe potuto parlarne alla
prossima riunione. Scese dallo sgabello, cercando di non perdere l'equilibrio, si avvi verso casa negli
spasmi di una blanda euforia. Quando fu nella sua stanza e tolse dal suo nascondiglio un sedativo di
basso livello stava quasi piangendo per la gioia contraddittoria di avere festeggiato il diciottesimo
compleanno di suo figlio e per la consapevolezza che Hollis preferiva la famiglia e la casa di
Landreaux all'appartamento di suo padre. Con un albero di Natale che durava tutto l'anno.
Quanti tradimenti. Quante bugie. Anche se Romeo non riusciva a ricordare se aveva davvero
chiesto a Hollis di andare a vivere con lui.
Il risentimento  suicida! Questo slogan del gruppo aiutava spesso a spezzare una catena di
pensieri crudeli.
Romeo si dondol sul sedile anatomico della monovolume, apprezzando ci che aveva creato.
Eccola, una vista seducente. Il finto albero di Natale che durava tutto l'anno rallegr il cuore desolato
di un padre. Eppure, non riusciva a vedere il lato positivo. Tirati su! Romeo guard con occhi torvi le
pareti tappezzate di oggetti speciali appesi a un chiodo. Quel filo sacro e quegli acchiappasogni piumati
cos allettanti!29 Rivolse la parola al vacillante teleschermo dove il vecchio Mailbox Head stava
cercando di tenere allegro un intervistatore. Che sottigliezza! E l'arrogante disinvoltura.
Non sei un tipo da prendere sottogamba, Boccalone. Neanch'io. Neanch'io, Landreaux Iron,
vecchio amico, vecchio pappa e ciccia. Stando ai miei dettagliatissimi ricordi della nostra cosiddetta
evasione dalla scuola convitto, disse Romeo a un acchiappasogni blu cielo munito di fili iridescenti, la
ragione per cui mi sto spalmando Icy Hot su questa gamba malandata, tu, Landreaux Iron, la sai bene e
ne porti la responsabilit, anche se sono cose di cui hai sempre preferito non parlare!
L'efficace linimento penetrava e la gamba si scald immediatamente. Sul sedile di una
macchina di lusso, il dolore scomparve a poco a poco. Eppure, le cose non sembravano affatto
sistemate, se si considerava l'insistenza con cui Landreaux evitava di parlare del loro passato.
Tu, vecchio guerrafondaio, grid allegramente Romeo destandosi, pi tardi, davanti
all'intervista di Rummy, l'audio spento, nel bagliore dello scintillante albero di Natale al profumo di
mango. Essendo scivolato nel sonno, non era pi inasprito dal risentimento da cui prima si era sentito
soffocare. Forse Landreaux non avrebbe dovuto metter su tanta spocchia da arrivare al punto di rubarmi
l'affetto di mio figlio Hollis. Spingere mio figlio ad arruolarsi nella Guardia Nazionale, addirittura! Fu
lui a convincermi ad aderire al suo piano, e non doveva fingere di non ricordarselo per tutta la vita.
Doveva dividere con me tutto quello che riusciva a mettere insieme. Non doveva credere che la gente
fosse smemorata, o che avrebbe dimenticato. Perch la gente aveva la memoria lunga e non aveva mai
smesso di parlare di questo fatto. Romeo li aveva sentiti parlare e sapeva. Landreaux non doveva
credere che tutto era finito, perch c'era chi aveva le orecchie, orecchie piccole e dure piegate
all'indietro che si drizzavano quando la gente mormorava. C'era chi aveva un cervello che
decodificava cauti discorsi tra professionisti. Chi aveva un cuore, chicco d'uva raggrinzito, prugna
secca di solitudine, mollusco bruciato, che sapeva cosa vuol dire perdere l'amore. E perderlo a causa di
un bugiardo matricolato. Romeo era pronto a scommettere che il suo livido cuore nero avrebbe fatto
scoppiare il sacco senza forma del cuore di Landreaux. Doveva solo trovare qualcosa di concreto per
fargli abbassare la cresta.

28 Donald Rumsfeld, ministro della Difesa del presidente George W. Bush dal 2001 al 2006.
[N.d.T.]
29 Formato da un cerchietto di rete con una coda di piume, il dream catcher appeso sopra il
letto dell'indiano filtra i sogni notturni del dormiente, separando quelli belli, che scivolano su di lui
lungo le piume, da quelli brutti, che si impigliano nella rete e periscono alle prime luci del giorno.
[N.d.T.]

La sedia verde
La noia dell'estate che finiva era per Maggie qualcosa di simile a un pruriginoso deliquio.
Aveva tredici anni, ma viveva in un corpo di bambina. Niente seno. Niente ciclo mestruale. Troppo
grande per comportarsi da bambina, troppo poco sviluppata per sentirsi un'adolescente, vagabondava.
Mise nello zainetto un sandwich, una bibita in lattina, e part. Nei boschi c'erano vecchi sentieri
tracciati tanto tempo prima, quando la gente camminava ancora, si scambiava visite o andava a piedi in
citt, in chiesa, a scuola. C'erano nuovi sentieri fatti dai ragazzi con le mountain bike e i fuoristrada. Se
non c'erano sentieri, Maggie entrava e usciva dal folto dei cespugli, scivolando in qualche posto dove
trovare un po' di pace o sfogare la propria irrequietezza. Quando lasciava il sentiero, sarebbe potuto
succedere qualunque cosa, ma non era mai successo niente di brutto. Nessuno se ne accorgeva. A volte
LaRose era con l'altra famiglia, e Peter al lavoro.
Quando aveva smesso, sua madre, di badare a lei? Smesso di controllarla? Smesso di spiare?
Maggie si appollai su un albero per osservare quello che  aveva deciso  era un covo di
drogati, con muscolosi cani neri incatenati alla veranda. Lo sorvegli per una settimana per vedere se
entrava o usciva qualche fricchettone. Finalmente arriv una macchina. Ne scese una donna che
riconobbe. Era la maestra della sua scuola materna, l'unica maestra che avesse amato. L'anno di scuola
materna era il solo in cui Maggie si era comportata bene. I cani si rovesciarono sulla schiena per farsi
grattare la pancia dalla signora Sweit. Quando entr, la seguirono come dei bambini. Maggie
desiderava ardentemente poter andare con loro, ma dovette fare dietrofront sapendo che intanto, nella
casa, la signora Sweit dava ai cani latte e biscotti da mangiare. Gli leggeva delle storie. Lei e i cani
ritagliavano insieme lanterne da fogli di cartoncino colorati. Maggie and a casa.
L'indomani vide un orso che scavava delle radici vicino a una palude. Un'altra volta una volpe
fece un gran balzo tra l'erba e trotterell via con un topo. I cervi camminavano con tutti i sensi tesi,
fermandosi per muovere le orecchie e annusare i profumi del bosco, prima di uscire allo scoperto.
Maggie guard il terriccio che volava dietro un tasso che si stava scavando la tana. Topi con le zampine
bianche e occhi adorabili, rondini blu che fendevano l'aria, falchi in mistica planata, corvi trasportati da
correnti come se fossero su un invisibile asse d'equilibrio. Cominciava a sentirsi pi a suo agio fuori di
casa che dentro.
Un giorno che era seduta sui rami pi alti di un albero, smembrando una zecca del legno, le
vol addosso qualcosa di grande e silenzioso come uno spettro. Si appiatt contro la corteccia. Si tenne
stretta. Sent delle unghie passarle leggermente tra i capelli, poi la cosa torn in su, veloce,
silenziosamente risucchiata dal fogliame. Maggie non si spaventava facilmente, ma quella volta rest
senza fiato. Scese fino a met dell'albero e si rannicchi contro il tronco. Una civetta dai grandi occhi
dorati si pos su un ramo davanti a lei, apr e chiuse il becco con uno schiocco, la guard fisso con una
brama soprannaturale. Lei non batt ciglio. In quel momento il suo cuore si apr e Maggie accolse la
civetta nel proprio corpo. Poi l'uccello vol via. Lei alz le braccia e la civetta le lasci sotto i polsi dei
tagli che sembravano rasoiate. Si tenne a distanza mentre Maggie scendeva fino a terra. L'attacc
ancora una volta, facendole rizzare i capelli sulla testa prima di allontanarsi pesantemente nel
sottobosco.
Maggie smise di correre quando fu vicina a casa. Uscendo dal bosco, vide la macchina di sua
madre nel vialetto. Entr, ma non c'era nessuno. Fuori, dietro la casa, vide il cane seduto con aria vigile
davanti alla stalla; teneva gli occhi puntati sulla porta. Il cane avvert il suo sguardo e si volt. Le corse
incontro, uggiol e torn indietro, sempre guardando la porta ansiosamente.
Maggie non chiam sua madre e non fece rumore: la civetta era ormai dentro di lei. Seguendo
un sentiero che non era un sentiero e portava in un luogo di pace o d'inquietudine, and fino alla stalla.
Il suo silenzio probabilmente salv la situazione. Avanzando con tutti i sensi tesi, apr la porticina
laterale ed entr. Sua madre era l, in un raggio di luce. Era in piedi sulla vecchia sedia verde con una
corda di nailon intorno al collo.
Nola indossava il suo vestito di maglia viola con la cintura dalla fibbia d'argento, le scarpe
rosse scollate, le calze operate. Il petto era adorno di collane, le dita piene di anelli, i polsi di
braccialetti. Si era messa tutti i suoi gioielli perch nessuno li portasse mai pi. Forse Nola aveva fatto
questo periodicamente per settimane o anni. Forse stavolta era stata l in piedi per tutta la mattina, a
raccogliere il debole coraggio di dare un calcio alla sedia.
Era ancora in tempo per farlo. Maggie non avrebbe avuto la forza di sollevarla o la prontezza di
tagliare la corda. Nola poteva ancora farlo proprio davanti a lei. Sarebbe stato inutile lanciarsi nella sua
direzione. Maggie non si mosse, ma il furore le tolse il respiro.
Dio, mamma. La voce le usc stridula, e questo la fece infuriare ancora di pi. Vuoi proprio
usare quella corda da quattro soldi? Dico,  la corda che abbiamo legato intorno all'albero di Natale.
Nola tir indietro un piede e la sedia ondeggi.
Ferma!
Nola abbass lo sguardo alla figlia dall'altro lato delle cose.
Agli occhi di Maggie, sua madre vide l'autorit della civetta. Agli occhi di Nola, sua figlia vide
l'autorit dell'io e solo dell'io.
Il piede torn a sollevarsi. Accanto a Maggie, il cane fremeva, sull'attenti.
Okay, disse Maggie. Fermati, ti prego.
Nola esit.
Non lo dir a nessuno, disse Maggie.
L'esitazione di Nola divent una pausa.
Mammina. Gli occhi di Maggie si erano velati. La parola, la voce, che vergogna.
Se vieni gi, non lo dir mai a nessuno.
Il piede di Nola si abbass e rimase immobile. L'aria era radiosa, calda, soffocante come il
segreto tra loro. La complicit persuase Nola a togliersi il cappio, a scendere dalla sedia. La
claustrofobia stimol Maggie a vomitare.
Vomit per due giorni, per la nausea che provava ogni volta che vedeva sua madre e rientrava
nella stretta scatola metallica del loro segreto. Nola reggeva la tazza di vetro, passava sul viso della
figlia un umido strofinaccio bianco per i piatti. Le lacrime inondavano gli occhi di sua madre mentre
riponeva tazza e strofinaccio. Madre, figlia. Caddero l'una nelle braccia dell'altra come creature
terrorizzate. Si strinsero l'una all'altra come bambine prese dal panico in una cantina buia.
L'arsenale della Guardia Nazionale era vecchio e accogliente, ma stavano costruendo una
nuova sede fuori citt. L'equipaggiamento era usato e anche un po' logoro, ma presto avrebbero
ricevuto un carico degli armamenti pi moderni, materiale militare high-tech. Lo spazio degli uffici era
ingombro e i fascicoli rigonfi, ma presto ci sarebbero stati nuovi schedari, computer, scrivanie e
copiatrici. Hollis sedeva davanti alla scrivania tutta graffiata di Mike, che lo stava trattando come un
fratello ritrovato dopo tanto tempo. Mike era un tipo dall'aria solida, con la testa squadrata, due
occhietti azzurri scintillanti e labbra rosee e sottili. I capelli biondi erano corti, ma non rasati come
quelli dei marine. Hollis si era rassegnato a perdere la sua flaccida capigliatura da ribelle per andare
subito all'addestramento reclute, ma Mike gli disse che c'erano un sacco di opzioni. Gliele espose. La
Guardia Nazionale voleva Hollis per garantirgli un'educazione e avrebbe lavorato con lui in ogni
stadio. Ci si sentiva molto adulti, molto responsabili, a esaminare le forme che avrebbe potuto assumere
il suo futuro, a prendere decisioni, stendere un progetto, firmare carte e finalmente stringersi la mano.
Dopo le firme, le strette di mano e le presentazioni ad altri impiegati dell'arsenale, Hollis fu
invitato al simposio pomeridiano dei giovani. Mike lo nomin zio onorario del suo figlio di tre anni e
gli present Jacey, sua moglie, che somigliava straordinariamente al marito. Tutti si divisero in gruppi
familiari e ogni gruppo cerc di costruire una torre di marshmallow e spaghetti crudi. Risult che in
questo Hollis era bravissimo. Pianific un complesso basamento usando spaghetti e marshmallow come
un delicatissimo Meccano. Mentre il loro bimbo ai primi passi mangiava ciambelline ai cereali e
chiedeva marshmallow a gran voce, Mike e Jacey ruppero gli spaghetti nella misura richiesta da Hollis,
che alline cinque fragili bacchette in modo che si rinforzassero a vicenda, come travi di pasta.
Quell'estate aveva lavorato alla Wink's Construction, a legare il tondino per il cemento armato. La loro
torre era la pi alta di tutte e non oscillava neppure. Il sergente Verge Anderson scelse quella torre di
marshmallow come la pi sicura, e alla fine la mostr agli altri gruppi familiari. Indic la doppia
costruzione, i rinforzi, l'allineamento, la precisione. Mike present Hollis, gliene attribu il merito, e
tutti applaudirono. Il sergente Anderson disse che Hollis aveva la stoffa per diventare un geniere, se era
quello che desiderava, o per puntare alla carriera che pi gli piaceva, e che il suo paese aveva bisogno
di lui e la sua presenza era un onore per la famiglia della Guardia Nazionale del North Dakota: persone
che lavoravano insieme per garantire la sicurezza dei loro connazionali.
Hollis torn a casa con un programma di esercitazioni, un calendario di pagamenti, un piano per
ottenere l'uniforme e materiali di studio, l'elenco di tutti i passi da compiere per diventare un membro
della Guardia Nazionale. Mentre guidava pens a Landreaux, il quale gli aveva detto che all'esercito
era facile abituarsi, che dopo la scuola convitto sembrava una cosa naturale. Pens alle volte che era
andato a caccia con lui, prima dell'incidente, a come Landreaux era stato prudente nel fargli da
insegnante. Landreaux gli aveva detto che durante l'addestramento reclute il suo istruttore aveva
ordinato ai ragazzi degli stati dell'Ovest, i campagnoli del Wyoming, del Montana, dei Dakota, di fare
un passo avanti. Li aveva divisi dagli altri per farli lavorare a confronto diretto, perch erano sempre
stati i suoi tiratori migliori. Il nonno di Landreaux gli aveva insegnato a cacciare cos presto nella vita
che tutto gli era tornato in mente, disse. Landreaux non aveva ucciso nessuno durante l'operazione
Desert Storm: aveva lavorato nel settore d'appoggio, riempito moduli per interventi medici ed eseguito
controlli di salute di routine, curato ferite superficiali e provveduto all'assistenza sanitaria in generale.
Anche Hollis era abbastanza sicuro che non avrebbe mai dovuto sparare a nessuno. Avrebbe, anzi, fatto
il contrario. Avrebbe salvato della gente. In una crisi, Hollis avrebbe saputo cosa fare e sarebbe stato la
persona su cui contare. Gli pareva di capire, vagamente, che salvare la gente poteva essere altrettanto
pericoloso, semmai si fossero trovati in una situazione veramente difficile.
Quando entr in casa sent l'odore del coniglio arrosto col bacon e le cipolle. Sent l'odore della
salvia che bruciava e vide Snow e Josette che si stavano impiastricciando, per qualche misteriosa
ragione particolare. Emmaline lo abbracci. Coochy gli tir un pugno, e un altro pi forte quando non
reag. Hollis si sent gonfiare il cuore da un amore cos grande che prese Coochy per il collo fingendo
di strozzarlo. LaRose sbott.
Se volete litigare andate fuori! Sto facendo uno hogan.30
Stava incollando dei pezzi di cartoncino colorato nella cornice di una scatola da scarpe. Stava
facendo il diorama di alcune tipiche costruzioni degli indiani d'America.
Josette smise di affumicarsi, guard sopra la sua spalla e mosse la testa avanti e indietro.
Mettici anche un cactus. No, disse Snow. Una pecora. E una roulotte della protezione civile.
Pi un campo di pallavolo, disse Josette. Quelle ragazze sono dei killer.
Ragazze navajo, disse Snow. E brave a tessere. Sono fantastiche nella tessitura.
LaRose alz gli occhi a Hollis e disse: Fratello, vuoi portarle fuori di qui?
LaRose era con la sua famiglia Ravich, nella grotta di piante di lill. Maggie si infil nel loro
ombroso nascondiglio verde e si sedette accanto a lui. Avevano foderato il terreno di erba secca, come
un nido.
Devo dirti una cosa.
LaRose aveva portato un ghiacciolo da succhiare, di quelli che si potevano spezzare in due.
Gliene diede una met, anche se lei non gradiva il sapore di banana.
Come mai quelli che restano sono sempre questi?
Perch non ti piacciono.
Gi, fanno schifo, disse Maggie.
Lecc il ghiacciolo che faceva schifo e guard LaRose. Le sue ciglia erano cos lunghe e cos
folte che gli gettavano due ombre sulle guance. Ma non era un bel ragazzo. Era molle e aveva il naso a
becco.
Ammazzerei per avere le tue ciglia.
Anche Josette e Snow hanno detto che ammazzerebbero per avere le mie ciglia. Perch non le
strappi e non te le incolli sugli occhi? A me non importa.
S, okay, disse Maggie. Ma vedi, mamma ha cercato di uccidersi.
LaRose affond i denti nel ghiacciolo alla banana e sent una fitta di dolore tra gli occhi.
Maggie gli mise una mano sulla scarpa e accost il viso al suo per parlargli.
Era in piedi su una sedia nella stalla; aveva una corda intorno al collo. Voleva impiccarsi e
morire.
LaRose si guard le scarpe da jogging, corrucciato. Stacc con i denti dal ghiacciolo un pezzo
pi piccolo, poi mangi il resto, chiudendo gli occhi quando il dolore torn a sbocciargli nella fronte.
Mise lo stecco nella pila ordinata che stava mettendo da parte per costruire un forte per i suoi
pupazzetti. Maggie aggiunse il suo alla pila.
Puoi aiutarmi? Aveva quasi le lacrime agli occhi, ma le fren battendo le palpebre. Tir su le
gambe e si abbracci le ginocchia. Abbass la testa e i capelli le caddero sul viso in una matassa
aggrovigliata.
So cosa bisogna fare, disse lui, anche se non lo sapeva.
Maggie pos la mano sul terreno, con le dita aperte verso le sue. Dopo un po' LaRose si frug
in tasca e ne tolse un sassolino grigio, liscio. Glielo mise sul palmo.
Cos'?
Solo un sassolino.
Non fai che raccogliere sassi. E allora, cosa pu fare questo sasso? Lo butt via.
Dobbiamo tenerla d'occhio. Dobbiamo fermarla!
Lo so, disse LaRose. Le apr la mano e vi rimise il sasso.  un sasso di sorveglianza. Tu dai il
sasso a me se devo tenerla d'occhio io. Io lo do a te se devi sorvegliarla tu.
Lei apr la mano. Ora il sasso era fresco e le aveva tolto met del suo fardello. Era cos stanca di
piangere fino a star male, e di avere conati di vomito che producevano solo una bava gialla. Era l'unico
sistema per tenere l'attenzione di sua madre concentrata su di lei. Ora, per, LaRose sembrava molto
sicuro di s. Sembrava che sapesse cosa fare.
Ma sei solo un bambino, disse Maggie. Come posso fidarmi di te?
Non sono solo un bambino, disse LaRose. Attese, riflettendo, poi si fid di Maggie e le
bisbigli all'orecchio.
Ho degli spiriti che mi aiutano.
S, gi. La fece ridere finch le venne il singhiozzo. Maggie alz la testa e con una scossa si
tolse i capelli dal viso. Era cos graziosa, con quei tratti ben disegnati e fini, con quei denti dritti e
regolari.
Prometti che puoi aiutarmi?
Andr tutto bene, disse LaRose. So che cosa fare.
Disse queste parole in tono fermo, pur non sapendo ancora esattamente cosa fare, oltre a
sorvegliare Nola. Sam Eagleboy gli aveva detto di sedersi, stare fermo e aprire la mente, se aveva un
problema. Quella sera sarebbe tornato al loro nido d'erba, dopo che Maggie se ne fosse andata. Si
sarebbe concentrato sul problema. Anche se non poteva vederla, avrebbe chiesto alla gente che aveva
incontrato nel bosco. Avrebbe scoperto cosa richiedeva quella situazione.
Due sere dopo, LaRose si svegli di colpo. Scivol in bagno e accese la luce. Tir lo sciacquone
del water. Mentre l'acqua scorreva, apr cautamente l'armadietto dei medicinali. Dentro c'erano pillole
di ogni genere. Pillole in boccette di plastica ambrata. LaRose non sapeva quali avrebbe potuto usare
Nola, ma il giorno dopo avrebbe scritto i nomi e chiesto a Maggie di scoprire quali erano velenose.
Peter di solito si faceva la barba col rasoio elettrico, ma per le occasioni particolari aveva un rasoio di
sicurezza. Due pacchetti di lamette erano l'uno sull'altro dietro un deodorante per le ascelle. LaRose
prese i rasoi. Li port in camera sua e li nascose sotto i suoi albi a fumetti. L'indomani si mise in tasca
le lamette e usc. Trov un vecchio barattolo da caff e and nel bosco a seppellirvi dentro le lamette.
Mentre Nola era fuori, and in cucina e port via il coltello da cuoco. La sera dopo and gi e
ripul la cassetta per la pesca da Peter, togliendo gli affilatissimi coltelli da filetto con la lama sottile.
Dov' il mio coltello da cuoco? chiese Nola il giorno dopo.
Nessuno lo sapeva. LaRose s, ma lasciava a Nola solo i coltelli da frutta poco affilati. Con la
piccola vanga da giardino di Nola scav una buca e seppell i coltelli, avvolti in un pezzo di tela,
accanto al barattolo. Aveva in testa un elenco che stava diventando sempre pi lungo.
Quando tutti se ne furono andati, LaRose port in casa una scala a libretto di alluminio e l'apr
davanti alla vetrina dei fucili. Sal sulla scala, tast sopra la vetrina, trov il punto dove Peter aveva
attaccato la chiave col nastro adesivo. Stacc la chiave da dietro un pezzo decorativo della modanatura,
poi scese e apr gli sportelli della vetrina. Tutte le armi che Peter teneva caricate con cura erano fissate
alle tacche dei loro sostegni.
LaRose fece esattamente come gli aveva insegnato Peter. Alz il calibro 22 e tenne la canna con
la mano sinistra, il calcio nella destra. Tir indietro e abbass l'otturatore, curvando la mano destra per
prendere ogni proiettile mentre rotolava fuori. Dentro c'erano tre cartucce. Sempre tre, la regola di
Peter. Se non riesci a uccidere con tre pallottole, non dovresti neanche toccarlo, un fucile. LaRose
depose ogni cartuccia su un cuscino, con delicatezza. Tir l'otturatore avanti e indietro due o tre volte,
guard nella camera per assicurarsi che fosse vuota, poi rimise il Remington esattamente com'era
prima. Ripet l'operazione con ognuno degli altri fucili, trattando con la massima attenzione quello che
Peter preferiva. Chiuse la vetrina, si arrampic sulla scala per riattaccare la chiave. Mise le munizioni
in un vaso di vetro per conserve a tenuta stagna, nel caso avesse mai dovuto disseppellire, per usarli,
pallini di piombo, proiettili e pallottole. Controll per essere sicuro di avere rimesso i fucili nello stesso
identico ordine in cui erano, e di non avere lasciato impronte sul vetro. And a seppellire il vaso in uno
dei suoi molti nascondigli. Era soddisfatto.
Butt via pesticidi, veleno per i topi, sostitu le pillole di cui Maggie diceva che Nola avrebbe
potuto prendere una dose letale con vitamine che gli somigliavano. Elimin ogni corda. Ce n'era cos
tanta, in giro: qua e l, nelle scorte che Peter aveva fatto clandestinamente in previsione della fine del
mondo. LaRose la mise in un sacco di plastica e la gett nel cassone del pick-up quando seppe che
Peter si stava preparando per andare alla discarica. Gi che c'era, butt via anche due paia delle robuste
scarpe comprate prima del tempo che Maggie odiava.
Dopo una settimana, di nuovo, si svegli pensando al forno. Era a gas o elettrico? E com'era di
preciso che mettendoci dentro la testa potevi toglierti la vita? L il pericolo era forse limitato, ma la
candeggina, allora? Era un veleno, no? Perch non ci aveva pensato?
LaRose scese furtivamente dal letto e sgattaiol nella stanza del bucato. Vers nello scarico del
lavandino il contenuto della bottiglia col teschio e le tibie incrociate e port la bottiglia vuota nel
garage. Poi torn a letto e dorm come un sasso.
Era Maggie che non riusciva a dormire. Nelle aule senza numero di scuole immense, in strade
che continuavano a biforcarsi, e in citt che si estendevano fino a coprire la superficie del pianeta,
cercava di trovare sua madre. Si svegliava di colpo sapendo che era prigioniera dietro una porta chiusa
col catenaccio, sperduta su una strada sperduta, raminga in una citt senza luce. Una notte Maggie
pass ore a mordersi e raschiarsi lo smalto delle unghie. La mattina dopo aveva il viso coperto di
piccole scaglie verde chiaro. Quando scese a colazione, sua madre gliene tolse una dal viso e la guard.
Cos' questa?
Invece di andar via senza rispondere, incollerita dal fatto che sua madre avesse osato toccarle il
viso e fare una domanda, Maggie disse solo: Smalto per unghie.
Quella risposta normale, priva di sarcasmo, fu un balsamo per Nola, che da quel momento am
Maggie con tutti i laceri brandelli del suo cuore. Nola si volt verso il tagliere e come una furia si diede
a segare patate con un coltello da bistecca. Gli oggetti stavano scomparendo. Perdeva oggetti a destra e
a sinistra, restava senza, ometteva di comprarli, se ne dimenticava. Ma queste cose non contavano
come la gente pareva credere. Non erano cruciali. Anzi, non avevano proprio la minima importanza.
Ogni giorno, dopo un'alba grigia o blu, Hollis usciva pesantemente, assonnato, dalla polverosa
Mazda verde muffa col parafango sbilenco e la portiera ammaccata. L'aveva comprata per seicento
dollari. Tra una settimana questa macchina avrebbe portato Hollis, Snow, Josette e Coochy a scuola.
Nei weekend lo introduceva alle sue prime esercitazioni nella Guardia Nazionale. Lui e Mike avevano
scelto un programma a ingresso ritardato: dove quello che veniva ritardato era l'addestramento al
combattimento. Scuola. Esercitazioni, un weekend al mese per tutto l'anno. Dopo il diploma, corso
base di combattimento e addestramento avanzato individuale. Poi sarebbe iniziato il lavoro per la
Guardia: forse come geniere. Non era ancora sicuro al cento per cento. E doveva racimolare i soldi per
il trasferimento, immaginava, sebbene non ne avesse ancora voglia. Sul suo materasso gonfiabile, era
felice. Anche se a met della notte toccava il pavimento col culo, amava il suo angolo notte. Voleva
continuare a vivere con gli Iron anche dopo il diploma, forse per sempre. Oltretutto, Hollis era sempre
affamato. Emmaline e le ragazze cucinavano grandi e saporiti spezzatini ricchi di carne, dense minestre
di granturco e patate, tonde focacce di farina d'orzo o d'avena. Per giunta, quella scintilla di interesse
vacanziero per Josette di tanto tempo prima aveva preso. Lei gli era stata veramente di grande aiuto con
la sua lettura estiva, e aveva anche scritto la maggior parte del tema. Era lui che aveva imparato,
guardando da sopra la sua spalla le righe di testo che Josette componeva con tanta sicurezza. Ora aveva
un costante e piacevole calore in tutto il corpo. Qualcosa di pi che un semplice calore, in realt. Certe
volte, una fiamma.
Primo giorno di scuola. Hollis si vest e a passo lento e pesante and in cucina, dove pensava
che quello, forse, sarebbe stato il giorno. Forse si sarebbe deciso a rivelare il suo folle e disperato
amore per quel folle e disperato splendore che era Josette.
Sempre, appena lui entrava nella stanza, lei cominciava a versare i cereali.
Ehi.
Ehi.
Lei era forte, quando giocava a pallavolo batteva con un salto un perfido servizio dall'alto in
basso, le sue palle curve erano potenti. Era capace di mettere mille intonazioni in quel saluto mattutino,
e altrettanto poteva fare Hollis. L'ombra nell'Ehi di Josette diceva: Sono dentro di te! Raramente si
scambiavano qualche parola in pi di un Ehi. Ma il modo in cui veniva detto restava nell'orecchio di
ognuno dei due mentre la giornata passava lentamente. I loro Ehi erano una luce pilota che avrebbe
potuto divampare semmai Josette avesse tolto gli occhi dai fiocchi di granturco che le cadevano nella
scodella.
Se questo fosse accaduto, Hollis immaginava una lotta a chi avrebbe abbassato lo sguardo per
primo in cui la tensione animale sarebbe diventata insostenibile. Ma forse non doveva succedere che
dopo essere stato accolto da quella brava gente Hollis le rubasse come un bracconiere la figlia. Che era
pi giovane. Cos, prese la scodella di fiocchi di granturco, la port nella stanza dei ragazzi e aspett
che le ragazze lo chiamassero quando erano pronte per andare a scuola.
Quella stessa mattina Emmaline si svegli col cuore stretto: riusciva a malapena a respirare.
Quando? Lo chiese alle stelle della trapunta appesa al muro, poi si diede una risposta: Adesso. LaRose
doveva tornare dai Ravich, ma nel momento in cui gli tocc i pesanti capelli castani Emmaline ne ebbe
la certezza. Ci doveva essere una fine, e questa era la fine. Da dietro la porta chiusa della sua camera da
letto fece il numero dei Ravich. Rispose Peter.
Non ce la faccio pi, disse.
Peter sent sobbalzare il triste e pesante ferro da stiro del suo cuore. Attese, ma il ferro si era
inceppato dalla parte sbagliata del petto.
Oddio, Emmaline, ti prego.
 semplice, non ne posso pi. Non era previsto che durasse in eterno, no? Cominciava a
tremarle la voce. Si riprese, si raddrizz, si tir i capelli dietro le orecchie.
Ascolta, disse Peter, spostandosi per guardare fuori dalla finestra. Comincia la scuola. Andr
meglio.
Voglio iscriverlo qui. Con gli altri indiani.
Nola si era gi alzata. Era fuori e stava aggiustando il vecchio pollaio, lo verniciava. Il suo
braccio esile andava avanti e indietro.
Ti prego, andiamo avanti cos ancora per un po'. Peter si interruppe. Stava per implorarla di
lasciargli LaRose. Questo lo avrebbe fatto arrabbiare. Sarebbe diventato odioso se vi fosse stato spinto.
Nola sta davvero molto meglio, disse. Finalmente comincia ad accettare la perdita di Dusty. Si
sta... be', riprendendo. Ora sta verniciando il pollaio.
Questo dettaglio irrit Emmaline. Verniciare un pollaio? Che passo avanti era quello?
Sono quasi tre anni che non mi rivolge la parola, disse Emmaline. Siamo sorelle. Si comporta
come se due sorellastre non fossero vere sorelle.  mia sorella e non mi rivolge la parola. Ma non 
neanche questo, no di certo. Voglio iscriverlo qui, alla scuola della riserva, dove va la sua famiglia.
LaRose  con noi, adesso.
Oh, Emmaline, disse Peter, in un modo incauto che la fece ripensare a tutto quello che era
successo, perch Peter le piaceva molto; era solido e non aveva mai fatto del male a nessuno. Lei
confidava nella sua bont ed era certa che in passato doveva aver tenuto a freno Landreaux ricorrendo
ai suoi modi lenti e persuasivi e guidando l'amico lungo la strada innocente di una vita come la sua.
Capisco, disse Peter, cautamente. Doveva controllarsi. Sapeva bene di non dover aggravare le
cose, n farsi prendere dall'emozione. Perch non lo tieni con te ancora per qualche giorno? Lo
spiegher a Nola.
Non capir, disse Emmaline.
No.
Comunque, io me lo riprendo, disse Emmaline.  venuto il momento.
Usc dalla camera da letto e parl con gli altri, che erano quasi pronti: disse che avrebbe iscritto
LaRose alla loro scuola.
Andrai a scuola con le tue sorelle, disse allegramente al bambino. Sorpresa.
Lui guard prima Snow poi Josette, che allargarono gli occhi in un messaggio silenzioso: Lo
dice la mamma. Torn nella stanza dei ragazzi, a vestirsi. Ora stavano parlando, in cucina. Era sempre
cos. Anche se LaRose era abituato ad andare dove doveva andare, e fare ci che doveva fare, a volte
gli facevano queste grosse sorprese.
Avrebbe potuto dirmelo. Tipo, pi di un minuto fa, mormor.
Indoss dei jeans freschi di bucato, una maglietta pulita. Annus i calzini del giorno prima, li
scart e ne prese dal mucchio un paio di Coochy.
Peter rest come paralizzato, col telefono ronzante tra le mani, lo sguardo puntato sulla figura di
una donna che, l fuori, stava pitturando un pollaio con gli avanzi gommosi di una vecchia latta di
vernice. Anche se non voleva parlare con Emmaline, sua moglie stava meglio, pens. Forse noi uomini
crediamo che le donne stiano meglio solo se fanno sesso con noi, ma anche cos... Due o tre notti
prima gli aveva messo le mani addosso, lo aveva accarezzato senza dire una parola. E avevano fatto
l'amore in santa pace. Peter era rientrato nel proprio corpo. Non poteva abitarvi senza di lei. Era pi
che seducente essere amato cos, per lui, che aveva questo ruvido guscio slavo e, dentro, un tenero
cuore di latte. Lo aveva difeso con ogni cura, questo cuore, prima di Nola. Per lui c'era quella donna e
nessun'altra: poteva anche odiarla, qualche volta, ma si sarebbe buttato nel fuoco per lei.
Due giorni dopo, cerc di avere con Nola la conversazione che voleva fare.
 solo che lei non mi piace, Peter, non mi piace, perch  una puttana moralista che si crede pi
virtuosa degli altri.
Perch dici questo?
Peter aveva letto degli articoli di riviste che consigliavano di fare domande quando volevi
cambiare direzione al corso dei pensieri di un'altra persona. O quando intendevi temporeggiare.
Perch? ripet, poi azzard:  tua sorella. Potresti fare un tentativo.
Okay, ti dir perch non posso fare un tentativo. In primo luogo, ha questo atteggiamento da
direttore dei programmi. Tipo, ecco Emmaline che ti guarda con aria critica. In posa dietro la sua
scrivania. Sono qui che ti ascolto. A testa alta e con le mani giunte. Capisci? Emmaline si mette la sua
maschera da ascoltatrice e dietro quella maschera ti sta giudicando.
Erano fuori, ai margini della corte. Nola strapp un filo d'erba e se lo mise in bocca. Socchiuse
gli occhi e guard lontano, verso l'orizzonte, quella linea alla fine dei campi di granturco, tra le ampie
valli alberate.
Per sottolineare le sue parole piegava la testa da un lato all'altro. A destra. E a sinistra. Mi sta
giudicando.
Butt via il filo d'erba.
Oh, forse potrei. Parlare con lei. Se mi rendesse LaRose.
Peter guard per terra, aggrondato, tutt'altro che sorpreso.
Sono passati quattro giorni. Ci arrivo anch'io, disse Nola. Davvero.
Io non l'ho mai detto.
Ma io ci arrivo da sola.
Peter annu, incoraggiato.
Volevo dire,  sbagliato, ma ci arrivo. Lei lo tiene in ostaggio perch vuole la mia attenzione.
Vuole che sia, tipo: Oh, Emmaline, come stai, come va il tuo progetto, il tuo affarone, il tuo questo, il
tuo quello, le tue ragazze che piacciono tanto a Maggie? Come sei generosa, Emmaline, che gran donna
fedele alle tradizioni sei, a regalare tuo figlio a un uomo bianco e a una sorella quasi bianca che ti fa
tanta pena, che  matta da legare. Tanto simile a sua madre, quella Marn che aveva i serpenti. Da
queste parti, la gente non ha mai dimenticato. E non dimenticher nemmeno questo. Sar sempre
Emmaline Iron, la forte e buona, come si dice?... ogema-ikwe. La donna che  rimasta sempre
appiccicata a quel bietolone di Landreaux e l'ha persino rimesso in riga in modo che potesse, che
potesse... Sto solo dicendo che te lo ammazzerei. Vedo la tua faccia quando spacchi legna. Te lo
ammazzerei, se non fosse per LaRose. Cos il loro maledetto piano, incredibile ma vero, ha fatto
meraviglie, perch ora sto meglio.
Peter aveva qualche dubbio su quell'"ora", ma non disse nulla.
E nessuno l'ammazzer, quello sgorbio.  troppo alto, cazzo.
 solo un metro e novantadue, mormor Peter. Io sono uno e ottantanove.
Spero che nostro figlio non diventi cos alto. Spero che LaRose non diventi un assassino cos
grosso.
 passato del tempo, disse Peter.
Gi, sono passati anni, eh? disse Nola. Il suo labbro superiore si arricci in quel sorrisetto
beffardo e un po' folle che a volte faceva scattare nel compagno un brivido di desiderio.
Vieni qui, disse Peter.
Perch? Nola strapp un altro filo d'erba e se lo ficc tra le labbra. Maggie era a casa degli Iron,
come sempre. Erano soli.
Peter le tolse il filo d'erba dalla bocca e col filo le tocc la guancia. Lei non si mosse. Lui la
baci. Le frug nel viso con gli occhi. Torn a baciarla finch lei rispose, accennando alla casa con la
testa. La prese in braccio e la port verso la stalla.
Non l, disse lei.
La port dentro comunque. Passarono davanti alle vecchie cavezze attaccate ai ganci, al
frigorifero rottamato, alla sedia verde, ai box vuoti. Nell'ultimo lui tir gi delle balle e sulle balle gett
una tela cerata. C'era quel buon odore di vecchia stalla dove gli animali avevano mangiato, cagato,
respirato, una vecchia stalla pulita piena di fieno e di sole. Lui le slacci e le tolse le logore scarpe da
jogging striate di vernice, le abbass i jeans attillati, le sfil ciascun piede dalle pieghe alle caviglie. Si
inginocchi accanto alla balla, la fece stendere, le pieg le gambe.
Lei guardava oltre la sua spalla. La nera trave di quercia. La corda sparita. Sparita. Nola alz le
braccia sopra la testa. I seni le si ribaltarono all'ins.
Lui si port con i piedi ai lati del suo petto, le mise le mani sotto i fianchi, se la tir addosso,
entr dondolandosi dentro di lei. E poi, insieme, tornarono indietro e sempre pi indietro, all'inizio,
dove non c'era altro, non succedevano brutte cose, dove non c'era da piangere un figlio, nessuna
perdita, nessun pericolo, dove due o tre vespe si libravano, ma senza posarsi, sopra il culo di Peter, e i
raggi di sole si incendiavano, attraversati dalla polvere che continuava a cadere.
E perch, in ogni modo, lei non riusciva a vedere la pace e la gloria che c'erano in questo?
Perch doveva pensare a tutti i morti, e un bel giorno a se stessa in mezzo a loro, nel polverio di
quell'aria luminosa? Non l'avrebbe fatto pi. La corda era sparita! Come? Non chiedere. No, no,
naturalmente. Non ora. LaRose le aveva detto quanto aveva bisogno di lei. Maggie vegliava su di lei.
Lo sentiva. Aveva una nuova vita. Eppure, ogni tanto doveva pensarci, un pochino, non era sbagliato,
eh? Al semplice fatto di cadere interminabilmente e di risollevarsi eternamente sulle morbide correnti
d'aria calda create dai corpi dei vivi. Non c'era niente di male a cedere all'estasi struggente di quel
momento, al nulla. Non c'era niente di male ad avere pi cose in comune con la polvere che con suo
marito, con Peter, no?
Ho pensato di chiamare, disse Nola al telefono. Solo perch  una giornata piovosa. Solo perch
mi chiedevo come sta LaRose...
Poi lo sent ridere sullo sfondo. Forse aveva risposto una delle ragazze. Non era Emmaline. La
voce non voleva uscirle dalla gola. Mise gi il telefono e si pass una mano sugli occhi.
Stai bene?
Maggie entr in cucina. Mamma, stai fissando il telefono. Ha chiamato qualcuno?
Maggie aveva ancora il sasso che LaRose le aveva messo in mano quando era andato via. Era
sul suo comodino. Non voleva tenerlo, n l n in qualunque altro posto. Aveva tutta la responsabilit
di Nola ed era stanca.
Nessuno.
Nola abbracci Maggie. La teneva troppo stretta e lo sapeva.
Tesoro, disse, trattengono LaRose contro la sua volont.
Maggie si limit a stringerla pi forte. Cio, che dire?
Agh, disse Nola. Stai diventando forte.
Maggie rise, amabilmente. Be', anche tu. Mi stavi soffocando!
Non vogliono lasciarlo tornare da me.  l'unico maschio che ho. Sono forse troppo matta,
Maggie? Ho qualcosa che non va?  questo il motivo? Lo amo cos tanto. Non c' altro nella mia vita.
Nient'altro. Be'. Maggie perse ogni interesse. Parl con una voce fredda e guardinga.
Pap ti ama. Io ti amo. Mamma. Ci siamo noi.
Nola socchiuse gli occhi e guard davanti a s come se Maggie fosse in fondo a un lungo
tunnel. Forse in fondo c'era LaRose o qualcun altro, perch per un attimo non riconobbe sua figlia. Le
pass una mano sul viso con tanta dolcezza che Maggie si sent accapponare la pelle, ma non si mosse.
Era sempre padrona di s.
Sai di cos'hai bisogno? Maggie tenne la voce bassa e normale. Fa piuttosto fresco e piove. Hai
bisogno di una cioccolata calda.
Ho bisogno di parlare con Emmaline.
Prima la cioccolata calda, con la panna montata.
Nola annu, pensierosa. Non abbiamo la panna.
Be', allora i marshmallow.
LaRose ama i marshmallow, disse Nola.
Anch'io, disse Maggie.
Okay, disse Nola.
Mentre versava la cioccolata calda sui marshmallow, Maggie sent sua madre premere i tasti del
telefono, poi riattaccare. Nola entr in cucina e si sedette con lei.
 bollente, non...
Ma Nola aveva gi deglutito. I suoi occhi si spalancarono mentre il cacao bollente le passava
sul palato e andava gi, lasciandosi dietro una scia di vesciche. Maggie balz in piedi, vers del latte
freddo in un bicchiere. Nola ne bevve un sorso e sospir. Poi chiuse gli occhi e si mise una mano sopra
la bocca.
Maggie strinse i denti per ricacciarsi in gola le parole. Non disse che le dispiaceva, ma le
dispiaceva. Le dispiaceva non essere capace di far bene le cose. Le dispiaceva non essere capace di fare
ci che sua madre aveva bisogno che si facesse. Le dispiaceva non poterla guarire. Le dispiaceva, a
volte, aver trovato sua madre nella stalla. Le dispiaceva averla salvata. Le dispiaceva, o come le
dispiaceva!, aver pensato una cosa simile. Le dispiaceva essere cattiva. Le dispiaceva non ringraziare il
cielo ogni momento perch sua madre era viva. Le dispiaceva che LaRose fosse il suo preferito, bench
fosse il preferito anche di Maggie. Le dispiaceva pensare quanto le dispiaceva e perdere tempo con tutti
questi dispiaceri. Prima di quello che era successo a sua madre, Maggie non aveva mai avuto
dispiaceri. Ah, come desiderava poter tornare a essere quella di una volta!
Maggie and a trovare Snow e Josette. Per loro era dopo la scuola. La sua scuola sarebbe
iniziata luned. Lei, almeno, poteva andare avanti e indietro e vedere loro e LaRose. Le ragazze erano
fuori. LaRose era andato in citt con Emmaline, le dissero. Maggie doveva aiutarle con questa cosa che
stavano facendo. L'erba della corte  o meglio la distesa di erbacce  era spelacchiata e piena di solchi.
Era dura e calpestata. Le ragazze avevano montato una vecchia rete da pallavolo stracciata. Maggie le
aiut a tracciare i confini con lo spray arancione sulla terra e sull'erba schiacciata. Il campo era fatto.
Chiacchierando, si passavano la palla avanti e indietro. Maggie aveva giocato solo in palestra. Josette le
insegn a battere, mostrandole la posizione giusta. Snow schiacciava. Si allenarono nel servizio.
Non perdere tempo col sottomano, disse Josette. Guarda.
Mise avanti l'aguzzo piede sinistro, tir indietro il gomito destro, come se stesse per scoccare
una freccia. Fece rimbalzare quattro volte con la mano la palla tesa, sporca e vellutata, poi la lanci in
alto. Mentre ricadeva, fece un salto e la colp col taglio della mano. Con una traiettoria curva, bassa e
veloce, la palla sfior la rete e rimbalz dove non te l'aspettavi.
Ace!
 il suo marchio di fabbrica, disse Snow.
Voglio imparare.
Santiddio, disse Josette, dopo che Maggie ebbe provato a servire.
Maggie manc la palla sei volte, e quando finalmente la colp essa ricadde debolmente, senza
nemmeno raggiungere la rete.
Devi fare delle flessioni sulle braccia se vuoi battere con forza.
Mettiti gi, fanne dieci, grid Snow.
Maggie ne fece quattro.
Questa ragazza deve irrobustirsi, disse Snow.
Gi, devi rinforzare la parte superiore del corpo. Josette tast con aria critica il braccio di
Maggie.
Coochy usc.
Ragazze, ve la state spassando tra voi? Le prese in giro, facendo un passo indietro nella
sgraziata imitazione di un servizio. Quando si volt per andar via, Snow gli tir una pallonata assassina
sulla nuca. Doveva avergli fatto male, ma Coochy continu a camminare. Stava rafforzando i muscoli
del collo per giocare a football.
Due punti, disse Snow.
Josette si fece rimbalzare la palla sulla punta del piede e la nascose sotto il braccio.
Colpire Coochy alla testa vale due punti, disse a Maggie. Colpirlo al corpo, uno solo.
Voglio farlo anch'io, disse Maggie. Mostrami di nuovo quel servizio.
A casa, Maggie controll il sonnellino di sua madre, attese davanti alla fessura della porta della
camera da letto finch vide un leggero movimento. Poi usc per andare nel garage. Il portellone era
aperto, il vento faceva frusciare dei fogli di carta sul pavimento. Suo padre aveva alzato il cofano del
pick-up. Stava cambiando l'olio e i filtri dell'aria, scolando il residuo melmoso.
Ehi, disse Maggie. Posso cambiare scuola?
No, disse suo padre. Ma gli adulti dicevano sempre di no prima di chiedere perch.
Perch? chiese lui. Per LaRose?
Devo andare alla stessa scuola di mio fratello, giusto? Poi ci sono altre ragioni. I ragazzi della
mia scuola mi odiano.
 ridicolo, disse Peter, pur sapendo che non lo era.
C' questa ragazza che si chiama Braelyn, che ha un anno pi di me, e suo fratello nella vecchia
classe di LaRose, e suo fratello Jason, che  pi grande. Mi odia tutta la famiglia, pi i loro amici.
Non avevi mai detto niente.
Maggie alz le spalle. Me la posso sbrigare da sola, ecco perch. Ma preferirei cambiare scuola.
Cos, vuoi andare al liceo della riserva? Rise. L sar ancora pi dura.
Pap, hanno pi programmi per il doposcuola, adesso. Pluto  una citt morta. Il nostro stato 
cos spilorcio. Sai che probabilmente raggrupperanno i servizi e noi faremo un'ora di autobus in pi.
Ci che Maggie aveva detto probabilmente era vero, ma Peter non amava pensarla cos, anche
se la pensava proprio cos.
La riserva ha i finanziamenti federali, pi quelli del casin.
Peter si pul le mani in un vecchio straccio rosso e chiuse il cofano. Abbass gli occhi a Maggie,
quel piccolo levriero dai muscoli finemente modellati e dallo sguardo intenso.
Dove l'hai sentito?
L'ho sentito da te, pap.
Hai detto che il nostro stato  spilorcio? Non direi.
Dicevi che gli agricoltori di questa parte dello stato sono in bolletta. Dicevi che oggigiorno c'
pi denaro nelle riserve. Dicevi...
Okay. Ero... sai, tesoro, ero deluso.
Gli adulti dicono sempre cos quando perdono la pazienza.
Ora sei un'esperta di adulti?
Maggie comprese che era venuto il momento di cambiare strategia.
Posso andarci grazie alla mamma. La discendenza e tutto. E poi, vedi, voglio andare al liceo con
Josette e Snow. Entrare nella loro squadra.
Ma tu detesti gli sport.
Non pi. Mi piace la pallavolo.
Quello, veramente, non  uno sport.
Certe volte gli adulti proprio non capivano. Ricordavano la pallavolo come un rilassato
passatempo da barbecue nel cortile dietro casa, o un requisito della palestra. Non avevano idea di
cos'era diventata, uno sport accanito e figo, fatto proprio dalle ragazze. Poi Maggie decise di ingranare
una marcia pi alta.
Non vedo come Emmaline possa davvero tenere sempre LaRose.
Davvero?
Se lui va alla loro scuola c' una differenza.  un compromesso. E se il patto  quello, io non
dovrei essere esclusa. Dovrei andare l. Lui dovrebbe avere tutta la sua famiglia in un solo istituto.
Ci sono dei ragazzi alquanto tosti in quella scuola. Alcol. Droga.
La droga  dappertutto. Per di pi, ricordi? Io sono una reietta. Sono intensamente odiata.
A questo punto Peter scoppi a ridere. Maggie non riusciva nemmeno a fingere di
commiserarsi. Non c'era l'eco di un lamento, in lei. Peter ne era orgoglioso e lei lo sapeva.
Oooh, pap, andiamo! Snow e Josette hanno i valori tradizionali e tutto il resto. Sono
studentesse da dieci e lode. Mi difenderanno. Loro e il fratello maggiore, Hollis. E poi c' Coochy, cio
Willard. Dovremmo stare tutti insieme, pap. Sarebbe davvero un aiuto, per LaRose.
Peter continuava a pulirsi le mani. Le screpolature che aveva nel palmo e le grinze delle nocche
assorbivano l'olio tanto da far sembrare le sue mani antiche acqueforti di mani. I suoi stanchi occhi
azzurri si posarono dolcemente su Maggie. Conosceva sua figlia. Ricordava bene gli anni dei colloqui
con gli insegnanti. Gli insegnanti si sbagliavano. Maggie non era una bambina disturbata. Bizzarra e
vivace, questo s. Era troppo vivace per quel che di spento e di ottuso si aspettavano dalle femmine.
Dunque? Poteva andar peggio? Forse aveva ragione lei. Tenere LaRose era per Emmaline una specie di
ultima trincea. Forse lasciare che i ragazzi delle due famiglie andassero a scuola tutti insieme l'avrebbe
aiutata a uscirne. La situazione si sarebbe equilibrata. Qualunque cosa potesse succedere, Snow e
Josette erano diventate come due sorelle, per Maggie. Erano mezze cugine. Cugine e sorelle. Lo aveva
colpito che questa fosse la prima volta dalla morte di Dusty che Maggie voleva davvero qualcosa, che
gli avesse chiesto di aiutarla. Perci disse di s. E... s, avrebbe tentato di convincere Nola.
Il vecchio Rummy. Sta parlando di nuovo per sottintesi. Visto?
Padre Travis guardava il faccione grigio dell'uomo sullo schermo. Erano seduti al Dead Custer
una mattina stranamente calda di settembre.
Non dovrebbe essere cos caldo, si lagn Romeo.
 quello che , disse Puffy.
Romeo sbott in un fischio esasperato. Tutti dicevano  quello che , come se fossero le parole
di un saggio. Lo dicevano cos, con una semplice alzata di mano. Per tirarsi fuori dai guai, lo dicevano.
Lo dicevano quando erano troppo indolenti per terminare un lavoro. O spesso guardando il telegiornale.
E non  quello che , disse Romeo.
Padre Travis non bad a questo commento. Si limit a sudare, stoicamente, davanti a una
caraffa dello speciale t ghiacciato di Puffy. La notte prima era stato inghiottito dal gorgo di energia, il
buco nero, il silenzio. Prima delle urla, si era trovato improvvisamente con Emmaline, due corpi nudi in
movimento che planavano, viscidi di sudore. Padre Travis si pass la gelida caraffa sulla fronte.
Romeo lanci un'occhiata obliqua al televisore, annuendo.
Ecco l'indizio. Armi chimiche. Stavano mostrando dei diagrammi. Foto grigie e confuse
scattate da un satellite.
Stanno montando il caso, borbott,
Padre Travis alz la testa e guard di traverso le forme che apparivano sullo schermo. L'11
settembre aveva visto le Torri svanire nel nulla e pensato: Hanno imparato. Dopodich, ripetutamente,
era volato gi polverizzandosi insieme agli altri, con la pelle scorticata dall'accelerazione della massa
dell'edificio. Aveva guardato le notizie, cambiando i canali. Era come se il bombardamento della
caserma non fosse mai avvenuto. Nessuno aveva collegato le due cose. Una notte di quel settembre si
era rimesso a bere. Tracann la bottiglia di single malt scotch che gli aveva mandato un vecchio amico
dei marine. La mattina dopo era rimasto a letto: ammalato per la prima volta nella sua storia di prete.
Gli era sembrata l'unica cosa da fare.
Ehi, padre, disse Romeo. Posso chiederle una cosa?
No.
Perch ha smesso di provare a convertirmi?
Era un invito a dire qualcosa di moderatamente offensivo che agli occhi di entrambi potesse
passare per uno scherzo pur sapendo che era vero.
Non volevo doverti battezzare, disse padre Travis.
Come mai?
Avrei dovuto farti da padrino. Avrei dovuto promettere di mettermi fra te e il diavolo. Ma non
c' posto, non si sa dove stare.
Ah ah! Romeo si lisci le penne, deliziato. Non c' posto! Tra me e il diavolo!
Questa battuta avrebbe girato parecchio, padre Travis lo sapeva. Romeo l'avrebbe ripetuta a
tutti quelli che conosceva nei corridoi dell'ospedale. Sapendolo, di solito padre Travis stava pi attento
a quello che diceva a Romeo. Ma in quel momento aveva un problema. Non riusciva a star fermo,
ovunque si trovasse. Doveva uscire dal Dead Custer. Doveva uscire da tutti i posti. Doveva uscire dalla
propria pelle.
Devo andare.
 qualcosa che ho detto io? Romeo scherzava. Era sempre qualcosa che diceva lui. Prese il
prete per un braccio. Aspetti. Cosa direbbe a un ragazzo che vuole arruolarsi nella Guardia Nazionale?
Quale ragazzo? Padre Travis riusc a sedersi.
Mio figlio, Hollis, quello che hanno Landreaux ed Emmaline, sa.
Direi che imparerebbe molte cose utili, che lascerebbe Dodge per un po'...
...cosa vuol dire, che lascerebbe Dodge?
Andr a Camp Grafton, o Bismarck, i campi di addestramento, a seconda di quello che vuol
fare.
Non sarebbe per la guerra, allora?
Padre Travis lo guard, sorpreso, concentrando l'attenzione su di lui.
Non credo che la Guardia sia mai stata coinvolta in una guerra. Anche se Lyndon Johnson 
stato a un pelo dal farlo per il Vietnam, giusto? Ma istitu una leva. Appur qual era la volont del
popolo.
Che gli ha detto vaffanculo.
S, e sono certo che da questo il Pentagono ha imparato qualcosa, disse padre Travis,
sovrappensiero.
Se Bush richiamasse la Guardia... Padre Travis fece una pausa. Aveva votato per questo
presidente perch il padre era stato un presidente rispettabile e avveduto. Bush senior aveva capito che
uscire da una guerra era, come nel matrimonio, molto pi difficile che entrarvi.
Romeo butt gi il suo salutare t ghiacciato e padre Travis gli batt una mano sulla spalla
mentre si alzava per andare via.
Le citt piccole e le riserve avevano quasi sempre una scuola di taekwondo, anche se nessun
coreano c'era mai stato o addirittura era passato di l. Il Gran Maestro Mu Yong Yun di Fargo aveva
diffuso la disciplina in tutta l'area dei tre stati. Padre Travis aveva studiato in Texas col Gran Maestro
Kyn Bung Yim. Si era guadagnato la sua cintura nera di terzo grado prima del seminario. Due o tre
anni dopo aver preso possesso della parrocchia aveva aperto, col permesso dei suoi maestri, un dojo
nella palestra scolastica della missione. Aveva imparato che lui stesso non poteva tenersi in forma se
non insegnava. Prese accordi con diverse scuole dotate di grandi mezzi che gli inviarono uniformi di
cui volevano liberarsi e gli regalarono le cinture colorate. Le lezioni di taekwondo presero il posto dei
soliti corsi di catechismo del sabato. Ora distribuiva solo dei volantini sulla dottrina della Chiesa. Era
molto pi soddisfacente insegnare le combinazioni e procedere all'addestramento, urlare numeri in
coreano menando violenti pugni in aria.
Durante le lezioni, Emmaline aspettava LaRose in una poltrona arancione con una macchia di
caff a forma di clessidra. Si portava sempre dietro del lavoro: teneva aperto un laptop o consultava un
fascio di carte. A volte metteva gi tutto, guardava i ragazzi, sorrideva vagamente e poi si tratteneva,
come se non volesse farsi sorprendere da qualcuno. Dopo la lezione, padre Travis trovava sempre
qualche parola da dire su LaRose. Sta facendo progressi, per esempio.
Emmaline pieg la testa da un lato, alz un sopracciglio.
Si sta irrobustendo, disse padre Travis.
 a posto, no?
L'ha tirato su bene.
LaRose le prese la mano. Gli occhi di Emmaline erano puntati su padre Travis.
Questa volta l'ho tenuto.
Padre Travis annu e cerc di non pensare a Nola, non ancora.
Emmaline chiese, inaspettatamente: Lei come sta?
Ai preti non si fanno queste domande, o almeno non nel modo in cui l'aveva fatta lei. Lui
aggrott la fronte. Scoppi in una risata stranamente spumeggiante, che forse faceva un po' paura.
Non me lo chieda, disse, brusco.
Perch no?
Perch...
Il suo cuore si rianim, battendo in modo ridicolo contro le costole. Si port una mano al petto
per calmarlo.
C' qualcosa che la preoccupa? disse Emmaline.
No, sto bene.
Veramente? Perch sembra turbato, disse Emmaline. Mi scusi.
No, davvero. Mi spiace. Sto benissimo.
La precisazione era debole. Se ne rammaric.
Emmaline gli volt le spalle. Lei e LaRose si allontanarono tenendosi per mano. I suoi pensieri
diventarono pi lenti. Perch gli aveva fatto quella domanda? Perch gli aveva voltato le spalle quando
lui si era schermito e aveva detto una stronzata? Era proprio quello che dovevano fare i preti.
Subordinare al servizio i loro fatti personali. Sopportare senza lamentarsi ci che Dio dava loro da
sopportare. Capitava mai che un prete non fosse al massimo della forma? Chi poteva dirlo?
Padre Travis li guard andare via. Aveva riflettuto sui sentimenti che provava per Emmaline.
Non era una cosa che riguardasse i suoi voti. Riguardava la sua famiglia, lei e Landreaux, il fatto che li
aveva consigliati, sposati, che aveva battezzato i loro figli. Lui era tutto, per loro, fuorch umano. Sii
tutto per tutti per salvarli tutti.
Grazie, san Paolo. Meglio sposarsi che bruciare, e questo brucia. Ma lei  l'unica che vorrei ed
 gi sposata. Dunque, assumiti le tue responsabilit! Rassegnati, si disse, idiota.
Gli aveva chiesto come stava, aveva detto che sembrava turbato. Era patetico che una domanda
cos comune e una semplice osservazione dovessero fargli battere il cuore in quel modo.
Padre Travis spense la luce della palestra. Era il suo turno per l'Adorazione del Santissimo
Sacramento. Chiuse la porta a chiave e and in chiesa, entrando dall'accesso laterale al seminterrato.
Attravers la sala da pranzo buia verso il fioco chiarore delle scale. Popeye Banks sonnecchiava nel
banco, e sussult quando padre Travis lo prese per la spalla e lo scosse. Usc dal banco incespicando,
sbadigliando, sulla porta si mise il cappello e salut. Padre Travis si sedette su uno dei comodi cuscini
di gommapiuma che aveva comprato per chi faceva l'Adorazione ventiquattr'ore al giorno. Poi il
silenzio, l'oscurit, gli archi della volta, il baluginare delle file di candele sul banco e i suoi pensieri.
Ma prima le mani, tremanti. L'oppressione al torace. Il respiro superficiale. Si port una mano al petto
e chiuse gli occhi.
Apriti, disse.
Faceva sempre fatica ad aprire il proprio cuore. Quella sera si era chiuso di nuovo. Era un petto
di legno rinforzato da spranghe di ferro chiuse da un lucchetto. Una sacca militare con la cerniera
arrugginita. La credenza di una cucina con gli sportelli incollati. Un tabernacolo. Uno scrittoio. Un
armadio. Doveva forzare sportelli, alzare coperchi. Restava sempre deluso nel trovare un interno
squallido o minaccioso. Fare del proprio cuore un posto accogliente era un lavoro mentalmente
scivoloso. Certe volte bisognava pulire, rimettere in ordine. Spolverare. Doveva buttar via vecchio
ciarpame per fare posto. Era tutto cos tedioso, ma padre Travis lavor al progetto finch non vi ebbe
messo dentro tutta la maledetta famiglia di Emmaline e pot chiuderlo a chiave sbattendo lo sportello,
esausto, con Emmaline al centro, al sicuro e lontana dai suoi pensieri.
Emmaline e LaRose entrarono in macchina e presero la via di casa. I ragazzi dicono sempre
quello che pensano mentre guidi.
Perch mi hai cambiato scuola?
Non ti piace la signora Shell?
S, certo, ma perch sono ancora con te?
Perch non sei tornato da Peter, vuoi dire?
E da Nola, e da Maggie. Perch?
Perch... Emmaline lo disse con grande cautela. Perch voglio tenerti con la tua famiglia, con
noi, adesso. Mi manchi troppo. Lo sanno, che ti tengo con me.
Lui guardava dritto davanti a s, attraverso il parabrezza, con la bocca socchiusa, di sasso.
Ti va bene, ragazzo mio?
Lui aspett un momento. Stava pensando a come articolare le proprie riflessioni.
Mi fate fare la spola tra voi, disse. Per me va bene, ma il tempo passa. Il problema  Nola, che
diventer troppo triste. Potrebbe morire se diventa troppo triste, mi ha detto Maggie. Per di pi, Maggie
e io siamo cos. Mostr due dita unite, come faceva Josette. L'aiutiamo a tirare avanti, sua mamma,
quando non ce la fa a scendere dal letto, eccetera.
Emmaline rest sorpresa da tutto quello che diceva LaRose.  un ometto, pens.  diventato
grande.
Cos, io devo tornare l, mamma. La signora Shell mi piace. Non  troppo esigente. Ma io devo
tornare nella famiglia di Dusty.
Te lo ricordi, Dusty?
Siamo sempre amici, mamma. Ora sono responsabile anche della sua famiglia. Posso tornare,
dunque?
Veramente, ragazzo mio?
Emmaline pens che forse avrebbe fatto meglio a fermarsi e vomitare. Inoltre, aveva avuto
un'improvvisa stretta al cuore perch suo figlio si ricordava di Dusty, parlava di lui con tanta
immediatezza, sentiva un grado cos alto di responsabilit. Era un peso troppo grande per le sue spalle,
ma questa era la realt e non c'era niente da fare.
S, mamma,  troppo tardi per rimangiarsi la promessa.
Emmaline accost, ma solo per prendersi il viso tra le mani: era troppo sconvolta per piangere.
In ogni modo, lei non piangeva mai. Questo era affare di Landreaux, che piangeva per tutt'e due.
Emmaline cercava di piangere, cercava di scoppiare in singhiozzi, solo per trovare un po' di sollievo.
Ma era Emmaline.
LaRose le dava dei colpetti sul braccio, sul collo.
Va tutto bene, ce la farai, diceva. Se ti dai una mossa ti sentirai meglio. Un passo dopo l'altro.
Un giorno per volta.
LaRose aveva fatto l'abitudine alla disperazione delle madri, e queste erano le parole che Peter
usava con Nola.
Landreaux port suo figlio a casa dei Ravich. Vedeva bene che il cambiamento di programma
aveva reso LaRose ansioso, e che ripristinare il vecchio ordine era la cosa giusta. Pure, Landreaux
stent a lasciarlo andare. Lo strinse tra le braccia un momento prima che LaRose saltasse gi dalla
macchina con lo zaino in spalla.
Va tutto bene, borbott.
Mentre non andava tutto bene, non sarebbe mai andato bene; e tuttavia c'erano quasi
impercettibili avvisaglie di un miglioramento.
Landreaux segu LaRose con lo sguardo mentre saliva di corsa i gradini. Maggie, sulla porta,
saltava su e gi. LaRose entr senza voltarsi indietro. N Maggie n Nola avevano mai salutato
Landreaux, n avevano mostrato di notare la sua presenza. Doveva essere invisibile, per loro, ma non
per suo figlio. All'ultimo momento LaRose mise la testa fuori e gli fece un cenno di saluto.
Le piccole cose che ti sciolgono dentro. Sulle labbra di Landreaux si form un sorriso strozzato.
Andr tutto bene, mormor avviando il motore e allontanandosi. Era una frase che ripeteva
come un mantra quando le cose non andavano affatto bene. Eppure, dopo un po' questa frase lo fece
sentir meglio, e dopo un altro po' ottenne l'effetto sperato.
Maggie teneva sulle ginocchia la pila dei nuovi quaderni scolastici. Era sul sedile del
passeggero. LaRose sedeva dietro. Nola li stava portando a scuola in macchina perch non erano sul
percorso del bus. L'anno prima avrebbero potuto andare a piedi fino alla casa degli Iron, appena fuori
dal confine della riserva, e prendere il bus con loro. Ma il bus non fermava pi l perch Hollis aveva la
macchina. Maggie sperava che Hollis comprasse una macchina pi grossa, cos lei e LaRose avrebbero
potuto farsi dare un passaggio. Era tesa. Seduta accanto a sua madre che andava a pi di cento all'ora,
cercava di non farsi prendere dal panico. Maggie tratteneva il respiro ogni volta che una macchina li
incrociava sfrecciando con un sibilo nell'altra corsia. Respirava quando il pericolo era passato. Dal
giorno in cui aveva trovato sua madre nella stalla si era formata alcune ferme convinzioni: per esempio,
che se tratteneva il respiro quando c'era una macchina in arrivo sua madre non avrebbe sterzato di
colpo ammazzandoli tutti. O che, se tratteneva il respiro ancora pi a lungo, Nola avrebbe potuto anche
sterzare, ma lei e LaRose sarebbero miracolosamente sopravvissuti all'incidente. In quel momento, con
tutto il materiale scolastico in macchina, e sua madre cos contenta dopo aver comprato nuovi
pennarelli a punta fine, pacchi di fogli per quaderni, etichette, e persino uno specchio magnetico per
l'interno del suo armadietto, Maggie pensava che il pericolo di un suicidio-omicidio fosse piuttosto
improbabile, tuttavia tratteneva il respiro.
Le girava la testa quando si fermarono davanti all'ingresso della scuola. Le porte si aprirono
con un fruscio, i ragazzi stavano parlando. LaRose and da una parte, lei da un'altra. Josette e Snow
avevano fatto a testa o croce per decidere quale delle due sarebbe stata il suo Mentore del Primo
Giorno. Solo i ragazzi con una media elevata potevano avere quell'onore. Ottenevi automaticamente il
permesso di entrare in aula in ritardo perch dovevi mostrare la scuola al nuovo studente e indicargli
tutte le aule per assicurarti che trovasse la sua.
Aveva vinto Snow. Che la stava aspettando all'ingresso, alta e serena, con un top rosso vivo
sopra un'attillata maglietta viola, e in mano l'orario delle lezioni e un lucchetto per l'armadio di
Maggie.
Non farti dei problemi, disse. Maggie pens che poteva apparire nervosa, cos butt la testa
all'indietro e sorrise.
Ehi, Cheeks, disse Snow a un ragazzo dall'aria un po' istrionica munito di orecchini e tatuaggi,
ti presento la mia sorellina.
Ehi, Sean, disse Snow a un ragazzo con i calzoni cascanti, una giacca sformata e una T-shirt
straordinariamente inadatta, ti presento mia sorella. Sean, ti sbatteranno fuori con quella T-shirt.
Lo so, disse Sean.
Ehi, Waylon, disse Snow a un tipo massiccio e terrificante con le sopracciglia folte, le labbra
felpate e un'aria da giocatore di football, ti presento la mia sorellina. Siete nella stessa classe.
Lui le diede la mano, cerimoniosamente.
Piacere, disse.
Una ragazza alle sue spalle rise. Sta' lontano da lei, Waylon! Era alta come Snow, con le
palpebre blu elettrico, i capelli che le arrivavano alla vita, una blusa a palloncino, jeans attillati.
Questa  Diamond. Le tre ragazze raggiunsero l'aula di Maggie. La lezione era di fisica e
l'insegnante il signor Hossel, un giovanotto di una magrezza che faceva pena, con le mani rosse e
sfregiate.
Secondo noi, forse  saltato in aria, sussurr Diamond, in un incidente durante un esperimento
di chimica. Nessuno lo sa.
 un enigma, disse Snow.
La lasciarono sola; Maggie entr e si sedette. Tutti gli occhi si posarono su di lei: li sentiva, ed
era una sensazione meravigliosa. Nessuno la conosceva. Nessuno l'odiava, ancora. Leggera, si sentiva
leggera. Libera da un'insopportabile responsabilit. Senza Nola per tutta la giornata. Non poteva farci
niente. Impossibile fermare sua madre. Impossibile sapere. E anche LaRose sano e salvo nella sua aula,
cos non avrebbe scoperto Nola morta e non sarebbe rimasto segnato per tutta la vita. Maggie sorrise
quando disse alla scolaresca come si chiamava, e sorrise quando il suo nome fu accolto da un
mormorio. Non era il mormorare dei maligni, ma solo uno scambio di informazioni. Sorrise quando il
professore si present e sorrise quando i compagni stropicciarono i piedi per terra. Sorrise al proprio
quaderno nuovo mentre lui assegnava i compiti del giorno e ricordava loro che tra le sue regole c'era
quella di non truccarsi durante la lezione. Due ragazze abbassarono i tubetti di mascara. Maggie sorrise
con aria sognante al signor Hossel mentre le diceva cosa doveva portare in aula. Sorpreso, lui not il
suo sorriso e pens che poteva essere un po' strana, o fatta. Ma i compagni ripresero a mormorare, e lui
persever nel tentativo di appassionarli alle leggi del moto.
I poteri
Le selezioni per la squadra erano quel sabato.
Andiamo, grid Josette dal pick-up. Snow era al volante, Maggie sedette sullo strapuntino alle
sue spalle. Arrivate a scuola, parcheggiarono vicino all'ingresso della palestra. La palestra era enorme,
e c'erano tre campi con le reti arrotolate sulle travi d'acciaio in modo che si potessero giocare diverse
partite nello stesso tempo.
Le diciotto ragazze convocate per decidere la formazione della squadra avevano i capelli
raccolti sulla nuca in code di cavallo e larghe fasce elastiche di tutti i colori intorno alla testa. Alcune
sembravano indiane, alcune forse erano indiane, alcune erano bianche. Diamond guard Maggie e le
sorrise. Alta pi di un metro e ottanta e perfettamente truccata, danzava qua e l, eccitata, masticando
una gomma. La coda di cavallo di un'altra ragazza, anche se annodata molto in alto, le arrivava quasi
alla vita. Era la reginetta dei powwow. Lo era di nome e di fatto, perch si chiamava Regina Sailor.
Snow era un metro e sessanta, e anche la sua coda di cavallo era lunga: le arrivava a met della schiena.
Maggie decise di lasciarsi crescere i capelli. Diamond era piuttosto muscolosa e la reginetta dei
powwow saltellava agilmente su gambe molto elastiche. Maggie decise di fare pi ginnastica. Piccolo,
tondo, sorridente, forse un indiano bianco, l'allenatore era il signor Duke. Portava una collana di
perline. I suoi capelli radi erano raccolti in una coda di cavallo brizzolata.
Duke cominci facendo fare alle ragazze esercizi di riscaldamento. Josette fece coppia con
Maggie e Snow con Diamond. La reginetta dei powwow, molto affascinante con quegli zigomi alti e
una complicata doppia treccia alla francese, guard Maggie con freddo disprezzo e disse: Chi  quella?
 mia sorella, disse Josette. Gioca in difesa. Bada.
L'allenatore le divise in due squadre, per una partitella. Josette e Snow finirono nella stessa
squadra. Maggie cerc di prendere un posto nella fila che le permettesse di andare con loro, ma fu
bloccata e fin nell'altra. Era nella stessa squadra di Diamond e della reginetta, che sembravano sapere
in che ruoli giocavano meglio e presero posizione. Diamond pass la palla a Maggie e disse: Servi!
Maggie aveva la gola secca. Fece rimbalzare la palla sul pavimento: il rimbalzo non era
irregolare come nella corte. La palla le tornava dritta in mano come se le fosse affezionata. Lanci la
palla in alto.
Aspetta.
L'allenatore non aveva fischiato.
Okay. Fischi.
Maggie lanci di nuovo la palla in alto e la tir in rete. Ma le altre si limitarono a una battuta di
mani e tornarono a concentrarsi sul gioco. Doveva essere rossa come un pomodoro, ma sembrava che
nessuno l'avesse notato. Cos, part il secondo servizio. A riceverlo fu la reginetta. Josette alz la palla
e Snow la schiacci, con un gran salto, alla sinistra di Maggie, proprio come faceva quando giocavano
insieme. Non c'era il tempo di scivolarci sotto, e allora Maggie si tuff col pugno proteso, l'alz a
campanile e si rotol da un lato. Diamond la schiacci, ma Josette era l con un'elastica bionda che
ripass la palla a Snow, e questa torn a schiacciarla in pieno su Maggie.
Ravich! url.
Maggie la raccolse con un tuffo da kamikaze.
Holee,31 strill la reginetta dei powwow. Un'altra ragazza le pass la palla e la reginetta la
schiacci oltre le braccia alzate di Snow nell'angolino del campo dove nessuno poteva arrivare.
Punto!
Maggie non sapeva n servire n saltare. Nelle schiacciate era uno zero. I suoi movimenti non
erano aggraziati, ma arrivava sempre a toccare la palla, ovunque andasse, e a tenerla in gioco. A volte
si proiettava in avanti, a volte si accovacciava, a volte la inseguiva per alzarla, per rimetterla in campo
se una compagna la buttava fuori. E la sua posizione era giusta. Il suo pi folle salvataggio era sempre
giocabile. Dava tutto  ogni cruccio, ogni mal di stomaco, ogni paura , si liberava per un paio d'ore,
faceva ridere l'allenatore, e tirava su il morale della squadra con i suoi farseschi recuperi.
Okay, all'inizio  possibile che tu faccia molta panchina. Non preoccuparti, disse Josette
quando scoprirono che era stata scelta per la rappresentativa della scuola. Avresti potuto giocare di pi
nella seconda squadra. Ma noi abbiamo bisogno di te.
Sembra che tu voglia suicidarti, quando giochi!
Snow rise. Stavano tornando a casa. Nessuna delle due vide il viso di Maggie gelarsi a quella
parola, nessuna vide i suoi occhi sfocarsi. A un tratto era di nuovo nella stalla, con sua madre lass
nella luce radente. Zip. Rimbalz in macchina. Temeva di sentirsi troppo bene, di essere troppo felice,
e che questo spingesse sua madre nella direzione opposta. Guard ansiosamente la strada, mentre le
sorelle chiacchieravano. Snow andava abbastanza veloce, ma Maggie doveva correre a casa.
Randall aveva un amico che aveva ereditato un permesso di estrarre pietra da pipa32 nella cava
del South Dakota dove la pietra da pipa viveva. Questo amico lo forniva largamente di pietra da pipa, e
Randall la dava a Landreaux, che gli preparava le pipe. Ma questa era una pipa per la famiglia di
Landreaux. Tutti portavano le pipe nella capanna ogni volta che ci andavano. Trattavano le pipe dei
ragazzi come persone. Tutti i bambini ricevevano presto queste pipe, ma non le fumavano finch non
erano diventati grandi. LaRose era l'ultimo bambino senza pipa, perci Landreaux ne stava facendo
una. Usava la sega elettrica, poi una raspa sulla pietra rossa per sgrossarla. Poi una serie di lime pi
fini, e una lima a coda di topo per l'interno del fornello. Usava carte abrasive di grana diversa, e infine
un pezzo di stoffa. Poi levigava il fornello con le palme delle mani e con le dita per qualche settimana.
Il grasso delle mani intensificava il colore. Era una pipa semplice. Landreaux non credeva che le pipe
dovessero essere a forma di testa d'aquila, lontra, orso, artiglio d'aquila, capra di montagna, tartaruga,
lumaca, o a forma di cavallo, come aveva visto. Dovevano essere oggetti umili con i quali pregare
umilmente.
Landreaux sentiva che lavorare a una pipa era una specie di preghiera, ma una preghiera durante
la quale potevi ascoltare musica, guardare la tv o parlare. Spesso portava con s un fornello da pipa a
cui lavorare quando era con i suoi pazienti mentre si sottoponevano a una procedura, aspettavano un
esame, guardavano la tv nelle sale dell'ospedale o a casa loro.
Quel giorno si port dietro la pipa quando and da Ottie e Bap. Prima provvide all'igiene di
Ottie. Gli fece la doccia e protesse con cura la fistola non ancora guarita che agevolava l'accesso alle
grosse vene sul suo petto. Fece il bagno anche al cane di Bap solo perch sapeva che sarebbe stata
contenta. Bap era andata a trovare la loro figlia a Fargo. Ottie spinse la sedia a rotelle fino al televisore,
punt il telecomando quasi scarico e cerc disordinatamente tra i canali mentre Landreaux preparava
dei sandwich, senza niente di sugoso. A volte Ottie diceva che gli veniva da piangere, tanto desiderava
un'arancia. Doveva osservare una dieta a basso contenuto di fluidi. Ottie trov il programma di cucina
che gli piaceva, e mangiarono insieme guardando i coltelli lampeggianti, la preparazione della pastella,
la padella sfrigolante, l'assaggio decisivo. Ma Ottie, ancora stremato dalla dialisi del giorno prima, non
riusc a finire il sandwich, e presto perse ogni interesse anche per il programma. Per aveva voglia di
parlare. Spense la televisione e chiese a Landreaux come gli andavano le cose. La sua voce era flebile e
sommessa.
Credo di poter dire che tutta la situazione adesso  stabile, ma perdio! disse Landreaux a Ottie,
che gli sorrise con i suoi occhi velati. Landreaux aveva il fornello della pipa tra le mani, ma non
riusciva a calmarsi.
Non dovrei bestemmiare mentre faccio questa pipa, disse. Randall sostiene che potrebbe
offendersi. La pipa dovrebbe essere trattata come una nonna o un nonno.
Tu sei troppo rispettoso, ecco tutto. Nonno Pipa non si incazzerebbe, disse Ottie. I nonni sono
misericordiosi. Inoltre, questo non  ancora veramente un oggetto consacrato. Dev'essere benedetto.
Vero, disse Landreaux.
Bestemmia pure, disse Ottie.
Scusa, disse Landreaux. Ogni tanto torna a farsi sentire.
Ottie sapeva che Landreaux era capace di prendersi una sbornia.
Eh, chiss.
Ottie cerc di cambiare argomento.
Quando vi siete incontrati per la prima volta tu ed Emmaline?
Quella domanda fu una sorpresa anche per lui. Forse era una cosa insolita da chiedere a
qualcuno. Lo avevano riempito di tubi come un bagno. Morire cos lentamente era noioso.
Allora?
A un funerale, disse Landreaux. Era il funerale di Eddieboy, suo zio. Durante la veglia, mentre
Eddieboy, l disteso, non aveva mai avuto un aspetto migliore, lei si era alzata e gli aveva reso
omaggio. Le cose che ricordava: come questo procione che aveva addomesticato gli si appollaiava sulla
testa come un cappello. Il modo in cui faceva sollevamento pesi con i bambini, alzandoli su e gi con le
braccia. Le scarpe di plastica verde. Era come se fosse ancora vivo, capisci?
Me lo ricordo, Eddieboy.
A questi ricordi di Emmaline la gente sorrideva e chinava la testa come sorridi e chini la testa
tu, disse Landreaux. Lo Schlitz mattutino di Eddieboy: e non beveva in nessun'altra occasione. Quelle
camicie hawaiane. Come alla fine di una barzelletta sbottava nel suo iabadabad. Guardai Emmaline e
pensai che chi era capace di rievocare quelle scene in un momento cos triste, e di far sorridere la gente,
era una brava persona. Ed era un bel pezzo di donna, per giunta.
Certo, disse Ottie. Scommetto che fu una bella festa anche per Eddieboy.
Insalata di patate, pasta asciutta. Una delizia. Naturalmente mangiammo insieme, poi io me ne
andai. Lavoravo a Grand Forks come portiere di notte. Mi procurai il suo indirizzo e le scrivevo tutte le
sere sulla carta intestata del Motel 6. Ha tenuto tutte le mie lettere.
Anch'io scrivevo a Bap! Cosa dicevi, tu, nelle tue lettere?
Adesso Landreaux sorrideva.
Che sarei morto per lei, che avrei mangiato la polvere, attraversato un deserto rovente, cose
cos. Forse ho detto che volevo bere l'acqua della sua vasca da bagno. Spero di no.
Ottie sembrava ancora in ansiosa attesa, perci Landreaux riprese.
Oh be', sai. Ci siamo provati a vicenda, immagino. No, era pi come se fossimo spariti per un
po' l'uno nell'altra. Eclissati dal mondo di tutti i giorni. A essere sincero, per qualche tempo abbiamo
bevuto forte, fatto qualche esperimento con la droga. Poi ci siamo dati una calmata. Volevamo un
bambino, e quando  nata Snow era piccolina e abbiamo dovuto aiutarci a vicenda per avere la certezza
che la nostra bambina vivesse. Emmaline andava ancora a scuola. Ciononostante, ce l'abbiamo fatta. A
un certo punto ci  arrivato Hollis. Insieme a lui, Josette. Tre chili e sei! Siamo tornati qui e abbiamo
seguito ci che dice la tradizione, prima di non bere, poi di benedire la nostra famiglia. Abbiamo
approfondito, ci siamo sposati tradizionalmente davanti ai bambini, e pi tardi ci ha sposato padre
Travis.  arrivato Coochy, poi LaRose. Una cosa ha portato a un'altra, senza intoppi, finch...
Non correre, disse Ottie. Con Emmaline hai avuto fortuna, ma forse non  stata semplice
fortuna. Sei un brav'uomo anche tu.
Ottie si era ripreso durante la storia di Landreaux, ma ora fu sommerso da una grossa ondata di
stanchezza. Si addorment di colpo; l'aria gli sibilava tra le labbra. Landreaux gli mise un cuscino da
viaggio intorno al collo in modo che potesse dormire comodamente nella sua sedia. Pensare a quel
tempo lontano lo aveva un po' agitato. Era trascorso molto tempo da quando aveva pensato a
com'erano, allora, lui ed Emmaline. Anche solo ricordare, adesso, gli riusciva doloroso.
Fino al giorno in cui aveva incontrato Emmaline era vissuto nel sonno. Dormiva in piedi, ma
facendo mille cose. E poi lei gli aveva dato un bello scossone, e quando l'aveva guardata negli occhi
aveva capito: insieme, erano svegli. Emmaline cominci ad abitare dentro di lui. Landreaux era un
uomo troppo sensibile. Aveva strane idee. Se lei lo avesse lasciato, sarebbe diventato cieco. Sordo.
Avrebbe dimenticato come si parla e come si respira. Quando discutevano, lui svaniva nel nulla. I suoi
atomi, le sue molecole, di qualunque cosa fosse fatto, cominciavano a scoppiare, e lui si sentiva
disintegrare. Come aveva ottenuto questo risultato, Emmaline? A volte, di notte, quando lei scendeva
dal letto e lui vi restava ancorato in una specie di semincoscienza, non riusciva a fare un movimento. Il
terrore saliva dentro di lui, una paurosa, ansiosa, soffocante infelicit che cessava solo quando sentiva
Emmaline muoversi nuovamente al suo fianco. Se lei non lo avesse amato costantemente sarebbe
morto, vittima dell'esperienza che si fa quando ci si innamora. Era come se fosse nato in una caverna,
allevato da una lupa come uno dei suoi cuccioli, o come se per madre avesse avuto una scimmia munita
di poppatoio. Quello che sentiva era quasi insopportabile, per lui.
Landreaux pens ai cerotti di Fentanyl che Ottie e Bap tenevano in fondo a un cassetto del
bagno. Erano per gli inguaribili moncherini di Ottie.
Non ti muovere, disse a se stesso.
Afferr il fornello della pipa e si guard le nocche, che diventarono sempre pi bianche finch
il bisogno, il bisogno, il bisogno scese di un livello: questo era il momento pericoloso in cui credeva di
averlo soffocato, mentre la sua parte pi astuta riusciva ad aggirare la sua stessa convinzione. Il
desiderio, la vergogna, la paura che gli fermava il cuore si stavano calmando. Era stato infettato dai
sentimenti, e il suo corpo li ospitava come un virus in piena attivit. Ma poteva scacciarli, riprendere
sonno, trovare la salvezza nell'oblio che Landreaux si imponeva. Tenne la pietra contro la fronte fino a
quando si sent al sicuro. Tir un profondo respiro. Quella cosa erratica che aveva dentro si era calmata.
Disse ancora qualcosa per tenerla buona.
Sta' l, adesso. Lasciami in pace, disse.
Maneggiava la pietra da pipa con amore. Era il sangue degli antenati attraverso il quale
Emmaline e i suoi figli esistevano nella precariet di questo mondo.
Un weekend di ottobre Maggie riport LaRose dai suoi fratelli e dalle sue sorelle. Le foglie
raggianti erano volate via rapidamente la notte prima, e si appiccicavano alle suole. Maggie rest a casa
degli Iron a fare i compiti con le ragazze, e anche perch era stata invitata nel loro salone di bellezza.
Josette e Snow avrebbero trasformato la cucina in un mondo rilassante di trattamenti per la pelle e per i
capelli.
Le cure si potevano trovare nella dispensa e nel frigorifero. Zucchero per il viso. Sale per la
desquamazione dei piedi. Cannella e miele per la desquamazione delle labbra. Bianco d'uovo per
tendere la pelle del viso. Cetrioli per la maschera per gli occhi. Bustine di t ghiacciato ancora per la
maschera per gli occhi. Limone per sciacquare i capelli. Maionese come trattamento per idratare i
capelli. Decisero che per primo avrebbero fatto questo.
Snow mise sul tavolo un vasetto di maionese, con un rotolo di pellicola di plastica. Vers in una
scodella un quarto di tazza d'olio. Maggie si sedette su una sedia della cucina con un asciugamano sulle
spalle, e Snow le massaggi con maionese e olio di colza prima il cocuzzolo della testa, poi ogni ciocca
di capelli. Le venne voglia di ridere. L'odore era cattivo, ma il massaggio di Snow era cos piacevole
che dentro si sentiva effervescente. Chiuse gli occhi e sigill le labbra. Ridere sarebbe stato strano.
Snow le avvolse ripetutamente la testa nella pellicola di plastica. Ne tir bene le estremit, poi le copr
la testa con un asciugamano a mo' di turbante.
Ora puoi andare a sederti nella poltrona di pap, e Josette ti far il trattamento per gli occhi con
le bustine di t ghiacciato e la desquamazione dei piedi col sale. Dopodich Josette mi far il
trattamento per i capelli con la maionese, e tutte faremo la maschera col bianco d'uovo.
Ne voglio una anch'io, disse Emmaline quando vide le ragazze dipingersi il viso col bianco
d'uovo, e metterlo anche a LaRose. Si sdraiarono sul sof, o su alcuni asciugamani stesi sul pavimento.
Mentre aspettavano che il bianco d'uovo seccasse ascoltarono la radio. Seccandosi, l'albume cominci
a tirare la pelle.
Lo sentite?
Io s, disse Maggie, con gli occhi chiusi sotto le bustine di t Lipton.
Fa un po' male, disse Josette dopo un momento.
 perch ti stimola il collagene.
Emmaline si mise a sedere. Posso toglierlo, adesso?
Maggie si tolse dagli occhi le bustine di t. Il mio  secco.
Ahi! Non sorridere, disse Josette. Ma lei rise. Il bianco d'uovo secco sul viso di Snow si era
screpolato in una ragnatela di piccolissime incrinature.
Toglilo!
Sciacquarono via il bianco d'uovo e ammirarono la levigatezza delle rispettive epidermidi. Si
sciolsero i turbanti, si lavarono i capelli, ma non riuscivano a togliere la maionese. Maggie si guard
nello specchio e vide che il t le aveva lasciato intorno agli occhi dei segni che la facevano somigliare a
un orsetto lavatore. All'interno delle macchie, i suoi occhi brillavano come se avesse la febbre. Pareva
essere stata colpita da una misteriosa malattia. Si studi le guance, che sembravano di porcellana.
Accidenti, disse Emmaline. Ho la faccia tutta rinsecchita. Mi sento come se la pelle stesse per
venir via.
Anch'io, disse LaRose.
Lei si guard nello specchio e cominci a darsi l'Oil of Olay sulla fronte.
Adesso la manicure!
Josette tir fuori un vassoio di smalti per unghie.
Io vado in citt a prendere Coochy. Fate i compiti, disse Emmaline alle ragazze. E questa
maschera di bianco d'uovo? Credo che mi abbia invecchiato di dieci anni. La sua pelle era ancora tesa
e strana.
Vengo con te, disse LaRose.
Tu vieni da lontano, disse a un tratto Josette, chinandosi per abbracciare LaRose. Hai lo spirito
di un tempo.
Solo il bianco d'uovo, disse LaRose.
Sapete cos'ha detto? Ehi, sapete cos'ha detto? Ha detto che una volta c'erano le storie al posto
della tv.
Coraggio, disse Emmaline.
No, davvero, ha detto cos!
Coraggio, su: andiamo!
Maggie e Snow saltarono in macchina per farsi portare in citt. Volevano comprare dell'olio di
cannella per le labbra, e dovevano rifornirsi di sciampo.
Puzziamo come dei sandwich del kaiser, disse Snow.
Di chi  stata quest'idea, la maionese?
Mia.
Veramente?
Veramente di Josette, ma lei  quella troppo sensibile, capisci?
Maggie non aveva mai pensato a Josette come a quella troppo sensibile.
Mia mamma  troppo sensibile, disse, e se ne pent subito. Comunque, erano tutt'e due sedute
dietro, dove Emmaline non poteva sentirle. Snow tacque, ma Maggie sapeva che stava pensando a cosa
dire. Dopo qualche istante, Snow parl.
Tua mamma  un tipo in gamba. Volevo dire,  stata brava, non ti pare, tutto considerato?
Non  facile da prendere, disse Maggie. Represse la voglia di scheggiarsi il nuovo colore delle
unghie. Azzurro cielo.
Snow non le disse come lei e Josette si erano ritratte davanti alle cattive vibrazioni emesse da
Nola in quei primi anni. Disse che a Josette piaceva il modo in cui Nola piantava i fiori.
 la sua passione, disse Maggie.
L'approvazione mostrata da Snow per qualcosa che faceva sua madre ebbe uno strano effetto su
di lei. Le sembr che lo stomaco le galleggiasse dentro il corpo. Ma nel cervello aveva un prurito
geloso. Guard Snow, l'eleganza con cui teneva la testa che sapeva di maionese, la piega flessuosa
delle spalle, la perfetta stratificazione di magliette. Aveva proprio bisogno che Snow capisse.
In realt mia madre non mi ama, sai, disse Maggie. Ama LaRose.
Snow aggrott le sopracciglia, socchiuse le labbra; la guard in faccia. Proprio quando Maggie
stava per sbottare, per dire qualcosa di duro, imprecare per impedire che ci che vedeva negli occhi di
Snow potesse trasformarsi in compassione, Snow le mise un braccio sulle spalle e disse: Oh, merda,
piccola, noi dobbiamo stare appiccicate. Guarda.
Accennando con la testa al sedile davanti, fece una smorfia per indicare LaRose ed Emmaline.
Non deve pi nemmeno chiedere di sedersi accanto al guidatore, disse Snow. Indovina chi 
sempre relegata sul sedile di dietro ogni volta che mia mamma ha tempo per LaRose?
Maggie balbett qualcosa; fu come se le avessero cacciato tra le mani un regalo inaspettato.
Non l'avrei mai detto.
 la vita, disse Snow. Gliel'abbiamo fatto notare, sempre. Non ci arriva. Hollis e Coochy sono
molto affiatati. E noi, io, Josette, ci spalleggiamo. E... ehi!
Cull Maggie tirandola comicamente verso di lei.
Proteggeremo anche te.
Quando se ne andarono, Josette cominci a dissodare il terreno compatto e polveroso intorno ai
gradini della veranda. Il resto della corte era umido, ma quella parte rimaneva asciutta per via della
sporgenza del tetto. Forse, proprio per quello, non era il posto migliore per piantarvi qualcosa, ma il
progetto doveva essere attuato. I suoi genitori non avevano la minima attitudine per il giardinaggio,
abbellire la casa non li interessava. Erano concentrati sul lato umano delle cose: medico, sociale,
umanitario e tutto il resto. Ma l'anno passato, ogni volta che Josette era andata a prendere LaRose,
aveva visto come Nola riusciva a far sbocciare un fiore nuovo ogni settimana o gi di l. Non erano
solo fiori comuni, e Josette non conosceva i loro nomi. In qualche modo sbocciavano l'uno dopo
l'altro, per tutta l'estate e anche in autunno. Tra queste piante insolite c'erano il perenne tagete e le
petunie, che conosceva. Nola coltivava anche il retro della casa, rampicanti che si attorcigliavano alla
rete metallica del pollaio. C'erano file di piante separate da sentieri di paglia dove razzolavano le
galline. Tutto l'insieme aveva, per Josette, l'aspetto di una casa da rivista di architettura. Certo, Nola
aveva solo un lavoro part-time. Non come quello di sua madre, in ogni caso. Poich il lavoro di
Emmaline non finiva mai, del giardino si sarebbe incaricata Josette.
Il giorno prima aveva portato a casa dal supermercato dei semi e qualche tagete piccolo e
floscio. Si trovavano in un cesto con la scritta GRATIS. Questo era il suo progetto. Vicino alla porta di
casa, al posto di una bicicletta rottamata e di uno scooter arrugginito che non poteva essere usato da un
ragazzo sulla strada coperta di ghiaia, ci sarebbero state delle pittoresche esplosioni di fiori. Le due
carcasse, le aveva trascinate dentro il bosco.
La terra, per, non era come quella a casa di Maggie. Era piena di sassolini, e il colore era
grigio. L'acqua la trasformava solo in una pappa.
Sempre terra , dico bene?
Josette si sedette sui talloni.
Piant i semi, tolse cautamente i tageti dagli scomparti del vassoio di plastica. Ne mise
dolcemente uno in ogni buca e con la mano spinse sopra le radici la polvere grigia da sotto la grondaia.
Annaffi tutto, portando quasi via le piante, finch non impar a far gocciolare l'acqua dal secchio.
Torn poi a sedersi sui talloni.
Crescete, fiorellini, crescete.
Amava il loro profumo, pungente e caldo. Sent la macchina di Hollis arrancare, da molto
lontano, verso casa. Il motore brontolava, ma affrontava con pazienza la leggera salita. Presto Hollis si
ferm nel vialetto e scese.
Ehi, disse.
Ehi, rispose lei.
Cos' quello?
Oh, sto solo facendo un giardino, disse Josette. Pensavo di rallegrare un po' l'ambiente.
Lui lo ammir da ogni angolazione. Elogi i tageti. Non le disse che il primo gelo li avrebbe
uccisi e che non sarebbero tornati l'anno dopo. O che piantare semi era inutile in autunno. Ma si
chiedeva come mai non lo sapesse. Perch non aveva raccolto queste informazioni nel corso della sua
vita? L'aria si stava scaldando, ma le esili piantine, con le foglie che gi stavano ingiallendo, erano
condannate.
Allora? disse lui quando lei si alz in piedi, si diede una spolverata e lo guard.
Allora, cosa c' da mangiare?
 rimasta della minestra?
Entrarono e guardarono nel frigorifero, alzarono i coperchi delle pentole sui fornelli, trovarono i
biscotti nascosti, gli avanzi della focaccia. Josette odorava intensamente di qualcosa che gli aguzzava
l'appetito. Hollis cerc di farsi un sandwich, ma non c'era pi maionese. Josette tost un pezzo di
focaccia nella padella di ferro. Si sedettero a mangiare.
Hollis sparse un cucchiaino di zucchero sulla sua focaccia. Josette cerc di fare conversazione.
Questa vecchia zuccheriera, sai?  in questa casa da tempo immemorabile. Una volta ci teneva
dentro una chiave il mio bis-bis-eccetera-nonno.
Anche se gi sapeva della zuccheriera senza manico, Hollis non disse nulla. Josette continu a
parlare.
Apparteneva alla prima LaRose. Viveva qui quando era ancora una capanna. Tutto ci che
abbiamo di lei  questa piccola zuccheriera, credo, a parte qualche lettera e qualche documento. Quelli
li tiene la nonna.
La tua famiglia risale a molto indietro nel tempo, eh?
Josette guard Hollis e, a causa del modo in cui lo disse, con una voce pi dolce, fissandola con
un'espressione particolarmente seria, si ricord di ci che aveva detto Snow, che Hollis aveva un
debole per lei. Cosa piuttosto inquietante. Colta dalla burrascosa consapevolezza dello strano
potenziale di quel momento, strill, facendolo sussultare.
Tutte le nostre famiglie risalgono a molto indietro nel tempo! S, cazzo! Ritorno al futuro,
accidenti.
Cominci a ridere, con quello che considerava un ringhio seducente e pericoloso, e lui la guard
meravigliato.

Vecchia storia 1
I vecchi erano parcheggiati nella stanza su sedie pieghevoli e poltrone a rotelle sparse qua e l.
L'omonima nonna di LaRose, la quarta LaRose, stava facendo del pane fritto. Tirava su dallo strutto
ogni cuscino dorato di pasta e lo deponeva in un nido di fazzoletti di carta. Emmaline metteva i riquadri
sui piatti e li porgeva a ogni anziano. Il ragazzo LaRose faceva girare il burro e la marmellata di
prugnole. Tirava fuori le tazze per il caff: la tazza del College Tribale, la tazza Nella Merda Fino Al
Collo, la tazza graffiata del casin e la tazza del casin nuova di zecca con i frutti delle slot machine. Il
caff stava ancora gocciolando nel vaso di vetro della caffettiera. LaRose l'osservava. Era un po'
ingrassato, prima di alzarsi di un altro paio di centimetri. Malvern Sangrait lo guardava furtivamente e
annuiva con la testa ogni volta che lui faceva qualcosa.
Oh quel ragazzo, oh quel ragazzo, mormor.  fatto di buoni ingredienti. Forse, dopo tutto, la
tua Emmaline ha messo le corna a Landreaux.
Chiudi il becco, donnaccia, disse la signora Peace.
Gli ultimi anni piacevoli con Sam Eagleboy non avevano tolto a Malvern neanche una briciola
della sua malignit. Guard la signora Peace togliere con le pinze il pane fritto dalla padella e si sforz
di non dire nulla della sua tecnica. Tuttavia, dalla sua bocca proruppero altre parole.
Quella marmellata  tua o di tua figlia?
L'abbiamo fatta insieme, disse Emmaline.
Come mai tu non vivi con tua madre?  lui, Landreaux, a essere contrario? Perch tua madre
non vive a casa sua?
Me l'hai chiesto cento volte, disse la signora Peace, e ti ho detto che sono attaccata alle mie
abitudini. Mi piace vivere qui, da sola, a parte te e la tua linguaccia.
Ignatia entr con la sua bombola di ossigeno.
Dio salvi la regina, disse Malvern.
Naanan, disse Ignatia, alzando la zampina e fingendo di dare uno schiaffo a LaRose.
Quando decideva di sorridere, il viso di Ignatia si illuminava come quello di una giovane donna.
Ho una bella storia per te, gli disse. Nel cuore della notte mi sono ricordata tutti i pezzi. Anche
questa storia viene da mia nonna, forse quando avevo la tua et. Pensa a quanto tempo  passato.
Avevo dimenticato tutto di questa storia fino all'altra notte.
Sentiamola, allora, disse Malvern facendo il broncio, gelosa.
Non posso, disse Ignatia con un piccolo cenno orgoglioso della mano.
Perch no? Malvern inclin la testa per avvicinare l'orecchio, scrutandola con gli occhi
socchiusi.
Ignatia si tir su e abbass il mento sul petto per impartire la sua lezione.
Non c' neve sulla terra. Gli esseri senza gambe non dormono, ancora.
Oooooh, parli come una vecchia indiana, tu, disse Malvern. I suoi occhi brillavano di una luce
maliziosa. In materia di sacre tradizioni non c'era niente di peggio che essere sfidati da un altro
anziano.
Sai bene che noi aspettiamo che la neve caduta sia alta, disse la signora Webid.
Lo so benissimo, disse Malvern, infuriata. Sono io che originariamente ricordavo quella regola,
e Ignatia che cercava di violarla. Gli esseri che potrebbero portare le nostre storie ai livelli pi bassi
della terra, ai leoni subacquei e ai serpenti giganteschi e ad altre malvage creature, devono giacere
congelati nel terreno, immersi nel sonno.
C' ancora un po' di pane fritto avanzato, disse Emmaline.
Datelo a lei, quella che narra le storie fuori stagione, disse Ignatia, increspando rabbiosamente
le labbra in faccia a Malvern.
Gawiin memwech,33 disse Malvern. Diamolo a quella che ha cercato di rubare i miei mariti,
tutt'e sei, l'uno dopo l'altro. Che ha cercato di prendersi i padri dei miei figli facendogli ballonzolare
sotto il naso la sua mercanzia! Vergogna!
Non hanno visto mai nulla che non volessero vedere. Ignatia proruppe in un ringhio soffocato.
Eri cos cattiva che non resistevano pi. Si buttavano tutti addosso a me.
Giiwanimo!34
Non darmi della bugiarda. Ti fumano i calzoni!
Emmaline tagli il pane fritto a met e lo spalm di burro e marmellata. Ne mise un pezzo in
mano a ciascuna delle due. Le antagoniste ne rosicchiarono un angolo, guardandosi in cagnesco, e per
qualche attimo sembr che potessero rabbonirsi. Poi Malvern sbott.
Giiwanimo! Giin!35 A te fumano le mutande! Avere il fuoco tra le gambe alla tua et.
Vergogna!
Ignatia le tir il pane imburrato, che le si appiccic al petto, appena sopra il capezzolo. Malvern
abbass lo sguardo e sbuff.
Ecco, lascia che ti aiuti, mia cara, disse Sam Eagleboy. Tolse il pezzo di pane, poi sput nel
fazzoletto e glielo strofin servilmente sul petto. Malvern finse di volergli scostare le mani.
Sam si mise automaticamente in bocca il pane fritto.
Sam ha mangiato il cibo dell'uomo bianco! Eccitatissima, la signora Webid si sporse verso
Malvern. Deve amarti alla follia, eh?
L'uomo che  capace di far questo  capace di tutto, disse Ignatia. Dovrei saperlo. E torse il viso
in una strizzatina d'occhi.
Il turno di notte? S, credo... sicuro. Sar felice di fare quest'orario, disse Romeo, che era
rimasto quasi senza parole dallo stupore.
Sterling Chance aveva una faccia tonda, stanca, dignitosa. Le sue mani erano calme tra le pile di
carte sulla scrivania.
Stai lavorando proprio bene qui, Romeo. Non capita spesso di vederlo. Noi non ci limitiamo
alle pulizie e alle riparazioni, capisci, noi siamo qualcosa di simile a uno spirito guida, qui dentro. Se
non sbrighiamo il nostro lavoro, nessuno pu fare un accidente per rimettere la gente in circolazione,
dico bene?
Fino a quel momento Romeo aveva rabberciato e mandato su di giri un generatore di
emergenza. Aveva messo in moto l'ambulanza senza chiave. Aveva forzato dolcemente gli schedari, e
persino la porta di un ufficio, quando le infermiere avevano dimenticato le chiavi. Aveva azionato
manualmente la pompa di un respiratore per un ragazzo con l'asma durante un'interruzione di corrente.
Aveva trovato il sistema per aprire finestre bloccate, persuaso con le buone lampadine suscettibili a
diffondere la loro fluorescenza, sgorgato cessi ed estratto palle di capelli dalle docce. Il tutto senza dire
una sola parolaccia che potesse essere udita fuori del santuario della propria testa.
Tu sei una persona educata, disse gravemente Sterling Chance. Anche questo conta.
Quando Romeo usc dall'ufficio manutenzione, le sue prospettive si erano ampliate.
Non soltanto non sarebbe rimasto solo, in casa, di notte, cosa che era diventata tediosa, ma
sicuramente all'ospedale ci sarebbe stata solo una sonnolenta sorveglianza. Sicuramente, le regole si
sarebbero allentate. Durante la prima settimana di lavoro scopr che aveva visto giusto. Tutt'intorno a
lui, in quelle ore capovolte, si chiacchierava. Il turno di notte era il regno dei pettegolezzi. Non banali
pettegolezzi, come quelli delle dame della casa di riposo, ma preziose informazioni. Dovevi
chiacchierare per stare sveglio. E per stare sveglio dovevi pure muoverti, cos Romeo poteva anche
lavorare un po'. Persever nel tentativo di normalizzare il proprio servilismo per poter essere presente a
molte conversazioni: ognuna di esse poteva essere utile. E lasci che lo vedessero lucidare il pavimento
carponi.
Abbiamo una macchina per lucidare i pavimenti, sai? gli disse qualcuno.
Grazie, ma ho i miei criteri, rispose.
Quelli del pronto soccorso avevano messo un tavolo da picnic davanti alla porta del garage.
Naturalmente, erano sempre alle prese con questioni di vita o di morte, ma in realt, che gente sbadata!
Romeo doveva raccogliere i pezzi di carta che appallottolavano, naturalmente i mozziconi di sigarette,
gli involucri dei sandwich e delle merendine che cadevano dal tavolo. Lo faceva anche dopo il
tramonto, quando sedevano sotto i riflettori. Poi doveva smaltire, piano piano, queste cose. Doveva
lisciare e ammucchiare ogni rifiuto prima di calarlo rispettosamente nel bidone. Romeo si piazzava
accanto alla squadra di pronto intervento, in un angolo del pronto soccorso, ovunque potesse
avvicinarsi al personale di turno o alle infermiere che potevano avere notizie da dargli, o ai medici. Con
la sua tuta color minerale, si confondeva con i mobili dell'ospedale. Portava una maglietta rossiccia
girocollo per nascondere i teschi blu-neri che aveva sulla gola. I jeans grigi e attillati avevano lo stesso
colore dell'acqua sporca dello straccio per i pavimenti. Probabilmente erano jeans da donna. Lui se ne
infischiava. Non andava a raccontare le sue storie, si limitava a incoraggiare gli altri. Non si faceva
notare in alcun modo. Portava delle scarpe da ginnastica di gomma nera che aveva trovato abbandonate
sull'autostrada. La mattina, rincasando con la testa piena fino all'orlo, entrava nel suo santuario per
handicappati e vuotava le tasche di tutto il bottino: appunti su Post-it, fogli trovati nella spazzatura,
anche copie di qualche dossier lasciato fuori durante la notte. Con i biglietti faceva delle pile. Intascava
un'altra scatola di puntine colorate. Continuava ad attaccare tutti gli scarabocchi pertinenti all'intonaco
rammollito dei suoi muri in decomposizione.
Da questi brandelli di conversazioni Romeo apprese: che c'era una specie di malattia a causa
della quale ti comportavi come se fossi ubriaco, mentre era solo il tuo corpo che produceva alcol; che
portarsi il cibo alla bocca con un coltello affilato aveva avuto come conseguenza la chiamata di
un'ambulanza per Puffy Shields; che era nato un bambino col corpo tutto coperto di peli; che un altro
bambino era nato tenendo in mano il soldino inghiottito da sua madre; che il vecchio Payoose aveva un
figlio che prendeva anfetamine; che questo figlio aveva rubato i soldi del padre e che mentre era nel
pallone si era ficcato una carota nel culo, ragion per cui lo avevano portato al pronto soccorso; che una
signora di cui aveva cercato di capire il nome usava i tondi sassolini del lago per tenere in esercizio la
vagina; che un membro della trib, un conciatetti, aveva aspirato dei chiodi nei polmoni e ora non
voleva che i medici glieli tirassero fuori; che c'era troppo sale dappertutto, aria compresa; che una
bambina era morta assiderata perch non riusciva a entrare nella casa dove sua madre aveva perso i
sensi; che un adolescente era morto assiderato dormendo sulla veranda della casa di suo padre; che una
vecchia si era smarrita portando fuori la spazzatura, ma non era morta assiderata.
Ma... un momento. Romeo continu a lucidare il pavimento fino alla porta del centralino, dove
a volte l'equipaggio dell'ambulanza riordinava le scartoffie o semplicemente chiacchierava. Romeo ud
il nome di Landreaux. Si spinse un po' pi avanti, allung il collo, trattenne il respiro e cerc di capire
le parole.
Non la femorale, disse qualcuno.
Sicuro?
No, non quella.
Che giorno era?
Un mercoled? Un marted?
Avresti potuto farmi fesso.
Poi ripresero a parlare della carota.
Romeo si spremette le meningi indebolite dal lavoro. Cerc di memorizzare. Quando fu
costretto a proseguire, annot rapidamente ci che aveva udito sulle pagine strappate da una rivista
nella sala d'attesa. In una cartella salvata dalla spazzatura ficc tutto quello che aveva trovato.
Possibilit. Possibilit creative. Era orgoglioso di come aveva organizzato la propria realt.
Maggie sgattaiola nella stanza di LaRose e si rannicchia ai piedi del letto.
Credo che le cose stiano andando bene. Credo che sia pi contenta, dice.
Anch'io. Ha smesso di fare le torte.
E potrebbe andare a lavorare al Cenex con pap. Li ho sentiti.
Devi continuare a trattarla gentilmente.
Stai dicendo... Maggie parla a bassa voce... stai dicendo che voleva impiccarsi perch ero
troppo cattiva?
No di certo. Ma lo eri.
Ero una carogna. Sono una carogna.  cos che chiamano le ragazze come me. Non fino a
questo punto, cio, in questa scuola. Qui ci sono carogne pi carogne di me. Ma succeder.
LaRose si mette a sedere. No, tu sei solo tosta. Per forza.
Ti faccio vedere io quanto sono tosta!
Si raddrizza, balza sul letto e lo colpisce col suo cuscino. Lui le salta addosso e lottano, cadendo
dal letto. Smettono di ridere quando i loro corpi piombano rumorosamente sul pavimento. Nola grida
qualcosa. Maggie esce dalla stanza di LaRose ed entra nella sua con la rapidit di un'ombra.
La porta dei genitori cigola. La voce di Nola sale fluttuando dal fondo del corridoio.
Sono caduti dei libri, dice LaRose dal letto.  tutto a posto, mamma. Puoi dormire, ora. Non
far rumore.
Maggie?
Cosa? Mamma? risponde lei dalla sua camera fingendosi intontita e irritabile. Tutto tace.
Addormentandosi, Maggie pensa a LaRose. Pensa a lui ogni notte. Questo la calma.  il suo modello, il
suo tesoro, veramente non sa che cos':  una cosa sua, da amare.
Improvvisamente lui  l, al suo capezzale, e le mette un dito sulle labbra. Non l'aveva mai
fatto.
Lei si volta dalla sua parte.
Voglio chiederti una cosa, dice.
Okay.
Chi erano quei ragazzi, sai, nell'altra scuola? Quando... Quelli che ti tenevano ferma. Chi 
stato?
Lei guarda le braccia magre da bambino di LaRose e i suoi capelli, cos folti che non vogliono
star gi. La sua domanda le rovescia lo stomaco. Credeva che le fosse passata, e invece salta fuori che
dentro ha ancora una pozza di fango. Ora le esce dai pori, come una pellicola sottilissima. Sono
lacrime, quelle che sente? Si passa una mano sul viso. Maledizione. Continua a farsi sentire. E hanno la
memoria lunga, quei tipi. L'anno scorso Buggy le ha detto, facendo l'innocente: Ehi, Ravich, lo vuoi
ancora? Lo vuoi ancora come prima? Un'altra volta, andandole incontro lungo il corridoio, Buggy si
era stretto tra le gambe con la mano. Per si era tirato indietro, almeno, quando lei aveva preso lo
slancio per mollargli un calcione.
Dice: Tyler Veddar, Curtains Peace, Brad Morrissey, Jason "Buggy" Wildstrand.
Credo di averli visti, quei ragazzi, dice LaRose.
Poi c' la sorella di Wildstrand, Braelyn, un anno pi avanti di me.  sgarbata, si crede una
vamp, ha una tonnellata di trucco sulla faccia. Si depila le sopracciglia a semicerchio. La odio. Sono
cos contenta che abbiamo cambiato scuola. Mi guardava male. Mi faceva gesti sconci. Per niente! So
che Buggy le ha detto qualcosa, ha detto a Braelyn che era colpa mia.
Non ho mai dimenticato quello che hai detto quella sera, dice LaRose.
No? Quel moccio melmoso le si asciuga sulla pelle. Quelle dita indiscrete del cazzo si staccano
e volano via. Ti ricordi? Cos'avrei detto?
Se un santo sarebbe capace di uccidere.
Un santo?
Alludevi a me. Anche se io non sono un santo.
LaRose, oh merda. Non volevo dire che li dovevi uccidere.
Non preoccuparti. Non li uccider veramente, ma s, ora sono pi forte.
No, non  vero, dice lei. Ti prego!
Tyler, al liceo, adesso  un lottatore. Curtains  goffo e lento, ma un colosso. Brad Morrissey
gioca a football. Buggy  freddo, crudele e furbissimo.
 finita. Finita! Non mi riguarda. Inoltre, sono dei violenti. Sono dei poveri idioti. Prometti che
li lascerai in pace.
Non preoccuparti. LaRose, modestamente, tiene la voce bassa. Sai che mi alleno con padre
Travis. Ho gi la mia cintura verde.
Oh mio dio, non fare pazzie.
Ssssss.
Scompare.

Il materiale del tempo
Peter port Nola con s al Cenex e lei cominci a lavorare al suo fianco per due o tre giorni la
settimana. Teneva i registri, riempiva gli scaffali e le vetrine refrigerate, puliva strenuamente i bagni
fino a renderli immacolati. Il suo perfezionismo divent estremamente utile. Non c'era un oggetto fuori
posto, tutte le etichette erano visibili. L'angolo del caff splendeva come un altare. Mentre Nola
lavorava, la sua razione quotidiana di dolore si disperdeva tra migliaia di piccole cose: i bricchi per il
latte, le cannucce incartate, i ganci regolabili dei dolciumi, la macchina delle granite e la vetrinetta
delle ciambelline. Gli oggetti brillanti l'amavano. Lei li rendeva ancora pi brillanti. A volte fissava
lungamente la griglia degli hot dog che girava senza fermarsi fino a quando le gocce dorate di un
grasso sudore cominciavano a luccicare sulla pelle dei letali salsicciotti. A volte leggeva e meditava
sulla lista degli ingredienti stampata sui sottili involucri delle merendine. Quando contava i raschietti
del ghiaccio o rimpiazzava un manometro della pressione dei pneumatici rubato o studiava la
disposizione delle riviste, pareva che nel sistemare le piccole cose della vita raggiungesse il controllo di
se stessa, forse a un livello molecolare, perch anche lei era fatta di tutte queste cianfrusaglie, no? I
bastoncini di manzo che masticava tornando a casa in macchina, gli spumosi bicchieri di latte
macchiato al gusto di vaniglia che prendeva al distributore automatico. Se ne riempiva un bicchiere
extralarge ogni mattina e lo sorseggiava per tutto il giorno, col sapore che diventava pi aspro, con
l'acido secco che la corrodeva.
Poi anche Peter cominci a bere il latte macchiato. Ridevano insieme di quella dipendenza. La
risata usciva dalla gola di Nola aspra e rugginosa. Si dissolveva quando colpiva il petto di Peter. Nola
se ne accorse. Quella notte, vi pos la testa sopra e chiuse gli occhi.
Cadeva di traverso una pioggia fredda, non ancora nevischio, o neve. I goccioloni si
spiaccicarono sul viso di Nola mentre rincasava, un pomeriggio. LaRose era di sopra, la porta della sua
stanza era socchiusa. Passandoci davanti Nola lo sent parlare, o meglio conversare con qualcuno.
Parlava spesso mentre giocava nel suo mondo di eroici pupazzetti. Usava il Lego, blocchetti di legno,
calamite, un vecchio Meccano, kit di costruzioni, bulloni scartati e pezzi di metallo, persino le
vaschette del burro e le scatole vuote dei cracker, per creare una complessa cittadella. Questa magica
costruzione veniva attaccato e difesa da membri di alleanze che cambiavano e si formavano nelle sue
mani quando giocava con le tante figurine di plastica che aveva trovato nel cesto dei giocattoli di Dusty
o che gli erano state regalate. Tetrahellemon, Vontro, Green Menace, Lightning, Mudder, Seker,
Maxmillions, Warthog, Simitron, Xor, Tor, Hiki e il Maestro.
Non parlava volentieri dei suoi giochi. Non giocava mai quando c'era gente in giro, di solito
chiudeva ermeticamente la porta, a volte parlava a bassissima voce. Ma quel giorno LaRose era cos
assorto dal dramma inventato che si svolgeva davanti ai suoi occhi che non sent Nola avvicinarsi, n
immagin che lo stava ascoltando.
Uniamo i pugni e bombardiamo i dinosauri con i razzi.
Non potete costringermi!
Ripeto.
La nave a plasma ci ha raggiunto. Siamo salvi.
Portate fuori Xor! Presto! Si sta indebolendo!
Il triceratopo lo ha azzannato!
Bel colpo, Hiki. Il Maestro  soddisfatto.
Non usare quello, Dusty.
Ieri ha perso i suoi poteri. Sta recuperando nella camera.
Green Menace fermer l'invasione!
Il ciclo  iniziato e dobbiamo completare l'universo.
Maxmillions. Prendete Maxmillions.
S, tu sei Seker. Premi il pulsante di controllo.
Poi rombi di esplosioni con la bocca. Ciaciaciaciaci! Vuuuuuuuuuzzz! E i tonfi sommessi delle
figurine di plastica.
Nola si lasci cadere sul pavimento scivolando con le spalle al muro di fianco alla porta aperta.
Il suo viso era sereno, gli occhi bassi; le sue labbra si muovevano leggermente come se stesse ripetendo
un nome o una preghiera.
Aveva sentito tutto. Un'epica battaglia tra la luce e il buio. Ombre che passavano attraverso il
materiale del tempo. Il personaggio che sovvertiva lo spazio. Mettere e rimettere insieme. Forme di
esseri ignoti assorbite da ci che  noto. Mondi che si fondevano tra loro. Dimensioni che crollavano.
Due ragazzi immersi nel gioco.
Il giorno dopo Nola spruzz della benzina sul legno marcio, sulle dichiarazioni delle imposte e
sui rendiconti bancari di dieci anni prima che aveva ammucchiato nella buca dove bruciava la roba
vecchia. Era un giorno splendente, mite e senza vento. Accese un fiammifero e lo butt dentro. Ci fu un
rumore sordo e si alz una fiammata. Quando il fuoco era alto, vi spinse dentro la sedia verde.
 finita, disse ad alta voce.
Ogni volta che restava sola, le si riempivano gli occhi di lacrime. I farmaci non erano serviti a
niente, e nemmeno LaRose era servito a qualcosa, in principio. Ma dopo averlo sentito giocare con
Dusty il giorno prima, quel mattino si era svegliata ed era scesa dal letto prima di accorgersi di averlo
fatto. Non c'era stato quel risucchio da palude, quella presa angosciata che di solito il letto aveva su di
lei. Poi, pi tardi, si era rifatto vivo il suo vecchio io. Qualcosa di sconosciuto era andato a posto dentro
di lei. Non si era sentita pi sola. Come se il mondo interno e quello esterno si fossero allineati, come
nelle battaglie dei supereroi. Perch il tessuto tra le due realt, i vivi e i morti, era poroso, e non
soltanto per lei. Questo passaggio tra l'una e l'altra esisteva. Lo attraversava anche LaRose. Lei non era
pazza, in fondo. Forse solo un po' pi consapevole, come LaRose, come tutti dicevano che era.
Speciale. Qualcosa di buono che LaRose faceva per lei giocando con suo figlio venuto dall'altro regno.
Fu tutto un fiorire di progetti. Si sarebbe procurata dei polli pi costosi, non i soliti di cui si
fidava. Dei barred rock, degli wyandotte. Degli orpington, alcune di quelle galline polacche con un
ciuffo spettinato di penne sulla testa. Avrebbe ingrandito e migliorato il giardino. Avevano gi quel
brutto cane che non voleva lasciarla in pace. E un vecchio e dolce ronzino. Fiori, piante, pipistrelli ora
che i pipistrelli vanno bene, api ora che le api vanno bene. Distributori di semi per gli uccelli. Trappole
per i gatti selvatici, ma poi che fare di loro? No. Lasciamo che diano la caccia ai topi, tenendo la stalla
al sicuro. Una vacca, magari due, solo per il latte. Odiava le pecore. N pecore, n capre. Conigli, per,
dentro una fila di conigliere, e di tanto in tanto Peter  immaginava  ne avrebbe tirato fuori uno e
l'avrebbe accoppato per la cena. Gliel'avrebbe fatto anche scuoiare, tagliare a pezzi. L'avrebbe
arrostito, certo, ma... un momento, quegli occhi! Quegli occhioni dolci! Troppo. Troppo, troppo presto.
Se potevi mangiare un coniglio, potevi mangiare un gatto. Se potevi mangiare un gatto, potevi
mangiare un cane. Cos, sempre pi su. No, avrebbe preso solo delle galline, pens, fissando le fiamme.
Era tutta la morte che poteva sopportare. Vacci piano, si consigli. Ora hai tempo per vivere. Si guard
intorno, alle spalle, verso i boschi.
Visto? mormor. Ho bruciato la sedia.

Augurami ogni bene
Augurami ogni bene wellwehyahheywhenyahhey. Gli ojibwe hanno un canto per ogni cosa.
Questo era il canto di Romeo per quando forzava una serratura. Cantava sottovoce mentre con una
graffetta apriva uno schedario dell'ospedale.
 davvero fantastico, riflette, che informazioni cos preziose siano considerate sicure mentre
sono difese da una serratura cos tremolante e cos facile da forzare. O di cui  semplice trovare una
chiave per aprirla, se  quello che uno desidera. O che si pu segare via. Ma Romeo ha sia il tempo che
l'attitudine per forzare questa serratura, cosa che render invisibile il suo ingresso.
Per dieci minuti silenziosi Romeo traffica con le viscere della serratura, mugolando e
bisbigliando il suo canto di scassinatore finch i cilindri si allineano e il meccanismo cede.
Dentro lo schedario, il suo sfogliare con dita da segretaria produce la copia di una cartella che
sarebbe difficile ottenere diversamente, perch forse l'originale si trova al comando della polizia
tribale. Zona dalla quale lui  bandito, a meno che non sia tratto in arresto. Curiosa la fiducia di cui
gode come alcolizzato in via di disintossicazione. Tutti amano quella merda della riabilitazione, pensa,
mentre estrae dallo schedario il documento di cui ha bisogno e rimette a posto la cartella caso mai a
qualcuno venga in mente di cercarlo, anche se nessuno lo far mai, perch quello era considerato un
caso aperto e chiuso, un tragico incidente.
Mette il documento dentro una leggerissima borsa di tela nera, altro omaggio di cui si 
impossessato alla conferenza sulla sicurezza tribale, dove ha visto gli agenti di polizia della trib usare
le borse di studio della Homeland Security per far pratica nell'ammanettarsi a due a due sul pavimento.
La confezione contiene anche dieci pacchetti sigillati di noodles scaduti, quelli con bustine di stagnola
di forti aromatizzanti. Romeo, che ha soffiato anche tre yogurt ai mirtilli dal frigo del personale
ospedaliero, si dirige verso la scuola cattolica per vedere se ci sono degli avanzi del pranzo: l  stato
fortunato. Se potesse trovare qualche fonte di proteine per integrare i noodles, e magari un paio di
carote vizze, si farebbe una minestra abbondante e sostanziosa. Una cipolla sarebbe il non plus ultra!
Romeo frega un cetriolo flaccido e un po' di pollo gi cos rinsecchito che tende a dividersi in
scaglie, ma il brodo lo ammorbidir. E non c' niente che non vada in un cetriolo lesso. Nel suo
appartamento, accende la televisione e il fornello. Sentendosi casalingo, sciacqua il tegame di alluminio
smaltato nel lavandino del bagno. Apre tre pacchetti di noodles, li annaffia d'acqua e aromatizzante,
taglia il cetriolo a tocchetti, premendosi la lama del coltello contro il pollice. Dietro di lui, la CNN
sembra essersi fissata sulle polveri di uranio, che somigliano tanto alla pasta della torta margherita.
Torta margherita, canta Romeo.
Weyoheyoh weyoheyhoh
Torta margherita
Torta margherita
E mi leccher le dita.
Poi, ricordando tutte le torte divorate ai funerali, sempre con quella glassa decorativa di
cioccolato a riccioletti sbalzati, diventa nostalgico. Mettendosi comodo davanti alla televisione, torna
con la mente ai tempi in cui tanti anni prima andava a trovare la signora Peace e accettava fette di torta
dalle mani della piccola Emmaline. Semmai le avesse dichiarato il proprio amore una volta diventati
grandi, sarebbe servito a qualcosa? Sarebbe forse uscita con lui, al posto di Landreaux? Ogni anno lei si
allontanava e saliva di qualche gradino, ogni anno lui scopriva di non essere alla sua altezza. Non che
per lui avesse pi importanza essere a qualunque altezza, quanto alle donne. Sono casto come un
chierichetto. Che risate. L'aveva imparato al lavoro: che risate. Un tempo aveva avuto una possibilit.
Quando era considerato un ragazzo intelligente. Quando c'era una fetta di torta su un piattino decorato
con fiori che passava dalle mani di lei alle sue. Ne sente ancora il sapore, la cucchiaiata di vaniglia che
si scioglie e impregna la dolce terra grassa della torta. Come la sua tenerezza che rammollisce il suo
cuore poroso. Romeo non  in pieno sballo; semplicemente, vive con quel ricordo.
Non per sminuire Landreaux, pensa improvvisamente, fissando la parete da detective. Ma per
qualcosa di pi. Forse c' del vero. Io non sono solo un paria evitato da tutti. La gente dovrebbe sapere.
La pentola bolle, sibila, trabocca. Romeo si affaccenda per salvare la cena. Prepara il cucchiaio,
un vecchio e pesante cucchiaio metallico da cucina della scuola governativa. Usando uno straccio come
presina, solleva la pentola di minestra e la depone sul pavimento vicino al suo sedile, sopra un
asciugamano piegato. Mentre aspetta che la minestra si raffreddi, concentra l'attenzione sul
telegiornale. Altre polveri di uranio impoverito. Un italiano? Del servizio segreto militare. Cosa? A
quanto pare, Saddam ha comprato polveri di uranio nigeriane, polveri che somigliano alla pasta gialla
della torta margherita, polveri utilizzate per fabbricare armi nucleari. Poi arriva McCain e Romeo
depone il cucchiaio. McCain dice che Saddam  un pericolo attuale ed evidente e che il suo tentativo di
procurarsi armi di distruzione di massa lo porta ad avere pochissimi dubbi sul fatto che le userebbe.
Romeo annuisce e beve le sue parole, insieme al brodo dei noodles. McCain ha sofferto ed 
sopravvissuto. Di conseguenza, sa di cosa parla. Romeo ama pronunciare il suo nome, che sembra
quello di un cowboy. McCain non metterebbe mai in pericolo la vita dei giovani americani senza una
ragione. Romeo inclina la pentola ormai fredda per tirar su gli ultimi avanzi della minestra.
La cartella che si  tanto affannato a rubare riposa nella borsa della conferenza sulla sicurezza
tribale. Qualche istante prima di scivolare nel complicato miscuglio delle sue fantasticherie, Romeo se
lo ricorda. Avvicina la borsa al materasso e accende la lampada sbilenca. Tira fuori il documento e
scorre il rapporto del coroner sull'incidente accaduto quasi tre anni fa nella riserva, ad appena qualche
dozzina di metri dal confine. Gli si incrocia la vista. Segue le lettere a malapena. Sa comunque cosa c'
scritto, lo sa dalle conversazioni che ha ricostruito sul suo tabellone, sa cos' successo e pu vedere
quello che  successo, se vuole, con la mente. Ma non vuole. Allontana il documento, la borsa nera,
cerca di sfuggire alla responsabilit che si  assunto. Chiude gli occhi davanti al fatto che nel suo paese
si parla di guerra. Poi, tutt'a un tratto, a met di un sogno, capisce.
C' qualcosa di pi di quello che osano dire. Pi la carotide della femorale, pi di questi tubi e
di questa pasta gialla. Condoleezza, le brillano gli occhi quando dice se la spassa come in se la spassa
con i terroristi. L'immagine di Saddam che se la spassa mentre le Sacre Torri venivano distrutte. Quelli
sanno qualcosa che non vogliono dire al pubblico. Non vogliono creare panico. McCain sa di che si
tratta. McCain deve pensare che le Torri sono state solo l'inizio. Dietro tutti i brandelli poco
convincenti di una finta verit dev'esserci una vera verit cos terribile che farebbe crollare la borsa.
Ma che succede se quella verit  una specie d'illusoria verit? Che succede se dietro la verit non c'
altro che un mucchio di orgoglio o di denaro o semplice roba senza valore?
Romeo ha visto lo scompiglio che succede quando merci di ogni genere vanno a male e la gente
deve consumarle in fretta: la strana quantit di sedano, la sovrabbondanza di tapioca in mensa;
all'ospedale i farmaci prescritti, cos utili ma di scarsa efficacia oltre un certo mese. Che succede?
Che succede se consigliano di usare entro la scadenza anche un mucchio di materiale bellico?
Fratture
Nel suo letto a una piazza, con la testa appoggiata a un duro cuscino pieno di poliestere, padre
Travis cerca di dormire. Sotto una Pendleton di lana, la sgargiante coperta turchese Chief Joseph che
gli  stata regalata dalla famiglia Iron quando ha benedetto i voti di Landreaux ed Emmaline, vi
rinuncia. Apre gli occhi e affonda lo sguardo nel buio che filtra dolcemente nella stanza e sembra salire
e scendere.
Senza le insegne dell'autorit, n uno speciale telefono rosso con Dio, cerca di pregare. Ha
ormai accumulato tante di quelle definizioni del suo Dio che deve scorrerle tutte per trovarne una cui
rivolgersi. Prima c' stato il fervido protettore della sua infanzia, il Dio dell'amore. Poi uno spazio
vuoto dove non pensava a Dio e addestrava il proprio corpo per metterlo al servizio della patria. Dio 
tornato a manifestarsi come il potere esigente e inconoscibile che ha permesso a una bomba di togliere
la vita ai suoi compagni, ma ha dato a un esile ragazzo la forza di salvare lui. Successivamente, una
notte, c' stato il Dio che parlava di clemenza spezzata, acque dell'essere, inclinazione dei raggi solari.
 stato invitato a una conferenza cui sono intervenuti gli immortali, che gli hanno parlato e ornato le
braccia di nastri colorati. Il blu e lo scarlatto fischiavano e i gialli erompevano, diffondendo lo
splendore nella sala. Questo era il dolore nella Germania Ovest. Ma lui era altrove, di tanto in tanto, e
guardava il corpo familiare sul bianco delle lenzuola. Oh, avresti dovuto fare il prete. Era sicuro di aver
udito queste parole dalla bocca di Dio, all'ospedale, ma poi si rese conto che poteva averle dette sua
madre mentre pregava al suo capezzale prima che tornasse in vita, prima che entrasse in una pi spenta,
pi monotona agonia giornaliera.
C'era forse un Dio polacco? Il Dio delle salsicce e dei pierogi.36 Un Dio terreno, mistico e
acuto che non faceva mai concessioni. Il Dio dei suoi genitori, quello con cui l'avevano lasciato non
molto tempo dopo la sua ordinazione. Avendolo visto tornare alla sua vita, dovevano aver pensato che
era il momento giusto per andarsene, perch bam bam, un colpo, un morbo fatale, e avevano smesso di
esistere.
Dovresti smettere di inventarti degli dei, di immaginarli come un essere umano immaginerebbe
un dio, torna a ripetersi, ancora una volta. Rivolgi le tue preghiere al nulla, alla forza non figurativa,
astratta e indifferente, ai sempre cos utili alti rappresentanti del potere. Parla all'inconoscibile.
All'ineffabile autore di tutte le forme. Padre Travis finalmente si assopisce pensando a tutti gli alberi,
tutti gli uccelli, tutte le montagne, tutti i fiumi, tutti i mari, all'amore, a tutta la bont, a tutti i fiori di
melo che cadono al vento, poi alla polvere del mondo che si alza in un mulinello e ricade, al silenzio
che regnava sulle acque prima che tutto avesse inizio.
Padre Travis si raddrizza di botto e si lascia cadere all'indietro, con la testa tra le mani.
 finita, pensa.
Domattina lo chiamer il reverendissimo Florian Soreno, Sua Eccellenza il vescovo Soreno, il
quale dir a padre Travis ci che lui sa gi.
I Quattro Trucidi si incontrano ancora, solo che adesso sono trucidi davvero. Si ritrovano nel
garage di Tyler. Hanno un'altra chitarra elettrica che fa concorrenza a quella vecchia. Il rumore che
fanno  pi forte, e fumano spinelli, trincano birra, si dividono sigarette, parlano. Hanno la ragazza, ma
solo quella di Buggy gli lascia fare tutto ci che vuole. Lui racconta tutto agli altri, e gli altri si
imprimono le sue storie nella mente. Non hanno dimenticato Maggie, ma con lei  diverso. Lei li ha
battuti! Quel giorno hanno dovuto rispettarla. Oggi, quando ci pensano, vorrebbero, come dire,
dominarla. Farle vedere. Loro sono diventati grandi e grossi e lei  rimasta uno stecco. Cos stanno le
cose. Ma poi, Maggie  imprevedibile e svelta. I suoi calci al basso ventre appartengono ormai alla
leggenda. Buggy ha dovuto ricorrere alle cure del medico. I suoi genitori volevano mandare le fatture a
Peter e Nola Ravich. Ma Buggy non voleva farlo sapere a nessuno. Inoltre, adesso la famiglia di
Maggie  pappa e ciccia con gli Iron della riserva. Maggie ha due nuove sorelle, Josette e Snow, che
sono indiane e pericolose. I Quattro Trucidi stanno molto attenti. S, quelle ragazze vanno a un'altra
scuola, ma potrebbero arrivare tutte in banda, tendergli un agguato e fargli un culo cos; non sarebbe un
problema; e poi ci sono i fratelli maggiori, Coochy e quello che faceva il carpentiere, Hollis: quello ha
gi accoltellato qualcuno. Per scocciante che sia, Maggie non si tocca, a meno che uno di loro perda il
controllo fino a coprirsi di ridicolo. Non parlano quasi nemmeno pi di lei, se non qualche volta, a
bassa voce, chiedendosi se avr mai raccontato a qualcuno quello che hanno fatto.
Non siamo mai andati troppo in l, comunque.
Niente, in realt. Niente. Non abbiamo mai passato il segno.
Certo. Nessuno di noi ha passato il segno. Vero?
L'abbiamo appena sfiorata, bello. Si  inviperita senza un vero motivo, cazzo!
Ragazzi, volete piantarla?  successo tanto tempo fa. Non lo ricorda nessuno. Non importa a
nessuno.
Comunque, dice Buggy, lei lo voleva e lo vuole ancora.
Gli altri ragazzi tacciono, adottando questa nuova linea di condotta. Annuiscono tutti tranne
Brad, che guarda nel vuoto come se non li avesse uditi. Anche se ha sicuramente sentito quello che
hanno detto, lui  cristiano, e questo non sembra affatto giusto.
Parata. Pugno. Calcio laterale. Colpo di taglio. Parata. Doppio pugno. Calcio a spinta. Parata.
Parata. Poverino, pensa Emmaline, LaRose ha lo stesso naso di Landreaux, buono per un adulto ma
troppo grosso per il viso di un ragazzo. Eppure non  brutto. E quelle ciglia. Le stesse di Landreaux,
sprecate. Sopracciglia espressive. Le sue sorelle non dovrebbero truccarlo, ma lo fanno. Ancora un
anno e non glielo permetter pi. Forse Emmaline dovrebbe fermarle adesso.
Padre Travis  al suo fianco. Lei si alza dalla sedia.
Non voleva parlarne. Voleva fare un semplice annuncio. Alla messa di domenica prossima. O la
domenica dopo. Ma...
Mi trasferiscono.
Se ne va.
S.
Gli occhi di Emmaline sono puntati su di lui.
Quando?
Aiuter il prossimo parroco per qualche mese. Dopodich andr via.
Dove?
Ancora non lo so di preciso.
Ride, a disagio. Borbotta qualcosa a proposito di una nuova occupazione.
Emmaline gli volta le spalle, e quando torna a girarsi padre Travis si perde di coraggio nel
vedere che forse sta piangendo.  difficile a dirsi, perch Emmaline parla nello stesso tempo in cui le
lacrime si formano e spariscono senza traboccare. Padre Travis sa che piange di rado. Quando ha
pianto, quel giorno terribile nel suo ufficio, era un'anima straziata che lacrimava in silenzio, eclissata
dai singhiozzi laceranti di Landreaux. Ora cerca di parlare ma  incoerente, cosa che lo mette
sottosopra. Anche quando, in passato, si  fatta prendere dall'emozione, non ha mai perso la
padronanza di s. Emmaline scuote la testa e i capelli le cadono sul viso, aggrotta la fronte, si morde le
labbra, cerca di trattenere le parole, poi sbotta in qualcosa d'insensato. Padre Travis ascolta
attentamente, cercando di capire, ma  travolto dalla sua emozione. Lei si ferma.
Sto frignando! Faccio fatica a incassare questo colpo. Lei  sempre stato qui e ha fatto tanto. La
gente le vuol bene...
Abbassa gli occhi ai fazzolettini di carta appallottolati che ha in mano, sbalordita davanti a
quest'ondata di parole che le sono uscite di bocca, e cos'ha detto?
Cos'ho detto?
Non lo so, ma io mi sono innamorato di lei, dice padre Travis.
Lei piomba a sedere sulla sedia di plastica.
Dietro di loro, LaRose sta sempre facendo allenamento. Colpisce l'aria con una ferocia
crescente, per non sentire. Tutti gli altri sono andati via, cos nessuno vede il prete che, in ginocchio
davanti a lei, le offre il fazzolettone bianco che ha sempre con s per le emergenze che possano
presentarsi quando  fuori. Emmaline si copre il viso col bianco riquadro di cotone, se lo preme contro
le tempie e ci piange dentro. Padre Travis aspetta un segno.  quello che ha cominciato a fare quando
era un soldato.  quello che ha fatto sempre da quando  diventato un prete. Stare in ginocchio,
aspettare un segno, ora gli riesce cos naturale che nemmeno se ne accorge. Ha deciso di non
rimangiarsi ci che ha appena detto, e di non scusarsi.  la verit, la pura verit. Si affida
completamente a Emmaline.
Non  giusto, dice lei da sotto il fazzoletto.
LaRose sta ancora lottando contro invisibili nemici. Prende il manichino a calci cos forti che
quello si inclina e rotola per terra. Questo  per Tyler, poi per Curtains Peace, e un altro calcio
dell'asino per Brad. LaRose gira su se stesso per tirare un pugno a Buggy. Sotto l'impeto del suo
attacco essi volano all'indietro. Atterrano storditi, torcendosi sulle stuoie, cercando goffamente di
allontanarsi. Uno striscia furtivamente alle sue spalle. LaRose vede tutto anche senza voltarsi! Sbm.
Crack. Buio.
Come fa un bambino di otto anni a scoprire dove bazzicano di solito i ragazzi del liceo? I
ragazzi bianchi? In una cittadina fuori della riserva? C' una lunga autostrada tra loro, e un fossato
profondo come un burrone. Lui chiede a Coochy, ma suo fratello non sa proprio chi sono. Chiede a
Josette, ma lei non si cura di rispondere. O c' qualche ragione per cui aggrotta le sopracciglia? Come
del resto fa Snow. Tengono su le sopracciglia insieme, fissandolo in un modo che gli fa accapponare la
pelle, come se fossero paralizzate, finch lui esce a marcia indietro dalla stanza.
Chiede a Hollis.
Quegli idioti? Perch?
LaRose non sa cosa rispondere.
Uno di loro ti ha fatto qualcosa?
No.
Si direbbe che forse  successo qualcosa.
No.
Coraggio. A me puoi dirlo.
Non  successo niente.
Allora perch me lo chiedi?
Cos, mi domandavo.
Okay, dunque non  successo niente. Allora non c' niente da sapere su quei tizi, se non che
farai bene a evitarli.
Certo.
Dico davvero. Mentre esce dalla camera da letto, Hollis lo guarda attentamente.  strano che un
bambino chieda di quei tipi: di Curtains, l'emerito stronzo che ci ha provato con Snow chiedendo se
voleva andare a fare un giro sul suo furgone scassato. O Buggy, quella spugna che odia gli indiani e
che, passando davanti a Waylon dopo che loro avevano stracciato la squadra di football di Pluto, gli ha
dato dell'ubriacone; e Waylon ha riso e ha preso Buggy e gli ha piegato un gomito dietro la schiena, e
Buggy ha gridato agli amici: Mi scalpa! Culo da Coperta mi scalpa! E Waylon, poich sarebbe stato
capace di uccidere Buggy e finire in galera, l'ha scaraventato lontano ed  salito in macchina.
E cos via. Tyler, o era Buggy? uno di quei ragazzi che una volta hanno dato a Josette della
squaw, tanto che Josette ha gi espresso il proposito di ucciderlo, lui o tutti loro, ognuno di loro; ma
Hollis vuole arrivarci prima di lei.
Murare e schiacciare da ogni posizione era tutto quello che c'era da sapere quando saltavi,
decisivo se non eri molto alta.
Questo  ci che l'allenatore Duke disse a Maggie.
Nella stalla, Peter tracci un segno col gesso sul palo di un box. In principio, l'altezza a cui
Maggie arrivava con un salto, alzando le braccia, la portava solo a pochi centimetri sopra una rete
immaginaria. Ma ogni settimana guadagnava una piccola frazione. L'allenatore Duke lo not.
Ehi, Ravich, vieni qui, disse dopo l'allenamento. Salti pi in alto di qualche centimetro. Ti stai
allenando?
Lei gli disse del palo col segno di gesso. Lui le spieg quale ginnastica doveva fare.
Le mostr le accosciate, i sollevamenti per rafforzare le caviglie, lo step-up e il suo esercizio
preferito, i saltelli a piedi uniti. Il cuore di Duke batteva per ispirare. Gli si gonfiava di gioia quando le
ragazze dimostravano di voler fare progressi. Il fatto che Maggie si fosse posta questi traguardi
personali, migliorando il proprio modo di saltare per compensare la statura, rese l'allenatore cos felice
che la sera stessa chiam i suoi genitori.
Rispose Peter, e quando Duke disse chi era si sent un nodo allo stomaco, sicuro che Maggie
fosse stata estromessa dalla squadra. Macch, era una telefonata di congratulazioni. Le prime
congratulazioni che i suoi genitori avessero mai ricevuto.
Adesso, tutte le sere dopo la scuola Maggie aveva il permesso di non apparecchiare la tavola.
Mentre andava nella stalla a fare i suoi esercizi di ginnastica e i suoi salti, ci pensavano Peter e LaRose.
Il cane si sedeva sulla soglia, concentrandosi sui suoi salti a piedi uniti. Dapprima fu difficile saltare
per cinque minuti. Poi fu difficile saltare per dieci. Poi per quindici, venti. Veniva buio presto. Lei
accendeva la luce nella stalla e si massaggiava le gambe. Faceva freddo. Indossava un giaccone e i
calzoni della tuta per tener calde le gambe, per non farsi prendere dai crampi. I suoi muscoli
diventarono molle tese. Si allenava nel servizio: spiccava la corsa, saltava e batteva la palla alla
massima altezza dal suolo prendendo di mira il cane, che si spostava educatamente da un lato e non si
lasciava mai colpire.
Un giorno, mentre saltava verso il cane, pens che se quel giorno avesse avuto un coltello
abbastanza affilato, e con l'altezza che riusciva ormai a raggiungere, avrebbe potuto saltare e tagliare la
corda. Sua madre cade, sta per soffocare. Maggie  cos disperata che la prende a calci. Tutta la scena si
svolse davanti ai suoi occhi. Poi sent che sua madre la chiamava.
Spegni la luce della stalla. Vieni dentro. Vieni subito, Maggie.  ora di cena. Il tuo piatto si
raffredda.

Vecchia storia 2
Mewinzha, mewinzha,37 disse Ignatia, subito dopo che la prima blanda nevicata ebbe coperto
la terra isolando i vivi dai morti. Tanto tempo fa. Questo  successo prima dell'inizio del tempo. Allora
tutte le cose potevano parlare e le persone avevano dei poteri. In quei giorni c'era un uomo che viveva
nei boschi con la moglie e due bambini piccoli. Vivevano agiatamente di quello che avevano; se la
passavano bene. Ma poi l'uomo not, mentre si preparava a uscire per andare a caccia, che sua moglie
indossava il suo abito di pelle pi bianco, i suoi orecchini di osso e penne d'oca, tutta la sua roba pi
bella. La prima volta pens che si stesse agghindando per lui, ma quando torn con la carne sul toboga,
vide che si era rimessa la roba vecchia. L'uomo s'ingelos. La seconda volta che si prepar ad andare a
caccia, la donna torn ad agghindarsi nello stesso modo. Ma lui fece marcia indietro. Si nascose, e
quando lei si lasci dietro i bambini per inoltrarsi, cos elegante, nei boschi, la segu di nascosto.
La moglie di quest'uomo si avvicina a un albero. Lui la osserva. Lei bussa sul tronco tre volte.
Dall'albero esce un serpente. Uno grosso. S, un grosso serpente. Poi la donna e il serpente cominciano
ad amoreggiare. L'uomo vede sua moglie e il serpente insieme e... santo cielo! Lei ama quel serpente
pi di quanto abbia mai amato suo marito.
Non essere sboccata!
Oh, sta' zitta, Malvern.
Le due donne si guardarono in cagnesco, e alla fine Malvern accenn con la testa a LaRose e
fece alcuni movimenti con le labbra che Ignatia interpret.
Vedi, LaRose, il serpente e la donna, loro vorrebbero prendersi per mano, ma il serpente non ha
le mani. Vorrebbero baciarsi, ma il serpente non ha le labbra. Non possono far altro che intrecciarsi tra
loro.
Ignatia mosse le braccia per mostrare a LaRose come poteva succedere.
Che razza di storia  questa? chiede LaRose.
Una storia sacra, dice Ignatia.
Ooooo-kaaaay... LaRose ha imparato l'okay di uno scettico bimbo di otto anni dai bambini di
otto anni saputelli che guardano le sitcom alla tv.
La conosco, questa storia, dice Malvern.  una storia spaventosa. Non  una storia adatta a un
bambino.
Pu darsi, dice Ignatia. Ma  una storia di vita. Questo ragazzo pu conoscerla;  abbastanza
coraggioso.
E continu a raccontare la storia.
L'uomo era molto geloso del serpente. Cos, il giorno dopo and a caccia e quando torn
indietro disse alla moglie che aveva ucciso un orso. Le disse di andare a prendere la carne. Quando
usc, indoss una sottana e raggiunse l'albero del serpente. Buss tre volte e il serpente apparve. Allora
ficc la sua lancia nel corpo del serpente, uccidendolo. Port il serpente nella sua capanna, lo tagli a
pezzi e con i pezzi fece un brodo di serpente.
Brodo di serpente?
S, ragazzo mio.
Bevevano brodo di serpente nell'antichit?
Le vecchie signore si guardarono corrugando la fronte.
Ignatia disse che a quei tempi i bambini non avevano la tv. Stavano solo zitti ad ascoltare le
storie e non interrompevano.
Malvern disse che la domanda di LaRose era buona e lei avrebbe risposto.
Bevvero il brodo di serpente solo quella volta, disse.
Okay, disse LaRose. Cio, dovevo chiedere.  strano.
Dunque, riprendiamo il filo della storia, disse Ignatia. Quando finalmente torn indietro, la
donna disse che nel posto dove il marito le aveva detto di andare non c'erano orsi morti. Non c'era
carne da portar via. Aveva cercato, ma non aveva trovato niente. Suo marito le disse di non
preoccuparsi, perch lui aveva fatto il brodo.
Un momento, disse LaRose. Aveva fatto il brodo col serpente che lei...
Amava, s, disse Ignatia.
 come...
Il succo della storia, disse Malvern.
L'ha bevuto? LaRose le guardava, addolorato.
Ignatia annu.
Oh, disse il bambino. Le cose si complicano.
Non  una gran vita, disse Ottie in macchina. Ma  qualcosa.
Questa dialisi fa diventar matti, disse Landreaux, ma tu reggi bene.
Avrei gi tolto il disturbo se non fosse per Bap.
Lei ti ama.
Landreaux aveva scoperto che le persone affette da una malattia cronica o si istupidivano
davanti alla tv o venivano al sodo nei modi pi strani. Quelli della tv erano i pi facili. Ma Ottie gli
aveva fatto queste domande, e si mostrava cos amabile e comprensivo che era quasi possibile dire la
verit.
Siamo innamorati. Il lato buono  durato, disse Landreaux. Per me.
Capisco, disse Ottie.
Io sono come te, Ottie. Probabilmente avrei tolto il disturbo, se non fosse per lei. Non vale per
tutt'e due. Rise, ma era una risata avvilita.
Emmaline non avrebbe tolto il disturbo, se l'avesse fatto lui; sarebbe sopravvissuta per i figli.
Per se stessa. Inoltre, anche il lato buono era in discussione. Emmaline aveva alzato un muro, pensava
Landreaux. Se lo era persino immaginato: di mattoni, ma almeno c'erano delle aperture, forse delle
finestre. A volte lei vi passava le mani, aperte, e Landreaux si affrettava a stringerle dalla parte della
solitudine. Il muro era colpa dell'accaduto, e lo capiva. Non capiva quando Emmaline diceva che lui
dormiva. I suoi occhi erano aperti. Stava guidando. Si stava fermando nel vialetto di Ottie.
Landreaux aiut Ottie a entrare in casa e lo sistem accanto alla finestra, dove Bap aveva messo
un distributore di semi per gli uccelli. Landreaux and fuori a riempire il piccolo serbatoio vuoto.
Poteva sentire l'inverno nella maggiore asprezza dei rimbrotti delle cince bigie. Dopo essere entrato in
macchina, pens alle due compresse di ossicodone che aveva in tasca. Le aveva prese da una delle
nuove ricette che aveva stilato per Ottie. Solo due. Avrebbe voluto buttarle via. Ma non lo fece. Part.
Era una sera in cui doveva accompagnare qualcuno in qualche posto? No. Tir fuori una compressa. La
inghiott. Una sola, quasi niente. Questo, per, l'avrebbe un po' rilassato.
Resisti, e a furia di resistere ti logori. In tutti questi anni era rimasto pulito, ma ultimamente,
be', quell'estate, il deterioramento dei suoi clienti e l'interminabile attesa di una carezza da parte di
Emmaline avevano ulteriormente indebolito la sua resistenza. Questa non era una scusa. Avrebbe
dovuto essere pi forte. La primavera scorsa aveva fatto la Via Crucis e si era chiesto perch la tortura
di Cristo fosse stata chiamata cos, "la sua passione". Ges aveva sofferto senza essere un tossico.
Quanto a lui, aveva visto Emmaline partorire senza l'aiuto di analgesici. Avrebbe voluto ricorrervi, ma
fu fortunata solo con Josette. Per due volte il fidato e competente anestesista non era di turno
all'ospedale dell'Indian Health Service. Lei non voleva una cattiva spinale, un'interminabile epidurale
o un'emicrania. Senza, disse, il dolore aveva invaso ogni fibra del suo corpo. Quando andava a trovare
delle amiche in maternit, l'odore del reparto le faceva salire la pressione, tremare le mani. Stordita,
doveva sedersi. La memoria fisica. Ma ne era valsa la pena, diceva, come dicevano sempre le donne.
Forse anche Ges la pensava cos, pens Landreaux camminando verso casa. O forse guardava
tutti i disgraziati casinisti che salvava e che, come Landreaux, non resistevano al dolore, e diceva:
Perch?
Decise di buttare l'altra pillola nel water. Ud delle urla. Quando varc la porta, Snow e Josette
erano venute alle mani e si stavano schiaffeggiando a vicenda. Almeno, non si erano prese per i capelli
e non facevano a pugni. Landreaux scalci per levarsi gli stivali e si frappose tra loro.
Prese ciascuna ragazza per un polso, ma Snow e Josette cercavano di aggirarlo alzando le mani
libere per continuare a colpirsi. Finalmente smisero, si strapparono dalla sua stretta e accettarono di
parlare da due angoli opposti della stanza. Josette sporse il labbro inferiore, abbass le spalle, incroci
le braccia. Il suo piede tamburellava sul pavimento. Snow si sedette con le gambe incrociate,
guardandosi le lucide unghie arancione.
Che succede? disse Landreaux.
Snow dice che mi piace Hollis.
Be',  vero. Ti piace, disse Snow.
Allora?
 mio fratello.  disgustoso.
Josette tir indietro il braccio e strinse le dita. Sul pugno era disegnata una faccia. Le labbra
erano dove il pollice incontrava l'indice piegato. C'erano anche il naso e gli occhi. Snow alz il braccio
e strinse le dita della mano. C'era una faccia anche sul suo pugno. Stringeva i denti e muoveva appena
le labbra.
Voi non avete un DNA in comune. Siete cresciuti insieme e tu continui a piacergli, nonostante i
capelli arruffati che hai quando ti alzi, l'alito cattivo e le vecchie mutande grigie che metti da lavare: 
un miracolo.
Non ho mai lasciato in giro le mie mutande, disse Josette, con rimarchevole dignit. E non sono
grigie.
Basta, implor Landreaux. Gli ronzava un po' la testa.
Josette si era ricomposta.
Immagino si possa parlare di questo da adulti maturi, disse.
Ce n' solo uno nella stanza, disse Landreaux.
In primo luogo, disse Josette, io so che Hollis ha una cotta per me. Questo  irrilevante.
Mi farete diventar matto, disse Landreaux.
Perch io non ho una cotta per lui, disse Josette. Chiss, potrei essere lesbica.
Come se almeno lo sapessi, disse Snow.
Landreaux ebbe un tuffo al cuore. Lesbica?
Voi non mi CONOSCETE, disse Josette.
Okay, disse Snow. Nessuno ti CONOSCE. Sei COS misteriosa...
Tu mi conosci, disse Josette alla propria mano serrata. A te posso dire tutto!
Io ti amo per te stessa, disse il suo pugno imbrattato.
Fuori di qui, disse Landreaux. Mi state facendo diventare pazzo. Voglio farmi un po' di caff e
leggere il giornale.
Come sempre! Josette e Snow, ridiventate una squadra, balzarono in piedi e lo assalirono. Sei
cos prevedibile. Perch non ti scateni? Perch non passi al t? Leggi un albo a fumetti! Coraggio, pap,
sii creativo!
Sapevano di poterlo far ridere, e quando rise lo attaccarono, saltandogli addosso, fingendo di
volerlo scaraventare sul pavimento. Lui finse di cadere, facendosi piccolo e alzando drammaticamente
le mani in segno di resa.
Piet! Chiede piet! Non abbiate misericordia, ringhi Snow, e cominci per finta a martellarlo
di pugni tanto che lui per finta barcoll e si rovesci all'indietro, tenendosi la pancia, ridendo fino a
quando le ragazze lo lasciarono sul pavimento.
Okay, papi, cerca di rimetterti insieme. Va' a fare il tuo giretto. Altrimenti, ecco un giornale
pieno di annunci economici. O di notizie barbose. Solo, non PARLARCI di ogni cosa barbosa che
succede nell'area dei tre stati. Ti faremo quel caff leggero che ti piace tracannare. E cucineremo.
Abbiamo polpette di carne. Tagliatelle. Minestra di funghi. Andrai in solluchero.
Landreaux si adagi nella poltrona. Aveva la schiena indolenzita a furia di sollevare Ottie,
girarlo, fargli il bagno, metterlo a sedere. Poi la schiena smise di fargli male. Il dolore se ne and. Le
pulsazioni cardiache rallentarono. Poi scopr che non gli importava pi di niente. Era la prima volta
dopo molto tempo che aveva scherzato, che si era lasciato mettere con le spalle a terra dalle figlie. Si
sentiva pi leggero, quasi felice, e non aveva bisogno dell'altra pillola, ma dopo che Snow gli ebbe
portato una tazza di caff sent le proprie dita estrarla dalla tasca. Quindi, dalle dita gli scivol sul
pavimento. Ripensandoci, prov a schiacciarla col tallone. Ma il tallone era in un calzino e la pillola era
rivestita di qualcosa che la induriva, qualcosa che resistette fino a quando Landreaux torn
nell'ingresso, prese uno stivale e ridusse la pillola in polvere. Anche cos, sulla piastrella di vinile c'era
una perfetta macchiolina bianca che, se si fosse abbassato in una posizione yoga, col naso sul
pavimento, avrebbe potuto inalare. Ma cos'avrebbero detto le sue figlie se lo avessero visto l col culo
in aria? Torn a sedersi e strofin il piede sulla polverina finch fu assorbita dal pavimento in modo
tale che un uomo disperato avrebbe dovuto accostare il naso alla punta del calzino e aspirare la
polverina con tutta la sua forza; e a questo punto era salvo, s, salvo, perch Landreaux aveva condotto
questo processo fino a un livello troppo basso anche per se stesso.
Un giorno LaRose ruppe gli indugi. Aveva copiato i cognomi dei Trucidi e ridotto il numero
delle loro probabili ubicazioni consultando l'elenco telefonico. Ment una seconda volta e si fece dare
un passaggio da Peter, che lo lasci a Pluto, dove andava a trovare un amico da cui LaRose si separ
dopo un'ora. La citt era piccola, con alcuni isolati dove le ruspe avevano rimosso le macerie delle case
crollate. Vuoti. Non fu difficile, in definitiva, trovare le diverse case, ma lui cercava quella col garage
che Maggie un giorno gli aveva descritto. Quando vide il garage dei Veddar, e sbirci nell'interno dalla
finestra, comprese che il posto era quello. Entr dalla porta laterale. Non c'era nessuno, cos decise di
aspettare. Si assop sul divano sfondato. Quando apr gli occhi, Tyler lo stava scuotendo.
LaRose gli molla un pugno: da tanto tempo sognava di farlo.
Ahi! Tyler fa un passo indietro, sconcertato, strofinandosi la mascella. Perch?
LaRose balza in piedi sul divano. Ci sono tutti! Ripassa mentalmente i movimenti con la mano
ad artiglio di Maggie, sente padre Travis urlare ai ragazzi: Gridate pi forte! Kiap! Per spaventare il
nemico.
LaRose lancia il suo terribile grido di guerra. Kiap! Poi un altro, pi fiducioso. Pronti! Ha il
cuore in gola, un battito sordo nei polsi.
Perch l'hai fatto? Tyler si volta verso gli altri. Mi ha dato un pugno!
Per Maggie!
Buggy ha aperto una lattina di birra. Maggie! L'odio gli deforma il viso. Lui  il peggiore. Brad
Morrissey  il pi grosso, ma non  pi cattivo, tranne quando gioca a football. Adesso ha certi codici
d'onore, per via di Ges e del football. Ammazza solo nel football. E Curtains  solo un ragazzo
confuso.
Come ti chiami, bambino?
LaRose si getta sulle spalle di Curtains, si aggrappa alla sua camicia, tenta una presa alla gola.
Toglietemelo di dosso!
Accidentalmente, ma di proposito, Buggy gli allenta un ceffone cos forte che LaRose vola via
da Curtains e atterra sulla schiena. Quando con un gran tonfo colpisce il pavimento, LaRose rimbalza
ed esce dal proprio corpo. I polmoni gli si strizzano e si chiudono. Lui  sospeso in aria e, abbassando
gli occhi, si guarda, meravigliato.
Brad  curvo su LaRose, preoccupato. Perch l'hai fatto, Buggy? Non... non respira.
LaRose  sempre l sospeso, in attesa di vedere se riprender a respirare. Libert, capacit di
recupero, quiete. Ah s, e spicciati a respirare prima che Brad gli faccia un bocca-a-bocca. Appena si
riempie i polmoni, LaRose viene risucchiato nel proprio corpo con un sibilo sommesso. Giace
immobile finch non  sicuro di essere incolume. Si alza in piedi, si spolvera i calzoni, raccoglie lo
zainetto ed esce. Vorrebbe tornare a casa a piedi, ma Brad Morrissey insiste per dargli un passaggio.
Non dicono una parola fino al vialetto dei Ravich.
Il modo in cui hai difeso tua sorella  stato impressionante, dice Brad.
LaRose si volta e gli d una botta sul naso col taglio della mano, facendolo sanguinare. Poi
scende dalla macchina.
Un giorno dovresti provare col football, grida Brad mentre riparte, tamponandosi il viso.
LaRose entra in casa, sale le scale e va in camera sua. Ha bisogno di star solo.  successo qualcosa.
Ci sono cinque LaRose. Prima la LaRose che ha avvelenato Mackinnon,  andata alla scuola
della missione, ha sposato Wolfred, ha insegnato ai figli la forma del mondo e ha girato quel mondo
come un mucchietto di ossa rubate. La seconda  sua figlia LaRose, che  andata a Carlisle. Questa
LaRose ha preso la tubercolosi come sua madre, e come la prima LaRose l'ha combattuta
ripetutamente.  vissuta abbastanza per diventare la madre della terza LaRose, che  andata a Fort
Totten e ha generato la quarta LaRose, che alla fine  diventata la madre di Emmaline, la maestra di
Romeo e Landreaux. La quarta LaRose  diventata anche la nonna dell'ultimo LaRose, che  stato dato
alla famiglia Ravich dai suoi genitori in cambio di un figlio ucciso accidentalmente.
In tutti questi LaRose c'era una tendenza a volare sopra la terra. Erano capaci di volare per ore,
quando si suonavano e si intonavano i canti giusti per sostenerli. Quei canti ora aspettano tra le foglie,
mezzo perduti, ma il suono del tamburo d'acqua non si perder mai. Questa capacit di volare risaliva
alla prima LaRose, alla quale fu insegnato a farlo dalla madre quando il suo nome era ancora Mirage, e
che lo aveva imparato da suo padre, un evocatore di jiisikid,38 la LaRose che nel 1798 aveva fatto fare
al proprio spirito l'intero giro del mondo ed era tornata indietro per dire ai suoi sbalorditi tamburini che
era inutile, i bianchi coprivano la terra come pidocchi.

Vecchia storia 3
Cos' questo sapore cos buono? Questa fu la domanda della moglie di quell'uomo.
Il sangue di tuo marito, il serpente. L'ho fatto in brodo, disse il marito.
La donna era furiosa, e corse all'albero dove viveva il suo serpente. Buss tre volte, ma lui non
usc e lei comprese che era stato ucciso. Mentre era via, suo marito affond i due bambini nel terreno,
per proteggerli.
Non mi sembra una grande protezione, disse LaRose.
Questa volta Ignatia non rispose, ma continu a narrare la sua storia.
Quando la donna torn indietro di corsa, suo marito le tagli la testa. Poi si alz in aria per
volare via nel cielo.
Come ha potuto fare una cosa simile? chiese LaRose.
A quei tempi davvero antichi, disse Ignatia, ricordati, prima che esistesse questa terra, quelle
persone avevano poteri di ogni genere. Potevano parlare con qualunque cosa, ed essa rispondeva.
Come ha potuto tagliarle la testa, volevo dire, disse LaRose.
Ma Ignatia aveva deciso di ignorare tutte le domande.
Dopo un po', disse Ignatia, la testa della donna apr gli occhi.
Terrificante, disse LaRose, con rispetto.
La testa chiese al piatto dov'erano i suoi figli. Chiese a tutti gli oggetti che erano nella capanna,
ma essi non volevano dirglielo. Finalmente una pietra le disse che suo marito aveva sprofondato i figli
nel terreno, e che ora essi volavano sottoterra. La pietra disse che aveva dato loro quattro cose: il potere
di fare un fiume, il fuoco, una montagna, una foresta di spine.
Cos la testa cominci a seguire quei bambini. Gridava: Figli miei, aspettatemi! Mi fate
piangere se mi lasciate!
La voce di Ignatia era perfida e adulatrice. LaRose sembrava sbigottito, ma si protese verso di
lei.
Davvero terrificante, disse. Continua.
Il ragazzo pi grande portava il fratellino sulle spalle, e continuava a dirgli che la testa non era
proprio quella della madre. S che lo ! S che lo ! diceva il fratello minore.
Figli miei, miei cari bambini, non lasciatemi indietro, gridava la testa. Vi prego!
Il bambino piccolo voleva tornare dalla mamma, ma il fratello maggiore afferr un pezzo di
legno marcio e se lo tir alle spalle, gridando: Che si faccia il fuoco! In largo e in lungo, il fuoco
divamp. Ma la testa continu a rotolare tra le fiamme e prese a guadagnare terreno.
Il ragazzo butt per terra una spina. Immediatamente germogli una foresta di spine, e questa
volta la testa rotolante rimase davvero bloccata. Ma la testa invoc l'aiuto del fratello del serpente, il
Grande Serpente, e quel serpente si fece largo a morsi tra quegli alberi spinosi ed apr un varco. Cos
riusc a raggiungerlo.
Il fratello butt per terra una pietra e da quel punto si drizz verso il cielo una vasta montagna.
Ma la testa rotolante trov un castoro dai denti di ferro per spianare la montagna, e riprese
l'inseguimento dei bambini.
Ormai i fratelli erano stanchissimi, e gettarono per terra un otre pieno d'acqua per fare un
fiume. Per sbaglio esso cadde non dietro di loro, ma davanti. Adesso erano in trappola.
Tutto preso dalla storia, LaRose annu.
Ma il Grande Serpente ebbe piet di loro e lasci che gli montassero sul dorso. Attraversarono il
fiume. Quando la testa rotolante arriv al fiume, chiese di essere trasportata sull'altra sponda. Il Grande
Serpente le permise di rotolargli sul dorso, ma a met strada la scaric nell'acqua.
Storione sia il tuo nome, disse il Grande Serpente. La testa divent il primo storione.
Cos' uno storione? domand LaRose.
 un brutto tipo di pesce, disse Ignatia. Quei pesci erano i bisonti del nostro popolo, una volta.
Ci sono ancora, nei grandi laghi e nei fiumi del Nord.
Okay, disse LaRose. Allora, questa  la fine della storia?
No. Quei due ragazzi continuarono a girare e il pi piccolo, per caso, rest indietro. Era solo
soletto.
Ora devo trasformarmi in un lupo, disse.
Interessante, disse LaRose. Diventare un lupo.
Quando suo fratello lo trov, i due ragazzi camminarono insieme. Questo fratello maggiore
divent un essere capace di fare molte cose: in certi luoghi  noto col nome di Wishketchahk, in altri
come Nanabozho,39 e ha anche altri nomi. Era un po' sciocco, ma anche molto saggio, e il fratello
minore, il lupo, era sempre al suo fianco. Ha creato il primo popolo, gli anishinaabeg, i primi esseri
umani.
Uh, disse LaRose. E cos, qual  la morale di questa storia?
La morale? Le nostre storie non hanno una morale!
Ignatia gonfi le gote, infastidita.
 considerata una storia delle origini, disse Malvern, seccata anche lei, ma precisa.
Come... eh, come la Genesi, disse Ignatia. Ma succedono tante altre cose, compreso un piccolo
topo muschiato che crea la terra.
E il nostro Nanabozho, che  come il loro Ges, disse Malvern.
Un po' come Ges, disse Ignatia. Ma che scoreggia in continuazione.
Allora la testa che rotola  come sua madre, Maria? E tutta questa storia  come la prima storia
della Bibbia?
Si potrebbe dire cos.
Dunque la nostra Maria  una testa che rotola.
Una testa malvagia che rotola, disse Ignatia.
Facciamo sempre tanto i disinvolti, disse LaRose. Eppure, essere inseguiti e cacciati a quel
modo... magari catturati. Magari sbattuti per terra. Restando senza fiato.
 proprio una storia di caccia, disse Ignatia, dopo aver preso una lunga boccata di ossigeno. Ci
danno la caccia in questa vita. I cattolici credono che a darci la caccia siano i diavoli, il peccato
originale. Noi siamo cacciati dalle cose che ci vengono fatte in questa vita.
Si chiama trauma, disse Malvern.
Grazie, disse Ignatia. Siamo cacciati da quello che facciamo agli altri e poi, in cambio, da quello
che loro fanno a noi. Ci guardiamo sempre alle spalle, o ci preoccupiamo di quello che verr. Abbiamo
solo questo piccolo momento. Oh,  passato!
Cosa,  passato?
Questo momento. Oh,  passato di nuovo.
Ignatia e Malvern risero finch Ignatia si sent mancare l'aria. Oh! Oh! Come scivola!
Cosa,  passato?
Questo momento.
Oh, rise LaRose,  scivolato via!
E poi, proprio cos, Ignatia mor. Li guard con due occhi brucianti, scalci e stir i piedi. La
testa ricadde all'indietro. La mascella si rilass. Malvern si chin su di lei e con la sua zampa da
infermiera cerc le pulsazioni sul collo di Ignatia. Malvern guard altrove, aggrottando la fronte, in
attesa, e alla fine tolse la mano dalla gola di Ignatia, le rimise a posto la mascella e le abbass le
palpebre. Poi prese la mano di Ignatia tra le sue. Ricorda tutto quello che dico, LaRose. Un giorno
questo sar il tuo lavoro.
Prendile l'altra mano, disse Malvern. Ora comincia il suo viaggio.
Malvern rivolse la parola a Ignatia, dandole tutte le indicazioni, come muovere i primi passi,
come guardare a occidente, dove trovare la strada e di non prendersi la briga di tirarsi dietro qualcuno.
Disse che tutti, anche lei, Malvern, che non gliel'aveva mai detto, l'amavano moltissimo. Tennero a
lungo le mani di Ignatia, in silenzio, finch le mani non furono pi calde. LaRose, per, sentiva la sua
presenza nella stanza.
Si aggirer qui intorno ancora per un po', disse Malvern. Io vado a cercare le sue amiche perch
possano salutarla anche loro. Tu, va' a casa, adesso.
LaRose mise la mano di Ignatia sul bracciolo della poltrona. Si infil il giaccone, usc dalla
stanza, percorse il corridoio. Attravers le porte a tenuta stagna, poi usc dalle doppie porte principali,
nell'aria blu alonata di gelo. Doveva incontrarsi con sua madre a scuola, cos cammin sulla ghiaia
della strada e attravers il marciapiede sconnesso, il cordolo deformato. Il freddo fluiva intorno a lui e
gli entrava nel collo della giacca. Gli bruciavano le orecchie, ma non alz il cappuccio. Mosse le dita,
le ficc nelle tasche. C'erano cos tante sensazioni nel suo corpo che non poteva decifrarle tutte in una
volta, e ognuna, appena la sentiva, scivolava via nel passato.
Il diagramma illustrato sul muro di Romeo stava prendendo forma lentamente, man mano che le
informazioni venivano spostate in avanti o spinte indietro. Nel televisore di Romeo l'audio non
funzionava, ma la cosa aveva poca importanza. Lui guardava solo le bocche che si muovevano e
leggeva i sottotitoli. Era meglio, perch altrimenti le loro voci, l'enfasi che mettevano in certe parole,
avrebbero potuto distorcere il suo pensiero. Continuavano a piacergli le parole pasta gialla, e il posto
inconoscibile da cui veniva. Niger! Ma erano gi andati oltre. Mentre ottobre cedeva il passo alla gelida
e spoglia oscurit novembrina, giravano voci pi terrificanti di armi di distruzione di massa.
Oh, per piacere! Tutti nel North Dakota vivevano porta a porta con le armi di distruzione di
massa. Proprio in fondo alla strada, un missile Minuteman chiuso nel suo silo sotterraneo era indicato
solo da uno spiazzo quadrato di ghiaia e da una rete metallica. Passavi di l, chiedendoti chi c'era l
sotto, profondo e solitario, fuori di testa naturalmente, con gli occhi che fissavano uno schermo come
Romeo in quel momento li teneva puntati sulla bocca di Condoleezza Rice, e sapendo, come nessun
altro sapeva tranne lui, che quella era una donna affamata che teneva sotto rigido controllo i propri
appetiti. Quella era una donna assai pi intelligente di qualunque altro degli uomini che la
circondavano, che lei suonava sul suo piano con mani da concertista somiglianti a bacchette da tavola
cinesi. Anche Cheney, con quella fronte sporgente e quei denti spaventosamente guasti  e con i
milioni di dollari che aveva, perch non poteva comprarsi una dentiera?  anche Cheney era suo
schiavo mentale. Non lo sapeva, ma era cos. Gli occhi di Condoleezza scintillavano. La sua bocca era
di un rosso sangue molto scuro. Era una donna che non sentiva nulla per nessun uomo. Che li odiava.
Che parlava di barre nucleari. Di pistole fumanti.
Romeo l'adorava.
Di tutti loro era la pi intelligente e la pi presidenziale. Riuscivano a vederlo?
Dalle tasche, vuot il bottino della notte nel vassoio di una tavola calda. Poi lo vagli
meticolosamente, separando le piccole pillole blu, le grosse pillole bianche, le pillole verdi rotonde, le
pillole ovali rosa. Era certissimo che un altro indizio doveva nascondersi nella storia che aveva sentito
proprio quella sera, di come una persona moriva dissanguata a causa di semplici ferite superficiali. In
un modo o nell'altro, questo quadrava con le sue scoperte. Una puntina da disegno. Un posto nel
quadro generale. Un laccetto che avrebbe collegato la frase col suo possibile significato. Indicazioni e
controindicazioni. Era bellissima, come un progetto artistico, questa cosa che stava facendo.
A furia di insistenze Maggie ottenne che sua madre le insegnasse a guidare la macchina mentre
andavano a scuola. Nola vi si abitu immediatamente. Ogni mattina, dopo che suo padre era uscito,
Maggie andava ad avviare la jeep. Nola metteva un lungo giaccone rigonfio sopra la vestaglia, ficcava
gli assonnati piedi nudi nelle Sorel foderate di feltro di Peter. Con un termos di caff in mano, si
accomodava nel posto del passeggero. LaRose scivolava sul sedile posteriore. In quella mezz'ora di
viaggio il compito di Nola era emettere rumori incoraggianti e cercare nei canali della radio le stazioni
Hallelujah. Rush40 sta facendo una delle sue tirate. Pimpante musica pop e flemmatici servizi
sull'agricoltura. Tutte cose che la svegliavano e la liberavano dalle appiccicose ragnatele delle
benzodiazepine. La radio e il proprio caos familiare facevano scattare un piacevole interruttore anche
nel cervello di Maggie. Poich aveva sua madre ben legata al suo fianco e LaRose dietro al sicuro,
poich era lei ad avere la responsabilit di tutto, sentiva un tale sollievo che le sembrava di volare.
Canticchiava a bocca chiusa e tamburellava con le dita sul volante. Questa era la parte migliore della
sua giornata. Con la neve, col ghiaccio, sotto una pioggia fredda e sdrucciolevole, Maggie era
un'automobilista attenta e sicura di s.
Quando arriv dove doveva scendere e proseguire a piedi fino alla scuola, sua madre la baci
con aria sognante, poi gir intorno alla macchina per mettersi al volante e tornare a casa. Maggie la
lasci andare. Lasci LaRose. Percorse il corridoio dell'istituto, si aggiust i capelli e salut molte
ragazze. A volte telefonava a casa dalla segreteria, solo per sentire la voce di sua madre. Da un lato,
Maggie era ormai una figlia stabile, premurosa, iperprotettiva, che si stava abituando lentamente a
dominare la paura della fragilit di sua madre. Dall'altro, era ancora una pellaccia.
Una pellaccia disciplinata.
Era carina alla maniera della supermodel anni sessanta Cheryl Tiegs, tranne i capelli neri, gli
occhi d'oro o neri, e lo sguardo obliquo che a volte tradiva un violento disprezzo. Dedicava molto
tempo allo studio dei ragazzi. A come funzionavano le loro teste, i loro cuori e i loro corpi. Non ne
voleva uno, ma poteva vedersi nell'atto di dominarlo. Magari ognuno dei cosiddetti Trucidi: dargli la
caccia, trafiggergli il cuore. Invitarli a pranzo anche se lei cercava di essere vegetariana: perch faceva
bene alla pelle. Era rigorosa con se stessa.
Era tutto questo, e in qualche modo tutto questo fu raggiunto e sorpassato dal pesante e goffo
Waylon, che si ferm vicino al suo armadietto e la guard mentre scambiava i libri: quelli del mattino
con quelli del pomeriggio.
E cos, ti trovi bene qui? C' qualcuno che ti d noia?
Maggie trov sorprendente che le facesse questa domanda, e, cosa ancora pi strana, rispose di
s. Anche se nessuno le aveva dato noia, nel modo pi assoluto.
Le fattezze di Waylon, interessanti nella loro opulenza, si misero a fuoco. Aveva una faccia alla
Elvis Presley, che Maggie conosceva solo perch Snow amava quella vecchia musica. Era grande e
grosso, con una pelle morbida sopra i muscoli crudeli da giocatore di football. Le sue mani erano
innocenti, espressive, quasi pedagogiche. Il taglio a spazzola estivo richiesto dalle partite stava
crescendo fino a diventare uno spesso e ispido cappuccio di pelliccia. Era pi alto di Josette, ma non
alto come Snow. Maggie guard intensamente i suoi capelli, poi decise che le piacevano, e molto.
L'espressione di Waylon era diventata cupa.
Chi? disse infine.
Cosa?
Chi ti ha dato noia?
Non sono ragazzi di qui, disse Maggie. Erano della mia vecchia scuola.
Lui annu gravemente, senza parlare. Lasci parlare il viso, abbassando le sopracciglia per farle
capire che si aspettava di pi. Anche questo piacque a Maggie.
Sono dei ragazzi che si fanno chiamare i Trucidi.
La mascella di Waylon scivol lateralmente e i suoi denti aguzzi si affacciarono per mordere il
labbro inferiore. Inclin la testa da un lato e socchiuse gli occhi assonnati.
Ooossiiii, disse con voce strascicata. Certo che li conosco, quei ragazzi.
Quei ragazzi mi hanno veramente molestato, disse Maggie con un sorriso amabile e luminoso.
Specie Buggy. Ti spiace accompagnarmi fino all'aula?
Waylon ondeggiava un po', camminando, come se il suo corpaccione avesse bisogno di
ritrovare la posizione verticale dopo ogni passo. Con Maggie al suo fianco, tesa ma anche carina e
decisa, e la gente che li guardava, prov un timido piacere che lo fece arrossire.
Ogni volta che Nola e Peter erano andati ai colloqui con i professori della scuola di Maggie a
Pluto, avevano trovato il solito verdetto: compiti a casa negligenti, agitazione in classe, chiacchiere
durante le lezioni, e forse una parolaccia scritta nel box di uno dei bagni. Per le verifiche erano sempre
perfette. Il che significava che Maggie era abbastanza intelligente per cambiare la propria condotta, se
voleva. Chiaramente era tutto fatto apposta, dicevano i suoi insegnanti. Peter aveva sempre lasciato
l'aula stentando a controllarsi. Nola taceva, stringendogli il braccio, muovendo le labbra. Procedevano
lungo il corridoio a passi irregolari. Dopo che LaRose cominci ad andare a scuola a Pluto, tuttavia, gli
insegnanti di LaRose avevano cassato le angosciose valutazioni di Maggie.
Ah, LaRose! Forse non uno studente di serie A, ma un lavoratore, tranquillo, e cos gentile.
Rispettoso, allegro, simpatico, un po' timido. Quelle ciglia! Che ragazzo dolce. Sognante, a volte. E
bene educato! Capace di disegnare tutto quello che voleva. Cantava, stonato ma con espressione. Una
delle canzoni preferite del talent show con Johnny Cash, il ragazzo in nero. Proprio un amore, si
effondevano smodatamente i professori, che fa s che ne valga la pena. Peter e Nola sapevano che i
professori intendevano dire che valeva la pena occuparsi di Maggie, che valeva la pena di lottare anche
per la sua anima, se potevano arrivare a mettere le mani su LaRose.
Forse le cose sarebbero cambiate, ora che Maggie era in terza media. Ora che aveva pi libert.
Ora che nella sua nuova scuola c'era anche tutta l'altra famiglia: Hollis, Snow, Josette, Willard e
LaRose.
Peter e Nola sgranocchiarono un insulso biscotto per ciascuno dai piatti apparecchiati nel
corridoio. Sorseggiarono una tazza di caff bollente mentre attendevano che il primo insegnante finisse
con i genitori che li avevano preceduti. Finalmente entrarono nell'aula.
Se sta cercando di inserirsi qui da noi sfondando le porte, non  una scelta appropriata, disse
Germaine Miller, la professoressa d'inglese.
Sto facendo di tutto per non bocciarla, perch posso dire che  intelligente, dissero le scienze
sociali.
Almeno facesse i compiti a casa! Cal Dorfman scroll il capo davanti ai voti in matematica.
Nola spieg che Maggie faceva i compiti di matematica ogni sera. Peter disse che aveva persino
cercato di correggerli, ma lei era ormai cos indipendente... I tre si guardarono, preoccupati. Il
professore sospir e disse che Maggie probabilmente non consegnava i compiti a casa perch mancava
della capacit di organizzarsi. D'ora in poi avrebbe smesso di fare lezione in classe finch lei non
avesse consegnato almeno un compito a casa. Cos stavano le cose.
Tranne che per la fisica. Quando si presentarono, il signor Hossel reag con un pallido sorriso.
Ma stava gi parlando di quella sgobbona della loro figlia e di come dovevano essere orgogliosi delle
sue capacit deduttive, della sua mente logica, del suo approccio disciplinato alla consegna dei compiti
a casa e del brillante lavoro che faceva nei progetti di gruppo. Sembrava affascinata dalle leggi del
moto, per esempio, ed eccelleva nel calcolo della velocit.
Nola rimase a bocca aperta, Peter divent rosso. Il signor Hossel era sempre pi animato.
 super eloquente nel descrivere lo spettro elettromagnetico, esclam.
Noi siamo i genitori di Maggie Ravich, ricordarono Peter e Nola al signor Hossel.
Il professore di scienze si gratt le mani, cerc gli occhiali e prosegu.
Vorrei che pi studenti fossero come Maggie in termini di partecipazione scolastica. Quella che
mi impressiona  la sua intrepidezza. Lei se li scrolla di dosso, gli errori. Questo  insolito per un
giovane... Hanno il terrore di essere derisi... Conoscete questa et! Maggie invece ci gioca, con l'idea.
Butta l qualcosa per avviare la discussione. In quale esatto momento l'inerzia diventa velocit
angolare? Possiamo misurare quella velocit? Va al cuore di ogni cosa, disse il signor Hossel tirando su
col naso, meditabondo.
Ripet nuovamente quelle parole d'oro: Dovete essere molto orgogliosi di vostra figlia.
Poi mostr loro i suoi ottimi voti.
Peter e Nola uscirono raggianti dall'aula del signor Hossel. Attraversarono il parcheggio
tenendosi per mano, uniti dalle contraddizioni.
Finalmente un insegnante che la capisce, disse Peter.
Stava davvero...
Nola ebbe un'esitazione.
Stava davvero parlando di Maggie, eh?
Forse a scuola mostra il suo vero io solo a lui, rispose Peter. Si fida di Hossel nel modo in cui si
fida di noi. Io vedo in lei tutte queste qualit, il coraggio, capisci? La disciplina. Questo insegnante le
ha aperto qualche porta. Io non capisco, tesoro, ma con questa capacit pu arrivare dove vuole! L'ha
sempre avuto dentro, no? Sempre.
Non ci siamo sbagliati.
Nola gli strinse pi forte la mano. Salirono in macchina e tornarono a casa, in silenzio. Nola con
la mano sul ginocchio di Peter.
Mentre entravano nel vialetto Maggie apr la porta, agitando la mano con un sorriso felice. Di
solito, il suo allegro saluto dopo gli incontri con i professori era un tentativo di mitigare l'infelicit che
sapeva di aver inflitto a suo padre. Fino a quest'anno, di addolorare Nola non le era importato. Ora per
le importava. Voleva evitare di demoralizzare sua madre. Non voleva provocare una ricaduta. Mentre
erano via, aveva cucinato la coda di bue e un brodo di verdure, pi il pane fritto che Josette le aveva
mostrato come fare. Maggie amava fare brodo e pane fritto, o almeno fingeva di amarlo. LaRose ne
rubava garbatamente un po' mentre si raffreddava, facendosi saltare da una mano all'altra i pezzi unti e
bollenti di pasta fritta. Maggie lo inseguiva intorno all'isolotto della cucina. Nola rideva, stordita.
Anche Peter avrebbe dovuto avere le vertigini, ma nella scena c'era qualcosa di inquietante. Era come
se i due stessero recitando per Nola, facendole balenare davanti agli occhi l'accattivante spettacolo di
una sfrenata allegria tra fratello e sorella. Di tanto in tanto guardavano la madre, ansiosi di avere una
conferma: era contenta.
Quel weekend, per festeggiare i bei voti in fisica di Maggie, Nola voleva cuocere al forno una
torta col nome di sua figlia. Maggie le disse che mangiare la torta le faceva venire la diarrea.
Ma tu ami le torte, disse Nola.
Mamma, io volevo farti felice. Ma niente torte.
Maggie aveva letto qualcosa sui comportamenti ossessivo-compulsivi in una rivista della
biblioteca e deciso di impedire a sua madre di darsi a bisbocce che producevano dipendenza: in pi,
pensando a tutte quelle che erano state sfornate dopo che Dusty era stato ucciso e LaRose aveva preso
il suo posto, odiava le torte. Le torte erano fonte di malanimo, specie quelle col nome sopra. Non
voleva torte in quella casa.
Guardiamo un vecchio film, tipo un film degli anni ottanta, e mangiamo un po' di popcorn?
Grazie al cesto delle occasioni del Cenex, avevano diverse cassette mai viste. Commedie
consolatorie del passato, come Una pazza giornata di vacanza, Un compleanno da ricordare, Breakfast
Club. Maggie parlava con Nola di come da teenager si sentiva ancora intimamente legata a questi film,
nonostante appartenessero a quell'inconcepibile tempo e luogo in cui i cellulari erano solo nelle
automobili e grossi come scatole da scarpe. S, parlavano tra loro. O meglio, una versione di Maggie
parlava come se fosse Molly Ringwald, la protagonista di Breakfast Club, costretta finalmente a farsi
una ragione delle complessit della vita. E Nola parlava con lei come un genitore lento a estrarre la
pistola ma amorevole, in definitiva. Peter torn a casa e le vide stravaccate sui cuscini, l'una immersa
in un sonno profondo e l'altra con un pallido sorriso stampato sulla faccia.
Si sedette accanto a Nola, che era quella sorridente, e le chiese sottovoce:
Che succede?
Come sarebbe a dire?
Continuava a sorridere, cos, senza guardarlo. Inquietante.
Cosa stai guardando?
Peter indic il film sullo schermo.
Nola apr la bocca e scosse il capo, incantata da un dialogo tra due adolescenti. Gli pos la testa
sulla spalla, mentre Maggie cambiava posizione sui cuscini che aveva schiacciato contro sua madre,
cosicch i tre si trovarono affiancati, l seduti come persone normali.
Forse  questo, pens Peter. Io mi sento strano perch tutto  cos normale. Sono un pesce fuor
d'acqua, l'unico che non riesce a capire che ora andr tutto a posto.
Cosa stavi dicendo? chiese Nola quando fin la drammatica scena sullo schermo.
Niente, disse Peter. Sono solamente io.
Le guerre
I ragazzi di Pluto erano gi i Planets, sicch le ragazze di Pluto erano le Lady Planets. I colori
erano il viola e il bianco. La mascotte, un pianeta rotondo con gambe, braccia e una faccia baldanzosa.
La squadra della riserva erano i Warriors, ma le ragazze non erano le Lady Warriors, erano solo le
Warriors, anch'esse. I colori erano il blu e l'oro. Non volevano avere come mascotte una di loro, e cos
avevano scelto un vecchio scudo con due penne d'aquila. L'immagine stampata sulla divisa. Le maglie
da pallavolo erano di nailon, attillate e con le maniche lunghe per evitare che i tiri lasciassero dei lividi
sugli avambracci, anche se spesso di lividi ce n'erano comunque. Portavano shorts attillati e
ginocchiere. L'allenatore Duke consigliava di tenere una benda sulla fronte e la coda di cavallo perch,
per disciplinate che fossero, in campo continuavano a distrarsi e a toccarsi i capelli. Le ragazze erano
arrivate a idolatrare Duke e la sua striminzita coda di cavallo. Le Warriors avevano vinto tutte le partite
della stagione tranne la prima con le Planets di Pluto. Le sere diventavano sempre pi fredde, e
improvvisamente si trovarono 8 a 1, col dente avvelenato. Quella sera giocavano di nuovo contro la
squadra di Pluto ed erano decise a vincere.
Non mi piace che chiamino kill i punti segnati, disse Nola. Niente dovrebbe morire.
Peter le prese la mano.
Niente muore, disse Peter.  solo una parola.
Erano in tribuna, fitti come sardine, con ginocchi di altri genitori nella schiena, schiene di altri
genitori contro i ginocchi. Nola aveva riempito di sandwich una piccola borsa termica. Una mattonella
di ghiaccio sintetico fatta scivolare lateralmente teneva in fresco le lattine ammassate da quella parte.
Nola aveva persino comprato dell'uva bianca, cos cara in quella stagione. Peter l'aiut a togliersi il
giaccone, o comunque ad abbassarlo. Non sapevano dove metterlo, cos Nola si allacci le maniche
gonfie intorno alla vita. La palestra era soffocante e c'era una sola tribuna, perci i genitori delle
squadre in lizza dovevano stare tutti insieme. Cercavano di raggrupparsi secondo la squadra che erano
venuti a sostenere, ma inavvertitamente finivano per mescolarsi.
Le squadre si scaldarono, prima facendo un po' di stretching, poi una serie di esercizi:
passaggio, palleggio, schiacciata, passaggio, palleggio, schiacciata. Successivamente, ogni giocatrice
salt e schiacci la palla su lancio dell'allenatore. Per finire, a entrambe le squadre fu concesso un po'
di tempo per provare il servizio. La strategia delle Warriors consisteva nel sembrare deboli alla squadra
di Pluto. Avrebbero persino finto di discutere tra loro.
Ravich, sibil Josette. Sei sveglia?
Invisibile ammicco. Broncio studiato da parte di Maggie. Molto palleggio. Nessuno scambio di
sorrisi. Poi le ragazze si allinearono.
 cos piccola, sussurr Nola, sempre colpita dal contrasto tra Maggie e le compagne.
E le Planets sono... ma Peter si trattenne.
Stava per dire massicce o planetarie. Erano solide, formidabili ragazzone. Maggie aveva detto
di tenere d'occhio Braelyn.
La vedo, disse Nola ad alta voce. Quella grossa riga nera intorno agli occhi!
Peter le mise un braccio sulle spalle e le parl all'orecchio, sottovoce. Ricordi? Gli altri
genitori? Da parecchio tempo non vedeva i genitori di Braelyn, ma era abbastanza sicuro che fossero
dietro di loro.
Oh! Nola si tir sulle labbra un'immaginaria cerniera lampo.
Landreaux ed Emmaline vennero avanti, trovarono posto a sedere, incuneati in un gruppo di
genitori delle Warriors. Le Warriors salutarono prima i genitori, poi l'allenatore, poi sfilarono davanti
alla squadra avversaria fingendo di toccarsi le mani attraverso la rete e dicendo buona fortuna a ognuna
delle Planet. Buona fortuna, buona fortuna, buona fortuna, lo volevi, disse Braelyn a Maggie con un
sorriso incollato alla faccia. Lei pass rapidamente, guardando dritto davanti a s.
Hai sentito?
Snow era subito dietro Maggie.
Sentito cosa?
Lo volevi, pens Maggie. Buggy l'aveva raccontato a sua sorella. Non pensarci. Maggie aveva
un suo piccolo rito, una specie di balletto che faceva per liberarsi di una brutta sensazione o del ricordo
di un tiro sbagliato. Era un'istantanea e quasi invisibile scrollata di tutto il corpo. Josette lo sapeva,
per. La squadra form un cerchio, stringendosi in un abbraccio collettivo. L'allenatore era in piedi col
portablocco in una mano. L'altra mano tagliava l'aria a ogni frase accuratamente studiata. Disse loro
che la pallavolo era solo un gioco, tranne che in quel preciso momento, in cui era qualcosa di pi. Le
invit a rilassarsi. A concentrarsi. Ad agire audacemente. A scegliere bene il tempo per la schiacciata.
Raccomand di giocare in scioltezza, di non distrarsi. Erano una famiglia, sorelle, guerriere che
avrebbero battuto questa squadra, facendosi onore. Dovevano pensare solo che erano qui, qui e ora. E
usate la voce. Chiamate la palla. In campo, datevi il cinque e pensate positivo.
Diamond era il capitano della squadra. Guard a turno ognuna di loro. Tutte alzarono in silenzio
la mano con tre dita tese. Il pubblico credeva che fosse un appello a Ges, invece era il loro speciale
segno di riconoscimento, la W di Warriors. Poi urlarono Warriors, Warriors, Warriors, spiccarono un
gran salto e si toccarono le mani.
Josette fu la prima a servire. Amava il momento in cui la squadra abbandonava la sua finta
vaghezza femminile e diventava una macchina.
Beccati questo servizio, tesoro! Poi la voce di Emmaline fu soffocata dalle voci degli altri
genitori.
Josette prese la rincorsa, salt e colp la palla. Una delle brutali gemelle delle Planets, Gwenna,
la ferm con un avambraccio. Una risposta sbagliata, ma la palleggiatrice riusc a tenerla in gioco e
Braelyn la schiacci lungo la linea laterale. Snow l'alz senza fatica, Diamond la pass a Regina con
un tocco preciso delle dita, e addio. Regina era capace di schiacciare la palla su una moneta da dieci
cent. Una vera moneta da dieci cent. Per divertirsi le avevano disposto venti monete da dieci cent sul
pavimento. Si era tenuta tutte quelle che aveva colpito e aveva vinto due dollari.
Una bionda di media statura che si chiamava Crystal, carina, colp male la palla sul secondo
servizio di Josette e la fece schizzar via. E di questo passo Josette mise a segno sei servizi prima che le
Planets chiedessero il time-out.
Adesso ripartiranno a tutta birra, disse l'allenatore Duke. Maggie, ora la nostra arma segreta sei
tu. Loro non hanno mai giocato contro di te. Dunque, tieniti pronta. Josette, il tuo prossimo servizio
cercheranno di prenderlo a tutti i costi. Dunque, fagli vedere i sorci verdi. Regina, appena hai
l'occasione...
Non me lo dica.
Fagli un pallonetto, disse Diamond.
Diciamo un attacco a sorpresa sulla sinistra, okay? E tutte, ricordate che un buon passaggio vale
quanto un punto.
Maggie non la pensava cos. Dopo ogni partita totalizzava i punti su un pezzo di carta attaccato
al muro della sua camera da letto. Li addizionavano anche i segnapunti, e se una ragazza arrivava a
mille riceveva un trofeo dorato alto trenta centimetri. Maggie ne voleva uno. Titolo sul giornale: La
ragazza che ha segnato 1000 punti. Era ormai arrivata a saltare con l'elasticit e la leggerezza di una
ballerina e aveva perfezionato un sorprendente attacco ritardato. Un semplice tocco delle dita, mai
forzato, un cambio di traiettoria che a volte avveniva cos rapidamente da sembrare una magia. Maggie
riusciva a segnare senza ricordare come le era arrivata la palla. A volte ne sentiva addirittura l'ombra,
che partiva dalla sua mano e andava a toccare il pavimento dall'altra parte del campo. Quando girava
su se stessa e assumeva la posizione giusta per la schiacciata, l'altra squadra pensava sempre che
gliel'avrebbe fatta vedere. Con i suoi muri e i suoi pallonetti, alti, eccentrici e imprendibili, gliela
faceva vedere lei.
La serie positiva di servizi di Josette fu disturbata dall'interruzione, proprio come voleva
l'allenatore delle Planets, e Maggie avvert un cambiamento nell'energia che c'era in campo. Le
Warriors si accovacciarono, incoraggiandosi a vicenda, intonando il Chiamala chiamala chiamala che
doveva servire a ricordare a tutte le atlete di usare la voce. Braelyn era al servizio. Con le spalle
quadrate, la mascella sporgente, gli occhi da vampiro, non guardava Maggie e non sembrava mirare a
lei, ma Maggie era pronta a tutto. Servendo proprio nella sua direzione, Braelyn fece un ace. Maggie
avrebbe giurato che la palla aveva avuto un'esitazione e poi aveva cambiato strada. Divent rossa. Ma
ora che conosceva il trucco dell'avversaria, poteva correre ai ripari. Questa volta vide la palla staccarsi
dal taglio della mano di Braelyn e dove sarebbe passata. Maggie era l, la palla no. Due punti. Un ace
dopo l'altro. I genitori delle Planets urlavano. I suoi genitori erano tesi e muti. Maggie fece il suo
balletto e torn a concentrarsi sul gioco.
Tenne gli occhi sul servizio e alz a fatica la palla da terra in un fiacco salvataggio, qualcosa
che Josette, in ginocchio, riusc a rimettere in gioco per Diamond. Ma le Planets rispondevano colpo su
colpo, e inizi una lunga battaglia, aspra, delirante e ferocemente combattuta, con salvataggi miracolosi
e schiacciate assassine dove la palla, domata, cadeva dalla rete dopo avervi saltellato a lungo, che fece
perdere la testa ai genitori delle giocatrici. Balzavano in piedi urlando, respirando affannosamente, ma
era un pandemonio amichevole. Quando Regina finalmente vinse un duello con Crystal, tutti erano di
buonumore. Tutti tranne Crystal, che soffi qualcosa all'indirizzo di Regina, come una sorprendente
gatta lentigginosa. Regina le volt le spalle e disse: Sballata. Le ragazze tornarono ai loro posti, e le
Warriors, anche se continuarono a condurre con cinque o sei punti di vantaggio, ebbero filo da torcere.
La fortuna fu al loro fianco nei momenti in cui prevalsero per un pelo, facendo brontolare alcuni dei
genitori delle Planets. Le Warriors vinsero i primi due set. Poi le Planets ebbero il sopravvento, la
fortuna pass dalla loro parte. Cos si aggiudicarono i due set successivi. Adesso era in corso il quinto
set, quello risolutivo.
Le partite di pallavolo si svolgevano per la maggior parte in un clima di agonismo, ma anche di
cortesia, dove tutti cercavano di osservare la massima correttezza. L'allenatore Duke aveva persino
inviato alle famiglie un codice di comportamento che doveva essere firmato dalla giocatrice e dai suoi
genitori. Ma nel secondo set c'erano stati tra le giocatrici, per i punti conquistati, colpi duri, occhiate
pi truci, qualche urlo di scherno, manate compiaciute. Nel terzo set, un'antipatica elettricit aveva
contagiato la palestra. Nola sapeva per quale squadra tifava ogni genitore. Non c'erano pi i concilianti
mormorii, Bel colpo, n le amichevoli punzecchiature di quando a segnare era la squadra avversaria.
Nola aveva urlato a pieni polmoni, ma trattenendo la propria esultanza, come raccomandava il
volantino dell'allenatore, quando l'altra squadra commetteva un fallo. Si era sforzata di non contestare
le schiacciate sulla linea. Aveva cercato di non gridare fuori quando credeva di avere visto meglio della
giocatrice dove la palla sarebbe andata a toccare. Ce l'aveva messa tutta, come implorava l'allenatore,
per non disonorare il gioco della pallavolo.
Nola mangi furtivamente un chicco d'uva. Che delusione, con quella buccia dura e insapore,
quella polpa acquosa che lasciava in bocca un sentore di prodotti chimici. Ne assaggi un altro. Non
serviva sempre Maggie, ma l'allenatore non la tolse dalla formazione. Era in campo, pronta a tutto. Le
Warriors avevano perso gli ultimi due punti. Questo servizio doveva fermare l'abbrivo delle Planets.
Che tensione! Perch Maggie? Peter le lanci un urlo di incoraggiamento, ma Nola rest zitta. Fissava
sua figlia cercando di trasmetterle la fortuna con la forza dell'amore.
Il servizio di Maggie and in rete. Desolata, sua madre si lasci cadere le mani in grembo come
un paio di guanti vuoti.
I genitori di una delle Planets con i ginocchi aguzzi piantati nella schiena dei Ravich, i
Wildstrand, proruppero in schiamazzi di soddisfazione. Peter colse Nola mentre si voltava, le cinse le
spalle con un braccio.
Non farlo, tesoro, le disse tra i capelli.
Le Warriors erano rilassate e pronte al nuovo servizio. L'allenatore gli aveva insegnato a
respirare profondamente, concentrarsi e scambiarsi il cinque dopo ogni punto, anche se lo avevano
perduto. La sua filosofia si riassumeva in un concetto che Duke chiamava unit e spirito di squadra, in
base al quale ogni giocatrice doveva visualizzare con precisione dov'erano le compagne in campo e
dove ognuna di esse aveva dentro di s la potenza di tutta la squadra. Ma ora Nola vedeva solo che sua
figlia era bloccata. Proprio sulla linea del fuoco. L'ansia le stringeva il petto impedendo a un
singhiozzo di uscirne. Ma poi nelle spalle di Maggie si diffuse un calore di burro che si scioglie.
Maggie sembrava molto piccola e vulnerabile, con quel corpo da silfide e le gambe lunghe e
sottili. Avrebbe potuto essere l in mezzo al campo da sola. Si pieg in avanti, con le braccia tese.
Crystal serv su di lei e Maggie alz la palla a sinistra per una schiacciata a sorpresa di Regina. Punto.
Il servizio seguente, di Snow: l'altra rossa schiacci a sinistra di Maggie, ma lei si tuff sotto la palla e
riusc ad alzarla. Josette la pass a Diamond, che fece una fulminea schiacciata. Un altro punto. Un
altro ancora. Parit. Braelyn and alla battuta, con gli occhi da virago lampeggianti di furore. Maggie si
sentiva ribollire lo stomaco. Braelyn fece rimbalzare la palla due volte sul pavimento, impassibile e
spietata. Con forza, sped a Maggie la sua trappola esplosiva. Avrebbe dovuto passare sopra la testa
dell'avversaria e atterrare dietro di lei, ma Maggie ormai conosceva il braccio di Braelyn e, facendo
appello a tutte le sue energie, salt pi in alto che poteva. Gir su se stessa e schiacci la palla a due
passi dalla rete. Kill.
Nola era rimasta in piedi. Un genitore tocc Peter, che cerc di farla sedere.
Kill! strill Nola in un momento di silenzio. Kill! Kill! Kill!
Maggie la sent, e il burro sciolto le col intorno al cuore. Peter strinse il braccio intorno alle
spalle di Nola, le sussurr qualche parola all'orecchio, ma lei era altrove. E questo, stranamente, lo
riemp di sollievo. Perch non era una cosa finta o irreale, non c'erano significati nascosti. Questa era la
Nola che conosceva, non la moglie supersorridente. Questa era la dinamica familiare, non la famiglia
felice prodotta in serie senza esasperazione, senza collera, senza voci alterate, dov'era vietato l'ingresso
al dolore e dove lui si sentiva solo.
Ma sicuramente non era solo adesso, perch Nola stava incazzandosi di brutto.
Seduta, maledizione! Era la donna dietro di lei.
Nola ud quell'ordine mentre aveva un chicco d'uva nella guancia. Si volt, apr la bocca per
dirgliene rispettosamente quattro, e il chicco vol fuori, proprio come una goccia verde di muco o uno
sputo, atterrando sul largo naso roseo della donna. Una pausa inorridita. Il suo compagno, un uomo
quadrato che sembrava un orso, con le spalle spioventi, due baffi da tricheco e un berretto da
camionista con la scritta Dakota Sand and Gravel si alz in piedi. Tese le braccia e spinse Nola gi, ma
lei, avendo perfezionato la sua mossa con padre Travis, si sporse in avanti e gli cacci il petto tra le
mani. Il Berretto da Camionista si lasci sfuggire un guaito.
Toglimi quelle zampe di dosso, strill Nola.
Peter vide soltanto le mani. La moglie del Berretto da Camionista stava ancora togliendosi l'uva
dal viso quando Peter vibr il primo pugno. Sfogare la rabbia lo fece sentire molto bene, ma subito
dopo fu preso dal rimorso mentre il Berretto da Camionista si piegava in due con la faccia tra le mani.
Nola, invece, sembrava tramortita dal piacere. La partita sub un'interruzione e l'esile, apprensivo
signor Hossel fu costretto a espellere i quattro genitori dalle tribune. Nola scivol fuori con aria
sognante, tenendosi stretta al braccio di Peter. Nessuno dei due vide che la loro figlia aveva tirato una
pallonata contro Braelyn mentre il fischietto trillava per arrestare il gioco. Distratta, Braelyn aveva
abbassato la guardia, e fu colpita dal pallone in pieno viso. Ora il sangue le colava dal naso imbrattando
tutto il pavimento.
L'arbitro alz un cartellino giallo e Maggie usc tra i fischi delle mamme e dei pap delle
Planets. Le Planets, col cuore ulcerato, giocavano con vindice energia, ma avevano perso il controllo
della partita, commettevano dei falli, sbagliavano facili risposte, tentavano brutti colpi diagonali su
palle alzate male e andarono sotto di otto punti. Le Warriors batterono il cinque e uscirono mogie
mogie. Non provavano lo stesso entusiasmo che avrebbe dato loro una vittoria; pareva che si fosse
giocato fino in fondo per qualcosa di pi grande e oscuro.
Ma quello era solo l'inizio, pens Maggie, ancora piena di una gioia silenziosa alla vista del
sangue di Braelyn sul pavimento.
Quando Peter e Nola furono accompagnati fuori, Landreaux ed Emmaline li seguirono. L'orso
col naso rotto, che era il padre di Braelyn, e sua moglie, una donna robusta con una pratica
acconciatura alla Prince Valiant, si diressero verso il loro pick-up. Nel parcheggio non c'era nessuno
che potesse garantire che tra i genitori non scoppiasse un'altra rissa, ma i Wildstrand avevano perso
tutta la loro aggressivit. E i genitori di Maggie erano imbarazzati dall'aver dovuto essere
accompagnati fuori dal suo professore di scienze. Il signor Hossel volse su di loro il suo sguardo da
anima in pena, fece un cenno di scusa con le mani graffiate e volt le spalle per andare via. Il respiro di
Nola era pi profondo e pi affrettato.
E se adesso a causa nostra si rimangia i voti che voleva darle?
Con Maggie possiamo stare noi, disse Emmaline a Peter, se vuoi portare a casa Nola.
No, no, lasciatemi in pace, bofonchi Nola. Ma Emmaline non fece un passo indietro e non
cambi espressione. Anche se batteva i denti, Nola non voleva entrare in macchina. La nebbia che era
nell'aria si era gelata. Intorno a ogni lampada a vapori di iodio c'era un alone sfavillante che
ammantava le macchine, i parabrezza ghiacciati e l'asfalto luccicante con la pace di un altro mondo.
Con un cenno del capo Emmaline indic il pick-up fermo col motore acceso. I genitori di
Braelyn! Lei non dovrebbe nemmeno andarci, alle partite. L'anno scorso  stata sospesa.
Prima che Nola potesse fare un movimento, Emmaline la strinse tra le braccia e poi la lasci
cos bruscamente che l'abbraccio fin prima che Nola potesse reagire.
Dovremmo stare qui fino a quando le ragazze arrivano alle macchine, disse Peter.
Non  stata colpa di Maggie, disse Landreaux. L'arbitro ha fischiato mentre aveva la mano in
aria.
Pestavano i piedi e battevano le mani tutt'e quattro per combattere il freddo.
Coraggio, disse Peter, terremo d'occhio Maggie da dentro la macchina. Cercava con pazienza di
attirare Nola a s e di convincerla a seguirlo.
Voltandosi, Nola rivolse a Emmaline una lunga occhiata. Fu qualcosa di simile al modo in cui
Emmaline l'aveva abbracciata. Non era stato n bello n brutto. Non sapeva come si era sentita.
Normale: forse si era sentita cos.
Snow e Josette accompagnarono Maggie fuori dalla palestra. Pass Braelyn, ma le lanciarono
un'occhiataccia e lei si diresse a grandi passi verso il pick-up dei genitori.
Perch ce l'ha tanto con te?
 della mia vecchia scuola. Ho dato un calcio nelle palle a suo fratello Buggy.
Come mai? chiese Josette.
Maggie si guard i piedi e alz le spalle.
Oh, disse Josette.
Credo che siano ancora furiosi, disse Maggie.
Ma guarda! Ti ha preso di mira, disse Snow.
Videro il pick-up, con Braelyn a bordo, uscire rombando dal parcheggio.
Oh, mio dio! Evviva!
Diamond le raggiunse.
Sai che tuo pap ha preso a pugni il pap di Braelyn? Che tua mamma ha sputato sulla sua?
Hai una famiglia di pericolosi figli di puttana, disse Diamond.
Maggie salt sul sedile posteriore della sua macchina.
Mamma? Pap?
Maggie?
Bella partita, disse Peter.
Padre Travis rimuginava sulle parole di Emmaline.
Non  giusto. Lei non sta alle regole. Era cos che aveva detto quando aveva parlato con
Emmaline dopo la lezione di taekwondo? Continuava a immaginare che lei avesse risposto con le sue
stesse parole, e fosse rimasta... Invece, gli aveva restituito il fazzoletto e se n'era andata con LaRose. Il
suo viso, cosa degna di nota, non era n rosso n gonfio, non tradiva nessuna emozione, non mostrava
che avesse parlato avventatamente. E non aveva risposto alla sua dichiarazione.
Cos'ho fatto? Perch ho detto che sono innamorato di lei?
Subito dopo il loro incontro, ogni volta che si faceva questa domanda padre Travis era troppo
elettrizzato per rispondere. Ma col passare delle settimane, e col fatto che Emmaline non si faceva pi
vedere alle lezioni e mandava con LaRose una delle sorelle o uno dei fratelli pi grandi, cominci a
pentirsi delle sue parole. Cominci persino a chiedersi se le aveva proprio dette, o se lei aveva capito, o
magari aveva pianto per qualche altro motivo.
Una sera che Snow entr nell'aula con LaRose, padre Travis scaric con troppa forza il peso del
corpo su una gamba. Il piede calc il pavimento come se avesse ceduto un sostegno sotto il tavolato. Il
ginocchio si pieg e lui cadde, sorpreso, ma poi si raddrizz e port a termine la lezione col massimo
impegno. Era questo che amava anzitutto nel taekwondo: non c'era posto per pensare ad altro che a ci
che veniva dopo.
Quando tutti si furono ringraziati a vicenda e lui ebbe congedato la scolaresca, LaRose si
avvicin. A padre Travis piaceva quel ragazzo, gli piaceva il suo atteggiamento intrepido e fiducioso, e
l'impegno che ci metteva. Anche se era privo di talento, LaRose arrancava pesantemente da una
lezione all'altra e alla fine imparava a memoria gli esercizi. I suoi calci e i suoi pugni, per, raramente
mostravano convinzione; erano solo gesti che faceva in aria.
LaRose si ferm davanti al suo insegnante, sull'attenti.
Signore.
S?
Mi sono azzuffato e ho perso.
Io non ti sto insegnando ad azzuffarti, lo sai. Ti sto insegnando a difenderti.
Be', signore,  quello che ho fatto.
Dunque, c'era uno che stava facendo del male a una persona pi debole di lui, e tu hai cercato
di difendere quella persona e di impedire che le fosse fatto del male?
Uno ha fatto qualcosa a un altro, allora io sono andato l per battermi contro i cattivi.
Questa brutta cosa che ha fatto qualcuno? Era successa proprio allora?
No. Qualche anno prima, credo.
Allora non  una difesa.  una vendetta.
Cos sai che faccia ha la vendetta, lei ha detto cos.
Chi?
LaRose non rispose.
Okay. Posso indovinare.
Questi ragazzi le avevano fatto delle brutte cose. Sono entrato nel loro garage. Ho dato un
pugno a uno, ma poi un altro mi ha atterrato e quasi tolto il respiro.
Padre Travis accompagn LaRose in un angolo della palestra, dove si sedettero insieme su una
pila di stuoie.
Quanti anni avevano questi ragazzi?
LaRose disse che adesso erano al liceo, e che Brad, oddio!... uno dei ragazzi, lo aveva
accompagnato a casa in macchina e gli aveva detto che doveva darsi al football.
Brad, eh?... Morrissey. Li conosco, quei ragazzi. Dunque, sei andato l per dargli una lezione.
 proprio quello che dico a voi allievi di non fare mai. Hai violato la disciplina. Dovrei toglierti la
cintura.
LaRose chin il capo. I capelli ispidi gli caddero sulla fronte.
Le avevano fatto molto male, mormor.
Padre Travis tir un profondo respiro e trattenne il fiato fino a quando riusc a controllare la
voce.
Hai detto la verit, cos ti sei riguadagnato la cintura, disse, e ora devi dirmi tutto.
Non lo so esattamente, disse LaRose, so solo che lei ha fatto tante docce, dopo, per pulirsi.
L'avevano fatta sentire come un animale domato.
Padre Travis cerc di impedirsi di stringere i pugni portandosi due dita a una tempia e
chiudendo gli occhi. Dentro, sentiva salire e allargarsi il contagio del furore.
Padre Travis?
Parler con questi ragazzi, disse padre Travis aprendo gli occhi. Una parola o due. Non una
rissa, capito?
Waylon, Hollis e Coochy decisero di andare a Hoopdance per un hamburger nella trattoria dei
camionisti. Caso mai avessero visto Buggy o qualcuno dei suoi amici, portarono dei calzini tubolari e
dei sassi. I sassi erano nel cassetto dei guanti e i calzini appallottolati nel portabicchieri. Se le cose
fossero andate male, avrebbero riempito i calzini di sassi e sarebbero scesi dalla macchina dondolando
quelle armi di fortuna. Ma nella trattoria dei camionisti quasi tutti i separ erano pieni di anziani
agricoltori che parlavano ad alta voce, affondando con cautela le dentiere nella specialit del giorno. I
ragazzi ignorarono la tavola calda e il piccolo banco delle insalate. Presero posto in uno degli ultimi
separ. Avevano aiutato Bap e Ottie a vuotare il garage, e avevano dei soldi in tasca. A met degli
hamburger entr Buggy, solo. Non si accorse di loro. And avanti e indietro per un po' e alla fine si
sedette al banco, poi salt su di nuovo subito dopo aver ordinato. I ragazzi si ficcarono in gola i resti
degli hamburger, fecero segno alla cameriera, misero i soldi sul tavolo e uscirono. Buggy stava
parlando con l'addetto alla tavola calda. Si sedettero nella macchina di Hollis ad aspettare che uscisse.
Dopo qualche minuto padre Travis si ferm di fianco a loro nel furgone bianco della chiesa.
Quando scese li vide, salut ed entr nella trattoria. Lo videro sedersi accanto a Buggy su uno sgabello
al banco. Quando Buggy balz in piedi per andarsene, padre Travis gli pos cordialmente una mano
sulla spalla macilenta e Buggy ricadde pesantemente sullo sgabello.
I ragazzi videro tutto con chiarezza.
Cosa sta facendo?
Forse Buggy ha la vocazione.
Osservarono i due al banco, Buggy che parlava e gesticolava, ma piegandosi in avanti finch
non ebbe praticamente il viso nelle crocchette di patate. Ogni tanto alzava la testa e la girava sul collo
lanciando occhiate da tutte le parti come se qualcuno potesse essere in ascolto, anche se la maggior
parte degli avventori nei separ erano quasi sordi, stavano alzando o abbassando il volume dei loro
apparecchi acustici o si riempivano dell'acquoso caff del locale. Alla fine, padre Travis porse alcune
banconote alla cassiera e usc insieme a Buggy dalla trattoria dei camionisti. Buggy rimase con lui,
muovendosi nervosamente, finch arriv la macchina di Curtains. Appena Buggy fu salito, Hollis avvi
il motore. Stava partendo quando padre Travis fece qualche passo avanti e and a piazzarsi proprio
davanti a loro, mettendo una mano sul cofano ammaccato. Hollis spense il motore. Padre Travis gir
intorno alla macchina e Hollis abbass il cristallo del finestrino. Indietreggiando di un passo, padre
Travis fece segno a tutti di scendere dalla macchina. Obbedirono, e rimasero l in piedi, imbarazzati,
evitando di guardarlo negli occhi.
Capisco, disse infine padre Travis. Ma non fatelo.
I ragazzi si guardarono.
Buggy non si lascer intimidire. Sta crollando, ma  ancora pericoloso, perci non avvicinatevi
a lui. I suoi genitori lo hanno cacciato di casa. Ha fatto qualcosa a sua sorella. Gli  rimasto un solo
amico. Credo che dovreste lasciare sbollire le cose. Se cercate di fargliela pagare, potreste finire col
beccarvi una denuncia per aggressione, e questo vi macchierebbe la fedina penale. Sar un danno, per
voi, quando chiederete di iscrivervi all'universit.
Waylon non aveva mai preso in seria considerazione l'idea di iscriversi all'universit, e il fatto
che il prete lo trovasse possibile gli scald il cuore.
Quando padre Travis se ne fu andato, i ragazzi risalirono nella macchina di Hollis, parlottarono
un po' tra loro e poi andarono a cercare Buggy Wildstrand, che intanto, per, era sparito.
Due settimane dopo, in una giornata calda, Coochy venne a sapere dov'era Buggy, e i ragazzi ci
andarono in macchina. Il posto era in fondo a un lungo viottolo in terra battuta che divent un sentiero
melmoso dopo che ebbero attraversato un pantano. Alla fine si trovarono circondati da alberi da ogni
parte e Hollis disse: Non  dove abita quella maestra di asilo? La signora Sweit?
S, era tristemente nota nella zona per essere fuggita dalla citt l'anno prima.
Waylon e Coochy non risposero, perch avevano avvistato la casa. Era aperta. Le finestre che
non erano sfondate erano protette da coperte macchiate. Tre sacchi di spazzatura, neri e grinzosi,
giacevano nel fango che si era sgelato e nella merda innevata della corte. Mentre avanzavano,
guardinghi, i ragazzi sentirono l'odore e poi videro che i sacchi erano le carcasse sprofondate di cani
ancora legati alla catena.
Brutta faccenda. Non entriamo, disse Hollis.
Coochy e Waylon erano gi sulla veranda. Hollis li segu. Intorno c'era un'atmosfera torpida e
un forte odore di prodotti chimici. Si tirarono le magliette sul naso e si fermarono all'ingresso.
La casa aveva subito una spettacolosa vandalizzazione. Le credenze della cucina erano a pezzi.
Ogni superficie era coperta da pile di recipienti di plastica, tubi contorti o oggetti di plastica fusi. Un
materiale appiccicoso pendeva pietrificato dal soffitto ed era schizzato in aria contro pannelli di
cartongesso carbonizzato. Sul pavimento freddo c'erano mucchi di indumenti impastati con roba da
mangiare, pieni di piatti rotti, lattine schiacciate, bottiglie infrante. Si mossero cautamente tra
spazzatura insaccata e sfusa, scatole da pizza, fette di pizza indurita che sembravano brani di pelle di un
rettile, bibite collose, ossi rosicchiati ed escrementi umani. Contro il muro pi lontano di quello che
poteva essere stato il soggiorno non c'era alcun movimento, ma la sensazione di qualcosa di vivo che
attravers il corpo di Hollis gli fece formicolare il collo. Waylon strapp una coperta dalla finestra pi
vicina. Videro due persone, una immersa nella spazzatura, forse assopita. L'altra si alz barcollando.
Raccolse le forze, si mosse, e riconobbero quello che un tempo era Buggy.
I suoi occhi baluginavano nel cranio giallo come luci al neon; la bocca era un buco nero. Le
mani aprivano e chiudevano le dita. Una di esse scavava nell'altro braccio, scabbioso e sanguinante.
Siete venuti per uccidermi, disse Buggy.
No, disse Hollis.
Adesso ce ne andiamo, disse Waylon.
Coochy fece un passo indietro.
Buggy si scagli contro Coochy, agitando scompostamente le braccia e colpendolo con i pugni
mentre lo atterrava. Waylon cerc di strapparglielo di dosso e Buggy si raddrizz e gli diede una
testata, poi colp Hollis cos velenosamente che il ragazzo cadde al suolo, rantolando sulle viscide
schifezze che coprivano il pavimento. Buggy distribuiva calci e pugni con una cos straordinaria
intensit che i tre riuscirono a malapena a uscire di casa e a raggiungere l'automobile. Tutto accadde in
un silenzio spaventoso. Hollis mise la marcia indietro e part a tutto gas; Buggy li rincorse a passi da
gigante. Si butt sul cofano e schiacci il viso sul parabrezza, con gli occhi fuori dalla testa e la lingua
roteante sul vetro. Per staccarlo dalla macchina e farlo volar via, Hollis fu costretto a invertire la
direzione, frenare di botto e ripartire di scatto a marcia indietro. Finire a terra con una strana
angolazione rallent i suoi movimenti. Ma mentre si allontanavano Coochy si volt indietro e vide
Buggy accovacciato, come per scattare al loro inseguimento, a quattro zampe, non diversamente dal
demone di un film.
Percorsero circa un miglio, poi Hollis disse che Buggy doveva diplomarsi e aggiudicarsi il
premio per lo studente con i voti pi alti.
Forse, disse Waylon, adesso arriver secondo.
Dovr anche fare un discorso?
Hollis accese il tergicristallo nel tentativo di pulire il vetro dalla saliva di Buggy. Ma la
macchina era a corto di liquido detergente e la saliva si spalm sul parabrezza in una lunga striatura.
Proprio come un insetto schiacciato, disse Waylon. Ma nessuno rise.
Ehi, ragazzi,  successo veramente? disse Coochy a bassa voce.
In marzo scoppi la guerra. Padre Travis cominci a guardare gli effetti di "colpisci e
terrorizza", poi spense il televisore. Dentro di s tremava, non riusciva a pensare. Spense la luce, si
inginocchi di fianco al letto e pos la testa sui pugni uniti. Cercava di pregare, ma il suo corpo era
ostaggio di una rabbia rossastra calda e appiccicosa. L'aria nella stanza divent pi densa e prese a
roteare su se stessa con una strana energia. Padre Travis salt gi dal letto, si infil la tuta e raggiunse
un campo vicino alla scuola e all'ospedale dove poteva correre in cerchio per tutta la notte, se voleva.
Non era grande, e aveva fatto solo alcuni giri quando not una luce nell'ufficio di Emmaline.
Disse a se stesso che non voleva farlo, ma poi scopr che stava andando proprio l. Disse a se
stesso che voleva solo accertarsi che non ci fosse o, se c'era, che fosse al sicuro. Disse a se stesso che,
se c'era, se l'avesse vista, se ne sarebbe andato immediatamente. Ma quando lei venne alla porta
dell'edificio deserto, non se ne and. Quando entr, cap che lei lo aveva sempre atteso dall'ultima
volta che si erano parlati. Tutti gli altri, in quel momento, erano in casa a guardare la guerra, cos loro
due erano soli.
Lei torn rapidamente nel suo ufficio e lui la segu. Una volta dentro, lei non chiuse la porta. La
luce era abbagliante. Si sedette alla scrivania e indic l'altra sedia.
Non dissero niente per quasi cinque minuti, e non si guardarono. Lui la sentiva respirare e lei lo
sentiva respirare. Lui cambi leggermente posizione, si sporse in avanti. A lei sfugg un piccolo
sospiro, quasi impercettibile.
La ricezione del suo televisore era cos cattiva che Romeo si form la convinzione che
Condoleezza non fosse stata consultata sulla presentazione della guerra. C'erano dei bagliori verdi. Un
cielo sporco. Wolf Blitzer41 che ripeteva le parole vigoroso bombardamento e una lista dei tremila tipi
di armi di precisione precisamente precise puntate solo sui bunker corazzati del nemico che correva
confusamente qua e l agitando lenzuola bianche. Regnava la pi assoluta confusione, tranne, forse, su
quella collina. Continuavano a parlare della collina dove si trovavano i servizi segreti iracheni, e di
come ne avessero raschiato via un mezzo metro buono. Raschiato via? Usando missili, artiglieria, colpo
su colpo, e cosa restava? Hanno usato il napalm per cancellare qualunque cosa fosse ancora viva o
potesse mai viverci ancora. Poi le truppe di terra e le luci psichedeliche. E ancora la notizia rassicurante
che nessuna casa era stata demolita, che non c'erano danni collaterali e nemmeno edifici diroccati, ma
solo carri armati distrutti e altre armi da trovare. Il sottopancia che scorreva nella parte bassa dello
schermo diceva che in tutto il mondo la polizia caricava i dimostranti per allontanarli dalle ambasciate
americane. Che operazione inutile, pens Romeo. Non puoi impedire a un popolo guerresco di fare ci
che vuole. E la frugalit. Probabilmente quei bengala giganteschi si sarebbero spenti la settimana
prossima.
Romeo si guard intorno, pensando alla sua vita, alla sua cena. Stava mangiando gli avanzi di
una pizza sgraffignata dal frigo dell'ospedale. Le fette di salame piccante erano ormai solo dei dischi
secchi e rigidi. Il formaggio era duro. Non era cattiva, ma Romeo avrebbe preferito trovare della
verdura, per la digestione. Aveva gi versato alcuni assegni paga sul proprio conto in banca, ma non
amava entrare nei negozi. Non amava la sensazione che provava quando era lui a dover fare i
pagamenti. Per cosa risparmiava?
Gli stessi filmati, ripetuti all'infinito. A che scopo mettere soldi da parte? Il mondo poteva finire
da un momento all'altro, o l o qui.
Perch risparmiare?
Non lo sapeva proprio. La somma continuava ad aumentare. Forse un giorno Hollis avrebbe
dato un'occhiata al conto intestato a loro due e detto qualcosa. Forse avrebbe pensato che suo padre
non era una testa di cazzo, dopo tutto.
Ecco per cosa, disse Romeo alla CNN, ecco per cosa risparmio. Ecco perch mangio questo
formaggio pietrificato e questa pizza che sembra un pezzo di cartone. Ecco perch non ho l'audio nel
televisore.
La guerra infuriava anche a casa degli Iron. Josette strillava: Fottuti bastardi del cazzo,  per
quel petrolio del cazzo! Hollis era fuori con gli amici e torn tardi. Forse un po' brillo. Dai Ravich, solo
Peter guardava. Aveva detto che LaRose non doveva vedere, cos Nola era andata di sopra con lui. A
Maggie non interessava. Il cane pos la testa sulla gamba di Peter e chiuse gli occhi sotto la sua mano,
ipnotizzato, mentre le voci ronzavano vibranti di sussiegosa eccitazione.
Improvvisamente, scostatosi dalla gamba, il cane gir su se stesso e si lasci cadere sul
pavimento con un brontolio disorientato. Peter sfogli lo smilzo elenco telefonico, fece il numero.
Rispose l'uomo al quale aveva dato un pugno durante l'incontro di pallavolo di Maggie, il padre
di Braelyn e Buggy.
Wildstrand, disse la voce.
Salve, disse Peter. Sono Peter Ravich. Mi dispiace di averle dato un pugno. Spero che anche sua
figlia stia bene.
Poi depose il ricevitore.
Perch l'ho fatto?
L'aveva chiesto al cane. Gli occhi nero-castani del cane espressero brillando la sua sconfinata
riconoscenza. Dopo qualche istante il telefono squill. Peter alz il ricevitore.
Parla Wildstrand. Non ho mai avuto l'intenzione di toccare sua moglie.
Lo so.
Questa volta fu Wildstrand a riattaccare. Peter fece uscire e rientrare il cane, chiuse tutto al
pianterreno, controll le porte.
Chiam Nola dai piedi delle scale. Nessuno rispose.
Dusty se n' andato, disse.
Si chin, e il cane gli si rannicchi tra le braccia.
Peter sal le scale e li trov ognuno nel proprio letto, le facce visibili nel filo di luce che entrava
dal corridoio. LaRose una piccola forma nell'ombra della cuccetta inferiore, col viso sepolto nel
cuscino. Maggie con mucchietti di jeans e biancheria sul pavimento, libri aperti, fogli, quaderni. Sul
com, ancora le boccette di smalto per le unghie disposte in un perfetto arcobaleno. Entr nella stanza
sua e di Nola. Sapone e ore di sonno. Nola distesa sulla schiena come una regina di pietra su una bara.
Non si mosse mentre lui scivolava nel letto e si metteva a posto con la furtivit di un clandestino. Verso
l'alba la forza di gravit e il suo maggior peso l'avrebbero fatta rotolare verso di lui, e Peter si sarebbe
svegliato con lei che dormiva tra le sue braccia.
Emmaline fece la valigia per una conferenza che doveva tenersi a Grand Forks. Non prese che
le solite cose per una notte: un cambio d'abiti, la sua trousse per il trucco, scarpe comode caso mai
avesse deciso di fare qualche acquisto al grande centro commerciale. All'andata poteva ascoltare i
nastri che erano in macchina: ma ogni album e ogni compilation le ricordavano altri tempi. Non ascolt
nulla, e nemmeno si regal un problema cui pensare, come faceva spesso in queste occasioni. Si limit
a guidare. C'era un vento che spirava da nordovest, gelido. La neve secca scivolava gi dai banchi
laterali lungo i fossi che sembravano dune e scivolava attraverso la strada come un velo. Quando arriv
a Grand Forks, and subito all'Universit del North Dakota. Si present, parl con alcuni colleghi.
Presto si conged per andare in albergo. Aveva preso una stanza in un posto qualunque oltre il fiume
dov'era improbabile che si fermasse qualcuno dei partecipanti alla conferenza. Forn i suoi dati, firm
il registro e and in camera sua. Si tolse il piumino, le scarpe e le calze. Poi si distese sul letto. Si alz
poco dopo. Ma era stanca e alla fine torn al letto, tir indietro le coperte e si coric nuovamente,
sempre vestita. Si rannicchi su un fianco e sonnecchi finch squill il telefono. La sua mano rimase
sospesa fino al terzo squillo, poi Emmaline lo alz e gli diede il numero della stanza.
Lo fece entrare, e lui chiuse la porta con cura. Si fermarono l'uno davanti all'altra.
Naturalmente, era vestito come un uomo qualunque. Non parlarono. Dopo un po', lei allung una mano
e lo tir per la manica della giacca. Lui se la tolse. Lei gli tocc la camicia. Lui si tolse anche quella.
Aveva sul petto una ragnatela di cicatrici che si ingrossavano nel punto in cui sparivano. Lei aspett e
lui le tocc la camicetta. Lei slacci i bottoncini bianchi di madreperla. Lui le fece scivolare la stoffa
sulle spalle. Lei le scosse e la camicetta cadde a terra. Dopo che furono successe queste cose tutto
divent facile, e scivolarono insieme come la neve lungo la strada, che attraversava rapidamente il suo
manto nero come la pece, senza fermarsi mai.
Quella primavera apparvero gli annunci di un fotografo che offriva ritratti di famiglia a buon
mercato: sabato mattina nel parcheggio dell'Alco. Maggie insisteva. Peter disse che era un imbroglio.
Ne avevano un sacco, di fotografie. Scaffali di ritratti in cornice.
Ma nessuno di un fotografo professionista, disse Maggie.
Peter indic le file dei ritratti scolastici.
Tutti noi, pap, in una foto. La mamma ne sar felice.
 gi contenta cos, no?
Oh, su, pap!
Peter esitava. Non avevano pi fatto una foto tutti insieme da quando Dusty se n'era andato.
Inoltre, non sapeva se avrebbe dovuto essere una fotografia segreta, da tenere nascosta a Landreaux ed
Emmaline. Nella foto ci sarebbe stato LaRose, e sarebbe stata una cosa simbolica. Peter si era
prodigato per mantenere un basso profilo, insistendo affinch nessuna delle due famiglie avanzasse
troppe rivendicazioni nei confronti di LaRose. Era stato ancora pi attento da quando Emmaline ne
aveva chiesto la restituzione temporanea. Aveva detto di no. Ma Maggie lo guardava come faceva lei,
col suo inquietante sorriso da figlia perfetta.
Ti farebbe felice una foto di famiglia? chiese Peter a Nola entrando nella stanza.
Dovremmo farla! Maggie apr le braccia per incitare sua madre. E Nola prese fuoco.
S! Una foto di famiglia mi piacerebbe moltissimo.
Ho bisogno di una birra, pens Peter.
Negli ultimi tempi Maggie gli aveva dato da interpretare diversi personaggi: Pap Imbranato,
anche se tra quelli che conosceva era l'uomo che sapeva fare pi lavori di tutti. Pap Guastafeste, anche
se ogni tanto voleva solo fare i conti con la realt. Pap Distrattone Che Perdeva Tutto, anche se
cominciava a capire che chi da un pezzo perdeva i pezzi era qualcun altro. Forse era per davvero un
Pap Emotivamente Smarrito, perch aveva notato che Maggie si occupava continuamente di Nola in
modi che non riusciva a definire. Non poteva dire, non poteva ricordare com'era stata prima, in ogni
caso. Dunque era anche, forse, un Pap Smemorato. E un Pap Svaporato, perch preferiva evitare
queste domande. Era Pap l'Amico del Cuore, anche se era evidente che il personaggio principale che
sosteneva la parte del figlio di Nola era LaRose. Lei stravedeva per lui. I suoi occhi seguivano la
forchetta con cui mangiava. E la sua schiena quando usciva dalla stanza.
Nel caso di questa fotografia, per, per fare la felicit di tutti Peter non doveva far altro che
mettersi la camicia pi bella e sorridere.
O magari un vestito intero, disse Maggie. Non hai un vestito intero? Ci stiamo mettendo tutti in
ghingheri, pap. Hai bisogno di un completo. Hai bisogno di una cravatta.
Peter trov il completo e la cravatta del suo matrimonio.
Nola usc dalla stanza dentro un abito viola con una fibbia d'argento alla vita. Maggie abbass
la testa e guard fisso sua madre. L'aria si caric di ioni. Nola gir su se stessa e torn in camera da
letto. Cos'era successo? si chiese Peter. Non avrebbe mai pi visto quel vestito color prugna. Ora Nola
indossava un tailleur rossiccio, con la camicetta bianca e scarpe col tacco nere. Sembrava un'assistente
di volo o un candidato presidenziale.
Hai il mio voto, disse lui.
Mamma, quel vestito va portato con i tuoi orecchini verdi sfavillanti, disse Maggie. E una
sciarpa! Nola torn in camera da letto.
LaRose non aveva un vestito intero, ma possedeva una camicia elegante. Maggie lo pettin
all'indietro lisciandogli i capelli con l'acqua. Nola disse che sembrava il ragazzo eccezionale che era.
Erano tutti raggianti. Maggie indossava un maglione con gil, rosso vivo, e un'impertinente gonna
corta in finta pelle color guscio d'uovo. Aveva una fascia bianca sulla fronte e stivali di plastica bianca
da discoteca anni novanta che erano appartenuti a sua madre. Peter era disorientato quando Maggie
metteva un vestito che ricordava di aver visto addosso a Nola al college, negli anni in cui aveva un vivo
interesse per i suoi vestiti e per quello che c'era dentro.
Sono un uomo fortunato, disse, guardandoli tutti da capo a piedi; e intendeva dire veramente
quello che diceva.
Nola e Maggie gli scoccarono un'occhiata indulgente. Nel copione che recitavano ogni giorno
spesso non capivano quello che diceva, ma alzavano gli occhi al cielo con la soave esasperazione di
due madri.
Con la giusta dose di ossicodone,42 Romeo guardava le cose come un film drammatico dove la
vendetta era la giustizia, si vedeva dall'esterno e sentiva persino la musica, furtiva o frastornante. E
guarda chi c'? Peter in grande spolvero nel suo eroico abbigliamento pronto a fare la sua parte in un
eroico ritratto, pens Romeo. Ma stava per raggiungerlo un messaggio sorprendente.
Romeo si diresse verso Peter Ravich, che aveva notato nel parcheggio dell'Alco. Per continuare
a camminare doveva continuare a discutere con Landreaux nella sua testa. Nondimeno... Landreaux
fino a quel giorno non aveva mai parlato con Romeo dei vecchi tempi, ed era troppo arrogante per
ammettere che gli importasse anche minimamente del sacrificio fatto da Romeo cercando di salvarlo.
Per di pi, ostentava a destra e a sinistra il possesso di ci che gli aveva rubato, Hollis, Emmaline e
tutto il resto. A destra e a sinistra. E l'aveva fatta franca, nonostante questo furto, perch tutti
credevano in un falso Landreaux, un uomo redento e sobrio, un uomo capace di fare la peggiore delle
cose possibili e ci nonostante di essere amato. Questo Landreaux doveva essere ucciso.
Ho cercato di avvertirlo, pi e pi volte.
Poi Romeo si trov a tu per tu con Peter Ravich.
Posso parlarle?
Peter ha solo un vago ricordo di Romeo, ma non sa da dove venga. Romeo stesso non ricorda di
averlo un giorno avvicinato mentre pompava benzina nel suo veicolo, e di averlo raggirato mentre
aggrottava la fronte davanti allo sfarfallio dei numerini che correvano sul display. Quel giorno disse a
Peter che aveva perso il portafoglio e gli servivano dieci dollari di benzina per portare sua nonna
all'ospedale. Peter aveva aperto il suo sottile portafoglio e gliene aveva dati cinque. Ora, curvo e cupo
in volto, Romeo isola Peter dalla sua famiglia.
 una faccenda privata, dice.
La striminzita coda di cavallo di Romeo  una treccia ben fatta, fatta da lui, dopo aver bagnato i
capelli con la doccia rubata nel campeggio del casin. Ha aperto il fagotto della sua roba e indossa una
T-shirt cos nuova che sembra inamidata e che ostenta un'enorme aquila plastificata, compagna della
tartaruga che c' sulla benda benda che ha sulla fronte, entrambe prorompenti fieramente da un
acchiappasogni. Intorno alla gola, fresca e ben stirata,  legata una bandana rossa, e i teschi viola fanno
capolino con discrezione da sotto le pieghe del tessuto. Romeo si  spuntato le cascanti estremit dei
baffoni da uomo saggio. I jeans sono calati e gli arrivano a malapena ai fianchi. Parla con calma, anche
se deve schiarirsi la gola ogni due parole.
Chiedo scusa, dice, ci metter solo un minuto.
Dovrei andare laggi, dice Peter.
Sono un amico di Landreaux.
Oh.
Be', non proprio un amico, come vedr, ma un ex amico, di prima che scoprissi cosa stava
macchinando.
Romeo fa una pausa;  fiero di quel come vedr, che  un modo di adombrare qualcosa, come
diceva una volta la signora Peace. Fa la faccia dispiaciuta di uno che parla a fin di bene, come se gli
rincrescesse di informare del carattere nascosto di Landreaux una persona che crede in lui.
Anzi, sentendosi ispirato, Romeo usa proprio quell'espressione.
So che lei crede in lui.
Io... s, certo... cosa c'? Peter guarda i familiari con un sorriso perplesso e un cenno della
mano verso le loro facce impazienti.
Vede, io lavoro all'ospedale, dice Romeo con molte cerimonie. Per questo, casualmente mi
capita di vedere come di tanto in tanto, nella vita reale, le cose possano mettersi assai male.
Peter comincia a capire dove vuole andare a parare e cerca di trarsi d'impaccio. Ma Romeo  un
narratore sicuro di s e lo ha gi risucchiato nella storia. Romeo si mette una mano sul cuore.
Mi scuso se questo la costringer a rivivere un trauma, dice, ma non le hanno detto la verit. E
io penso  a mio modo di vedere  che lei, come genitore, meriti di conoscere la verit.
Ora tutto  molto lento o finanche paralizzato, come se il tempo avesse smesso di passare e l ci
fosse soltanto Romeo, e soltanto Peter, e la paura che comincia a risuonare come un gong nella testa del
secondo.
Dunque, quel giorno di tre anni fa... dice Romeo.
Basta con le cazzate.
Le spalle di Peter si allargano e si curvano, il suo petto si espande, il collo si gonfia, le sue mani
pesanti vorrebbero stringere quella bandana rossa e torcerla per soffocare le parole. Quest'uomo  un
verme. Quest'uomo sta commettendo una violenza. Nello stesso tempo, questa  una cosa che Peter
non pu far a meno di venire a sapere. E che ci sar, sia che la senta adesso sia che se ne vada. Esister
dietro l'espressione accigliata da "mi spiace doverglielo dire" che nasconde il compiacimento
percepibile sotto le untuose maniere di Romeo.
Non sono cazzate, dice Romeo, calmo. Da Peter si aspettava questa resistenza, perci procede
pi lentamente. Povero Landreaux, sospira Romeo. A volte cerca di curarsi da solo con qualche pillola,
sa? Pare che ci avesse provato anche quel giorno. Ho sentito i ragazzi che quel giorno formavano
l'equipaggio dell'ambulanza. Ho avuto accesso al rapporto del coroner.
Coroner?
S, nessuno gliel'ha detto? Nessuno le ha dato quel rapporto? Forse non ne era a conoscenza?
Peter si sente piegare le gambe. No. Forse  stato archiviato o bruciato. Non gli era venuto in
mente. L'impensabile era stato, per lo meno, semplice e lineare. Peter aveva visto l'albero dov'era
successo. Era tutto insopportabilmente ragionevole. Non aveva voluto conoscere alcun dettaglio. Ne
aveva avuto abbastanza, allora, con Nola fuori di testa e Maggie aggrappata a lui come se stesse
annegando. E che poi lo respingeva. E che poi tornava ad aggrapparsi. Che senso avrebbe avuto
consultare le scartoffie del decesso? Non gli avrebbe ridato suo figlio. Quei rapporti erano la fredda
logistica della morte, mentre lui aveva dovuto occuparsi della cocente verit del dolore.
No.
L'ho qui, disse Romeo a bassa voce, ripetendo poi la frase della tv. Sono riuscito a ottenere il
rapporto. Posso riferirle cosa dice, in sostanza. La voce di Romeo  secca e competente. Lo fa sembrare
molto intelligente, e questo lo stupisce: il suo cervello, per bacato che sia,  un cervello che funziona,
dopo tutto.
Dice che lo sparo di Landreaux ha mancato la testa, il cuore, i polmoni, il fegato, l'aorta,
l'arteria femorale e lo stomaco di Dusty. Dice che Dusty non  stato ucciso dal colpo, ma dalla violenta
esplosione del ramo sul quale era seduto. Ferite superficiali, signore. Dusty  morto dissanguato mentre
Landreaux tratteneva sua moglie perch non uscisse di casa. Non dice cos nel rapporto, ma secondo
quei ragazzi Landreaux prese una decisione tragicamente sbagliata. Se non fosse fuggito o non fosse
stato colto dal panico, ma fosse rimasto l a fermare l'emorragia, cosa che come infermiere era
sicuramente capace di fare, probabilmente gli avrebbe salvato la vita.
E... qui Romeo sceglie di ricamarci sopra perch faccia pi effetto... e sua moglie, se
l'avessero lasciata correre laggi, anche lei avrebbe potuto salvare il ragazzo.
Peter stropiccia il foglio che ha tra le mani. Lo spiega,  compilato con una strana calligrafia. Il
suo cervello si rifiuta di leggere le frasi in sequenza, anche se le parole che Romeo ha appena usato
spiccano qua e l. Il foglio cade a terra. Romeo lo raccoglie e cerca cautamente di rimetterglielo in
mano, ma Peter non reagisce, e lui fa un passo indietro. Peter ha le braccia lunghe, e questo  proprio il
momento in cui Romeo potrebbe beccarsi uno sganassone.
Mentre Peter fissa Romeo, il suo viso acquista una strana fragilit. La pelle si increspa e si
copre di incrinature, oscurandosi come un'antica pergamena, e lui diventa improvvisamente vecchio,
vecchissimo. Davanti a questo straordinario effetto speciale, Romeo arretra di un altro passo. Poi arriva
la voce della figlia di Peter.
Pap! Tocca a noi.
Peter chiude la bocca. I suoi occhi si mettono a fuoco. Passa davanti a Romeo e va a mettersi in
posa davanti al fotografo.
In fondo al suo vialetto, Peter. Immobile, con i piedi piantati per terra e le mani penzoloni sui
fianchi. Non saluta, o forse nemmeno vede, le poche automobili che passano, quelle che non sono di
Landreaux. Alle sue spalle il pick-up, col fucile da caccia nella rastrelliera davanti al lunotto. Indossa
blue jeans, una camicia, il suo vecchio giaccone a scacchi rossi e neri. La testa gli ronza. Ha un rombo
cavernoso di sangue nelle orecchie. Si era ricordato di richiudere la bacheca dei fucili? Aveva preso il
fucile cos in fretta. S, l'aveva chiusa. Si fa questa domanda ogni tre minuti. Una parte di lui gi
sapeva cos'avrebbe detto Romeo e se l'aspettava. Non le sembrava una novit. Le sembrava una
conferma. Ogni rumore  ingrandito. Il cane che scalpiccia nel sottobosco. Lui guarda le betulle e i
pioppi. Le foglie rabbrividiscono di luce. Non riesce a ricordare la voce di suo figlio. Non riesce a farsi
venire in mente un'immagine felice che non sia una fotografia. Ma pu vedere suo figlio tra le foglie, e
dove prima Dusty era in pace, morto all'istante, sul colpo, ora ha gli occhi aperti e chiama. Ha paura.
Peter si d una manata su un lato della testa, cercando un'altra immagine. I bei tempi. Non una
fotografia. I tempi della realt. Perch non aveva memorizzato quei momenti?
Adesso, in ogni modo,  lucidissimo.
Alza un braccio per fermare Landreaux. Non ti muovere.  evidente che Peter ha qualcosa da
dire, cos Landreaux si ferma e scende, preoccupato.
Cosa c'?
Peter si volta, apre lo sportello del passeggero del pick-up.
Sali, dice.
Landreaux esegue.
Peter scivola al posto di guida, avvia il veicolo, parte.
Dove andiamo?
A caccia.
Non  la stagione della caccia, dice Landreaux.
S che lo , dice Peter.
Mentre si dirigono verso le terre federali, Peter riferisce a Landreaux tutto ci che Romeo gli ha
detto nel parcheggio dell'Alco. Landreaux non mette in discussione il suo racconto perch
nell'improvviso accalcarsi delle immagini non sa, non ricorda. Era brillo quel giorno? No. Non gli
pare. No. Sa che non lo era. No. Ma ha qualche importanza? Comunque la si giri, lui  colpevole. Ha
sparato. E se avesse potuto salvare il ragazzo... Landreaux si copre il viso con le dita aperte, come per
rimettere insieme i pezzi di se stesso. Viaggiano in silenzio. La pelle di Peter  grigia come una roccia.
Ma le mani sono calde e abbandonate sul volante. Quaranta minuti passano in pochi secondi.
Il pick-up procede sobbalzando lungo una vecchia pista di taglialegna e sbuca su un crinale, da
un'apertura nella fitta vegetazione del bosco. Insieme, molti anni fa, avevano cacciato in questo posto.
C'era una vecchia radura disboscata piena di erba brucata dagli animali, e un giorno Landreaux si era
appostato su un albero all'estremit sud, ad aspettare che Peter spingesse la preda da nord verso di lui.
Avevano catturato un bel cervo.
Ora scendono dal camioncino e Peter si volta indietro per prendere il fucile.
Trover quell'albero laggi, dice Peter, indicando il limite a sud. Poi accenna al nord,
tranquillamente, incontrando gli occhi di Landreaux. Tu, cammina verso di me da quella collina. Io
aspetto.
Landreaux si volta verso la collina. Gli gira un po' la testa e prova qualcosa di simile a un senso
di sollievo. Tutto questo presto finir. Peter  un buon tiratore. Sar come svanire. Non dovr pi
nascondere la sua miserabile verit. Non dovr pi lottare con la sostanza o la non sostanza. Non dovr
pi aspettare che Emmaline torni ad amarlo. Anche se i ragazzi... si sentiranno liberi? In ogni modo,
non crede di poter continuare a esistere vedendo eternamente ci che vede in questo momento e ci che
sa di quel giorno. I suoi pensieri girano in cerchio. S. Montato sul fucile Peter ha un mirino a
cannocchiale. Landreaux non sentir nemmeno la detonazione. Morire sar una cosa da nulla. Sembra
quasi un favore. Landreaux se la prende comoda. Procede serenamente, come un sonnambulo, su per la
salita. Quando  a met strada, ordina a se stesso di voltarsi e tornare gi. Ed  qui che ha qualche
problema.
La sgradita voglia di vivere rende quasi vana la sua rassegnazione quando abbassa lo sguardo ai
boschi dove Peter  in attesa. Vede le betulle, con la loro fresca spruzzatina di verdi foglie nuove. Gli
alberi frementi di luce. Suo nonno in primavera spillava la linfa delle betulle, e tutti bevevano quel
liquido freddo che sapeva di vita. La corteccia, lo strato interno; lui lo mangiava quando aveva fame e i
suoi genitori erano fuori a fare bisboccia. Vicino, vede le buie macchie di querce che potrebbero
nasconderlo. Il proiettile di Peter non perforerebbe mai quel legno. Ai piedi della collina le rane
riprendono a cantare, incitandolo a fuggire. Ma Landreaux non fugge. Il sangue defluisce dal suo cuore.
Braccia e gambe diventano trasparenti. Landreaux abbassa gli occhi per vedere se non  stato ancora
colpito. Quando vede che non c' sangue, si sente profondamente scoraggiato, ma nello stesso tempo
anche sollevato. I pensieri che gli ronzano nella testa dicono che pu ancora farla franca. Non  ancora
a tiro. Pu mettersi a correre. Perch, allora, china il capo e si rimette in cammino?
 testardo,  arrabbiato, e non vuole dare a Peter questa soddisfazione. Con una padronanza di
s che lo sorprende, Landreaux ordina alle sue gambe tremanti di muoversi e s, le gambe si muovono.
Salta fuori che basta puntare la testa verso il fondo della discesa perch il resto del corpo la segua.
Landreaux tiene gli occhi a terra. Timido trillium e alliaria petiolata, le piante per gli infusi,
sinforicarpo, gaultheria, fragole di bosco. Landreaux si china, raccoglie qualche bacca, se la mette in
bocca. Il sapore  cos forte che quasi quasi si lascerebbe cadere a terra, l dov', per strisciare tra gli
alberi abbattuti, i rovi. Ma non lo fa. Un passo dopo l'altro, la paura gli sfrigola nel sangue.
Ammazzami, borbotta, testa di cazzo, ammazzami subito... sforzandosi di dominare la collera. Attacca
un canto funebre come quelli di cui parlano i vecchi, ma gli si chiude la gola. Ammazzami, testa di
cazzo, ammazzami subito, spara, spara, spara. Ma un passo segue l'altro. Ogni tanto inciampa, ma si
raddrizza e continua a camminare.
Quando lascia il parcheggio dell'Alco, Romeo vagabonda qua e l, ormai vuoto di propositi.
Tutto il suo essere era concentrato su quest'unico risultato.
 finita, dice.
Ha dato il via ad avvenimenti che non pu pi controllare.
La mia opera finisce qui.
Chi visitare, che fare? Non c' nulla che lo attiri. E ora che l'adrenalina ha esaurito il proprio
effetto, questo  un giorno deprimente, dove tutta l'energia che c'era nell'aria  stata succhiata via
malgrado il sole. Prima del suo turno Romeo dovrebbe dormire. La notte scorsa ha dormito solo un
paio d'ore. Ma per continuare a muoversi pu ricorrere a diversi energizzanti chimici. Non ha voglia di
dormire in quel momento. Sono ore in cui si compie il destino. Se potesse solo parlare con un'altra
persona! Ma come al solito nessuno vuole una visita da parte di Romeo. Il suo amato sedile anatomico
troneggia vuoto nella sua bella casa: potrebbe andare l. Potrebbe aggiustare le coperte sulle finestre,
accendere la luce, leggere le notizie tribali o qualcuno degli opuscoli che ha trovato nella spazzatura
dell'ospedale. La gente butta via libri buonissimi. Quando li apre lui, sono sempre una schifezza.
Dove andare? Dove andare, amico mio?
Da lontano solletica il suo interesse la riunione degli Alcolisti Anonimi. Destinazione? Romeo
ricorda che il gruppo stava farfugliando sul passo che riguarda un minuzioso e impavido inventario
morale. Il suo passo preferito. Romeo ama ascoltare ogni settimana le nuove voci degli inventari dei
suoi compatrioti. Le sue ingorde capacit di ascolto sostengono la narrativa del gruppo. I suoi ultimi
commenti hanno provocato lacrime e scoppi di risa. La teatralit delle riunioni gli si conf e migliora
sempre il suo umore. Cos, decide di andare. Scrocca un passaggio su per la collina, gira come un sacco
di patate intorno al fianco della chiesa, scende la scala, imbocca il corridoio e sbuca in una camera
accogliente con un tappeto muffito. Le sedie formano un cerchio, in attesa. Non c' ancora nessuno.
Romeo si siede e poi si rende conto che forse non riuscir a essere dell'umore giusto per respingere gli
attacchi dei compagni. Qualche sussidio ce l'ha, e allora corre in bagno per approfittarne senza
pericolo, e quando torna si sente fortificato.
Ancora nessuno. E la grande caffettiera  vuota.
Il sole filtra nella stanza e in fondo al corridoio si sentono gli odori della piastra sulla quale
cucinano in occasione dei funerali. Roba buona da mangiare, pi tardi. Mentre la chimica compie la sua
opera tonificante il duro sedile diventa pi comodo. In pi, si pu finalmente apprezzare fino in fondo
il piacere maligno che danno le sventure del nemico. Avere raggiunto i suoi scopi gli offre qualcosa da
rosicchiare. Ripensandoci, Romeo rivanga ogni parola, ogni scambio, ogni emozione provata nel
parcheggio dell'Alco. Questi momenti sono suoi per sempre, suoi da gustare uno per uno. Romeo
indugia sulla confusione iniziale, sullo spuntare della paura, la vertigine, la risoluzione, che alla fine
saranno per Landreaux una bella, meritata punizione. Forse la morte, persino, rapida o lenta, anche se
improbabile. E vorrebbe davvero che si arrivasse a questo punto? Aveva messo in moto le cose. Ecco
tutto.
La mia opera finisce qui.
Mi piace, dice Romeo ad alta voce.
Si adagia contro la spalliera con la testa che sfiora le braccia sghembe e le gambe allungate
davanti a s, quella malandata pi corta e adesso tranquilla.  in questa posa soddisfatta che padre
Travis lo trova quando entra per la riunione e si siede davanti a Romeo, che dorme beatamente in
quella inverosimile posizione. Alla fine, il prete lo chiama per nome e lo sveglia. La riunione avrebbe
dovuto iniziare dieci minuti fa.
Mi sa che siamo solo in due, dice padre Travis.
Non ne vale la pena.
Romeo  deluso: non ci sar da divertirsi.
Al contrario, dice padre Travis.  una buona occasione per dedicare particolare attenzione ai
progressi che hai fatto nel programma, Romeo.
Dovrei andare in un posto, dice Romeo.
Dovresti essere proprio qui, dice padre Travis.
Saltano i prescritti saluti di rito e la ripetizione dei suggerimenti organizzativi. Leggono i passi
ad alta voce. Padre Travis dice: A te.
A me?
L'oratore del giorno sei tu.
Non ho niente da dire.
Hai sicuramente qualcosa.
Romeo vorrebbe dire vaffanculo, ma la sua bocca lo sorprende proferendo altre parole.
Okay. Cominciamo.
All'inizio si direbbe che la bocca, la lingua e la laringe lavorino separatamente. Il pomo
d'Adamo va su e gi, il cranio vibra, la voce trema. Che succede?  come se stesse parlando un Romeo
differente, un Romeo interiore. Questo Romeo alternativo sconosciuto ha deciso di fare un colpo di
stato. Questo Romeo Due si  infiltrato nell'infrastruttura delle sue comunicazioni. Sono i farmaci che
lo stanno tradendo? Cos'era che ha preso? Che forma aveva la pillola? Romeo crede che fosse ovale,
grossa e bianca, ma ce n'erano anche di gialle, pi piccole. Forse sono effetti collaterali che
interferiscono tra loro. Romeo, sorpreso,  costretto a tacere anche se Romeo Due diventa volubile,
spinto a confessare certe azioni intraprese per certe ragioni. Dalla bocca di Romeo Due prorompe uno
sproloquio da imbonitore, la sua voce cambia marcia, diventa sempre pi stridula e acuta, finch
Romeo Uno capisce, disperato, che Romeo Due ha saltato tutti i passi, tre, quattro, forse cinque, fino a
quello, sacro, dove spieghi a Dio e a un altro essere umano l'esatta natura dei tuoi torti. A proposito di
effetti collaterali combinati! Dove tra vertigini, dolori gastrici, incontinenza, fiato corto e possibili
disturbi renali Romeo forse diceva la verit? Intanto padre Travis, un altro essere umano, e il
rappresentante di Dio sulla terra,  colto e trascinato dalla febbre del sorprendente monologo di Romeo:
Non sono sempre stato questo schifoso pezzo di merda, padre Travis. Una volta ero qualcuno.
Una volta ero considerato il ragazzo pi intelligente della mia classe. Ero l'amico pi intimo e
apprezzato dello stesso Landreaux Iron quando Landreaux era un tipo ganzo. Questo, prima dei suoi
giorni da sfigato.  successo quando era nuovo alla scuola convitto. Landreaux allora aveva qualcosa
della rockstar, sempre spigliato e disinvolto. Poi mi ha istigato a scappare. Un fiasco che avrebbe
cambiato la mia vita. Che avrebbe...
Lacrime, non quelle che gonfiandogli gli occhi servivano a conquistargli le simpatie della gente
e a ottenere le informazioni che cercava, ma disperate, soffocanti, tormentose. La voce gli esce
graffiante dalla gola. Mi ha rovinato la vita! Romeo cerca di prendere il controllo di Romeo Due, ma 
troppo tardi. I due Romeo si fondono in uno solo, che continua a parlare.
Durante la nostra avventura, Landreaux mi casc addosso dall'alto di un pilone e mi ruppe un
braccio e una gamba: lei conosce la mia storia. La conoscono tutti. Il destino di Landreaux  seminare
morte e distruzione tra coloro che lo circondano, mentre lui scivola sempre via liberamente nel
tramonto. O si rifugia da Emmaline. Cio, eravamo l, a scuola. Questo  successo dopo la nostra fuga.
Ci avevano catturato, ci eravamo arresi. Io ero tornato dall'ospedale con un intero fianco fuori uso, il
braccio in un'irritante, puzzolente, eterna ingessatura, la gamba rappezzata internamente, e afflitto dai
disturbi nervosi che ho avuto finora. Per prima cosa, vedo Landreaux.
Amico mio! gli grido. Amico mio!
Lui fa finta di non vedermi. Forse si sente male per quello che ha fatto. Ma non  dispiaciuto!
Fa finta di non vedermi.
Padre Travis, ecco perch sono caduto nel peccato. Non a causa dell'osso pieghettato del mio
braccio o della gamba cionca, non perch nella caduta io abbia perso delle cellule cerebrali, non perch
in fondo io sia uno di quei tossici impenitenti che farebbero qualunque cosa per soddisfare il proprio
vizio, sebbene sia vero anche questo. Ma, padre Travis... il motivo non  questo.
Ha mai sentito parlare dell'onfalositia? Sa cos'?  una specie di gemello parassita. Non ha il
cuore. Per la circolazione del sangue dipende dal cuore del gemello. Vive a spese del gemello e di
solito si riduce a poco a poco e svanisce prima ancora che si sappia della sua esistenza. Ecco com'
stato per me: come se Landreaux fosse il cuore pulsante e io il gemello pi debole, e quando lui non mi
ha riconosciuto la mia circolazione si  fermata. Sono morto, padre Travis. Ero morto dentro, dopo quel
primo anno in cui Landreaux improvvisamente non riconobbe chi ero, improvvisamente non volle pi
rispondere alle mie chiamate, improvvisamente mi mise al bando quando avevo pi bisogno di lui.
Avevo bisogno che mi aiutasse a cancellare un soprannome che mi era rimasto appiccicato. Ci volle del
bello e del buono per togliersi di dosso o respingere quei soprannomi. Ho schiacciato Crip sotto i piedi
e dato la caccia a Stooper. Ho affondato i denti in Wing e mi sono definito. Sono rimasto Romeo. Ce
l'ho fatta, ma mi  costato caro, e ora, ecco, guardate: sono quello che sono. Non una brava persona,
non una cattiva persona.
Padre Travis ascolta, impassibile, con gli occhi bassi.
Be', forse, dice Romeo. Pu darsi che sia una cattiva persona. Che non ha perdonato tutti questi
giorni e anni. Ma quando vedo Landreaux vivere e spassarsela con la ragazza che aveva scelto me, che
a un certo punto avrebbe potuto amarmi come io amo lei, allora sono pi morto di quanto lo ero prima.
Divento il Verme Grigio. Un semplice tubo digerente, davvero.
Cos, anche Romeo ama Emmaline, pensa padre Travis, e l'improvvisa constatazione che lui e
la faina amica sua sono afflitti ed esaltati dallo stesso sentimento lo costringe ad alzare la testa e a
puntare gli occhi su Romeo. Quel piccolo gesto di attenzione blocca il fiume in piena.
E salta fuori una verit che non sapeva nemmeno lui.
Io gli ho appena messo un segno sulla fronte, padre Travis.
Che vuoi dire?
Romeo perde il filo. Cosa vuole dire? Mettere un segno sulla fronte. Balbetta, sotto l'influenza
degli effetti collaterali di una sincera confessione, nel tentativo di farsi venire in mente ci che ha
riferito a Peter Ravich con assoluta certezza. Ha parlato con tanta sicurezza. La sua enunciazione  stata
dignitosa, fluida, e ha fatto colpo. Ah s. Ora ricorda. Romeo presenta all'interlocutore la sua faccia
onesta.
Allora, lei sa che quel giorno Landreaux ebbe una ricaduta. S! Romeo alza la mano per
testimoniare. Sappiamo che ha lottato, e si  battuto, e io lo capisco pi di chiunque altro. Lo riconosco,
padre Travis. Pi che a chiunque altro mi dispiace dare notizie sgradevoli. Ma s, ci vuole forza
d'animo. Anche se Landreaux l'aveva, quella forza, e io so che ce l'ha, padre Travis, perch lo conosco
bene, anche se ci sono dei momenti... Questo fu uno di quei momenti. Il suo sparo centr il ramo di un
albero, lo mand in mille pezzi, e il ragazzo fu investito come da uno shrapnel. Ma solo ferite
superficiali, tante, qui, qui, qui, eccetera. Non una di queste ferite ha coinvolto una vena o un'arteria
importante. Causa della morte, dissanguamento. Per, se Landreaux non avesse abbandonato il luogo
dell'incidente avrebbe potuto fermare l'emorragia. Se non avesse bloccato la madre del ragazzo, lei
avrebbe potuto raggiungere suo figlio in tempo per fermare l'emorragia. Questo ragazzo potrebbe
essere vivo. Ho fatto delle copie del rapporto del medico legale, che lo sostiene.  firmato da Mighty
Georgie in persona, s, Georgie Mighty, non disponibile al momento, con profondo rammarico,
altrimenti lei stessa potrebbe confermarlo, com' stato corroborato anche dal coroner dello stato, che
per caso si trovava da queste parti e fu chiamato per questa faccenda, dunque s. Con profondo
rammarico...
Romeo perde di nuovo il filo, poi si alza, si fruga in tasca, estrae il rapporto.
Padre Travis allunga la mano, prende il foglio. Lo legge. Lo tiene in mano abbastanza a lungo
per leggerlo diverse volte. Alla fine alza gli occhi fino a incontrare quelli assonnati di Romeo.
Non dice cos.
Romeo sbarra gli occhi.
Non dice cos.
Romeo si raddrizza sulla sedia, stringendo le mascelle.
Ho messo tutto insieme! Il suo tono  fermo. Padre Travis!
Non dice cos, Romeo. Le parole che hai usato sono scritte qui, ma non quadrano col tuo
racconto. Semplicemente, non dice cos.
Non me lo porti via, la prego.  l'unica cosa che ho!
Scruta padre Travis, caparbiamente.
Lei si sbaglia! Romeo si batte la mano sul ginocchio. Si sbaglia!
Romeo raccoglie tutti i pezzi sparpagliati dell'uomo che , o che era, e li butta sul tavolo.
Padre Travis, dice autorevolmente, ho raccolto ogni parola da fonti sicure. Ho messo insieme
l'intero rapporto con informazioni che mi sono state date da persone che quel giorno erano presenti.
Quel giorno terribile. Anche se il rapporto non dice esattamente quello che ho detto io, abbiamo la
conferma. Non  come se io avessi voluto inventarmi queste cose.
Queste non sono cose. Padre Travis indica il foglio. Non sono qua dentro.
Queste parole, questi collegamenti, questi fatti. Sono andati tutti a posto. A poco a poco. Certo
che quadrano! Fino a formare una storia inevitabile. Ho tracciato dei diagrammi. Mi sono procurato
una scatola di puntine. Le puntine sono conficcate nella mia parete. Ancora l. Ho tirato delle righe tra
una parola e l'altra e poi ho soppresso... Conosce questa parola? Il significato di questa parola?
S.
Non le piace questa parola? Ho fatto un collegamento dopo l'altro finch  emerso un
collegamento pi importante.
Di cosa stai parlando? Sopprimere non significa questo. Significa cancellare.
O pronunciare male le parole, farfugliare!
S, come quando sei ubriaco, pronunciarle male, cancellarle in parte.
Be', dice Romeo, pu darsi. Ho cancellato i significati tra i punti salienti. Potrebbe essere
andata cos.
E allora?
E allora, e allora, bene. Peter Ravich era l nel parcheggio dell'Alco, okay?
Romeo si guarda le mani, si strofina un polso e racconta a padre Travis ogni dettaglio di ci che
aveva detto a Peter Ravich. Sta ancora parlando quando il prete si alza. Romeo continua a parlare dopo
che padre Travis  uscito dalla porta. Continua a parlare alla caffettiera vuota e alle sedie in attesa, alle
pareti, ai raggi di sole che entrano dalle finestre del seminterrato, agli odori di cibo, alle mani, alle
ginocchia, all'aria. Continua a parlare perch quando avr finito non sa cos'accadr, cosa lo aspetta
nella vita, e anche perch non pu uscire con questi imbarazzanti rivoli di moccio e lacrime che gli
scorrono ancora sul viso. Si alza per seguire padre Travis, sempre parlando. Sale i gradini e attraversa
la navata centrale della chiesa, sempre parlando, troppo stordito per genuflettersi. Esce dal portone
della chiesa.
Da l pu affondare lo sguardo nel midollo della citt della riserva ai suoi piedi. Alto e
mentalmente sconvolto com', vede dentro ogni cuore. Il dolore  una distesa di puntini tutt'intorno,
che brillano dai pozzi profondi dei petti della sua gente. A ovest pulsano ancora i cuori dei defunti,
braci verdi che ardono nelle bare, emanando una pallida luce dal terreno. E a sud ci sono i bisonti
comprati dalla trib per promuovere il turismo. Una congregazione in cupo raccoglimento. Anche i loro
cuori sono infiammati dallo spaventoso messaggio della loro estinzione. Raccolti in spettrale
assemblea. Come noi, pensa Romeo, un simbolo di resistenza. Come noi, a ingrassare mentre vagano
nel fieno. Come noi, con i cuori visibili come lumi nella polvere. Sempre a est, l'alba santa di tutta la
terra, ogni mattino di ogni giorno, la promessa e la stanchezza.  cos stanco, Romeo. Perch,
naturalmente, Peter uccider Landreaux. Lui l'ha visto, l'ha sempre saputo. Non vuole guardare a nord
perch si rende conto di aver pensato nel senso antiorario che appartiene solo al mondo degli spiriti, al
quale, ora gli sembra chiaro, appartiene anche lui. Il posto dove riposer.
Cos sollevato e convinto  Romeo in quel momento, e cos preso dall'idea della sua morte, che
si getta a capofitto, con tutta la sua forza, dall'alto dei venti scalini di cemento della chiesa fino al loro
basamento.
Padre Travis guid il furgone della parrocchia attraverso la riserva lungo la strada del Bureau of
Indian Affairs e, arrivato alla Contea 27 si arrest nel vialetto dei Ravich. La Corolla di Landreaux era
parcheggiata da un lato e il pick-up di Peter non c'era pi. Nola usc dalla porta e si ferm con le mani
sui fianchi sul sentierino di selci allineate meticolosamente che portava al vialetto, perfettamente
truccata, con splendenti mches tra i capelli e un vestito pallido e immacolato. Sostenne amabilmente il
suo sguardo. Come se non lo avesse mai visto prima.
Salve! Posso aiutarla?
Peter  in casa?
No.
Devo parlargli subito.
Nola ebbe uno scatto d'impazienza sospettosa e chiam Maggie, che usc dalla porta,
elegantemente vestita anche lei.
Maggie cap subito che c'era qualcosa che non andava. Di nuovo. Dopo tutti gli sforzi che
aveva fatto con la foto di famiglia! Ma era successo qualcosa a suo padre, chiaramente. Da allora si era
sempre comportato in modo strano. E ora, ecco quel vecchio prete che sembra Vin Diesel.43
Mi sai dire dov' andato tuo pap?
Guardo, disse lei a padre Travis. Aspetti.
Maggie attravers la casa col radar acceso. Sua madre teneva tutto cos in ordine, ogni cosa
esattamente al suo posto, che poteva sempre sentire, ancor prima di vedere, cosa c'era di diverso in una
stanza.
Usc di nuovo.
Ha preso il suo migliore fucile per la caccia al cervo.
Grazie, disse padre Travis.
Waylon arriv subito dopo la partenza di padre Travis, e Maggie spense il radar, proprio l nel
vialetto dove lui le and incontro. Gli aveva chiesto di aiutarla nel lavoro dei campi di granturco. Peter
aveva arato le stoppie dell'anno prima, ma i solchi erano gi invasi dalle erbacce. Lei entr in casa, si
cambi, si spalm la lozione solare e usc. Insieme, a piedi, raggiunsero il campo. Faceva caldo.
Avevano una zappa per ciascuno, da affilare ogni tanto con la pietra che tenevano nella tasca posteriore
dei jeans. Quelli di Maggie erano corti e sfrangiati. Lei era un'ammazzaerbacce pi veloce, o forse pi
noncurante, cos lo precedette e si mise subito al lavoro. Waylon lasci qualche cardo nella terra nera e
incespicando la segu. Maggie indossava una camicia bianca legata sul ventre. Le sue gambe da
puledrina erano infilate dentro grossi calzettoni e pesanti scarponi con i lacci. Un malconcio cappello di
paglia da cowboy le ombreggiava il viso. Le sue labbra si muovevano mentre canticchiava una canzone
che aveva nella testa. Tutt'e due avevano pesanti guanti marroni di cotone nelle tasche posteriori dei
jeans, ma impugnavano le zappe a mani nude. L'odore delle piante secche schiacciate, della terra
rivoltata, pungente e puro, li seguiva mentre lavoravano. Waylon era fiero delle sue scarpe  Jordan 
che non avrebbe dovuto portare in campagna. Gliele aveva comprate suo padre senza avere i soldi.
Aveva dovuto firmare qualcosa per averle: ma voleva che la gente sapesse che la famiglia di Waylon se
le poteva permettere. Il terriccio gli entrava nelle scarpe, e i suoi piedi sudati trasformavano la polvere
in fanghiglia. Continuava a maneggiare la zappa, affettando i cardi, strascicando i piedi dietro Maggie
nelle sue scarpe collose. Un momento pensava che le avrebbe lavate pi tardi col tubo per annaffiare, o
magari con una pezzuola bagnata, e si chiedeva se le avrebbe rovinate. Il momento dopo, tutto era
cambiato.
Maggie si  tolta la camicia. Taglia l'erbaccia col solo reggiseno: coppe color cielo contenenti
due palline di gelato alla panna.  pallida dappertutto per via della crema solare che si  spalmata senza
economia a scanso di possibili ustioni. La sua pelle  immacolata. Non un'efelide, un neo,
un'imperfezione. Solo il puntino blu sulla spalla. Che Waylon vede quando lei si volta. Quel puntino.
Lui sa cos'. Maggie gliel'ha detto. E il suo cuore  trafitto come dalla punta acuminata di una matita.
Si porta una mano al petto, la toglie, si guarda le dita, ma non c' sangue. Solo lei che, immemore, ci
d dentro con la zappa, ogni tanto chinandosi in avanti per tagliare spietatamente le profonde radici di
un cardo.
La crema non ha impedito alla sua schiena di risplendere di un flessuoso colore dorato. La spina
dorsale sudata luccica fino al punto in cui sparisce nei succinti jeans tagliati. Le sue gambe sono
bianche come il latte e agili come le zampe di un cervo. Dietro i polpacci e le cosce, c' un velo di
terriccio che aderisce come un'ombra al suo sudore.
Waylon si siede tra due solchi, sulla terra assolata. Un ragnetto nero gli atterra sul ginocchio. Lo
guarda reprimendo il forte dolore che prova. Poi il ragno salta via. Waylon non si muove. Si strofina la
testa come per riordinare i pensieri.
Maggie avanza lungo il solco.
Alzati, pelandrone, dice. Non farmi fare tutto questo campo da sola.
Waylon lascia la zappa a terra, si alza e si erge davanti a lei. Lei lo guarda dal basso in alto, con
gli occhi socchiusi e il suo sorriso tenero e diffidente, fiducioso e ambiguo. In quel momento sono soli
nell'universo, ma Waylon  troppo timido per dire ad alta voce ci che mormora chinandosi sul suo
collo.
Maggie poteva svignarsela nel bosco, anche se era fitto e pieno di serpenti, ma Waylon era
come un grosso vitello e la inseguiva incespicando, con i capelli che gli ricadevano sulla fronte, gli
occhi spalancati, le labbra rosee e lucide, la pelle scura madida di sudore fino a quando, finalmente, lei
gli premette una mano sul petto per costringerlo a fermarsi.
Okay, il posto  questo, disse. Questo  il mio posto. Qui una volta mi ha attaccato una civetta,
da questo albero.
Era una vecchia quercia, cos grande che aveva soffocato tutta la vegetazione sottostante tranne
la pallida erba alta sulla quale giacevano.
Mi ami? chiese Waylon.
No, disse Maggie.
Tu menti, eh? Mi ami.
Ho detto di no. Maggie rise.
Lui le mise la mano intorno al viso, incantato dal suo mento. Lei pensava ai punti fatti con le
schiacciate: la stagione scorsa era arrivata a 400. Ci sarebbe voluto almeno un altro anno per arrivare a
1000.
Okay, allora?
Okay, disse Maggie. Proviamo. Cio, se mi fa troppo male smetti, eh?
Si sporse verso di lui, e lui cerc di non avvinghiarsi a lei, di non trattarla come se non potesse
aspettare, di non gettarsi a testa bassa su di lei; cerc di essere molto adulto e controllato, ma era una
cosa troppo incredibile. Maggie era davvero cos piccola, ma anche cos svelta. Gli sal sopra e scost
le mutandine, gli apr la lampo e cominci le prove.
Mettilo dentro, disse.
Non riuscivano a metterlo dentro. Lei salt gi, si distese sulla schiena, apr le gambe. Lui le
and sopra e ci prov cos. Andava meglio, ma Maggie grid.
Tiralo fuori!
Lui fece marcia indietro. Okay, ansim lei. Riprova.
Waylon si copr di sudore, preoccupato, tentando di frenare senza ammosciarsi di colpo. Poi
and meglio, tutt'a un tratto, e lei si rilass sotto di lui e disse che andava tutto bene e che aveva capito
come fare.
Muoviti, dunque, disse.
Gli zii di Waylon lo avevano preso in giro: Trattenerti, devi trattenerti. Avevano alzato le
braccia e affondato i remi come per fermare una barca. Cerc dunque di trattenersi, ma anche di
continuare a muoversi. Era solo la terza volta, per lui, e si era ripromesso di trattenersi contando,
pensando ai numeri, perch andava male in matematica.
Cos va bene, disse Maggie.
Lui pens al numero sbagliato e and troppo in profondit. Lei cacci uno strillo, gli piant le
unghie nel fondo della schiena, tanto che lui sent scorrere il sangue. Si ferm. Gli si abbassarono le
palpebre, ma non era affatto arrabbiato, stava solo cercando di trattenersi.
Okay, disse Maggie. Avanti, adesso.
Lui riprese a muoversi in un'estasi di felicit. Lei si muoveva con lui sotto quell'albero, e a un
tratto si trov al di sopra del dolore. Era perfettamente a suo agio. Era Maggie. La civetta era entrata
nel suo corpo e lei guardava il mondo dai suoi occhi d'oro.
Padre Travis cerc di fare marcia indietro col furgone nel vialetto dei Ravich senza sgommare,
per cambiare con calma e ripartire. Poi diede tutto gas fino alla casa di Landreaux, balz a terra e buss
alla porta. Apparve Emmaline, oscurata dalla zanzariera. Lui lott contro la tentazione di fermarsi
all'ombra fresca del suo sguardo, alla sua presenza dietro la reticella. Lei lo invit a entrare. Lui fece
qualche passo avanti. Era troppo vicina. No, era a distanza normale. Ogni distanza era troppo vicina.
Che succede? Stanno tutti bene?
Padre Travis non riusciva a tradurre in parole il ronzio che aveva nella testa.
Stanno bene, tranne che devo trovare Landreaux. Lui... Romeo... si  fatto questa idea, questa
teoria che ha messo insieme, che Landreaux era, be'... era ubriaco quando ha ucciso...
No, disse Emmaline, ergendosi su se stessa. Non lo era. Romeo si inventa tutto.
Senza abbassare la testa, fece un passo indietro, mettendo pi spazio tra loro. Lui voleva
attraversare quello spazio, andarle incontro, ma si strapp da lei per restare concentrato su Landreaux.
Emmaline gli leggeva nel pensiero. Incroci le braccia e si ritir in se stessa. I fili della propria
esistenza si erano dispersi nell'aria e lei bruscamente li raccolse e li riun. In quel momento torn a
esistere come la compagna del padre dei suoi figli. Impassibile, aspettava.
Romeo si inventa tutto, ripet.
Lo so, disse padre Travis. Ma sembra convincente. L'ha detto a Peter.
Emmaline lasci cadere le braccia sui fianchi.
Dove sono?
Devo sapere dove andrebbero se fossero andati a caccia.
I suoi occhi si tinsero di un verde pallido e lei cap cosa stava succedendo.
Terra federale, a ovest.
Emmaline gli spieg come arrivarci, ma non chiese di andare con lui. Rimase l in piedi,
cercando di non lasciarsi andare.
All'occhio nudo di Peter Landreaux appare a tutta prima come un movimento, il lontano
spostamento di una macchia verde mentre scosta qualche foglia. Quindi Peter lo mette nel mirino e
osserva. Le sue mani sono fresche e ferme perch appartengono all'altro uomo, quello che immaginava
di far questo e non l'ha fatto, l'uomo che, spaccando la legna, ha spaccato mille volte il cranio di
Landreaux. L'altro uomo che sognava ci che Peter sta facendo ora.
Landreaux  ancora lontano e avanza con cautela. Di tanto in tanto si ferma e scosta un ramo,
offrendo a Peter un nitido bersaglio. Quando vede che Landreaux non intende ostacolarlo in alcun
modo, Peter capisce la ragione per cui erano amici. Vede le sue labbra che si muovono ed  contento
che Landreaux stia pregando. Il modo in cui deve finire sembra giusto. Un patto firmato da entrambe le
parti. Testimoniato da due figli. Lascia che Landreaux si avvicini abbastanza per tirare il colpo
infallibile. Ancora, ancora pi vicino. Eccolo. Peter preme dolcemente il grilletto col cuore che gli
scoppia. Niente. Sa che il fucile  carico perch lo tiene sempre cos. Non lo ha mai scaricato e nessuno
sa dove nasconde la chiave: perci, punta il mirino sul terzo occhio di Landreaux. Spara. Niente. Peter
si costringe nuovamente a premere il grilletto. Ma la sua mano non vuole pi farlo. Non vuole. La
faccia di Landreaux riempie il mirino.
Peter abbassa il fucile, ma lo tiene vicino a s. Guarda Landreaux che continua stancamente a
camminare verso la morte. Da una distanza umana, ora, nel passo sicuro e dinoccolato di Landreaux
Peter vede LaRose. Curioso, non l'aveva mai notato. Poi vede qualcosa di pi. Vede tutto ci che ha
impedito a se stesso di vedere. Vede il malessere che si alza dalle cose. Il fosforo del dolore che
consuma le persone che ama. Un fiume di immagini gli attraversa la mente, rapido e leggero: tutte le
cose perdute; poi tutte le cose davvero perdute: l'aspirina, i coltelli, la corda, tutte letali nelle mani di
Nola. E i proiettili letali nelle sue.
LaRose.
L'immagine di quelle piccole mani esperte di ragazzo ora colmano Peter di emozione. Quelle
mani che formano una coppa per accogliere i proiettili. Che caricano e scaricano il suo fucile. E le
corde, i veleni. Quelle mani che li prendono e li buttano via. Il veleno per topi scomparso, la stricnina,
la candeggina mancante. LaRose che ora lo salva, LaRose che salva i suoi due padri.
Be', Landreaux. Peter volta le spalle all'assassino. Landreaux non ha bisogno di aiuto per
morire. Vada pure a smaltire la paura da solo. Cammini. Peter sar l'unico a sapere che ha premuto il
grilletto. Questa consapevolezza lo sommerge. C' uno stagno che luccica nell'aria nuova. Peter
cammina fino all'orlo, corre, salta e getta il fucile come una lancia verso l'acqua che il sole tempesta di
paillettes.
Quando l'arma piomba con un tonfo nello stagno, vive un momento di leggerezza. Alza le
braccia. Tiene le braccia in alto aspettando l'energia dell'assoluzione. Non succede niente. Niente cade
dal solito cielo, assolato e caldo, se non la stessa consapevolezza. Ha premuto il grilletto. Non 
successo niente. Ha ucciso Landreaux. Non  successo niente.
Lontano, in fondo al largo nastro di ghiaia della strada di contea, padre Travis scorge una
figurina che si muove lungo il fosso. Quando riconosce Landreaux, sente la fredda tensione lasciare le
sue braccia. Una debolezza, a lui cos estranea che non sa quello che prova, gli invade ogni angolo del
corpo, partendo dal cuore, svuotandogli i nervi di ogni energia. Accosta e spegne il motore. Il suo cuore
vibra ancora, i nervi sono vigili. Qualunque cosa sia successa, Landreaux  proprio l davanti a lui.
Piano piano viene a galla una dissonanza nelle sue riflessioni.
Insieme al sollievo,  presente una bizzarra delusione relativa ai fuggevoli pensieri che gli
hanno attraversato la mente e sono stati respinti, ma che tornano a fare capolino. In sostanza, e se...? E
se Landreaux se ne fosse appena andato? E se, be'... se fosse morto, voleva dire. Okay. E se Landreaux
fosse morto? Non pensare a quello che sarebbe successo a tutti gli altri.
E se Landreaux fosse morto e ora Emmaline avesse bisogno di me?
E se non ci fosse pi Landreaux, ma solo Emmaline, e se...?
Questi pensieri erano andati e venuti per tutto il tragitto, ma padre Travis non aveva reagito. Era
stata la vista di Landreaux che arrancava, che si trascinava verso di lui, a renderli reali.
Non che li avesse chiesti lui. S, lui aveva continuato a respingerli, ma i pensieri erano tornati ad
assalirlo ripetutamente. Strinse le mani sul volante e abbass la testa, chiuse gli occhi. Andava tutto
bene perch Landreaux era vivo, ma questi pensieri li aveva avuti.
Chi sei?
Padre Travis si era rivolto a se stesso con un filo di voce, con una voce che era un mormorio.
Alz lo sguardo. Landreaux continuava a camminare verso di lui. Pi grande. Sempre pi grande.
Potrei ancora metterlo sotto, disse padre Travis al parabrezza.
Dopo un attimo di costernazione, guardando quell'uomo grande e grosso che marciava
pesantemente verso di lui, padre Travis sent la ferocia erompere da uno spazio sotto il suo cuore. Dalla
gola gli usc uno strano suono. Come uno sciacallo. L'animale di uno zoo. Non riconobbe il verso che
faceva finch non sfoci in una specie di risata.
Potrei partire a tavoletta!
Stava ancora ridendo nel momento in cui Landreaux lo raggiunse. Quando apr lo sportello del
passeggero, padre Travis lanci un'occhiata al faccione da sfigato di Landreaux, proprio quello
descritto da Romeo, e proruppe in qualcosa a met tra un singhiozzo e una sghignazzata. Batt la mano
sul volante. Rise e rise.
Landreaux chiuse lo sportello e continu a camminare.
Arriv a casa che era quasi buio con le domande che continuavano a frullargli nella testa. Peter
ha davvero cercato di uccidermi? O voleva solo spaventarmi? E padre Travis? Era tutto uno scherzo? E
cosa c'era di vero? Josette aveva tirato una rete metallica bassa e traballante lungo un lato della casa, e
lui vi inciamp. Per un pelo non cadde sui gradini. Cos, forse, Emmaline, seduta al tavolo della cucina,
pens per un momento che fosse ubriaco; ma quando Landreaux entr in casa si rese conto che era solo
maldestro.
Quali che fossero le risposte a quelle domande impegnative, adesso si sentiva senza peso. Per
tutta la strada fino a casa era diventato sempre pi leggero finch improvvisamente, sulla soglia, si era
alzato da terra, mentre si toglieva le scarpe sulla porta. And subito da lei, si chin e mise le braccia
intorno a sua moglie seduta sulla sedia. Lei alz una mano e gliela pos sul braccio. La luce della
cucina era cruda. Lei chiuse gli occhi e si appoggi alla spalliera. Lui abbass il mento fino a sfiorarle
il cocuzzolo della testa.
Sei stato fuori, disse lei.
Gli tenne la mano sul braccio, un gesto fragile. Non proprio il modo in cui una donna tratta il
marito quando  arrivata a rendersi conto che quello che bussa alla porta potrebbe essere suo cugino
Zack. No davvero. Qualcosa, per. La mano sul braccio non rappresentava quello che era stato il loro
appassionato matrimonio, i loro tempi da libro di fiabe di una riserva da c'era una volta. Gli teneva una
mano sul braccio, tutto qui. Lui era piegato su di lei, con i gomiti sulla spalliera. Non molto, paragonato
a quando spingevano una sedia sotto il pomo della porta in un motel da quattro soldi dove si era
guastata la serratura. Allora si credevano qualcosa di speciale. Fortunati. Dicevano di essere sicuri che
nessun altro era mai stato cos felice, mai cos innamorato. Dicevano: Invecchieremo insieme. Mi
amerai ancora quando sar tutto coperto di rughe? Ti amer ancora di pi. Sarai pi dolce. Come un
chicco di uva passa. O una susina. Mangeremo susine insieme. Ecco come parlavano una volta. Ma ora
stavano assaggiando quelle maledette prugne verdi, no? Aspre. E io? Mi amerai? Non so, dipende da
dove sarai coperta di rughe. Era cos che parlavano allora.
Landreaux si raddrizz e prese due bicchieri d'acqua. Si accomod su un'altra sedia. Emmaline
fu colta da un senso di paura che improvvisamente conteneva quella che forse era, poteva essere,
identificata come una possibilit. Bevve un sorso d'acqua e chiuse gli occhi. Vide uno stagno fitto di
canne, dal fondo melmoso, un groviglio, dove l'acqua era alta e bassa al tempo stesso. Vide le anatre
che lo attraversavano e salivano sulla sponda. Vide se stessa, e al suo fianco Landreaux. Vide che
entravano nello stagno, insieme.
Quando padre Travis torn alla chiesa, dopo aver parlato con Peter Ravich, dopo avergli fatto
leggere il rapporto, era arrivato il nuovo sacerdote. Indossava un abito talare minuziosamente
medievale con una catenella al posto della cintura e scarpe che sembravano pantofole di pezza.
Apparteneva a un ordine di nuova formazione. Era giovane, di carnagione chiara, con le guance color
fiori di melo, gli occhi come splendenti fiordalisi e i capelli di seta di mais rasati quasi a zero. La sua
voce era sorprendente, acuta ma imperiosa.
Immagino che lei sia padre Travis, disse il nuovo sacerdote. Un corrucciato rossore gli
macchiava le gote.
Immagino di s, disse padre Travis.
Io sono padre Dick Bohner.
Oh no, pens padre Travis.44
Sono il suo sostituto, disse padre Bohner.
Qui dovrebbe farsi chiamare Richard, disse padre Travis.
Il mio nome  Dick, disse fieramente il nuovo sacerdote.
Le sta bene, disse padre Travis.
Dovranno cambiare le cose da queste parti, disse padre Bohner, arrossendo ancor pi
violentemente. La messa del sabato avrebbe dovuto iniziare dieci minuti fa.
Allora lei  in ritardo, disse padre Travis.
Padre Travis and a fare le valigie. Era arrivato con due dure e rigide Samsonite. In qualche
modo, facendo i bagagli, scopr di essersi ridimensionato. Aveva roba a sufficienza per riempire una
sola valigia. Il suo denaro, quel poco che aveva, era in un borsellino dietro una formella del soffitto che
si poteva spostare. Telefon a Randall Lafournais, che lo portava a Fargo ogni settimana, e si mise
d'accordo per la macchina. Padre Travis decise di scendere in una delle citt dove si fermava il treno,
di comprare un biglietto sull'Empire Builder per Fargo, Minneapolis, Chicago, e poi di continuare
verso est in treno e verso sud in autobus fino a Jacksonville, nella North Carolina, e Camp Lejeune.
Voleva passeggiare lungo il viale tra gli alberi piantati in memoria dei caduti. Voleva visitare il muro
diroccato e toccare i nomi che vi erano stati incisi.
Mentre piegava i vestiti, si rese conto che dopo tutto aveva pochissimo denaro. Il telefono
squill. Lo lasci squillare e poi balz in piedi all'improvviso, l'animo traboccante di felicit.
Parla uno stronzo bastardo soldato di Dio! Che posso fare per te?
La persona all'altro capo della linea era un indiano che rise e riattacc.
Ami una donna che non potr mai essere tua, pens, lasciando cadere il telefono. Poche storie e
fattene una ragione. Ma gli ribolliva il sangue, e il suo cuore sembrava in procinto di esplodere. Si
sedette sul letto, si prese il capo tra le mani. Ripens al denaro. Dopo qualche minuto si alz, si ferm
pesantemente davanti alle sue ultime poche cose posate sul letto. Raccolse la viscida camicetta che
aveva chiesto a Emmaline di regalargli, se la port al viso, poi l'aggiunse alla valigia. Fece scattare la
serratura. Era un oggetto rosso, smussato, pesante.

30 Lo hogan  una costruzione di fango a pianta circolare tipica dei Navajo, usata sia come
abitazione che per cerimonie religiose. [N.d.T.]
31 Evviva. [N.d.T.]
32 La catlinite, detta in inglese per semplicit pipestone,  un'argillite bruno-rossastra originaria
dell'America Settentrionale. Per la sua grana molto fine risulta facilmente lavorabile e da secoli viene
utilizzata dai nativi per fabbricare pipe e calumet il cui fumo si crede porti le preghiere al Grande
Spirito. [N.d.T.]
33 Non  cos. [N.d.T.]
34 Mente. [N.d.T.]
35 Tu. [N.d.T.]
36 Tortelli di carne tipici della cucina polacca. [N.d.T.]
37 Tanto, tanto tempo fa. [N.d.T.]
38 Individui particolarmente capaci di interpretare i sogni pi difficili e confusi. [N.d.T.]
39 Nelle aadizokan anishinaabe (storie tradizionali ojibwe) Nanabozho  uno spirito che si
presenta il pi delle volte in forma di coniglio e ha lo stesso ruolo del trickster (l'Imbroglione) nelle
culture di altri paesi, per esempio Pulcinella nel folklore napoletano. [N.d.T.]
40 Rush Limbaugh  un conduttore radiofonico americano ultraconservatore che approfitta di
ogni occasione per attaccare femministe, immigrati, pacifisti e via dicendo. [N.d.T.]
41 Giornalista americano e anchorman della cnn. [N.d.T.]
42 Oppioide simile alla morfina molto usato in America per trattare il dolore oncologico.
[N.d.T.]
43 Attore, produttore e regista cinematografico americano. [N.d.T.]
44 Dick in gergo significa "cazzo". Boner (senz'acca) significa "erezione". [N.d.T.]

La festa
Evvai!
Josette e Snow volevano fare una grande festa con tre torte per il giorno in cui Hollis si sarebbe
diplomato. Per questo, decisero che avevano bisogno della corte e di un giardino pieno di fiori. La
professoressa di inglese di Josette disse che poteva darle i gerani dell'aula. Gerani rossi. Josette
trapiant i fiori dell'aula e sparse i semi dei tageti che Hollis aveva raccolto l'autunno prima e messo da
parte per lei. Gett anche semi d'erba sulla terra battuta del campo di pallavolo. Snow aveva comprato
un tubo per il rubinetto esterno e cerc di annaffiarli, ma i semi venivano solo portati via dai mulinelli
che si formavano.
Credo che prima dobbiate dissodare il terreno, disse Coochy, guardando con aria critica tutto
l'insieme.
Noi siamo cacciatori-raccoglitori per natura, disse Josette. L'agricoltura non rientra nelle nostre
tradizioni.
Sbagliato, disse Snow. Storicamente, abbiamo coltivato patate, fagioli, zucche. Avevamo i
nostri semi e tutto. Abbiamo inventato il granturco.
Lo abbiamo chiamato mais, disse Josette, significativamente. Fece una pausa. Allora abbiamo
perso le nostre tradizioni.
Solo la nostra famiglia, disse Coochy. Molti indiani hanno un giardino. La nonna aveva persino
un orto. Era l in fondo.
Il vento scompigliava la verdeggiante distesa di erbacce. Forse c'erano dei fiori, ma le ragazze
non sapevano quali piante cercare. Abbassarono tristemente lo sguardo al terreno spoglio.
Forse possiamo portar fuori dei tappeti.
No, disse Josette. Io voglio un prato. Dio lo maledica. Vado a parlare con Maggie. Sua mamma
ha il pollice verde. Il minimo che potremmo concederci  un prato, giusto?
Pap e mamma lo sanno fare, un prato, disse Coochy.
Non hanno il tempo. N l'inclinazione, disse Josette, con un pizzico di prosopopea. Con
Coochy faceva sempre cos, per vantarsi del proprio intuito, del modo in cui usava le parole. Coochy
era il fratello minore, perci lei continuava a fargli i suoi predicozzi.
 solo che per loro non rappresenta una priorit. Tuttavia, se vogliamo festeggiare
solennemente Hollis con un barbecue, non possiamo ricevere la gente sulla terra battuta di un campo di
pallavolo.
Capisco, disse Coochy, guardandola mentre si allontanava a grandi passi sulle sue gambe corte.
Addio, professoressa dei miei stivali, grid.
Josette fece il giro lungo, un miglio di strada, e svolt nel vialetto dei Ravich. Il cane abbai tre
volte, poi la riconobbe e venne a salutarla, a testa bassa, scodinzolando. Maggie era in casa con
LaRose. Erano nel prato, accovacciati con alcuni attrezzi. Quando videro Josette, buttarono via gli
attrezzi. LaRose le corse incontro.
Ehi, disse Josette.
Non aveva mai fatto una visita vera e propria, veniva solo a prendere LaRose.
Dai, disse Maggie, cercando di ingoiare un sorriso. Andiamo dentro a prendere un gelato.
Veramente, volevo chiedere a tua mamma come si fa un prato.
Sono andati in citt. Vieni, noi abbiamo fame.
Josette li segu in casa. Non era mai andata oltre la soglia. Si guard intorno osservando tutto, la
moquette rossiccia, il divano rossiccio, i cuscini marroni e oro, sprimacciati e allineati.
Questo  il posto dove LaRose vive la sua seconda vita, pensava.
C'erano degli oggetti d'antiquariato, vecchi e lustri. Pesanti brocche bianche come il latte.
Orologi e cornici di legno intagliato. In una delle fotografie, LaRose e Maggie sedevano davanti a Peter
e Nola. Erano eleganti e sorridevano: non rigidamente ma in modo naturale, come se fossero sempre
stati insieme. Josette pass la mano sopra un tavolino. Il piano di ogni mobile era nudo, o forse reggeva
un oggetto decorativo. Un cavallino di vetro. Una serie di scatole di ceramica verde spento di varie
grandezze. Nella libreria, i libri erano disposti per... colore? Erano tutti impilati e allineati con ferrea
precisione. Il tavolo della sala da pranzo era spoglio. Nemmeno un centrino ricamato. Sui ripiani della
cucina non c'erano boccette di medicine o sacchetti di pane o posate sparse qua e l. Ogni cosa era
dentro gli armadietti. Maggie apr uno sportello per prendere i coni. Josette vide vasi trasparenti pieni
di pasta di diversi tipi. A prima vista quella casa sembrava un set cinematografico. La pubblicit in una
rivista. Poi cominci a essere opprimente. Maggie tir fuori dal cassetto del freezer una scatola di
gelato. Josette guard dentro da sopra la sua spalla e vide che i sacchetti della verdura erano tutti uno
sopra l'altro ed etichettati. Maggie riemp i coni di gelato di more e ne pass uno a LaRose. Richiuse la
scatola, la rimise nel frigo. Poi sciacqu il cucchiaio del gelato e lo lasci nella lavastoviglie. In cucina,
Josette teneva in mano due coni di gelato quando cominci a sentirsi strana.
Possiamo tornare fuori?
Uscirono dalla porta a vetri scorrevole sul retro, andarono a stendersi nelle sedie a sdraio.
Josette vide, sull'erba, un mucchio di denti di leone appassiti e not che gli attrezzi avevano punte di
metallo biforcute.
Cosa stavate facendo?
Dobbiamo togliere cento denti di leone al giorno, disse LaRose.
Non al giorno, disse Maggie.
Sembra cos, disse LaRose.
Quanti ne avete tolti? Josette aveva l'impressione di essere diventata lenta di comprendonio.
Era sconcertata da quella storia.
Oh, ne abbiamo gi spiantati settantotto, disse Maggie.
Poi cosa ne fate?
Lei alz le spalle. Non so. Li buttiamo nel mucchio delle erbacce dietro la stalla. Dopodich, nel
prato ne crescono degli altri. Qualcuno li avvelena, ma qui la mamma libera le galline. Possiamo venire
da voi?
Mi piace questo sapore, disse Josette. I tuoi non si arrabbieranno?
Posso lasciare un biglietto, disse Maggie.
Be', io ho ancora bisogno di sapere come si fa un prato, disse Josette. Come faccio?
Non lo so, disse Maggie. Questo c' sempre stato.
Non lo fare, disse LaRose. Non ho voglia di strappare denti di leone in due prati.
Volete aiutarci a preparare una festa? Per il diploma di Hollis? Io pensavo a un barbecue.  a
questo che il prato dovrebbe servire.
Vorrei poterlo arrotolare e darvi il nostro, disse Maggie. Non viene mai usato.
Vorrei che potessimo chiedervelo in prestito, disse Josette.
Lecc il gelato fino in fondo, poi sgranocchi il cono finch non ne rimase che una puntina. Il
prato era folto, verde, e sembrava morbido come una coperta. Josette si vedeva nell'atto di arrotolarlo
metro per metro. Lo avrebbe portato sulle spalle, arioso e leggero. Lo avrebbe steso dietro la casa degli
Iron, avrebbe tolto la rete del campo di pallavolo, almeno per qualche giorno. La gente avrebbe
camminato sull'erba soffice a piedi nudi. Ci sarebbero state... oh, delle lanterne di carta. Di tutti i
colori: corallo, giallo, blu cielo. Con dentro delle lucine.
Dovresti aspettare che tornino i tuoi genitori, disse a Maggie. Vieni da noi pi tardi. Grazie per
il cono. Devo andare.
Maggie non grad, ma dopo la partenza di Josette and in giardino con LaRose e riprese a tirare
stilettate ai denti di leone.
Perch la gente odia tanto i denti di leone?
Me lo chiedi sempre, disse Maggie.
Non mi dai mai una buona risposta.
 perch onestamente non lo so, disse Maggie.
I denti di leone danno allegria, e ci mettono tanto impegno.
Lo so, disse Maggie sedendosi sui talloni.
Sciopero? Mi pare che tu abbia voglia di smettere.
Gi.
Maggie prese le due forchette per denti di leone. Le soppes e le butt nel bosco.
Credo che sia una buona idea, disse, spolverandosi le mani. Scioperiamo!
Smettiamo di fare gli adulti, disse LaRose.
Josette torn indietro lungo la strada, con l'immagine del tappeto erboso dei Ravich che le si
annebbiava nella mente fino a cancellarsi. C'era tantissima erba intorno a lei, nei fossi, l'erba novella
che spuntava dall'erba secca. Pensava alla sua casa, dove poteva deporre un oggetto e riprenderlo pi
tardi, dove la mamma rompeva sempre le scatole a tutti con i suoi inviti a rimettere in ordine per gli
scaffali reggevano un ammasso di libri e giornali, un ventaglio di penne d'aquila su un rettangolo di
stoffa rossa, conchiglie di orecchie di mare, salvia, sacchetti di tabacco, cestini di salice rosso,
fotografie in cornice, un nido d'uccello, foglie e corteccia di cedro, figurine di Walt Disney. Forse era
troppo. Scese nel fosso e risal dall'altra parte per andare a casa sua, che era grigia e sciatta. Si ferm.
Ispezion i suoi intrepidi fiorellini. I gerani induriti dalla vita nell'aula scolastica non erano ancora
morti. C'erano viole bianche estirpate dai boschi, viole del pensiero dalla fioriera di sua nonna, una
pianta viola in boccio che sapeva di cipolla, dell'erba cipollina. E la corte, oh be'... Vi crescevano delle
erbacce. Lei aveva continuato ad annaffiarle. Sotto la tettoia c'era un vecchio tosaerba meccanico. Un
decespugliatore a benzina. I denti di leone erano dappertutto, ed erano verdi, verdissimi, e Josette li
aveva lasciati crescere fino a toccare le foglie e a crescere insieme. Avrebbe tagliato anche quelli.
Avrebbe tagliato tutto, pens, guardandosi intorno con un sorriso. Ci sarebbero state delle macchie di
colore intorno alla porta d'ingresso. Era per le torte che veniva la gente, in ogni modo, e a questo aveva
gi provveduto. Le stavano comprando lei e Snow con i loro soldi. Una sarebbe stata al cioccolato con
una scritta di zucchero che diceva Buon diploma e un cartiglio di glassa col nome Hollis. La seconda
sarebbe stata una torta margherita coperta di cioccolato con le stesse parole. La terza avrebbe detto:
Evvai!, e la glassa avrebbe imitato le tute mimetiche militari da guerra nel deserto.
Tute mimetiche, disse Josette quando ordinarono le torte. Capito?
Che pizza, disse Snow.
La mamma stava andando da un macellaio di Hoopdance dove poteva trovare i tagli di carne
giusti per un barbecue a fuoco lento. Landreaux fu spedito a chiedere in prestito dei fornelli a Ottie e
Bap e ad altri parenti. Il pane fritto veniva da nonna Peace. Avrebbero fatto l'insalata russa, le patate in
insalata, e Hollis si incaric di procurare il ghiaccio e due grandi borse termiche. Avrebbe procurato
anche le bibite.
Non dirlo a pap, disse Josette. E prendine anche di dietetiche.
Ormai anche Hollis partecipava al progetto. Aveva scoperto i preparativi solo la settimana
prima. Uno dei suoi compagni di scuola gli aveva detto che sarebbe venuto.
Vieni dove?
Alla tua festa.
Che festa?
Oddio! Merda. Era una sorpresa?
Non so.
In quel momento arriv Snow.
Volevamo dirtelo!
O magari farti una sorpresa!
Josette disse: Non riuscivamo a decidere. Abbiamo continuato a discutere di cosa fare.
Dio, disse Snow. Sono cos contenta che tu lo sappia.
Eravamo sicure che Coochy avrebbe fatto la spia.
No, disse Hollis, stordito. Non lo sapevo. Una festa.
Ormai era al corrente di tutto.
Dovrei... disse Hollis. Posso...
Cosa?
Invitare mio pap.
Oh, mio dio, naturalmente, disse Snow.
 gi nella lista, disse Josette. Abbiamo distribuito gli inviti.
Avete distribuito gli inviti?
Non metterti a piangere adesso, Hollis.
Per un attimo Josette fu proprio quella che era. La sputasentenze. Poi le venne in mente che
poteva essere innamorata di Hollis, e la sua voce divent pi tenera, pi addolcita da una studiata
indifferenza.
S, li abbiamo fatti con la stampante della mamma a scuola. Sono, be', molto spartani.
Non  vero, disse Snow. Lei ha fatto qualcosa di molto elegante. Ci ha messo tanti caratteri
diversi e RSVP e tutto il resto.
Posso averne uno?
Certo, disse Josette. Puoi controllare. Credo di avere scritto tutto giusto.
Non  questo, disse Hollis. Ne voglio uno da mettere in cornice. Voglio attaccarlo al muro. Ci
sar qualche muro dove vado a finire.
La sua voce si affievol.
Oh, resta qui, disse Snow.
Josette lo guard nel viso affilato, cerc di dire gi con aria indifferente, ma la voce le si ruppe
in gola e si trasform in un colpo di tosse. Perch le succedeva questo, sempre? Questo salto di gioia?
E poi questa morsa? Cerc di riderci su, ma la risata le rest nel naso, divent una brutta tosse secca e
stizzosa come quella di un vecchio intrattabile. Poteva andar peggio? Snow la guardava con
un'espressione che diceva: Cerca di raccogliere le idee. Hollis era imbarazzato per lei e guardava verso
un lato della corte. Tir un profondo respiro. Dignit. Un po' di dignit.
Scusate. Allergie. Certo che dovresti restare.
Poi torn a guardarlo in faccia e non riusc pi a nascondere tutto quello che aveva dentro. Se
non fosse stato cos educato, cercando di farle credere di non aver notato la sua strombettata. Se si fosse
voltato in tempo per vedere l'espressione del suo viso. Avrebbe capito. Avrebbe saputo con certezza.
L'amore di Josette per lui le si leggeva negli occhi. Ma Hollis stava ancora guardando la corte quando
la sua espressione si indur, poi disparve. Hollis stava pensando: Forse posso far crescere un po'
d'erba laggi, in quegli spazi vuoti. Forse questo le farebbe piacere.
Josette voleva confezionare un medaglione usando perline sfaccettate, ma finora era riuscita a
tracciare solo un cerchio grande come una moneta da dieci cent. Snow stava lavorando a un paio di
mocassini e a una trapunta, che aiutava sua nonna a cucire una volta ogni tanto, giusto per vedere i
rapidi progressi della cosa. Avevano un tagliere di legno tenero, una rotella affilata come un rasoio e un
grosso righello di plastica. Fare lunghe strisce di stoffa con una rasoiata era soddisfacente. La signora
Peace stava riordinando, come faceva continuamente, le sue scatole di lettere e documenti. Era sorpresa
di aver ricevuto una risposta molto cordiale dalla Societ Storica, che aveva cambiato nomi e sedi nel
corso degli anni. Il presidente aveva promesso di fare delle ricerche sulla prima LaRose.
A causa di quella legge, disse Snow. I musei devono restituirci le nostre cose sacre, giusto? E i
nostri corpi. Protezione e Restituzione delle Tombe dei Nativi Americani. Ho fatto un tema su questo
argomento.
Che cose macabre, disse Josette, inseguendo le perline con l'ago nel coperchio di un barattolo.
Snow non aveva nemmeno segnato la parola sentita nell'ultimo quiz sui vocaboli, perch erano ormai
abituate a usare parole interessanti. Erano note per questo.
La voglio indietro, mormor la loro nonna. Potr riposare con la sua famiglia ai piedi della
collina. Metteremo una lanterna tutta per lei.
Oh no! Devo scucire tutto di nuovo.
Josette si afflosci e pos la testa sul tavolo, accanto alla scatola da sigari delle perline.
Perch queste cose mi disgustano? Che razza d'indiana sono?
Si raddrizz e butt sul tavolo il telaio di plastica con la mussolina e il minuscolo cerchietto di
perline cucite irregolarmente.
Non fare cos, disse Snow, recuperandolo. Perderai l'ago. La nonna ci si sieder sopra. Prese il
lavoro della sorella, infil le perline con la punta dell'ago e cominci rapidamente a unirle aggiungendo
file circolari di altri colori, rame, oro e verde. Sollevata, Josette vide il cerchio ingrandirsi
istantaneamente.
Sei cos brava a ricamare, disse in tono rilassato. Mi piace guardarti.
Hai scelto perline difficili da usare, disse Snow. Quelle piccole di vetro intagliato.
Josette tocc i cerchi aggiunti da sua sorella.
Cos perfetti. Mi viene da vomitare.
Snow le scosse il telaio sotto il naso, e Josette ebbe un sussulto e si ritrasse.
Va' avanti! Per piacere!
Snow riprese il medaglione, che adesso era grande come un quarto di dollaro.
Quando ebbe aggiunto altre tre o quattro file di perline, guard Josette e le chiese a cosa serviva
il medaglione. Josette non rispose. La signora Peace mise il piede con la babbuccia sul pedale e la
macchina da cucire mand il suo lamento.
 per pap? Per Coochy? Per LaRose?
Grazie mille, disse Josette alla sorella, allungando la mano. Lo riprendo io.
Oh, che tesoro! Sar una sorpresa per me. Snow tenne il medaglione dove la mano di Josette
non arrivava. Sei una sorella cos buona! Farmi un regalo! Aaah, proprio carina. Non me lo merito!
Questo  sicuro, grid Josette. Ridammelo!
 per Hollis?
Josette le strapp il telaio e mostr il dito medio. Riprese a infilare perline, poi lasci cadere il
medaglione e si mise un dito in bocca.
Visto, adesso? Mi hai fatto uscire il sangue.
Oooh. Antica medicina d'amore.
Cattiva medicina!
La signora Peace alz il piede dal pedale della macchina da cucire e tagli il filo.
Non si versa il sangue di una donna sulle cose di un uomo, disse.
Mmmm. Snow guard Josette aggrottando le sopracciglia. Miigwech per averci impartito la tua
saggezza, Nokomis.45
Allora, nonna, disse Josette, infilando ed estraendo laboriosamente l'ago. Io credevo che solo il
sangue della luna potesse nuocere alle cose di un uomo. Invece  tutto il sangue che abbiamo dentro i
nostri corpi di donne?
Oh, che ne so. La signora Peace alz le spalle. Io insegnavo nelle scuole dei bianchi. Tutti i
momenti saltano fuori nuove regole imposte dalle tradizioni. Voi riderete. Sam sostiene che Malvern,
alle cerimonie, dovrebbe portare la sottana, in modo che gli spiriti sappiano che  una donna. Okay,
dice Malvern, appena tu porterai un pannolone, un perizoma, o terrai dritto il tuo pisello in modo che
gli spiriti sappiano che sei un uomo. E gi che ci siete, voi uomini dovreste tornare a usare archi e
frecce e andare a piedi dove volete andare. Queste tradizioni. Non so da dove vengano! Dovreste
chiedere a Ignatia-iban, ma lei se n' andata nel mondo degli spiriti.
La signora Peace, che si era espressa con grande energia, agit il braccio verso la finestra come
se Ignatia fosse andata in vacanza, a divertirsi.
Dunque, un medaglione per Hollis, disse Snow. Significa che...
Ne abbiamo mai parlato? No. Ma forse voglio fargli qualcosa di speciale.  un problema?
No di certo, disse Snow. Dammi, lascia che ti aiuti a mettere quel nuovo colore.
Ancora una volta, Josette le pass il lavoro e guard la sorella maggiore mentre raddrizzava le
perline e ne aggiungeva delle altre.
Possiamo mettere un film, nonna?
Hai uno di quei film con gli uomini meccanici?
Siamo cos gasate, disse Snow. Nel cesto delle offerte al supermarket abbiamo trovato
Terminator.
La signora Peace gracchi: Non aspetto altro!
Quello  Clint Eastwood, disse Snow. Lui fa sempre i veri uomini. Ed  vecchio.
Non per me.  solo un ragazzotto presuntuoso.
Anche Arnold ti piace.
C' Arnold? Torner.46
S!
Recitavano le battute e non dovevano alzare gli occhi dal ricamo per guardare, anche se nei
momenti chiave lanciavano un'occhiata allo schermo e passavano, meditabonde, i fili sul blocco di cera
d'api, rigato e intaccato. La cera rinforzava il filo.
Non dimenticare di lasciarci una pecca, disse Snow a Josette, sai, per tener fuori lo spirito.
Solo il Creatore  perfetto, disse coscienziosamente Josette. Non credi che sanguinare sul
medaglione sia una pecca sufficiente? O il fatto che ci sono gi due file fuori posto?
Snow esamin il medaglione.
Quanto al Creatore, sei al riparo, disse, restituendoglielo.
Che sollievo. Josette alz due dita. Io e Gizhe Manidoo.47 Noi siamo sempre cos.
Ho questa domanda che mi ronza nella testa, disse la loro nonna. Con quale dei suoi mariti
Ignatia-iban star ballando il passo doppio nel mondo degli spiriti?
Perch dovrebbe scegliere uno dei suoi mariti, disse Josette, quando aveva tanti mariti di altre
signore tra cui scegliere?
Per non parlare degli scapoli, disse Snow.
Ne ha avuto qualcuno, convenne la signora Peace.
E tu, nonna?
Josette e Snow si guardarono di sottecchi.
Oh, io, disse la signora Peace. Io sono stata fedele a vostro nonno per tutta la vita.
Le due ragazze tacquero, in segno di rispetto e di compassione. Ma Josette era curiosa.
Perch sei sempre stata cos fedele?
Oh, non ero tanto brava: ero proprio stanca di loro. Gli uomini. Sono stressanti. Vedrete.
Questo lo sappiamo gi, disse Snow, che teneva ancora la felpa del suo deludente boyfriend
lottatore attaccata a un gancio in fondo all'armadio.
Tornando a casa, Snow e Josette passarono a prendere Maggie. Le ragazze attraversarono la
cucina arraffando carote e vinaigrette, poi andarono in camera da letto con l'insalatiera. Snow tir il
fragile chiavistello della porta, e si sentirono isolate dal mondo. Snow si sdrai sul suo giaciglio, con i
movimenti aggraziati di una cerbiatta, si avvolse i capelli intorno alle dita e si curv sopra le gambe
lunghe masticando una carota.
Mmmmm? Aveva la bocca piena di carota, ma la faccia era seria.
Maggie alz gli occhi al soffitto. In macchina, Snow e Josette si erano comportate stranamente,
venendo l; non avevano scherzato e non le erano sembrate a loro agio. Avevano qualcosa. Josette si
raschi la gola, ma cominci a tossire e cadde pesantemente sul letto, ridendo. Indossava dei jeans
attillati. Quando le fu passata, salt su e s'infil una tuta. Dunque, forse, andava tutto bene? Ma Josette
apr bocca all'improvviso.
Ehi, Maggie, te la fai con Waylon, tu?
Be', s, disse Maggie, sollevata che fosse tutto l.
E fate sesso tosto? disse Snow, per essere sicura.
Ehh, disse Maggie.
Come tue protettive sorelle maggiori... disse Josette.
Giusto, disse Snow.
Vogliamo essere sicure che tu prenda le tue precauzioni. Tipo, lui usa il coso?
Ovvio, disse Maggie.
Dico davvero, ragazzina.
No, disse Maggie.
Se fa l'amore con te, dovrebbe avere un guanto, disse Snow.
Sopra o sotto, deve mettergli il cappotto, disse Josette.
Se ti sembra schizzarello, apri subito l'ombrello!
Quando vien troppo vicino, fagli mettere un calzino!
Snow e Josette stavano diventando isteriche.
Oh mio dio, ragazze! Basta!
Maggie si mise un cuscino sopra la testa e si volt dall'altra parte. Dopo un momento, Josette
smise di ridere e le strapp il cuscino.
E non  tutto.
Maggie si lasci sfuggire un gemito e si butt sul letto a pancia in gi.
Coraggio, fidati di noi, disse Snow. Sai cosa devi fare?
Certo, disse Maggie.
Teoricamente o in realt?
Che vuoi dire?
Sto parlando di dottori, metodi, sistemi, sai, la contraccezione e tutto. Sai come procurarteli?
Naturalmente no.
Aah, tesoro.
Snow e Josette si guardarono fisso.
Prima di tutto, disse Josette, io e Snow faremo una chiacchieratina con Waylon.
No!
Solo un tte--tte. Deve sapere che non gli permetteremo di fare fesserie con la nostra
sorellina, a meno che sappia cosa usare. Poi deve aspettare, e noi vi troveremo dove andare: cio, tu
probabilmente puoi rivolgerti al Servizio Sanitario Indiano, dove c' questa dottoressa che  l apposta
per consigliarti il metodo giusto. Non le vanno le idiozie di queste studentesse che restano incinte.
Inoltre, sai com' rischioso per una ragazza   quello che ha detto lei  avere un bambino con
l'assistenza sanitaria di una zona rurale come questa? S,  quello che ha detto. Noi siamo andate da lei.
Be', c' andata Snow quando stava con Shane. Io no. Io non ci tengo ad avere una relazione matura,
giusto? Ma questa dottoressa, lei va e viene. Sappiamo noi come presentarti. Devi pensare al tuo
avvenire, Maggie. Mi ascolti?
Quello ha fatto sesso con un mucchio di ragazze prima di te, disse Snow. Devi far controllare
anche lui.
Ha detto solo tre volte!
Okay, allora. Vedi i miei occhi come guardano il cielo?
Maggie si volt e si arrese.
Posso fare la puntura?
Se vuoi ingrassare di una dozzina di chili.
E lo iuuud?
Cosa stai dicendo?
L'aiuuuud.
Lo iud?
Maggie annu.
Caspita, disse Josette. Partiamo dal livello pi basso.
D'impareggiabile utilit, disse Josette. Ma per lo pi lo danno alle adulte.
E la pillola?
La prenderesti volentieri?
S, disse Maggie. Ma non voglio che mia mamma la scopra. E quel coso che somiglia a una
tazzina?
Tecnicamente, un diaframma. Non  sicuro al cento per cento. E tu devi esserlo al mille per
cento con Waylon. I suoi fratelli e i suoi zii...
Niente buchi nell'acqua, disse Snow. Tu sei una dura. Io penserei alla pillola. Puoi usare la mia
ricetta, per ora. Solo, fallo di nascosto: pi il preservativo. Sempre il preservativo.
Cos sei protetta, tipo, oltre il cento per cento.
Sono d'accordo, disse Snow.
Hollis schier le sedie, ripose gli attrezzi da giardino, le mazze di plastica, cose che non
dovevano star l. Si muoveva rapido e leggero, facendo tutto quello che volevano. Una festa per lui!
Correva a destra e a manca. Chiedeva istruzioni. Una festa per il suo diploma. Non aveva ancora capito
come doveva sentirsi. Le sue vibrazioni di ragazzo cupo e scontroso erano definitivamente
compromesse. Si sorprendeva a sorridere. La sua festa si doveva celebrare nel weekend precedente il
conferimento dei diplomi a scuola. Festeggiavano tutti in quel momento, o la settimana dopo, e
facevano tutti il giro. La festa di Hollis doveva svolgersi la domenica nel tardo pomeriggio: il momento
giusto per tutti quelli che avevano festeggiato la sera prima, che avevano bisogno di un brodino per
curare i postumi della sbornia e di qualche altra cosuccia da mangiare, ma non il tipo di folla che
sarebbe rimasta per tutta la notte. Le foto dei diplomati erano state pubblicate sul giornale. Tutti
sapevano di chi erano le case dove si festeggiava. Ci sarebbero state file interminabili di invitati.
Impossibile sapere quanti. Finora le ragazze si erano fatte prestare dieci pentole elettriche a cottura
lenta ed Emmaline aveva messo le mani su una cassetta di salse per barbecue Famous Dave che erano
appena scadute.
La salsa per il barbecue non va mai a male, giusto?
Mai!
Famous Dave era un eroe culturale, un imprenditore ojibwe di successo con una catena di
outlet.
Emmaline aveva attaccato le pentole a tutte le prese della cucina, ci aveva messo dentro i grossi
pezzi di spalla di manzo, li aveva coperti di salsa e lasciati cuocere lentamente, al minimo, per tutta la
notte. Il giorno della festa tutti si svegliarono con l'odore irresistibile del barbecue nelle narici. Non
era, in qualche modo, l'odore pi indicato per la sveglia. Aprirono le finestre. Landreaux separ le fette
di carne con due forchette e tenne accese le pentole. Entro il pomeriggio sarebbe stato perfetto.
Emmaline aveva gi preparato e congelato il brodo di verdure con le polpettine. Avrebbero servito
anche questo piatto, che era quello preferito dagli anziani.
Le erbacce, a furia di essere tosate, ora somigliavano un po' a un prato, e c'era anche l'erba, la
gramigna, un'erba impossibile da uccidere. La corte era delimitata dai tavoli pieghevoli di plastica presi
in prestito alla scuola di Emmaline. C'erano sedie da giardino, sedie da powwow, sedie a sdraio. Da un
lato della corte eressero un gazebo che era un investimento, come disse Emmaline. Dopo tutto, negli
anni seguenti ci sarebbero state altre quattro feste analoghe. Josette stese sul tavolo delle cibarie il
logoro lenzuolo di Coochy con i suoi eroi prediletti, poi lo tolse e lo ripieg.
Inadatto alla festa.
Emmaline disse che potevano usare il lenzuolo a fiorami del suo letto matrimoniale.
Josette ne fu estremamente toccata.
Per, mamma... Ci rovesceranno sopra della roba. Il tuo lenzuolo migliore si roviner.
Poi lo metto a mollo.
No, user il tuo lenzuolo per il tavolo da gioco e dei regali.
Josette pieg e ripieg il lenzuolo dei suoi genitori, e lo stese sul tavolo pieghevole. Sul lungo
tavolo rettangolare delle cibarie lisci il proprio lenzuolo rosso-viola a tinta unita. Cos la salsa del
barbecue non si sarebbe nemmeno vista. Il lenzuolo con gli eroi di Coochy lo usarono, a rovescio, per il
tavolo dell'insalata. Josette fece un passo indietro e inclin la testa da un lato. I tavoli facevano un
bell'effetto, allineati da quella parte, con le gambe nascoste. Pens a dove poteva mettere le cibarie. Le
pentole sul tavolo viola, con prolunghe su prolunghe fin dentro le finestre della casa per tenere le carni
al caldo. Il pane sarebbe andato di fianco alla carne nelle grandi coppe di alluminio, con le focaccine
ancora negli involucri di plastica per mantenerle morbide. Aveva comprato quelle con i semi di
sesamo. Un piccolo extra. C'erano anche insalate normali, di pasta, di lattuga, e la sua quasi famosa
insalata di patate.
Il giorno prima aveva fatto pelare a Hollis e Coochy due sacchi di patate da dieci chili. Le aveva
tagliate a cubetti e lessate, non troppo. Durante la notte aveva lasciato raffreddare e marinare le patate
in olio, aceto, sale, pepe e cipolle tagliate a dadini. Le aveva messe nel seminterrato, sopra la lavatrice,
coperte da tovaglioli puliti. Poi Josette cambi la programmazione e port di sopra le patate
raffreddate. Le mescol con cura alla maionese, mista a una dose di senape bastante a conferire alle
patate un vivace colore dorato. Ma una dose non troppo grande, per non alterarne il sapore. Affett un
paio di vasetti di sottaceti e aggiunse anche quelli. Snow aveva preparato una dozzina di uova sode,
tuffandole nell'acqua fredda per impedire al tuorlo di coprirsi di un alone verdastro. Sulla gialla
superficie irregolare dell'insalata di patate nelle grandi ciotole di plastica verdi, arancione e blu misero
poi le uova a fettine spruzzate di paprika. Josette prese una patata che sporgeva. La mangi. E fece un
cenno di assenso all'insalata corrugando lentamente la fronte nell'espressione concentrata di un saggio.
Dopo che i ragazzi ebbero portato fuori le borse termiche con le bibite coperte di ghiaccio
tritato, e il pentolone di riso selvatico, e la scatola di cartone del pane fritto, dopo che ebbero aperto le
marmellate di prugnoli e apparecchiato i tavoli con i coltelli, i cucchiai e le forchette dentro tazze da
caff, dopo che ebbero tolto gli involucri di plastica e preparato i panini per gli hamburger, e poi le
insalate di patate con le insalatiere nuovamente protette dai tovaglioli, Josette e Snow portarono fuori le
torte farcite. Erano venute cos bene! La glassa di zucchero delle scritte in rilievo era fresca e
croccante. Il cartiglio del diploma perfettamente arricciato alle due estremit. Le volute rossicce della
glassa che avrebbe dovuto imitare la tuta mimetica erano quelle giuste. Josette aveva confrontato il
motivo con quello della divisa di Hollis senza farglielo sapere. Per aveva cambiato le parole,
togliendo Evvai! La torta non aveva parole perch non c'erano parole.
Lei stava seguendo gli spostamenti delle unit della North Dakota Guard: il 142esimo
battaglione del genio da combattimento era entrato in Iraq a mezzanotte del 27 aprile. Josette era quasi
certa che il loro compito era ispezionare le strade in cerca di ordigni esplosivi.
Snow e Josette esposero le torte in fondo ai due tavoli con le cibarie, accanto a un vaso di lill
freschi. C'erano un coltello grande, i tovaglioli, i piatti di carta. Una spatola per ogni torta. Fecero
qualche passo indietro, guardando ogni cosa. Non volevano togliere i coperchi di plastica dalle torte, n
tagliarle, finch non fossero state ammirate. Finch non si fosse intonato il canto in onore di Hollis.
Finch tutti non avessero fatto i loro discorsi, congratulandosi con lui.
Gli invitati parcheggiarono le macchine nel vialetto in terra battuta, poi sull'erba, poi sulla
non-erba, poi lungo la strada maestra. I ragazzi del liceo continuavano ad arrivare perch erano molto
amici di Hollis e sapevano che la sua famiglia avrebbe dato una gran festa, con un mucchio di roba da
mangiare. I maschi venivano con cassette di birre nei portabagagli, le ragazze con biglietti di auguri per
Hollis. Arrivarono la signora Peace e Malvern, accompagnate da Sam Eagleboy nella sua Oldsmobile
sportiva rosso cupo. Arriv Zack, in borghese. Bap port Ottie, e Landreaux usc per aiutarli a togliere
la sedia a rotelle dal portabagagli, a sistemarvi Ottie e a spingerlo sotto il tendone dietro la casa, con gli
anziani, da dove potevano osservare i giovani che si muovevano nella corte.
Non mettere Ottie vicino a quelle belle ragazze, disse Bap. Cercheranno di rubarmi il mio
uomo.
Ottie le tocc la mano.
Stavano arrivando i genitori dei ragazzi. Venivano anche fratelli e sorelle minori, che si
buttavano gi dalle macchine per lanciarsi verso gli snack. Peter, Nola e Maggie arrivarono a piedi.
Peter strinse in silenzio la mano a tutti. Cerc una sedia pieghevole per Nola. Si sedettero insieme
vicino al gazebo, nella penombra ai margini della corte. Presto li raggiunse il cane, che prima si
accucci e poi scivol piano piano verso la caviglia di Nola fino a toccarla; e lei lo lasci fare. Aveva
deciso di venire alla festa. A rigore di termini, non aveva senso. Eppure l c'era qualcuno con il corpo,
la voce, il nome di Nola, che ben presto si trov a mangiare un piatto di barbecue col muso caldo di un
cane sulla caviglia. Peter si terse il sudore dalle tempie, stordito dallo sforzo. La
compartimentalizzazione a un cos alto livello era uno stress. Ma Landreaux lo aveva invitato, senza
una spiegazione dell'accaduto. Era una cosa sua, legata alla tradizione, o significava solamente che la
vita doveva continuare? Maggie mise nel cesto di Hollis il loro biglietto di auguri con un assegno di
venticinque dollari. Poi and dietro i tavoli ad aiutare le sorelle a servire le cibarie. Dopo un po' Nola
vide il ragazzone che adesso, ogni tanto, li aiutava nei lavori agricoli. Waylon era andato a piazzarsi
vicino a sua figlia. Si chin, le disse qualcosa. Maggie alz brevemente gli occhi e depose il cucchiaio.
Vedo, pens Nola. So.
Si conosceva e, per certi versi, conosceva sua figlia.
Poi alla festa arriv improvvisamente Romeo. Forse aveva parcheggiato in fondo alla strada, o
qualcuno gli aveva dato un passaggio. Si sedette con i vecchi. Sam Eagleboy stava parlando della
"missione compiuta". Romeo disse che Bush stava bene in tuta, poi la sua voce cambi. Prima era
morta una mamma hopi: dov'era il riconoscimento del sacrificio? L'umilt?
I vecchi lo guardavano fisso e annuivano.
La guerra dei cento giorni, disse Romeo.
Tutt'a un tratto si sent come se da un momento all'altro potesse venir meno. Che strano. Si alz
dalla sedia e cammin come uno spettro fino al limitare della corte, poi rimase l in piedi a guardare
lontano, verso i folti boschi verdi. Quella  la nostra casa, pensava, il posto da dove siamo venuti. E ora
viviamo come dei pasci. E i nostri giovani stanno ancora una volta combattendo per quella che era la
bandiera del nemico. Non devono fare uno sforzo per comprendere l'ironia della situazione. C' una
fila di pentole piene, e tutto il resto della roba da mangiare. C' Landreaux, che ho quasi fatto uccidere,
e dunque devo accontentarmi di questo. Ed Emmaline che sa che ho quasi ucciso il suo uomo e cos,
ormai, non mi amer pi. Ma Hollis? Hollis, che lasciarlo andare  stata la cosa di gran lunga migliore
che abbia fatto. Invece eccolo qui, diventato adulto, mentre io attraversavo come un sonnambulo i miei
giorni fino a ieri, quando ne ho preso coscienza. Fin troppo. Col lavoro che ho trovato e che ha fatto di
me qualcosa. E il dolore che ho dentro e che, stranamente, quando mi muovo qua e l comincia a
calmarsi. Come se fossi una sveglia e mi avessero caricato male da quando Landreaux mi  caduto
addosso, e come se buttandomi gi dalla scalinata della chiesa io stessi cominciando a sentirmi caricato
nel modo giusto.
Perch si era alzato dagli ultimi gradini, Romeo, era risorto come un defunto ed era andato a
casa, senza dolori, senza il suo vecchio nemico familiare, gi per la collina. E col passare dei giorni le
contusioni erano guarite. Non aveva sofferto molto, perch gli era rimasta ancora qualche ricetta, ma
poi... Nada. Ne ebbe meno bisogno. Poi quasi pi. Una cosa sconvolgente: era come se le ossa si
stessero assestando lentamente e andassero a posto dentro di lui. Pi di trent'anni prima Landreaux era
precipitato dal pilone di un ponte di Minneapolis; atterrando con violenza aveva stritolato il fianco
destro del corpo di Romeo. Due settimane prima, Romeo si era buttato gi da una serie micidiale di
gradini di cemento, cadendo sul fianco sinistro. Poi si era tirato su, e aveva dovuto constatare che era
successo un miracolo: qualcosa lo aveva stirato da capo a piedi. Nessuno per testimoniarlo, nessuno per
compatirlo e, tristemente, nessuno che avesse assistito a quell'evento eccezionale. La caduta, in
qualche modo, non lo aveva ucciso ma aggiustato, rimettendo tutto insieme. Ecco come si sentiva. Si
era attuato un misterioso allineamento interno. Romeo si era calmato progressivamente a partire dal
centro del corpo. Riusciva persino a tenersi in equilibrio con gli occhi chiusi, come un alpinista nel
pieno delle sue facolt.
Due figure gli passarono davanti, dopo aver fatto un giro intorno agli anziani, senz'accorgersi,
tutti presi solo da se stessi, che gli anziani o la madre di lei li avevano notati. Cos Maggie e Waylon
scivolarono nel bosco.
Una penna d'aquila e una conchiglia di orecchia di mare contenente una pallina di salvia
fumante furono date a LaRose, che and in giro a fumigare le cibarie. Il bambino sparse il fumo
consacrato sopra le pentole elettriche, le casseruole, le torte, i tavoli e il cestino con i biglietti d'auguri.
Gir intorno agli anziani, che muovevano le mani come se cercassero di tirarsi il fumo sopra la testa, al
pari di Hollis e delle sue sorelle. Poi la salvia fin in cenere. LaRose riemp un piatto con un po' di
tutto, anche un angolo segreto di torta e una presa di tabacco. Rasentando un lato della corte, usc tra gli
alberi e lasci il piatto ai piedi di una betulla. Si ferm di fianco all'albero, guardando tra le foglie
novelle, verso il posto dove aveva digiunato, dov'erano andati a trovarlo Dusty e tutti gli altri. LaRose
non sapeva cosa dirgli, se erano laggi. Oh be', li avrebbe trattati come tutti gli altri.
Siete invitati, disse con la solita voce.
Quando torn indietro, la corte intorno alla casa era gremita di persone che parlavano, si
riempivano i piatti di cibo e ridevano in continuazione, come, be'... una folla di indiani. C'era cos
tanta gente che mangiava che le sedie erano tutte occupate, poi gli scalini dietro la casa, poi quelli della
veranda sul davanti. Avevano steso dei tovaglioli sulle macchine per impedire alle ragazze di
macchiarsi di fango le gonne con le balze. La gente stava in piedi con i piatti tra le mani, mangiando
avidamente perch la roba era di prima qualit. Lo dicevano tutti. Di prima qualit. Portavano anche
offerte non previste. Pagnotte. Sacchetti di patatine, salse, biscotti.
Quando arriv il momento della torta, Hollis fu invitato da Landreaux a farsi avanti. Allora si
immerse nella folla, prosegu fino al limitare della corte e si ferm davanti a Romeo.
S? disse Romeo.
Hollis lo prese per un braccio.
Io?
S, vieni.
Mentre Hollis se lo tirava dietro fino a fermarsi con lui davanti alle torte, Romeo finalmente
cap! Nella sua vita era stato scritto che un giorno avrebbe camminato sull'aria. Eccolo dunque
galleggiare l davanti a tutti. Ogni cosa gli stava passando lentamente davanti agli occhi. Ne poteva
scorgere ogni dettaglio. Le camicie con le falde nei calzoni. Le ragazze con i loro vestiti variopinti,
gialli, rosa. E lui stesso, che sfilava davanti a loro al fianco di suo figlio, un uomo come tutti gli altri.
Non zoppicava. Si ferm davanti ai tavoli, non pi curvo su se stesso ma dritto come un fuso dalle
piante dei piedi al cocuzzolo della testa. Se n'erano accorti? Per forza, ma nessuno fece commenti.
Romeo, per, lo sentiva fortemente. Radici, aveva messo radici proprio l. Forse sorrideva, e si port
una mano al viso per controllare se era vero.
Ordinariamente, in un momento come questo, avrebbero chiesto a padre Travis di recitare una
preghiera. Nessuno aveva pensato di chiederlo al nuovo sacerdote. La gente si era offesa quando alla
guida della parrocchia era stato messo un prete di nome Bohner. Come se... senn quel prete dove
poteva andare? E non potevi certo chiamarlo padre Dick. Non era giusto.
Dall'altro lato di Hollis c'era Emmaline. I suoi occhi erano puntati su Landreaux in un modo
neutro, non esattamente cordiale, ma nemmeno con la solita impazienza risentita. La cosa non era
sfuggita all'attenzione di Josette.
Landreaux inton un Canto d'Onore. La sua voce era innocente e piena. Come sempre, scaldava
gli ascoltatori. Poi chiese a Romeo di dire qualche parola.
La cosa da fare in quel momento era parlare col cuore in mano. La gente usava sempre questa
espressione: parlare col cuore in mano. Ma cosa significava? Parlare tenendo in mano la ghirba
strizzata, la scarpa scalcagnata, il pezzo di carne scadente che gli pulsava nel petto? O far parlare la
vecchia prugna secca delle sue speranze finite in merda? Allora, cerca almeno di essere breve. Romeo
batt le palpebre, spaventato. Fece qualche passo avanti e si port una mano alla mascella.
Cos lui... Romeo accenn con la testa a Landreaux.
Cos io... Romeo accenn con la testa a Hollis.
Come padre non sono stato un granch, disse. Io... E neppure come madre. Certe persone non
hanno alternative. La sua voce prese un po' di forza.
Io non ho avuto altra scelta che essere umile, disse. Perch non so fare bene le cose. Arraffo
quello che vedo e basta. Ecco come sono fatto. Cos, quando Emmaline...
Chin il capo nella direzione di Emmaline.
Cos, quando Emmaline e la mia vecchia maestra, la mia giovane maestra, ah ah, la signora
Peace, laggi, cos, quando Landreaux... hanno preso con loro il mio bambino e lo hanno allevato. E
ora eccolo qua. Diplomato. Gli si stava stringendo la gola. Chiuse gli occhi.
Io non ho molto da offrire, come persona. La gente dice che sono bollito, a essere generosi. Ma
quest'anno ho avuto la sorpresa di trovare un lavoro. E la sorpresa ancora pi grande di non averlo
perso. Adesso reggetevi forte e attenti a non cadere, perch... ho messo i soldi in banca.
Romeo cerc nella tasca posteriore e ne tolse un libretto di assegni con la copertina di plastica
bruna. Tenendolo tra le mani, si pieg in avanti con un solenne inchino. Offr il libretto a Hollis, che lo
accett, stupito.
Qua dentro ci sono tremila dollari, disse a Hollis. Io faccio una vita molto frugale. Ecco, con
questo puoi andare all'universit. Molla la Guardia Nazionale, ragazzo mio.
Hollis fece un passo avanti e lo strinse tra le braccia, e mentre si abbracciavano Romeo ud
l'applauso della gente.
Be', mi venga un accidente, pens, quando gli applausi cessarono e lui fece un passo indietro.
Gli sembrava di scoppiare.
Sua madre ne andrebbe cos fiera, disse tutt'a un tratto, ad alta voce, aprendo le braccia.
Hollis guardava suo padre con grande concentrazione.
Chi era?
Charisma con la K, Lee con la i. Karisma Li.
Karisma Li? Mi pare... Hollis stava per pronunciare il nome di una ballerina esotica, ma si
ferm, turbato.
S, disse Romeo, a me prefer un dottorato dell'universit del Michigan.
Adesso mangiamo la torta, disse Josette, toccando il braccio di sua madre. Basta con i discorsi.
Aspettate!
Sam venne avanti col suo passo felpato tenendo in mano una penna d'aquila. Era una penna
della coda di un'aquila reale adulta, con alcuni giri di perline intorno alla frangia di pelle della
cannuccia.
La penna pi bella che abbia mai visto, sibil Malvern. Faceva la danza del sole con quella
penna, Sam. L'ha ornata per Hollis.
Sam si piazz davanti a Hollis e recit una preghiera in ojibwe. Tutti fecero silenzio. Le persone
che capivano l'ojibwe non potevano sentire, ma ora Sam parlava solo a Hollis. LaRose aguzzava il pi
possibile l'orecchio.
Mentre ascoltava, fu colto dalla fluttuante sensazione di trovarsi con le altre persone, quelle l, e
le sent uscire dai boschi. Girellarono fino a lui e si fermarono alle sue spalle. LaRose avvertiva la loro
simpatia e la loro curiosit. Mentre le sentiva avvicinarsi, not che i colori dei vestiti indossati dai vivi
diventavano pi forti e brillanti. Eppure udiva distintamente ogni parola che dicevano le altre persone,
anche se tutto l'insieme era un confuso cicaleccio. Le osserv mentre si riunivano o si separavano,
corrugavano la fronte o ridevano, in una danza di gioia abituale che continuava a spostarsi e svanire
appena iniziata, e poi tornava a spostarsi. Altre figure trasparenti uscivano dal folto degli alberi per
venire a unirsi ai presenti. Dusty voleva una fetta di torta. LaRose gli disse: Accomodati, e lui si
avvicin al tavolo e prese un pezzo di torta. Nessuno not la presenza di Dusty, tranne il cane e forse
sua madre, che si volt dalla sua parte e sorrise con aria perplessa. La vecchia con la penna sul cappello
disse: Aspettate, avranno un regalo anche loro e saranno le mie ossa levigate dal tempo. Ignatia
camminava lentamente, ma senza la bombola di ossigeno, adesso. Due donne che LaRose non
ricordava dissero, con affetto divertito: Quella Maggie. Guardatevi da lei. Altre dicevano che Hollis e
Josette formavano proprio una bella coppia e ricordavano che Ottie, una sera, aveva detto loro di
aspettarlo davanti al cancello. Presto le avrebbe raggiunte l. Basta guardarlo.  gi in cammino.
Sedevano su sedie fatte d'aria e si sventolavano il viso con foglie trasparenti. Parlavano nelle due
lingue.
Noi vi amiamo, non piangete.
Il dolore mangia il tempo.
Siate pazienti.
Il tempo mangia il dolore.
Josette serv la prima fetta di torta.
Questa  la torta pi bella che abbia mai visto, disse Hollis, con la voce arrochita dall'emozione.
Aspettate! Aspettate il canto della torta!
Oh no, disse Josette. Il canto della torta?
Era Randall, che aveva tardato, ma che and dritto al tavolo per avvicinarsi a Landreaux. Aveva
un tamburino e un grande sorriso sulla faccia. Randall e Landreaux intonarono un canto sulla torta,
com'era dolce e tutta piena di dolcezza come la vita davanti a Hollis, dolce come l'amore che tutti
sentivano per Hollis e l'amore che Hollis sentiva per la sua gente. Era una sbrodolata, e Hollis stava l
davanti a tutti sentendosi un po' sciocco, tenendo in mano la sua fetta di torta, annuendo, serio ma
colmo della felicit del momento, anche se imbarazzato da tanta sdolcinatezza, sorridendo al ritmo
della canzone.
Comunque, disse Josette, girando intorno al tavolo, sempre impugnando la spatola della torta.
Ora puoi lasciare la Guardia Nazionale, giusto?
Non  possibile, disse lui, sorpreso. Ho firmato le carte.
Oh, Hollis.
Josette guardava dritto davanti a s, in piedi accanto a lui, e la sua voce era la voce di una donna.
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45 Nokomis  il nome della nonna di Nanabozho che nelle aadizookaan (storie tradizionali
ojibwe) e in forma leggermente modificata (nookomis) ha finito per significare semplicemente nonna,
mia nonna. [N.d.T.]
46  la battuta-tormentone del film. [N.d.T.]
47 Dio, il Creatore. [N.d.T.]
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FINE.
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Ringraziamenti.
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Rita Gourneau Erdrich, mia madre, mi ha parlato di una famiglia ojibwe che aveva permesso a
una coppia di genitori che avevano perso un figlio di adottare il loro: un atto contemporaneo che
rimanda a un'antica forma di giustizia. Grazie, mamma. Grazie, pap, Ralph Erdrich, per i tuoi
trentacinque anni di servizio nella Guardia Nazionale. Grazie a te, Persia, per il tuo insegnamento
dell'ojibwe a una nuova generazione di LaRose; a te, Pallas, per le accurate letture e la costante
allegria; Aza (vedi sotto); e Kiizh, Nenaa'ikiizhikok, Sky Woman, per come regolate con calma il
nostro mondo. Grazie a voi, Richard Stammelmann; Dr. Sandeep Patel; James e Krista Botsford;
Brenda Child; David Gizinski; Preston McBride; Jin Auh; la mia editor, Terry Karten; e il mio
copy-editor, Trent Duffy.
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Mio nonno Patrick Gourneau, Aunishinaubay, frequent l'Indian Boarding School di Fort
Totten e l'Indian School di Wahpeton. Scrisse per tutta la vita con la sua bella e raffinata calligrafia.
Aza Erdrich ha usato il suo corsivo quando ha disegnato la copertina di questo libro. Cos facendo, ci
ha collegati tutti con il suo bisnonno e la sua prozia, e la nostra ava, la prima LaRose.
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FINE.